5 novembre 2016

MATRIMONI E ALTRE “CORBELLERIE”

Posted in amore, donne, matrimonio, Uomini e donne tagged , , , , , , , , , a 10:00 pm di marisamoles

matimonio-un-annoRagazzacci, che, per non saper che fare, s’innamorano, voglion maritarsi, e non pensano ad altro.

Così pensava don Abbondio quando, trovandosi nei pasticci per colpa della minaccia dei bravi di don Rodrigo, se la prende con Renzo e Lucia. “Ragazzacci” che non pensano ad altro che all’amore e addirittura vogliono sposarsi.

Ma i nostri tempi sono decisamente diversi. Ci si sposa poco, si convive di più, l’amore non è eterno, data la durata media dei matrimoni. (ne ho parlato QUI)
Nessun sacerdote condividerebbe i pensieri del curato manzoniano. Anzi, vista la crisi delle unioni celebrate davanti a Dio, i ministri della Chiesa sarebbero ben lieti di fare gli “straordinari”, celebrando matrimoni anche di notte.

Eppure ci sono “ragazzacci” che ancora pensano alle nozze. Coppie che, nonostante il rito religioso sia passato di moda, hanno ancora il coraggio di giurarsi fedeltà eterna. Ma il matrimonio come dev’essere?

L’annuncio con largo anticipo.
Sarò io strana, ma non riesco mai a fare programmi a lungo termine. La gente che prenota le vacanze da un anno all’altro (anche i miei genitori lo facevano…) non la capisco. Io non ce la farei. Sarà per questo che da vent’anni non vado in vacanza.
Prenotare l’aereo sei mesi prima per pagare di meno? Non ci penso neppure. Il pessimismo mi porta a pensare che magari succede qualcosa e perdo pure i soldi. Pochi ma li perderei comunque.
Figuriamoci se sarei capace di pensare al matrimonio un anno prima…
Eppure ci sono coppie che annunciano le nozze con largo anticipo, informando pure parenti e amici. “Siete liberi il 29 settembre del prossimo anno?”. A questa domanda posso rispondere in due modi: se sono ottimista, dico che non so nemmeno quello che farò domani; se, invece, mi trovano in giornata nera, rispondo che non so se domani sarò viva.

sposa

Il vestito della sposa.
L’abito che la donna indosserà alle nozze è di fondamentale importanza. Mesi prima – se non anni – si inizia sfogliando le riviste in cerca di ispirazione. Confesso che anch’io l’ho fatto. Poi ho scelto un abito molto diverso da quelli che mi avevano colpita sulle pagine patinate delle riviste specializzate. Ne deduco che non serva poi a molto, se non a sognare. Ammesso che si sia particolarmente romantiche.
Mi chiedo, però: ma come fai a scegliere l’abito un anno prima? Non è questione di stile – le mode cambiano ma non così in fretta – bensì di taglia. E se poi ingrassi? O magari dimagrisci per lo stress da matrimonio (a me è successo… 12 chili in tre mesi)? Vabbè, stringere il vestito si può ma allargarlo non sempre è possibile né si possono perdere i chili acquistati con la bacchetta magica.
Sarà, ma forse a causa del mio pessimo rapporto con la bilancia, acquistare il vestito un anno prima non mi sarebbe mai venuto in mente.

La scelta del ristorante.
Evidentemente questa mania di decidere di sposarsi con largo anticipo si è diffusa a macchia d’olio. Per me è incredibile che, con ben 12 mesi di anticipo, si fatichi a trovare un ristorante libero. Eppure succede. O i locali più gettonati sono pochi oppure – cosa molto più probabile – tutti i futuri sposi scelgono la data un anno prima e tutti decidono di sposarsi nello stesso periodo. Dovessi ancora convolare a nozze, per me la cosa sarebbe insopportabile.

Trucco e parrucco.
Per le spose ormai c’è il catalogo dove si possono scegliere l’acconciatura e il trucco preferiti. La scelta è ampia ma, una volta presa la decisione, non sia mai che si attenda il giorno del matrimonio per farsi fare l’acconciatura e il trucco. Le prove sono assolutamente necessarie. E non ne basta una, per carità. Metti che l’acconciatura scelta sul catalogo non sia la migliore per il tuo viso. E il trucco? Non esiste il trucco per la sposa perfetta e, soprattutto, non è detto che il make-up preferito sia proprio quello che sta bene con la tua faccia. E prova che ti riprova, spendi bigliettoni da 100 euro senza nemmeno accorgertene e del tutto inutilmente, visto che il trucco lo togli la sera prima di andare a dormire e al primo shampoo i capelli ritornano com’erano prima.
Lo ripeto: sarò strana ma non mi è mai passato per la testa – letteralmente – di fare le prove di trucco e parrucco. Mi sono affidata ciecamente alla mia parrucchiera – e non a un hair designer come si dice adesso – e per il trucco mi sono arrangiata da sola. Vi posso assicurare che l’acconciatura e il trucco hanno tenuto perfettamente dalle quattro di pomeriggio alle tre di notte. Non mi sono nemmeno tolta il velo al ristorante, per dire.

Per concludere, io davvero non capisco tutte queste complicazioni. La vita è già tanto complicata di suo…
Mi sono laureata a febbraio, ho deciso di sposarmi a maggio, a giugno ancora non avevamo trovato casa e il 31 agosto eravamo davanti al sacerdote apprestandoci a passare la vita assieme. Il vestito era ok, il ristorante l’abbiamo trovato senza difficoltà, la Chiesa non era libera il 1 settembre, come volevamo, e abbiamo accettato di anticipare al sabato precedente. Senza fare prove di trucco e parrucco ero bellissima (quale sposa non lo è?) ugualmente. Stanchissima per aver passato due mesi di preparativi intensi. Figuriamoci se avessi iniziato a pensarci un anno prima… probabilmente nel frattempo avrei deciso di non sposarmi più.

[immagine abito da sposa da questo sito]

5 commenti »

  1. Diemme said,

    La penso come te sull’argomento. Che poi, considerando quanto durano i matrimoni ora, sono pure tutti soldi buttati e, davvero, il gioco non vale la candela. Io ho fatto il mio in piccolissimo, non ho avuto neanche il tradizionale abito da sposa, sono riuscita a trovare un abito da cerimonia in seta pura bianco che era davvero un amore.

    Pranzo alla carta (eravamo in 15 a causa dei miei che si erano voluti “allargare”, io avevo previsto solo i due sposi e i due testimoni) ma, ripeto, per come è andata il mio matrimonio non meritava neanche un cappuccino al bar.

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  2. Mi sta passando la voglia di sposarmi… Ahahahah !! Ma non per lo stress dell’organizzazione globale. E chi la sopporta una donna impelagata in simili casini organizzativi da dirimere ?! Oddio, penso che fuggirò una mattina verso oriente. E ci sarà il sole.

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  3. Valentina said,

    In effetti ci sono un bel po’ di cose da pianificare.
    Io però sono una che preferisce fare programmi e non tutto all’ultimo minuto, giusto per essere sicuri che non ci siano intoppi improvvisi. Per quanto mi riguarda vedo il matrimonio come una cosa lontana da me, o per lo meno ancora lo è. Anche perché probabilmente, nel migliore dei casi, avrò una vita piuttosto in movimento, senza la calma quotidiana che si dovrebbe avere.

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  4. ili6 said,

    Ma ora il matrimonio è un vero mercato azionario, ci sono agenzie specializzate che levano ogni pensiero:basta pagare (e tanto) e puoi presentarti all’altare a occhi chiusi e freschissima. L’ultimo matrimonio a cui ho partecipato è stato organizzato dagli sposi a distanza, in due mesi. Un’agenzia ha pensato a tutto, proprio a tutto, mentre loro erano in Danimarca per lavoro. Anche il vestito della sposa è stato scelto via web e lei lo ha provato una settimana prima nel negozio. La sarta ha fatto gli straordinari e la sposa era bellissima, elegantissima, riposatissima Non ho chiesto il costo del tutto, penso parecchio elevato. Loro hanno potuto permetterselo.

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  5. my3place said,

    Eh, ai miei tempi… ma di che tempi stiamo parlando, del Medioevo? No solamente di qualche decennio fa, quando eravamo giovani. Anche allora c’era chi faceva le robe in grande, tipo nozze nel castello, duecento invitati, orchestre con canti e balli, feste che duravano due giorni, e c’era chi si sbrigava in quattro e quattr’otto, i genitori, le amicizie più antiche, una festicciola in semplice allegria.
    La discriminante a quel tempo erano i regali di nozze. No festa grande, no regali. Perché, tranne i soliti nati colla camicia (in banca), ci si sposava con poche masserizie al seguito, solo l’essenziale, e poi, giusto prima delle nozze, arrivavano le pentole, i servizi, l’elettrodomestico, e via dicendo.
    Le liste di nozze non comprendevano come oggi lo schiaccianocciolepiemonte in argento, il servizio balti originale indiano (ma made in China), il set di ventiquattro coppette da sake, il portafiori in cristallo a capitello ionico, l’alzata in peltro da sessanta centimetri di diametro, i candelabri in ottone lucido (da rilucidare in eterno) stile Reggia di Versailles.
    Oggi sembra che se la casa non è completa di pupazzetto Trudi sul tappeto a pelo alto del salotto non ci si possa proprio sposare. E allora vai con il ristorante à la page, che fa fico anche se si mangia male, vai con migliaia di euro per dei vestiti che saranno d’impaccio per tutta la giornata, per poi finire reliquiati in un cassettone, vai con servizi cinefotografici con tanto di regista, fonico e montaggio di postproduzione, magari editando le immagini per togliere una ruga, un brufolo, un chilo, vai con le torte maya, alte e pesanti proprio come quelle piramidi, che a buttarne giù una fetta è veramente un sacrificio umano, vai colla limousine americana che fa tanto Hollywood, ovviamente con la scritta Just Married (oggi sposi sembrava provinciale) e il codazzo di lattine legate dietro, rigorosamente di Coca-Cola Light (lei ci tiene alla linea), vai col viaggio di nozze in qualche posto esotico, basta che sia agli antipodi di casa loro. Vai, vai, vai a…
    E poi, nonostante tutto questo sfoggio di cerimonia, neanche ci tengono al matrimonio, stavano bene assieme anche prima, ma la noia era in agguato, sussurrava perfida nelle loro orecchie, li faceva sentire insofferenti del solo fatto di non avere problemi, perciò spezziamo questo trantran e sposiamoci, che poi sarà tutto diverso! Eh, come no.
    Avrai certo già intuito che, anche allora io ero allergico a tutto questo sfarzo, ma ti dirò di più. Quando mi sposai, ovviamente in Comune, feci il giro degli invitati e li avvertii che se qualcuno dietro a me avesse solamente provato a suonare il clacson gli avrei tagliato i relativi cavi, quindi, andammo tutti in una rustica trattoria all’aperto. Ah, dimenticavo, io c’andai colla mia auto.
    Poco tempo fa un giovanotto in procinto di convolare a giuste nozze mi chiese un consiglio su dove andare in viaggio di nozze. La mia risposta fu: a casa, tanto per quello che dovete fare, a casa o a Malibù e lo stesso. Gli consigliai di metter da parte i soldi del viaggio per il futuro, per quanto lui e lei si sarebbero conosciuti meglio, compresi i rispettivi gusti, e solamente allora avrebbero potuto scegliere la località giusta per un viaggio memorabile e soddisfacente per entrambi.
    Com’è andata a finire? Vox clamantis in deserto.
    Bye

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