NON SOPPORTO CHI VUOLE OBBLIGARMI A LEGGERE UN LIBRO CHE NON MI INTERESSA

DIRITTI LETTORE

Nell’immagine ho riportato i 10 diritti irrinunciabili del lettore secondo Daniel Pennac (QUI affronto l’argomento “lettura” in modo più ampio). Non solo li condivido appieno ma mi arrogo in particolare il diritto di leggere ciò che voglio senza uniformarmi ai gusti altrui e senza sentirmi obbligata a leggere quelli che sono universalmente riconosciuti come “capolavori” la cui lettura, almeno una volta nella vita, bisogna affrontare.

Per la maggior parte dei lettori questa mia presa di posizione netta sarà incomprensibile. Allora affronto il tema cruciale, rimandando alla lettura, senza costrizione alcuna ovviamente, dei post che due amiche blogger (Scrutatrice di Universi e Diemme) hanno dedicato, in tempi diversi, al romanzo di Michail Bulgakov Il maestro e Margherita.

Sinceramente non mi interessa che quest’opera sia considerata un capolavoro della letteratura mondiale: il genere e la trama non stuzzicano in me alcun interesse. Non lo leggerò.

Quel che non sopporto è il tentativo di farmi cambiare idea e, ancor peggio, di farmi passare per “ignorante” quando affermo in modo categorico che quella lettura non mi interessa.

Odio profondamente l’omologazione. Non capisco perché, nonostante già gli antichi sottolineassero il fatto che sui gusti non si discute, io non possa avere il diritto di dire che Il maestro e Margherita, benché sia stato letto da milioni di persone (poi, a volerla dire tutta, più venduto non significa più letto né tanto meno più gradito), non è di mio gusto. Non m’ispira per nulla.

Se date un’occhiata alla pagina Le mie letture, i romanzi consigliati non sono capolavori, anzi, si tratta perlopiù di romanzi leggeri, di narrativa contemporanea che spesso non è di alta qualità. Ciò non significa che non si possa trascorrere qualche ora in compagnia di un libro piacevole, per distrarsi un po’ senza calarsi in una lettura pesante o comunque affrontata controvoglia. E ciò non significa che, nel poco tempo libero che ho a disposizione, specie d’estate, non legga i classici. Semplicemente non ne parlo, non ne consiglio la lettura perché suppongo che i miei lettori li abbiano letti o comunque ne abbiano sentito parlare.

In conclusione, non tollero chi giudica senza conoscere le persone e quegli interessi di cui si ritiene di non dover parlare in un luogo pubblico come è questo blog. Allo stesso modo, non è consigliabile esprimere giudizi o addirittura offendere le persone che non condividono le stesse opinioni. Si può tranquillamente dissentire, ci mancherebbe, senza tuttavia stabilire con un giudizio considerato inappellabile ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

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18 thoughts on “NON SOPPORTO CHI VUOLE OBBLIGARMI A LEGGERE UN LIBRO CHE NON MI INTERESSA

  1. Ovviamente i consigli e le riflessioni pacate e garbate sono ben accetti, ma l’essere giudicati da ciò che può o meno piacere, libri, gusti culinari e musicali, arte, ma anche ideologie politiche, religiose e quant’altro, sinceramente qualifica chi si comporta in tal maniera.

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  2. Parole sacrosante Marisa! Come te, non ho mai amato seguire mode e/o correnti di pensiero solo perché sono quelle che al momento riscuotono più consensi. Lo manifesto molto nell’abbigliamento in realtà, ove sono refrattaria nei confronti di ogni tipo di nuova tendenza. E con questo non voglio dire di essere anticonformista. Semplicemente rispetto i gusti altrui e dunque non tollerano che i gusti “predominanti” mi vengano imposti. Voglio sentirmi libera di esprimere la mia opinione, senza scavalcare quella di chi ne sa più di me, ma non posso essere criticata per discostarmi da quello che è il pensiero comune.
    Detto questo, ti auguro una buona domenica… magari di letture! 😉

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  3. Anch’io, cara Marisa, sono rimasta spiacevolmente sorpresa dagli interventi del cavaliere sul mio blog, paternalistici, accusatori e sgraziatamente canzonatori: magari volevano essere “bonariamente” canzonatori, ciò non toglie che non siamo le sue ragazzine di bottega, siamo due persone più che adulte e la canzonella in vernacolo del “bocciate e aribbocciate” è stata veramente irritante.

    Questo senza contare che da lui mi aspettavo un apporto vero, delle argomentazioni che spiegassero la presunta bellezza di questo tanto decantato romanzo che per me merita solo il posto che l’autore stesso gli aveva riservato all’inizio: la stufa.

    A parziale giustificazione della struttura eterogenea – e delirante – del romanzo posso dire che si tratta di un’opera ricostruita, essendo per geniale intuito la prima stesura stata data alle fiamme, e a cui hanno messo mano più persone: ricordi quel giochetto che facevamo da bambini, mi pare si chiamasse della sigaretta, in uno scriveva su un foglietto una frase, poi piegava la parte scritta del foglio e la passava a un altro, che scriveva un ipotetico prosieguo del pensiero precedente, piegava il foglietto e passava a un altro e così via, poi alla fine si aprivano i foglietti e si leggeva per intero quello che era stato scritto, sbellicandosi dalle risa per l’insensatezza di quello che veniva fuori? Ecco, credo che Il Maestro e Margherita un po’ sia stato stato scritto – o integrato – così. Peraltro l’autore lasciò l’opera incompiuta, e il punto ce lo mise qualcun altro.

    Torno però on topic, visto che qui non stavamo parlando del Maestro e Margherita, ma di chi insolentisce il prossimo quando non è in linea col suo pensiero. Io detesto questo vizio purtroppo diffuso e radicato di dare dell’incolto, del cretino, dalla persona in malafede, etc. etc. a chiunque la pensi diversamente da noi, spesso peraltro non argomentando affatto il proprio pensiero, come è avvenuto nel caso che ha ispirato questo tuo post.

    Mi dispiace che sia accaduto sul mio blog, e mi dispiace che, come accadde anche da Veronica, l’autore non dico dell’aggressione verbale, ma di parole comunque sgradevoli e fuori luogo, sia stato un amico del blog, non uso a questo comportamento.

    Non so se dopo questo mio intervento perderò l’amicizia di questa persona, ma tanto qui, ne perdi se parli di aborto, ne perdi se parli di medio oriente, ne perdi se parli di ddl Cirinna, e ora pure se parli di letteratura: che dirti, dovremo farcene una ragione!

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  4. I love your post…I share your opinion 100%. Years ago I was given, IL NOME DELLA ROSA, I tried, and then left it to gather dust on the shelf, I tried again after ECO’S passing, it’s back on the shelf again.This isn’t the only “bestseller” left to it’s solitude on my shelf.Reading for me is pleasure, to turn page after page, whatever inspires me at the time, not always “bestsellers”.
    Have a good Sunday dear MARISA..IT’S SO GOOD TO READ YOU.

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  5. Non c’è niente di male, assolutamente.
    Io credo che dipenda da come consideri la lettura: se per te è uno svago o un’operazione di conoscenza. Io leggo tutto, anche quello che non mi piace, perché voglio sapere com’è. Ovviamente se c’è qualcuno che mi dice in continuazione di leggere quel determinato libro io sicuramente non lo leggerò. Le imposizioni sono sempre deleterie.
    Come puoi immaginare, sul mio blog io parlo di tutti i libri che leggo, anche perché non è un blog che affronta diversi temi ma si concentra solo sui libri, quindi… Però ogni lettore è un mondo a sé, ognuno segue il percorso che preferisce e reagisce in maniera diversa ad una lettura. A me, ad esempio, non è piaciuto “Madame Bovary”, un sacco di gente mi ha detto che sono ignorante, poco sensibile, e una serie di altre cose che lasciano il tempo che trovano.
    Leggi quello che ti piace e fregatene dei giudizi altrui.

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  6. Wow!!! Sono commossa nel sentir parlare così una prof di lettere! Credo che la costrizione sia nemica del piacere della lettura e ricordo ancora con disappunto quando alle medie la prof di italiano mi ha costretta a leggere “quo vadis”…ti risparmio il mio pensiero in merito!!!

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  7. Manca il diritto di sottolineare, il diritto di scrivere poesie sui fogli bianchi pre e post romanzo, il diritto di tirar via le pagine con la poesie scritte,….Io non leggo mai e non seguo mai le recensioni di altre persone e non faccio nemmeno recensioni delle mie opere perchè so che nessuno mai le prenderebbe sul serio. No leggo nemmeno Daniel Pennac, comunque, anche se una mia ex me lo aveva consigliato dicendo che si faceva grasse risate leggendolo. Ma proprio aprendo un suo libro non arrivo a più di una pagina.

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  8. @ ili6

    Grazie, Marirò. Mi sento risollevata nel leggere le tue parole.

    @ Scrutatrice

    «non posso essere criticata per discostarmi da quello che è il pensiero comune»
    Ecco, questo è il punto. E il cavaliere, sul blog di Diemme, continua ad offendere, magari fossero solo critiche!

    @ Diemme

    Scusami se non rispondo al tuo bel commento come meriteresti, ma sono febbricitante, ho passato la domenica da un divano all’altro, senza avere la forza di fare nulla. E’ già tanto se ho scritto questo post ma proprio non ne potevo più. Mi spiace solo di aver scatenato una discussione infinita sul tuo blog, specie per quanto riguarda il logorroico @cavaliere che non la finisce più. Solo dopo aver postato il commento da te sono passata sul blog di Veronica e mi sono accorta che, anche se in modo tardivo, eri intervenuta da lei. Me ne fossi accorta prima, ti assicuro che avrei risparmiato le forze…

    @ 3theperfectnumber

    Thanks, dear Rita. I’m very happy reading your words. About Eco’s novel, I read it twice, ‘cos the first time I didn’t enjoy it. But I agree with you: “Il nome della rosa” isn’t a book you can read easily.
    Have a nice week. Love.

    @ Valentina

    Lo sai che io apprezzo moltissimo il tuo “coraggio”, il fatto che non escludi nulla e leggi , o almeno tenti, tutto. Io purtroppo, come ho più volte detto, sono molto selettiva. Inoltre, dato che sono stanca, ma proprio tanto stanca, non posso concedermi il lusso di leggere testi impegnativi: non riuscirei a concentrarmi.
    “Madame Bovary” è uno dei miei romanzi preferiti, eppure ho odiato con tutta me stessa “Bouvard e Pécuchet” , dello stesso Flaubert, uno dei pochi libri di cui non ho completato la lettura. 😦

    @ Monique

    Lo so, sono un’insegnante di Lettere sui generis. Per questo spesso mi scontro con colleghi e genitori. Io non sono mai stata obbligata a leggere a scuola e mi sono appassionata alla lettura tardi (verso i 12 anni). Ma l’ho fatto spontaneamente e per questo amo leggere.
    Altra cosa su cui non concordo: leggere aiuta nella produzione scritta. Balle! Ho due allievi, entrambi scarsi nei temi: uno legge tantissimo, l’altro nulla. Quindi…

    @ Amleta

    Se parliamo del Pennac del ciclo di Malaussène, lo detesto. L’ho amato leggendo “Come un romanzo” (da cui è tratto il decalogo che ho riportato all’inizio) e “Diario di scuola”. Ad ogni modo, la cosa più detestabile è, come ho detto, sentirsi costretti a leggere quello che altri trovano bellissimo. Il bello è un concetto molto relativo.

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  9. Ma chi ha fatto tanto arrabbiare my friend Marisa? Non è comunque così semplice dichiarare quali libri siano in assoluto da leggere, anche se. Vero che il piacere della lettura è incompatibile col dovere della stessa, però alcuni libri (insieme ad alcuni maestri e incontri e sensibilità personali) aiutano la nostra educazione sentimentale…
    A presto, Es.

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  10. Cara Ester, da quanto ho letto sul romanzo “incriminato”, non credo possa aiutare la mia educazione sentimentale. Certamente ne ho letti libri di quel tipo, nella vita. Ora ho voglia di leggerezza per evadere dall’insostenibile pesantezza di questo periodo.
    Un bacio grande.

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  11. D’accordo con te. Pensavo all’educazione sentimentale del mondo che ci circonda, la tua mi sembra eccellente! E la leggerezza è aria fresca… A questo proposito ti consiglio, ma forse già le conosci, le pagine di La Capria su “la bella giornata”.

    Un abbraccio, Es.

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  12. Nella mia vita ho letto di tutto! Anche “Il maestro e Margherita”, di cui non ricordo niente. Per due volte ho iniziato a leggere “Il deserto dei Tartari” di Buzzati,senza mai finirlo: è stato più forte di me! Dicevano i Latini “De gustibus non est disputandum”. Nella lettura, come nell’alimentazione, nel vestiario ecc. non si possono imporre i propri gusti agli altri, o i gusti della maggioranza, e sarebbe bene rispettare la libertà altrui ed astenersi da critiche.

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  13. @ Ester

    Un buon consiglio. Non l’ho letto e ho una lunga lista in attesa dell’estate – unica stagione in cui posso concedermi il lusso di leggere, da metà luglio alla fine di agosto -, spero di farcela. 🙂
    Buona serata.
    Un abbraccio

    @ lilipi

    Se non ricordi niente de “Il maestro e Margherita”, è una conferma che, al di là del fatto di essere considerato un capolavoro, non lascia traccia di sé. 😉

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  14. Ciao, sono arrivata per caso sul tuo blog e ho letto questo post. commento per dirti che lo condivido. Io amo molto leggere, da sempre e di tutto; ciononostante mi sono sentita dare più volte dell’ignorante perchè mi è piaciuto il famigerato “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia. Non ho detto (nè penso) che sia meraviglioso un capolavoro della letteratura italiana, che l’autore sia un genio: semplicemente, è una storia carina che mi ha toccato, anche se scritta coi piedi.
    Eppure spesso le persone che mi hanno bollata così non solo non hanno letto il libro in questione (e quindi non dovrebbero criticarlo) ma non leggono nemmeno la Guida Tv; mentre a me, se chiedi di Hugo, Manzoni, Jane austen, le sorelle Bronte, Dostoevkyj ecc ti so dire vita e opere, alcune anche nel dettaglio.
    Tra i libri che non mi sono piaciuti il celeberrimo “Sulla strada” di Kerouac, che ho trovato sopravvalutato in un modo incredibile, o anche “Anna Karenina”, troppo lungo, verboso e per i cui personaggi non ho assolutamente simpatizzato.
    Tutti i gusti sono gusti, giustamente, e bisognerebbe sentirsi meno superiori agli altri quando si parla di letture. oltretutto la lettura deve essere prima di tutto anche un piacere, altrimenti la gente invece di avvicinarsi si allontana.

    P.s: nemmeno io leggerò mai “il maestro e Margherita”…

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  15. @ Tiziana

    Innanzitutto grazie per il commento. Cosa vuoi che ti dica? C’è gente che etichetta con molta facilità le persone, nel bene e nel male. Magari quelle che vengono portate su un vassoio d’argento non hanno veramente tante qualità… Così come può succedere che anche chi, come noi, non mostrando interesse nei confronti di un libro (o libri) ritenuto un capolavoro della letteratura mondiale, ma che pur hanno letto e leggono i classici, apprezzando tuttavia anche qualche autore più leggero, venga considerato un ignorante o comunque non un lettore colto.
    Conosco una blogger lettrice assidua che è capace di alternare Hugo a E. L. James (quella delle “sfumature”, per intenderci), senza problemi. Ecco, io l’ammiro molto perché nelle letture sono molto selettiva e certi libri a priori decido di non leggerli. Magari chissà, in futuro leggerò Il maestro e Margherita
    Ho visto che hai un blog in cui ti occupi di libri. Ho scorso qualche pagina velocemente ma mi riprometto di passare da te con più calma.

    Grazie ancora. Buona serata

    P.S. A me piace, invece, D’Avenia! Qui ho recensito Ciò che inferno non è. Se ti va, dai un’occhiata e dimmi cosa ne pensi.

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