25 febbraio 2016

IO NON ADOTTO “PETALOSO” MA ADOTTEREI IL BAMBINO

Posted in bambini, lingua, scuola, televisione, web tagged , , , , , , , , , , a 9:19 pm di marisamoles

petaloso
Si chiama Matteo, come il mio primogenito. Ha otto anni ed è balzato, suo malgrado, agli onori della cronaca grazie alla sua maestra Margherita Aurora.

La storia la sapete. Non la ripeterò. Ma due parole su questo bambino e soprattutto sulla maestra le voglio spendere.

Margherita Aurora, 43 anni, insegna in provincia di Ferrara. E’ un’insegnante originale, a partire dai capelli viola. Già da aprile scorso si era distinta per aver assegnato ai bambini della scuola elementare di Copparo dei compiti per le vacanze di Pasqua piuttosto particolari: “Fai delle belle dormite riposanti, pisolini compresi”, “Se il tempo è bello, non stare chiuso in casa: esci e gioca all’aperto”. “Passa tutto il tempo con i tuoi genitori”. “Se hai dei nonni, fatti raccontare le storie di quando erano piccoli: sono divertenti e loro saranno felici di parlartene”, “Se fai un piccolo viaggio non giocare tutto il tempo ai videogames: guarda il paesaggio, leggi i cartelli lungo la strada e segna sul quaderno di italiano o su un taccuino i luoghi che visiti”.

Naturalmente anche allora, della maestra si è parlato a lungo. Ora, però, non si parla solo dei suoi compiti, si parla anche e soprattutto di Matteo, il bimbo che ha inventato un nuovo “aggettivo”. Un errore bello, l’ha definito Margherita Aurora, pur avendolo sottolineato in rosso sul compito dello scolaro. Tuttavia, invece di limitarsi a spiegare al bimbo che l’aggettivo “petaloso” non esiste, non si trova sui dizionari, ma che comunque lui sarebbe stato libero di usarlo perché molto bello, la maestra che fa? Scrive all’Accademia della Crusca, LEI, e segnala il neologismo inventato da Matteo.

Il seguito lo conoscete.
La scuola elementare di Copparo, la maestra, il piccolo Matteo, i suoi genitori, i suoi compagni… tutti famosi per quei 15 minuti profetizzati da Andy Warhol nel 1968. In realtà la notizia non è caduta nel dimenticatoio così presto e chissà per quanto ancora si parlerà della genesi di “petaloso” che, non faccio fatica a immaginarlo, presto sarà adottato dagli accademici della Crusca perché in fondo quel bambino se lo merita.

Qui una cosa è chiarissima: il bambino è solo vittima della sete di successo della sua maestra. Si era già data da fare con i “compiti” ma almeno poteva lasciar stare il piccolo Matteo.

Guardate QUI, se non l’avete visto, il video del servizio che il tg1 ha dedicato all’inventore di “petaloso”. Alla fine dell’intervista Matteo, con il pianto trattenuto in gola e gli occhi lucidi, non esita a dimostrare il suo disappunto nel vedersi attorniato da sconosciuti perché gli mettono ansia.

Ma lasciate stare quel povero piccolo! L’aggettivo che ha inventato non mi fa impazzire, non lo adotterei nella comunicazione quotidiana. Ma lui sì che lo adotterei, anche subito. E’ tenerissimo e innocente, come dev’essere ogni bambino della sua età.

Insomma, alla maestra dai capelli viola preferisco quella dalla penna rossa del libro Cuore. Di lei scrisse De Amicis:

«Sempre allegra, tien la classe allegra, sorride sempre, grida sempre con la sua voce argentina che par che canti, picchiando la bacchetta sul tavolino e battendo le mani per imporre silenzio; poi quando escono, corre come una bimba dietro all’uno e all’altro per rimetterli in fila; e a questo tira su il bavero, a quell’altro abbottona il cappotto perché non infreddino; li segue fin sulla strada perché non s’accapiglino, supplica i parenti che non li castighino a casa e porta delle pastiglie a quei che han la tosse».

Soprattutto non usava Facebook per far conoscere al mondo – almeno quello social – le prodezze dei suoi allievi.

[immagine da questo sito]

6 commenti »

  1. Diemme said,

    Un giorno andai a riprendere mia figlia a scuola e la trovai seduta su un banco che dondolava un piede e contava: 120, 121, 122, 123… all’improvviso mi vide e sbuffando mi venne incontro lamentando: “Sono 123 che mi uffo!”.

    I numeri li ho detti a caso, non li ricordo, ma il verbo uffare mi fece una tenerezza infinita, e poi rendeva proprio bene l’idea, lo trovai decisamente pertinente! Ecco, io piuttosto adotterei “uffare”, petaloso non mi piace, mi dà l’idea di un pedalino puzzolente!

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  2. frz40 said,

    Apparire, apparire, apparire… e poi ancora apparire.

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  3. Cara Margherita Aurora, mi complimento con lei e il suo alunno Matteo per il successo ottenuto con il riconoscimento della parola Petaloso. Condivido con lei l’importanza di questa sua iniziativa. Quando ho saputo di questa cosa ho subito fatto questo commento in relazione alle pubblicazioni nei siti web dell’avvenimento: «Petaloso è più che un’invenzione di tante altre, se si riflette sui fattori che hanno contribuito a concepirla. Petaloso è il segno della necessità della sopravvivenza umana in relazione alla oscure prospettive epocali. Petaloso deriva da petalo, una foglia che ha subito nel tempo una metamorfosi e che, riunita ad altre, diventa una corolla di un fiore. Perciò dire petaloso in questo caso si esalta in modo meraviglioso ciò che di più bello ha in sé il fiore e facendolo profumare enormemente. Ecco il messaggio che ci viene dal mistero, grazie a Matteo, giusto un fanciullo per paragonarlo alla parte più sacra e inviolabile del genere umano che è l’amore. Petaloso, per bocca di Matteo, suggerisce che l’uomo cambi radicalmente la sua natura che è molto bellicosa e solo una metamorfosi della sua parte migliore, poco che sia, può fare il miracolo. ».

    Gaetano Barbella

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  4. Monique said,

    A me “petaloso” fa simpatia, come il suo inventore🙂
    La cosa che, invece, non mi suscita simpatia è proprio la ribalta mediatica con maestra al centro. Sono allergica alle apparenze.

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  5. Condivido pienamente!

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  6. marisamoles said,

    @ Diemme

    I bambini sono famosi per essere inventori di neologismi, un motivo in più per detestare tutto il caos mediatico che si sta facendo su questo “caso”.
    “Uffare” è proprio carino, comunque.🙂

    @ frz

    Apparire mettendo in mezzo gli altri è ancora più detestabile.

    @ Gaetano Barbella

    Pubblico il Suo commento ma forse non ha capito che questo post è contro la maestra. Comunque dubito che Margherita Aurora lo leggerà.

    @ Monique

    Sono allergica anch’io.😉

    @ lilipi

    Mi fa piacere!

    Liked by 1 persona


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