NATALE E’ SEMPRE NATALE

E’ un Natale speciale questo che sta arrivando. Sempre sperando che sia speciale comunque e sempre per i Cristiani. Ma quello del duemilaquindici è comunque destinato a rimanere nella Storia.

Papa Francesco, come ormai tutti sanno, ha indetto, a partire dallo scorso 8 dicembre, l’Anno Santo della Misericordia. Un Giubileo straordinario, sia perché “cade” senza rispettare la cadenza usuale – almeno quella stabilita in tempi relativamente recenti – dei venticinque anni, sia perché intitolato alla Misericordia che, pur senza la maiuscola di rito, dovrebbe essere un sentimento che accomuna tutti gli esseri umani, cristiani e non.

Una parola trasversale, la misericordia. Stando all’etimologia, deriva dal latino misericordia, che a sua volta trova la radice nell’aggettivo misericors, in cui distinguiamo il tema del verbo miserere, “aver pietà”, e cor, “cuore”.

Misericordia, quindi, ha a che fare con il cuore e il cuore significa vita, poiché batte nel petto di tutti gli esseri viventi. Poi sta a noi farne buon uso e manifestare ai propri simili quell’empatia che ci accomuna in quanto tutti dotati di quel battito vitale. O almeno così dovrebbe.

Cinque anni fa ho scritto un post dal titolo lungimirante: Si può dire Buon Natale?.
Oggi più che mai, di fronte a dirigenti scolastici che vietano le feste di Natale e i canti tradizionali, specialmente nelle scuole frequentate dai più piccoli, la domanda è lecita. Ma la risposta, la mia risposta, è sempre quella: sì, si può augurare buon Natale, senza vergogna e senza pensare all’eventualità che questo augurio possa offendere qualcuno.

Di certo non offenderà nessuno dotato di un minimo di intelligenza, se non proprio elasticità mentale.
Ne sono prova le cronache di questi giorni, in cui persone che professano altre religioni, stanno dimostrando non tolleranza, spesso falsa, come quella esibita da zelanti dirigenti scolastici, ma condivisione. Misericordia, insomma.
Ma anche intelligenza, come la ragazza musulmana che ha accettato di buon grado di interpretare la figura di Maria nel presepe vivente allestito nella sua città.

Per festeggiare il Natale non si deve essere per forza cristiani. Pensiamola, dunque, come una festa in cui si celebra la nascita di un bambino. Riflettiamo sul drastico calo delle nascite nei paesi più evoluti, una situazione dettata da molti fattori, non ultima la crisi economica che ci ha colpiti negli ultimi anni, per cui mettere al mondo un figlio sembra essere un lusso. Davvero lo è, se vogliamo essere sinceri. Ma a volte l’amore può fugare i dubbi, allontanare le esitazioni. Pensiamo alla povera capanna che ha ospitato il piccolo Gesù e ai sacrifici che i suoi genitori hanno dovuto affrontare, i disagi, le persecuzioni che hanno interessato i primi anni di vita del bambinello. Pensiamo alla forza e al coraggio di quei genitori che senza dubbio, almeno per chi crede, furono dettati dalla Fede. Ma senza Amore, al di là di qualsiasi fede, non avviene nessun “miracolo”.

Consideriamo, quindi, il Natale come la festa della Famiglia, perché ogni famiglia è sacra a prescindere. Fermiamoci a riflettere ai tanti bambini vittime delle guerre e delle persecuzioni, che muoiono annegati durante i viaggi della speranza. Pensiamo a quelli che perdono i genitori, nelle stesse condizioni avverse.
Consideriamo le famiglie “spezzate”, quelle in cui i bambini sono trattati come pacchi postali, destinati a cambiare casa seguendo l’asettica sentenza di un giudice, o sballottati da un luogo all’altro come meglio fa comodo ai genitori.
Riteniamoci fortunati ad essere genitori, pur dovendo attraversare molte difficoltà. Non guardiamo al prato del vicino che ha l’erba più verde; guardiamo l’arida terra che accoglie i meno fortunati.

Usiamo un po’ di misericordia, non solo quando festeggiamo il Natale ma anche in tutti i momenti della vita.

E se questo mio vi sarà sembrato più un sermone che un post natalizio, PERDONATEMI!

Auguro a TUTTI, abbracciandovi forte, un

buon_nataleangeli

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7 thoughts on “NATALE E’ SEMPRE NATALE

  1. “Non guardiamo al prato del vicino che ha l’erba più verde; guardiamo l’arida terra che accoglie i meno fortunati.”

    La verità è che siamo un popolo di invidiosi, in perenne insoddisfazione per la nostra miserabile condizione, sempre a confrontarci con chi sta meglio di noi e mai a pensare ai casi più disgraziati.
    La tua riflessione è molto toccante e di questi tempi ha assolutamente tutto il diritto di essere espressa. Ci auguriamo che il Natale possa portarla nel cuore di ognuno di noi, ma se così fosse sarebbe solo per un breve periodo di ostentata serenità… Ti giri dietro l’angolo e la gente continua a morire sotto le fucilate di alcuni pazzi esaltati o mentre tenta una fuga disperata da una realtà che è ancora più disperata.
    Io non so più cosa pensare e in cosa credere. Allora chiudo gli occhi e non mi guardo intorno: posso far finta che vada tutto bene solo se non sono a conoscenza di quello che succede nel mondo.

    Buon Natale mia cara, un saluto sincero a tutta la famiglia.

    Scrutatrice

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  2. Non intendo affliggerti con le mie (amare, acide, polemiche) considerazioni sull’attuale interpretazione delle feste natalizie, ti dico solamente che, nonostante le temperature siano abbastanza elevate per la stagione, tutte quelle canzoncine (sempre quelle, sempre le stesse, un mantra), tutte quelle luci (baluginanti, lampeggianti, tremolanti, sfavillanti, coloranti), tutti quei babbo natale “impiccati” ai balconi, tutto quelle direttive multimediali di rovinarsi il fegato con spese inutili e abbuffate degne di oche all’ingrasso per il paté, tutti quei sorrisi e baci tra persone che si prenderebbero più volentieri a coltellate, tutte le messe cantate e ricantate fino all’ipnosi, beh tutto questo crea, per me, un clima agghiacciante.
    Ci terrei solamente a precisare, per far onore anche stavolta alla mia fama di rompiballe, che il 25 Dicembre non è il Natale dei “Cristiani” in toto bensì è il Natale per i Cattolici (universali), delle maggiori derivazioni occidentali e della chiesa greco-ortodossa, mentre per le varie chiese ortodosse slave cade il 7 gennaio, e il 6 gennaio per quelle ortodosse orientali.
    L’errore, quello di una delle chiese cristiane, non il tuo, è sempre in agguato.
    Ahoj
    🙂

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  3. @ Monique

    Almeno finché c’è il diritto di parola. 😉
    Ancora mille auguri di buone feste.

    @ my3place

    Ti capisco, non credere. Anch’io sono infastidita dal clima gioioso per forza, dall’ostentazione di tanta ipocrisia. Però è una festa che io sento nel cuore e la sentirei ugualmente, anche senza luci, addobbi e canzoncine. Tutte cose che fanno tanto Natale e alle quali non possiamo rinunciare per non offendere gli altri che poi, come si è potuto constatare, non si offendono.
    Sulla data del 25 dicembre, nel post ho parlato di festa cristiana a prescindere dalla data. Il Natale lo è, quando lo si festeggia non cambia il suo significato, Ad ogni modo, mi pare che tu sia un lettore abituale e dovresti sapere che ho dedicato al “Natale degli altri” dei post in passato.
    Ti rinfresco la memoria: Il rito greco ortodosso e Il Natale degli Armeni

    Buon Natale! 🙂

    @ Valentina

    Auguri affettuosi anche a te e ai tuoi cari. ❤

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