LIBRI: “UN USO QUALUNQUE DI TE” di SARA RATTARO

PREMESSA
Un uso qualunque di te (Giunti editore, 2012) è il secondo romanzo di Sara Rattaro che leggo, dopo Niente è come te. Anche questa volta l’autrice ligure non mi ha delusa, anzi, posso affermare che questo romanzo mi è piaciuto ancor più dell’altro. Ed ora, in attesa nella mia libreria, c’è Non volare via. Se anche questo libro raggiungerà il mio cuore, credo di poter annoverare Rattaro fra i miei narratori contemporanei preferiti. E ancora una volta ringrazio l’amico frz40 che mi ha trasmesso il suo entusiasmo per quest’autrice.

sararattaroL’AUTRICE
Sara Rattaro nasce a Genova dove, dopo il diploma magistrale, nel 1994 si iscrive alla facoltà di Scienze Biologiche, laureandosi nel 1999 con lode. Nel 2009 consegue la laurea anche in Scienza delle Comunicazioni sempre presso l’Università degli studi di Genova.
Dal 1999 al 2006 frequenta più di una decina di corsi di specializzazione sia inerenti gli Studi clinici sia nel campo della Comunicazione conseguendo il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino.
Nel 2009 con il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata, pubblicato dall’editore Mauro Morellini, ottiene un buon successo di pubblico e critica.
Nel 2012 vede la luce il suo secondo romanzo, Un uso qualunque di te, che viene pubblicato da Giunti, vendendo 20.000 copie in una settimana, e viene tradotto in 9 lingue.
Nel maggio 2013 pubblica il best seller Non volare via edito da Garzanti.
Nel settembre 2014, sempre per Garzanti, esce Niente è come te, un romanzo che tratta un argomento forte, la cosiddetta “sottrazione internazionale di minore“.

un uso qualunque di te

LA TRAMA
Protagonisti di Un uso qualunque di te sono un uomo e una donna, Carlo e Viola, che hanno una figlia di diciassette anni, Luce. I due si conoscono dai tempi del liceo, la loro all’apparenza è un’unione solida, per Carlo sicuramente lo è ma quando viene smascherata la vera vita di lei, in occasione di un evento tragico che i due devono affrontare, tutto cambia. Il mondo sembra crollare addosso a Carlo, marito premuroso e padre irreprensibile, mentre Viola, moglie e madre distratta, è costretta a fare i conti non solo con il presente tragico ma anche con un passato scomodo, fatto di rinunce, bugie, rancori.
La soluzione finale sarà costituita da un sacrificio che Viola deve fare, non solo per amore nei confronti di chi conta di più nella sua vita, ma anche per espiare le sue colpe che aveva sepolto dentro il cuore, nel tentativo di dare almeno una parvenza di normalità alla sua esistenza.

Difficile dire di più sulla trama di questo romanzo, che tra le altre cose è abbastanza breve (nell’edizione Happy pocket di Giunti appena 150 pagine, ma il carattere di stampa effettivamente è piuttosto piccolo). Chi volesse saperne di più, può continuare la lettura dopo lo spoiler. Chi, invece, ha intenzione di leggere il romanzo e non vuole troppe anticipazioni, si accontenti delle poche righe precedenti e si goda la lettura! Tutti possono, però, leggere il mio commento dopo i tre asterischi che segnano la fine dell’illustrazione della trama del libro.

ATTENZIONE: il seguito contiene SPOILER.

L’inizio della storia è in medias res. Viola si trova nel letto di uno dei suoi amanti occasionali quando sul cellulare trova un messaggio del marito: Carlo le intima di raggiungerlo in ospedale. Lei non sa cosa sia successo, non ha la più pallida idea di quale ospedale debba raggiungere, in più il telefono le muore tra le mani: la batteria è scarica.
Mentre si riveste in fretta, immagina il marito che, svegliatosi nel cuore della notte, non l’aveva trovata accanto a lui, nel loro letto, nell’unico posto in cui una moglie fedele si sarebbe dovuta trovare in quel momento.

Chissà se è questa la sensazione che si prova quando si viene attraversati da una lama. Chissà se puoi guardarti con distacco mentre sanguini perché qualcosa ti ha lacerato la carne. Ho ingoiato l’aria dopo aver ascoltato la tua voce e compreso che questa volta non sarebbe stato facile spiegarti perché non mi trovassi lì. (pag. 8 dell’edizione citata)

Quando la donna raggiunge l’ospedale, trova il marito affranto per le condizioni di salute della figlia Luce, e furioso per l’inspiegabile assenza della moglie nel letto coniugale. Ma le spiegazioni possono essere rimandate, ora bisogna pregare per Luce: la ragazza, infatti, versa in gravi condizioni in terapia intensiva. Solo più tardi si saprà che l’unica cosa che la possa salvare sarà un trapianto di fegato.

La narrazione prosegue in un’alternanza di flashback e di flash sul presente. Il dramma del momento fa rivivere a Viola la sua storia con Carlo, il rapporto contrastato con la suocera Nadiria che dapprima cerca di mettere il bastone tra le ruote ai due e poi si arrende quando scopre la gravidanza della fidanzata del figlio, cercando in tutti i modi di aiutare la giovane coppia ad affrontare il futuro. Nadiria, però, si propone come una specie di “direttore artistico” nella vita di Carlo e Viola, progettando matrimonio e battesimo come fossero un esclusivo affare di famiglia … la sua.
Viola mal digerisce questa intrusione però, almeno all’inizio, è sinceramente innamorata del suo Carlo:

Carlo era come un fascio di luce che, attraversando un prisma, si scompone nei colori dell’arcobaleno, era uno sguardo sereno, una mano tesa, il profumo di caffè la domenica mattina, un sorriso avvolgente. (pag. 27)

L’inquietudine interiore di Viola, tuttavia, ha il sopravvento: quando incontra Massimo, uomo affascinante e misterioso, intreccia con lui una breve relazione che, a dispetto dell’intenzione di considerarla solamente una storia di sesso, la cattura nell’anima e nel corpo:

Massimo era esattamente quello che non doveva essere, inaffidabile, penetrante, faticoso. Vischioso come il miele, avvolgente come un mantello di lana, silenzioso come un pensiero. […] era il sole che si appoggia all’orizzonte. Una filastrocca che ti rimbalza in testa. L’incipit del Cinque maggio. Un abbraccio inaspettato. (pag. 55)

Insomma, Carlo è quello giusto, un marito perfetto, un potenziale padre affettuoso, presente, affidabile. Massimo no, lui è la passione travolgente cui non ci si può sottrarre. Ma quando Viola scopre che è anche un gran bugiardo, si rende conto che tra la ragione e il sentimento, debba prevalere la prima. Carlo.

Complice dei tradimenti e delle bugie di Viola è l’amica del cuore Angela, vecchia compagna di scuola con cui ora gestisce una galleria d’arte. Angela è un po’ una sorta di grillo parlante per l’amica, una voce sfortunatamente inascoltata, una spettatrice rassegnata del degrado morale cui va incontro la protagonista del romanzo.
Alla fine Viola cerca il perdono, il riscatto dalle colpe del passato. Vuole diventare quella madre che non ha mai saputo essere, l’ancora di salvezza della figlia che ama senza riserve. L’unico rammarico è quello di non essere stata in grado di dimostrarle fino in fondo il suo amore. Per Luce, Carlo è il padre amato, insostituibile. Viola è la madre con cui è sempre stata in contrasto ma che alla fine ritroverà e sentirà sempre vicina al cuore.

FINE SPOILER.

***

Il racconto è in prima persona e, a parte i capitoli finali in cui la voce narrante è quella di Carlo, le vicende del passato e del presente sono filtrate attraverso gli occhi di Viola. La scrittura di Rattaro è accattivante, anche quando i fatti narrati sono tutt’altro che felici riesce a rapire il lettore. Ho letto il libro in tre ore appena, impossibile staccare gli occhi dalle pagine.
La prosa è semplice, scivola un po’ nella retorica solo quando alla scrittura è affidato il compito di trascrivere le riflessioni della protagonista; in questi momenti al carattere tondo è alternato il corsivo, un espediente grafico già messo in pratica nell’altro romanzo Niente è come te.
Molto originale la scelta di frapporre qua e là ai capitoli dei passi da celebri classici che trattano d’amore (Giulietta e Romeo, Tristano e Isotta …). Perché in fondo l’amore è il vero protagonista di questa storia, anche quando le vicende sembrano andare in tutt’altra direzione.
L’unica cosa che si potrebbe obiettare a Sara Rattaro è di aver creato una storia strappalacrime che in certi momenti sfiora il melodramma. A qualcuno il finale può sembrare assurdo ma la trama è tutt’altro che scontata, l’epilogo insospettato (anche se qualcosa si riesce a intuire). Quello che rende questo romanzo diverso dal feuilleton di bassa lega è senz’altro la profonda introspezione psicologica con cui Rattaro anima i personaggi che, grazie alla scrittura tutt’altro che anonima e preconfezionata, divengono drammaticamente autentici, figli di quell’esasperazione dell’umana imperfezione che caratterizza il nostro tempo.

VISITA ANCHE LA PAGINA “LE MIE LETTURE”

Annunci

16 thoughts on “LIBRI: “UN USO QUALUNQUE DI TE” di SARA RATTARO

  1. Sai che la Rattaro non è un’autrice che m’ispira? Credo che, in qualità di persona con un carattere più “duro” e meno aperto alle introspezioni, io non sia la persona più indicata a leggerla.
    In futuro vedremo 🙂

    Mi piace

  2. Chi più di noi sa capire ciò che può e non può piacere? Io raramente mi lascio tentare da qualcosa che non sento davvero mio. Di te ammiro la capacità di leggere di tutto, anche solo per curiosità, mentre io sono terribilmente selettiva.

    Mi piace

  3. Più che altro sono curiosa di provare, così curiosa che ormai non so più capire da una trama se un libro mi può piacere o no. Vado alla cieca, perché una quarta di copertina spesso descrive male libri che in realtà sono bellissimi, come può anche elogiare libri che si rivelano orrendi. In poche parole, non mi fido di niente e nessuno ahahaha

    Mi piace

  4. @ frz

    Volevo far passare un po’ di tempo prima di leggere Non volare via e invece l’ho iniziato stamattina. Però non avevo tempo per una full immersion com’è stato per questo romanzo. Ti saprò dire e ancora grazie per avermi fatto scoprire questa scrittrice che mi piace molto.

    Mi piace

  5. Oggi ho riletto con calma il post, spoiler compreso, e mi è venuta voglia di leggerlo… perché no? A me sembra un libro bello, forse un po’ doloroso in alcuni passaggi, ma mi hai incuriosita….
    Un abbraccio 🙂

    Mi piace

  6. @ cucinaincontroluce

    Mi sembra che i nostri gusti siano simili, in fatto di letture. Prova a leggerlo e poi dimmi come ti è sembrato.
    Grazie, Tatiana. Un bacione.

    @ Elena

    Grazie, Elena. Mi fai arrossire … 😳
    Un abbraccio.

    Mi piace

  7. Ottima recensione che tanto bene è scritta che non può non invitare alla lettura. Ho saltato lo spoiler perchè come per i film non mi piace troppo sapere prima nel dettaglio di che si tratta. Resto dell’opinione che tu sia oltre che sicuramente brava insegnante, ottima opinionista e bene hanno fatto ad offrirti di scrivere se non sbaglio sul Corriere di Trieste ( spero non aver fatto una gaffe) ma spesso mi lancio sperando di azzeccare quello che ricordo. Un abbraccio sincero.Isabella

    Mi piace

  8. Ricordavo bene quindi. Mi farà piacere senz’altro. Meriti attenzione e sai che l’ho sempre pensata così. Buona domenica anche a te e grazie per l’opportunità che mi dai di leggere qualcosa. Un abbraccio. Isabella

    Mi piace

  9. Pingback: LIBRI: “SPLENDI PIU’ CHE PUOI” di SARA RATTARO | Marisa Moles's Weblog

  10. @ rana sulle stelle

    Grazie e benvenuta!
    Il mio blog non è dedicato solo ai libri, mi occupo di tanti argomenti su cui credo di aver qualcosa da dire. Solo negli ultimi anni mi sono “lanciata” nelle “recensioni” (non riesco a scriverlo senza virgolette perché in realtà scrivo solo dei commenti, cercando di invogliare a leggere chi mi segue). Sono una divoratrice di libri (nel periodo estivo perché, essendo un’insegnante, durante l’anno scolastico ho davvero poco tempo da dedicare alle mie passioni, cioè leggere e scrivere!) ma non sempre commento quello che leggo, parlo solo delle letture che mi sono davvero piaciute. Sara Rattaro è, per me, una delle migliori scrittrici contemporanee e leggo sempre volentieri i suoi romanzi.

    A presto.

    Mi piace

  11. Ciao! Si, ho visto che il tuo blog non parla solo di lettura; anche il mio tratta anche di arte e sport, le altre mie passioni. Per quanto riguarda le “recensioni” ho cominciato a scriverle perchè leggo i libri così velocemente che ricordo poco dopo averli finiti. Soffermarmi per scriverne un piccolo commento è un modo per tenerli sempre a portata di mano!

    Mi piace

  12. @ rana sulle stelle

    Anch’io tendo a dimenticare presto ciò che leggo, però non sempre riesco a scrivere le recensioni. Ed è vero che se scrivo, poi il libro mi rimane impresso meglio e più a lungo. 🙂
    Ciao. Buona serata.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...