LIBRI: “NIENTE È COME TE” di SARA RATTARO

sararattaroL’AUTRICE
Sara Rattaro nasce a Genova dove, dopo il diploma magistrale, nel 1994 si iscrive alla facoltà di Scienze Biologiche, laureandosi nel 1999 con lode. Nel 2009 consegue la laurea anche in Scienza delle Comunicazioni sempre presso l’Università degli studi di Genova.
Dal 1999 al 2006 frequenta più di una decina di corsi di specializzazione sia inerenti gli Studi clinici sia nel campo della Comunicazione conseguendo il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino.
Nel 2009 con il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata, pubblicato dall’editore Mauro Morellini, ottiene un buon successo di pubblico e critica.
Nel 2012 vede la luce il suo secondo romanzo, Un uso qualunque di te, che viene pubblicato da Giunti, vendendo 20.000 copie in una settimana, e viene tradotto in 9 lingue.
Nel maggio 2013 pubblica il best seller Non volare via edito da Garzanti.
Nel settembre 2014, sempre per Garzanti, esce Niente è come te, un romanzo che tratta un argomento, la cosiddetta “sottrazione internazionale di minore“, che con il diffondersi di legami o matrimoni “misti”, è destinato ad essere sempre più attuale. (per saperne di più CLICCA QUI)

rattaro copertina

LA TRAMA
Francesco non è un padre come gli altri. Da dieci anni cerca disperatamente di entrare in contatto con la figlia Margherita che gli è stata sottratta dalla madre, cittadina danese, la quale, un bel giorno e senza preavviso, l’ha portata a vivere nel suo paese d’origine.
Da quel giorno per Francesco inizia un vero e proprio calvario fatto di viaggi inutili, speranze presto deluse, sentenze che gli danno ragione ma non sono applicabili per i giudici danesi, tentativi di approccio con Margherita, grazie anche alla complicità della tata Ingrid, resi inutili da Angelika, la madre, che non ha mai dato spiegazioni del suo gesto e che è determinata ad ostacolare in tutti i modi il rapporto padre-figlia. Eppure per Francesco fino al momento della fuga dell’ex moglie con la figlioletta, la vita sembrava scorrere felice, una vita come quella di tante coppie innamorate che avevano coronato il loro sogno d’amore con la nascita di una bimba.

Poi, all’improvviso, quando ormai questo padre sembra rassegnato a vivere senza sua figlia, accade l’imprevedibile, il destino sembra offrirgli la grande opportunità, anche se quella di cui può godere è una felicità che si tinge di ombre cupe, che più cerca di afferrare più sente fuggire via. Può riabbracciare finalmente la figlia, non più la piccola di quattro anni da cui si era dovuto separare, bensì una quattordicenne che, oltre a vivere la tempesta esistenziale tipica di ogni adolescente, deve fare i conti con una realtà dolorosa e una serie di cambiamenti che in breve rischiano di schiacciarla.

Margherita, rimasta orfana della mamma in seguito ad un incidente, torna in Italia dove ad accoglierla trova un uomo sconosciuto che dicono sia suo padre ma del quale non ha alcun ricordo. Ha passato gli ultimi dieci anni confrontandosi con diverse “figure paterne” che la madre Angelika, facendole credere di essere stata rifiutata dal padre, aveva cercato di imporre alla figlia fin dal suo arrivo in Danimarca.
La ragazza non sa nulla del genitore ed è sempre stata all’oscuro dei fatti realmente accaduti. Piano piano, rompendo gli indugi e allontanando la diffidenza iniziale, scopre l’altra verità, quella di Francesco che con tanta pazienza, e non senza commettere errori, cercherà di convincere la figlia del suo amore autentico, disperato, nutrito silenziosamente nei dieci anni di lontananza. Un amore che, come un guerriero armato, ha cercato di difendere sempre, anche se spesso era stato costretto ad alzare bandiera bianca. Tutte le volte che aveva dovuto affrontare il nemico, Angelika, l’uomo aveva agito non con la testa, inseguendo il sogno di una paternità negata, ma con il cuore cercando di evitare inutili sofferenze alla figlia. Anche quella volta in cui, con la complicità delle persone più care, era stato ad un passo dal pieno “possesso” di Margherita, si era fermato. Rendere pan per focaccia all’ex moglie non era quello che voleva perché sapeva che poi avrebbe dovuto fare i conti con la sofferenza di Margherita.

Da parte sua, la ragazza aveva vissuto la sua esperienza di “figlia separata” ponendosi domande cui non ha saputo dare risposte convincenti.

Quello che non mi è ancora ben chiaro è il perché si debba venire al mondo e soprattutto perché, se i genitori sono due, i figli possono essere anche uno solo. Dovrebbero istituirlo per legge, se decidi di fare un figlio poi ne devi fare subito un altro. In questo modo, quando deciderai di separarti, ogni genitore ne avrà uno in consegna evitando inutili liti per l’affidamento, o peggio ancora, per il non affidamento. (pag. 45)

Per Francesco, invece, proprio la separazione forzata dalla figlia sarà la causa di una decisione, quella di non avere altri figli, perché nessuno avrebbe potuto sostituire Margherita nel suo cuore, che manderà in crisi il rapporto con Enrica. Proprio quando la famiglia sembra aver trovato un equilibrio, dopo l’arrivo della ragazzina, la compagna rinfaccia a Francesco di averle imposto un sacrificio troppo grande.

[Enrica] «Famiglia? Capisco che non sia facile per te. So quanto hai lottato per poterla riabbracciare, ma so anche quanto sia stato complicato per me starti vicino, convivere con i tuoi vuoti affettivi e rinunciare ad avere un figlio mio.»
[Francesco]«Ci risiamo. Mi stai ricattando perché non ho voluto un altro figlio? Ma come avrei potuto? Come avrei fatto a scegliere un altro bambino al posto di mia figlia? L’avrei data vinta ai danesi.»
«E io? Ho rinunciato a un figlio per i danesi? Hai lottato per Margherita, non contro un intero paese. Ora hai vinto, Francesco, ora hai la possibilità di fare quello che hai sempre desiderato, il padre, e nessuno ti comprende meglio di me. E’ per questo che sto pensando di andarmene, perché ci sono cose che si possono rimandare, ma prima o poi tornano a chiederti di occuparti di loro. E’ successo a te. Ora credo sia il mio momento. […]» (pag. 171)

Per i due protagonisti ricostruire un rapporto non è facile. Ad aiutare Francesco ci sono gli amici di sempre, come Andrea che con lui gestisce un’enoteca e che era stato testimone della passione nata fin da subito per Angelika, ed Enrica, la compagna dell’uomo, unica donna cui lui aveva permesso di prendere il posto dell’ex moglie al suo fianco.
È proprio Enrica a stabilire il primo contatto con Margherita, raccontandole le storielle “strampalate” sulla chimica e le scienze che sono la sua specialità. Ma fra lei e Francesco si insinua l’ombra inquietante di Angelika, nel momento in cui l’uomo decide di costruire un rapporto con Margherita rivivendo assieme i momenti più belli della sua storia con l’ex moglie.

Con il tempo, anche se faticosamente, la vita di Margherita acquista una dimensione “normale”. Superato il primo difficile approccio con la nuova scuola – e una lingua non nuova per lei ma pur sempre seconda rispetto al danese -, stringe amicizia con un compagno, Mattia, che piano piano diventa una presenza preziosa al suo fianco. Un giorno, però, il ragazzino la informa di una sua prossima partenza, a causa del trasferimento del padre. L’equilibrio faticosamente trovato sembra venir meno. Margherita si sente sbagliata perché quando si affeziona a qualcuno, le pare che tutti scappino da lei. Enrica e Mattia nel presente, suo padre in passato. Mentre si chiede che cosa ci sia in lei che non vada, si abbandona ad azioni di autolesionismo che rappresentano la punizione che lei crede di meritare.
Ma un’altra svolta nella sua vita, l’ultima, sta per arrivare.

***

Niente è come te è senza dubbio un bel romanzo, ben scritto, e racconta una storia interessante e commovente nonché tristemente attuale. Non è facile, per ammissione stessa dell’autrice, raccontare una storia vera perché quando si entra nella vita degli altri si ha sempre paura di sbagliare. A maggior ragione, se la vita che diviene oggetto della narrazione è caratterizzata dalla disperata ricerca di una felicità troppo a lungo negata.
Sara Rattaro, però, non sbaglia, a partire dalle scelte operate in ambito narrativo: nel romanzo la storia “vera” che riguarda i due protagonisti si intreccia con dei flash che riportano altre esperienze analoghe di sottrazione di minori operata da uno dei genitori. Storie che, purtroppo, non hanno una fine lieta come quella dei due protagonisti. Così, tra i capitoli in cui si alternano le voci narranti di Francesco e Margherita, si insinuano cronache asciutte e sintetiche che cercano di rendere la reale dimensione di un fenomeno che esiste ma di cui si parla troppo poco.
Particolare è anche la scelta di utilizzare, nel racconto principale, la prima persona seppure con una variante: Margherita scrive una sorta di diario in cui si intrecciano esperienze attuali e memorie del passato; Francesco racconta la sua storia rivolgendosi alla figlia, come se le scrivesse una lunga lettera. Un modo, forse, per esprimere il suo amore accorciando le distanze e collocando la figlia “ritrovata” al centro del suo mondo.
Ogni tanto Rattaro affida al carattere corsivo delle riflessioni che, se cercano di trasmettere le sensazioni più intime dei protagonisti, nello stesso tempo appaiono perlopiù banali e un po’ melense. Questa è l’unica pecca che ho riscontrato durante la lettura di un romanzo che vale senz’altro la pena di leggere.

Grazie all’amico frz40 che con la sua recensione mi ha incuriosita e spinta a leggere Niente è come te.

VISITA ANCHE LA PAGINA “LE MIE LETTURE”

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10 thoughts on “LIBRI: “NIENTE È COME TE” di SARA RATTARO

  1. Cara Isabella,
    credo che qualcosa si stia muovendo nell’ambito della narrativa contemporanea. Per anni ho snobbato, talvolta a torto, i giovani (non necessariamente d’età) scrittori. Ora ho deciso di dar loro una possibilità ma purtroppo sono molto selettiva nelle letture e anche molto diffidente … per dire, evito i best seller perché sono convinta che “più venduto” non significhi necessariamente “più bello”, anzi, credo che addirittura non sia nemmeno sinonimo di “più letto”. Quanti libri non letti (o iniziati e mai finiti) ci sono nelle nostre case? Ho appena terminato la lettura di un romanzo che stava in bella mostra nella mia libreria da due anni eppure non avevo voglia di affrontarlo. Poi, dato che la forzata reclusione domestica mi sta permettendo di dedicarmi ai libri (d’altronde non ho molto altro da fare visto che posso fare ben poco con un braccio ancora fuori uso!), attualmente non disdegno nulla. 😉
    Grazie a te, Isabella.

    Un abbraccio.

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  2. Cara Marisa condivido appieno le tue considerazioni sui ”best seller”. Del resto penso che ognuno di noi abbia i suoi gusti in proposito : un libro che secondo me ha una storia affascinante , intrigante, può non essere apprezzato da altri. Un libro è magico in quanto tale e leggere è la cosa che più di tutto secondo me regala libertà. Nel momento in cui sei immerso nella lettura, sei lontano mille miglia da ciò che ti circonda, sei un tutt’uno con la storia del libro. Non c’è altro che dia più soddisfazione, per me è così.Ti auguro buone letture ancora e una ripresa ottimale. Grazie del tuo commento. Ti abbraccio. Isabella

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  3. Cara Ester,

    la via è lunga, a quanto pare. Domani inizio la riabilitazione e sono abbastanza preoccupata perché il braccio mi fa molto male, di notte poi non riesco nemmeno a dormire per più di due ore di fila. Insomma, spero che entro un mese si possa vedere un miglioramento ma il medico mi ha già detto che ce ne vogliono almeno tre per poter recuperare forse al 100%, ma non è nemmeno sicuro il recupero totale. 😦

    Mi sto dando alle letture, altrimenti a casa il tempo non passa mai …
    La neve sul blog va bene, speriamo non nevichi in città. 🙂

    Buona serata. Un abbraccio

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