LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: IL CAMPEGGIO IN CITTA’ PER CONOSCERSI MEGLIO

campeggio in città
Passare le vacanze in città non è più da “sfigati” come una volta. Ormai, come ho scritto QUI, le città non si svuotano nemmeno a Ferragosto. Però rimanere dentro le quattro mura domestiche, sempre le stesse, per 12 mesi all’anno è davvero triste. Perché allora non provare una vacanza diversa, pur rimanendo in città e senza spendere molto?

La notizia proviene da Amsterdam dove, in tre parchi cittadini, l’Oosterpark, il Rembrandtpark e il Noorderpark, è stato allestito un campeggio per vacanzieri con tanta voglia di fare nuove conoscenze, cosa non sempre facile in una grande città dove i contatti umani sono sempre sfuggenti.

L’iniziativa è già collaudata e si è ripetuta nel periodo di Ferragosto. «De Buurtcamping – In camping con i vicini» è nata dall’idea di Roderik Schaepman, olandese residente nella capitale ma nato e cresciuto in Drente, la regione più verde e tranquilla dell’Olanda.

«Volevo che anche in una grande città ci fosse quell’atmosfera cordiale e accogliente, come nel paesino di 400 abitanti in cui sono nato – racconta Schaepman -. E poi in un camping è molto facile entrare in contatto. Il nostro motto è Power to the crowd, se metti insieme tante persone con tutti i loro talenti vengono fuori delle cose bellissime: nuovi rapporti di lavoro, relazioni romantiche, iniziative sociali. Poi fra i nostri ospiti abbiamo accolto anche alcuni senza tetto, che al camping si sono sentiti accettati come tutti gli altri. Se ci si mette insieme si possono raggiungere obiettivi insperati e migliorare veramente il mondo. L’idea del nostro camping può funzionare in ogni parco del pianeta».

La quota per partecipare era davvero esigua: 20 euro a persona per tutti i tre giorni, più 20 euro per la tenda. Nei tre parchi si sono ritrovate più di 700 persone, di cui un terzo rappresentato da quelli che hanno un sussidio per vivere o comunque un reddito annuo lordo al massimo di 21.000 euro, coloro che quindi non possono permettersi di andare in vacanza. Un altro terzo costituito dai volontari, che organizzano le più svariate attività durante il soggiorno e fanno sì che il campeggio funzioni e il restante terzo è rappresentato da persone comuni che vivono nel quartiere.

Un’esperienza che non è servita soltanto a familiarizzare tra vicini ma anche a divertirsi. Molte sono state, infatti, le attività proposte: lezioni di yoga, trattamenti di shiatsu e fisioterapia, lettura dei tarocchi, corsi per fare il pane o i cup-cakes, per la corsa di fondo o per imparare a dipingere. I genitori hanno potuto persino prenotare una ninna-nanna che veniva cantata davanti alla tenda per far addormentare i bambini.

A me sembra davvero una bella idea e non solo per chi non si può permettere una vacanza fuori porta. Anzi, potrebbe essere un’occasione per imparare cose nuove, per dare una mano a chi ha bisogno e per mettere al servizio della collettività il proprio talento.

E voi che ne dite? Sarebbe possibile organizzare una cosa del genere nelle nostre grandi (ma anche in quelle più piccole) città?

QUI potete vedere il VIDEO girato lo scorso anno.

[fonte: Corriere.it; immagine da questo sito]

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13 pensieri riguardo “LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: IL CAMPEGGIO IN CITTA’ PER CONOSCERSI MEGLIO

  1. @ Scrutatrice

    Credo, comunque, che ci sarebbe un servizio d’ordine, ovviamente fatto da volontari.

    @ Raffaele

    Avevo letto il post e anche commentato. Certo, campeggiare per tutta l’estate a due passi da casa per me è una cosa assurda. Ma un’esperienza di qualche giorno mi piacerebbe. Qui abbiamo un parco enorme che si presterebbe all’uopo. Lo proporrò al sindaco. 😉
    Perché non scrivi più?

    Un abbraccio e buon mare … sempre che il tempo lo permetta.

    @ Monique

    Come ho detto a Raffaele, per qualche giorno potrebbe essere una bella esperienza.

    @ Diemme

    Anch’io non sono una campeggiatrice, mi piacciono le comodità, ma un “sacrificio” per qualche giorno lo farei. Conosco gente che va per campeggi e ha stretto molte amicizie in ogni parte d’Europa, proprio perché lo spirito è diverso rispetto a una normale vacanza in hotel.

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  2. @Marisa
    Ho smesso per stanchezza, poi sono subentrati altri problemi, ora scrivo brevi post di max 20 righe su FB rivolti ad una ristretta cerchia di “amicizie”. Ma il Blog un pò mi manca, non è detto che prima o poi ritorni… Vedo però con piacere che le amiche di Blog non mi hanno dimenticato… 🙂
    ciao, un abbraccio

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  3. @ Raffaele

    Come sai non ho l’account su Fb altrimenti mi piacerebbe far parte della ristretta cerchia. 😉
    Il blog a volte è faticoso, lo ammetto. Non sempre ho voglia di scrivere. Se non lo faccio mi sento in colpa, se invece mi costringo a scrivere mi detesto. Poi dipende dai periodi, l’ultimo anno è stato decisamente pesante e ne ha risentito il blog ma non solo.
    Dimenticarti? Stai scherzando? 🙂

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  4. @ cucinaincontroluce

    Io non ho esperienza di campeggio ma molte volte sono andata a trovare i miei cognati che, quando avevano i figli piccoli, si stabilivano in un campeggio durante l’estate o al mare o in montagna, preferibilmente in Austria. Proprio in occasione di queste visite mi sono resa conto di quanto sia più facile stringere delle amicizie o semplicemente fare delle belle conoscenze in un camping piuttosto che in un albergo. Poi è anche vero che dipende molto dal carattere delle persone e io non sono poi così tanto socievole, ho sempre l’impressione che la gente mi “sopporti” invece di godere della mia compagnia. 😦 Ecco, forse un’esperienza così mi farebbe bene.
    Quand’ero piccola andavo tutte le domeniche con i miei al campeggio Mare Pineta di Sistiana dove degli zii avevano la roulotte stanziale. Mi divertivo ma onestamente non capivo che significato avesse trasferirsi per tutta l’estate a pochi chilometri da casa. Certo era comodo perché mio zio, che non aveva tre mesi di ferie, poteva andare al lavoro e tornare al campeggio quotidianamente.
    La vita è più essenziale, questo è vero. Forse avremmo bisogno di avere meno ma di godercelo fino in fondo. 🙂

    Ciao, Tatiana. Un abbraccio

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  5. Che bella iniziativa per chi non può andare in vacanza. Non so se sarebbe possibile proporre un simile esperimento in Italia, o almeno non in tutte le città. Forse, infatti, in quelle lontane dal mare e caratterizzate da un clima molto caldo, umido ed afoso in estate sarebbe pressoché impossibile stare tutto il giorno in tenda…
    Io, come ti avevo già detto in un commento ad un altro post, sono stato spesso in campeggio. Come ho già detto, con la mia famiglia eravamo soliti spostarci spesso da un campeggio all’altro, pertanto, complice sicuramente anche il mio carattere non troppo estroverso, non ho mai instaurato rapporti di amicizia particolarmente significativi. Lo scorso anno, però, sono stato in un campeggio in bungalow per tre settimane consecutive ed ho avuto modo di conoscere belle persone. Ho anche notato come i ragazzi, lontani da play station ed altri videogame, siano più propensi a socializzare. Anche i più piccoli, inseriti in una realtà piccola e circoscritta come quella del campeggio, possono andare in giro tranquillamente da soli con i loro piccoli amici senza il controllo dei genitori, cosa che non sarebbe sicuramente fattibile nelle grandi città. Penso, dunque, che il campeggio sia anche una bella opportunità di socializzazione, anche se ultimamente stanno diventando sempre più costosi…

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  6. Il campeggio non fa per me (soprattutto per la condivisione dei servizi igienici… sono alquanto schizzinosa!), anche se in un bungalow sarebbe diverso. Ma a quel punto, opterei per un’altra soluzione. Capisco molto bene, tuttavia, la passione per il campeggio visto che i miei cognati hanno fatto camping per 30 anni (in realtà non hanno smesso e non sono tanto giovani) e spesso mio marito ed io siamo andati a trovarli sia al mare sia in montagna (in Austria). Immagino che si possano stringere belle amicizie e per i bambini è senz’altro la soluzione migliore, rispetto a un appartamento in affitto e alla necessità di rispettare gli orari per i figli più piccoli. Ricordo ancora l’incubo del periodo passato al mare con i miei due bimbi (22 mesi di differenza, quindi una bella faticaccia!): arrivavo in spiaggia alle 8, me ne andavo alle 11, pranzo, riposo (com’era difficile convincerli a stare zitti per non disturbare!), poi alle 15 tornavo da sola al mare e mio marito mi raggiungeva con i bimbi dopo le 16. Credo che in campeggio tutto sia maggiormente gestibile e con meno fatica.
    Sul fatto che oggi i camping costino troppo sono d’accordo. Anche i miei cognati si lamentano. 30 anni fa avevano la roulotte fissa tutta l’estate o al mare o in Austria. Ora che sono entrambi pensionati è improponibile.

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  7. Sulla condivisione dei servizi igienici sono d’accordo che non sia il massimo, anche se è un problema che riguarda solo quelli che sono in tenda (camper e roulotte hanno WC e lavandino al loro interno, alcuni anche la doccia).
    Pensa che io di figli ne ho fatti (o meglio, mia moglie ne ha fatti… in fondo a me è toccata solo la parte più di divertente 😜) 3 in 4 anni, per cui ti capisco.
    Purtroppo i camping sono costosi perché inseriscono anche una serie di servizi perfettamente inutili, che però sei obbligato a pagare, anche se non ne fruisci… per dire molti hanno la piscina (davanti ad un mare cristallino 😂), l’animazione (che ti infastidisce fino all’una con la musica impedendoti di dormire), ecc. C’e anche da dire che nei camping sul mare in alta stagione (cioè il periodo di Ferragosto) lievitano ed una famiglia in tenda arriva a spendere anche più di 60 euro al giorno (a cui aggiunge il costo dei pasti che, chiaramente, non sono inclusi).
    Però la comodità di essere in riva al mare, almeno per me, è impagabile, soprattutto con i bimbi piccoli…

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