21 agosto 2014

MATTEO RENZI TWITTA: IMPOSSIBILE SPIEGARE LA GUERRA AI BAMBINI

Posted in adolescenti, bambini, politica, storia tagged , , , , , , , , a 9:28 pm di marisamoles

renzi tweet
Che dire? Certo, ha ragione. Ai bambini non si può spiegare la guerra. Si dovrebbe insegnare loro la pace, casomai. Eppure, pensandoci, la storia è piena di guerre, vicine e lontane.

Quando un bambino prende in mano il sussidiario, ha inizio il suo approccio con la storia dell’Uomo che è soprattutto storia di guerra.

Pensiamo ai poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, che i bambini e i ragazzi amano (dipende, ovviamente, da quanto gli insegnanti li fanno amare …). Due classici che si devono leggere, almeno in parte, a prescindere. Eppure i personaggi sono guerrieri spietati, pronti a tutto per dimostrare il loro valore. La guerra di Troia, poi, scoppia per via di una donna, Elena, contesa tra Paride e Menelao. Greci e Troiani si affrontano in un conflitto decennale per colpa di una donna. Pensate un po’.
E va bene che stiamo parlando di miti, che le cause della guerra tra Achei e Troiani furono altre, specialmente economiche. Così spieghiamo ai bambini che il bottino di guerra, comprese le donne e i loro figli ridotti in schiavitù, servivano a dimostrare inequivocabilmente che il più forte vinceva e gli altri erano a lui sottomessi, diventavano una sua proprietà. Che bella lezione!

Lasciamo i miti e parliamo di storia. Anzi, iniziamo dalla preistoria: lotta per la sopravvivenza, sangue sparso in nome della legge del più forte, predominio degli uni sugli altri anche solo per conquistarsi lo spazio dove vivere. Mors tua vita mea, questo insegniamo agli alunni, fin dalla più tenera età.

Non va meglio quando iniziamo a parlare di civiltà. L’approccio con i primi focolari ecumenici non è confortante: nascono le classi sociali, c’è il capo, una delle classi più importanti è quella dei guerrieri, la maggior parte del popolo è sottomessa. Che bella civiltà!

E quando esaltiamo le imprese degli antichi Romani, le guerre di difesa e poi quelle di conquista, il nemico cartaginese che, battuto, risorge. Carthago delenda est, tuonava Catone. Ecco che il nemico viene annientato solo privandolo della sua propria terra. Storia di guerra eppure tutti ad acclamare la bravura del popolo romano, dei nostri progenitori che hanno dato splendore, guerra dopo guerra, alla nostra penisola.

Parliamo di imprese belliche anche quando l’argomento è la religione. Le Crociate sì, per combattere gli infedeli (anche se tutti sappiamo che l’obiettivo dei Crociati era molto più venale). Bravi i soldati che hanno combattuto in nome della Cristianità.

Che dire, allora, di Colombo? Che la sua missione fosse quella di portare la Fede nelle terre d’Oriente, non era credibile nemmeno per la cattolicissima Isabella di Castiglia. Tant’è che ella stessa si aspettava tesori inestimabili, ricchezza e prestigio per il suo Stato. In nome della Fede ecco che spagnoli e portoghesi annientarono civiltà antichissime. Ancora guerre e stragi, il copione rimane lo stesso. Gli altri incivili, noi civilissimi popoli europei.

Non serve che faccia un excursus storico completo, tutti sanno che la Storia è fatta di guerre e la insegniamo ai bambini sin dalla più tenera età.

Renzi ha in parte ragione: non è impossibile spiegare ai bambini la guerra, è impossibile spiegare loro perché esistano ancora le guerre, perché tutt’oggi i popoli si armino in nome della supremazia, del potere.

Come scriveva Quasimodo:

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo
[…]

Il suo tempo, però, era quello immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale. E’ triste constatare che passano i decenni e le cose non cambiano. Questo è difficile da spiegare ai bambini.

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10 commenti »

  1. L’uomo dovrebbe imparare dai propri errori, specialmente da quelli catastrofici che hanno causato odio e sofferenza nel mondo, ma purtroppo non lo fa. E allora a cosa serve studiare la storia? Per educare i giovani a non ripetere ciò che è stato fatto in passato? Per renderli consapevoli di quanto a lungo l’umanità ha sofferto e continua a farlo? E per conoscere anche gli eventi positivi, illuminanti e decisivi per lo sviluppo del genere umano, non c’è dubbio. Ma se non facciamo tesoro di tutto questo, allora che senso ha?

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  2. Cle said,

    L’ha ribloggato su Ecce Clelia e ha commentato:
    Commentavo questo articolo di Marisa e ne è venuto fuori un mezzo post.
    Non mi capita spesso di affrontare questi temi sul mio blog, ma l’argomento riguarda tutti.

    “Spesso mi trovo a pensare all’onnipresenza della guerra nella storia.
    Storia che senza soluzione di continuità poi è diventata cronaca.
    I miei pensieri sul punto sono affastellati e non sono in grado di metterli in ordine.
    Il primo pensiero, quello più spaventoso, è che se c’è sempre stata è parte integrante della natura umana e ci sarà sempre finché ci saranno umani (leggi una nuova grande guerra mondiale potrebbe distruggerci).
    Da piccola pensavo che la guerra in epoca contemporanea esistesse solo per paesi meno sviluppati, ma poi arrivò la Guerra del Golfo e da lí il passo per realizzare che in fondo dalle guerre mondiali raccontate nei libri non erano poi passati secoli, fu breve.
    Non so se fossi solo io così sciocca (cmq avevo poco più di dieci anni) da non rendermi conto sino ad allora che la guerra non era solo una faccenda “da libri di storia”.
    Non so quanto sia possibile iniettare nei bambini e nei giovani l’idea della pace, educarli in tal senso, quando i libri di storia sembrano dirci che non ce ne siamo mai potuti liberare.
    Spesso si dice che alla gioventù del nuovo millennio è mancata la guerra (in casa propria), per cui hanno perso il senso del valore delle cose.
    Sarà vero?
    La funzione della guerra, dunque, è educativa? La caducità delle nostre vite e delle nostre case è l’unica via per apprezzare quello che si ha? Spero proprio di no!
    Il sentire comune tra giovani e non giovani credo sia che la guerra (non in casa) sia una cosa che appartiene alla TV, alla fiction anche se se ne parla al TG, non è reale, non è presente qui (a casa mia) ed ora quindi non è un mio problema.
    È uno scenario inquietante.
    Ai bambini, giovani, uomini e donne di tutto il mondo forse bisognerebbe dire che la guerra c’è, che finché c’è è un problema che riguarda l’umanità intera, che per estirpare questo male dalla Terra occorre una collaborazione globale.
    La guerra deve diventare il nemico comune di ognuno di noi.
    Non di tutti e nessuno. Di ognuno.
    L’uomo ha sempre bisogno di un nemico da combattere, un nemico che minaccia l’intera umanità forse sarà la chiave per la pace nel mondo.
    Alan Moore lo aveva scritto in Watchmen negli anni 80. Probabilmente aveva ragione.”

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  3. accantoalcamino said,

    Aveva ragione, purtroppo, non per essere pessimista ma l’uomo non avrà mai l’umiltà di imparare dai propri errori, basta vedere nel nostro piccolo quotidiano… Ciao ❤

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  4. Monique said,

    Mi ha sempre toccato quella poesia di Quasimodo, forse proprio perchè enuncia una verità di ogni tempo.

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  5. marisamoles said,

    @ Scrutatrice

    Cara Veronica, a me pare che gli antichi si siano sbagliati: historia magistra vitae un bel niente. 😦

    @ Cle

    Grazie, carissima, per la bella riflessione che condivido in pieno. E grazie anche per il reblog.

    @ accantoalcamino

    Grazie, Libera, e ben ritrovata.
    Un abbraccio.

    @ Monique

    Una poesia bellissima che propongo sempre ai miei studenti dicendo che finché c’è vita c’è speranza, ma non so quanto sia sincera e spontanea questa mia uscita. 😦

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  6. Roberto Contestabile said,

    Certamente…la guerra non si può spiegare ai bambini, no! Proprio loro che sono l’innocenza pura, senza macchia, colpa e peccato! Perfino le loro bugie sono innocenti…
    Noi adulti invece la sappiamo lunga, e proprio per questo cerchiamo di spiegare loro con la forza e l’imposizione il vero (se poi veramente esiste…) significato, che non ha un senso se non quello che la guerra è potere, assoluto, mascherato da diritto di cronaca storico!

    Ripenso a quanti libri di storia ho letto nella mia infanzia e a quanto facilmente per natura ho assimilato il concetto come “normale”…l’intento del resto era ed è questo.

    Non siamo ancora pronti…noi uomini “moderni” (?)…non siamo ancora capaci di convivere tutti insieme in pace, e per tutti insieme mi riferisco anche e sopratutto agli animali…sfruttati, seviziati ed uccisi solo per una giustificazione di sopravvivenza umana privilegiata…………proprio come la guerra.

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  7. Erik said,

    Invece penso che sia doveroso farlo, anzi obbligherei i vari capi di stato ad andare difronte un “esercito” di bambini, compresi i loro se ne hanno, per spiegare perché lo stato che rappresentano SCEGLIE di mandare parte del suo popolo a rischiare o sacrificare la propria vita per esso, di spiegare perché coloro che SCELGONO e che cospargono di splendide parole d’onore quella parte scelta di persone indicandole come eroi non sono lì in prima linea con loro, visto che li dovrebbero rappresentare… obbligherei loro a guardare in faccia questi bambini, sperando che tra essi ci siano anche i loro figli o nipoti per spiegargli perché le motivazioni che hanno eventualmente fornito non dovrebbero apparire ai bambini come uno dei loro capricci, che immagino gli stessi capi di stato definirebbero stupidi o infantili…

    Io credo che la guerra sia obbligatoriamente da spiegare ai bambini in modo che possano da subito capirne la stupidità del principio e magari un giorno arrivare a pensare che due persone intelligenti e eticamente e umanamente civili non avranno mai la necessità di ricorrere a nulla di simile per risolvere il loro problema

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  8. espress451 said,

    La Poesia, in questo caso Quasimodo, vede sempre oltre e attraverso. Un abbraccio, Es.

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  9. Trutzy said,

    Ciao, hai perfettamente ragione, i libri di storia sono costituiti da una lunga serie di guerre. Saremo mai in grado di vivere in pace?

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  10. marisamoles said,

    @ Roberto Contestabile

    Innanzitutto, benvenuto!
    La tua riflessione è molto bella e “allargata”. E’ vero che fin da quando apriamo i primi libri di storia ci sembra “normale” tutto ciò che è accaduto e non ci soffermiamo sulle atrocità che l’Uomo ha saputo fare fin dalla sua nascita. Quel concetto di mors tua vita mea di cui ho scritto, appunto.
    Grazie mille. Alla prossima.

    @ Erik

    Ma anche supponendo che sia possibile spiegare la guerra ai bambini, da quale punto di vista potremmo farlo? Il problema è proprio l’impossibilità di trattare l’argomento con obiettività. Nessuno, men che meno un capo di Stato, potrebbe essere neutrale, la partigianeria è inevitabile.
    La Storia ci insegna che molti avvenimenti sono stati tramandati da fonti diverse in modo diametralmente opposto. Prendiamo ad esempio l’incoronazione di Carlo Magno: per la Chiesa, se il papa aveva posto sul capo dell’imperatore la corona significava che egli dovesse sottomettersi alla volontà papale; per l’impero il Papa aveva deposto sul capo di Carlo la corona per riconoscergli la sua “elezione” (nel vero senso della parola, cioè “scelta”) per volontà divina. Noi uomini moderni che interpretazione possiamo dare del gesto compiuto quella lontana notte di Natale?
    Non è più facile dare una spiegazione ai fatti moderni. La partigianeria è sempre in agguato.

    @ Ester

    Vero: i poeti hanno la capacità di andare con lo sguardo oltre la siepe, come Leopardi ci insegna.
    Un caro saluto.

    @ Trutzy

    E’ una domanda da un milione di $, anche più. 😦
    Ciao. Buona giornata.

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