10 agosto 2014

GEMELLI CONTESI: E SE LI “DIVIDESSERO” TRA LE DUE FAMIGLIE?

Posted in bambini, cronaca, famiglia, figli, scienza, società tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 4:38 pm di marisamoles

fecondazione_assistita
Non è mia questa proposta choc. L’ “idea” è di Francesca Bolino che, a proposito della triste vicenda dei gemellini contesi, si chiede su un blog di Repubblica.it:

la soluzione più umana non sarebbe quella di dividere i gemelli affidandone uno a ciascuna coppia? […]

Mi rendo conto che sarebbe una soluzione eccezionale, che richiede energie e disponibilità eccezionali da parte delle due coppie. Ma di fronte a un caso eccezionale la soluzione può essere soltanto eccezionale.

In questi mesi su questa vicenda sono state dette molte cose. A parte la decisa condanna dell’errore umano compiuto all’ospedale Pertini di Roma, da un lato si difende la genitorialità naturale, ovvero la donna che ha dato alla luce i gemelli, dall’altro si ritiene che abbiano maggiori diritti i genitori biologici. Questo perché i due gemelli hanno il loro DNA.

Certo è che la scienza, seppur attraverso l’errore di chi l’ha applicata, non dà più ragione al 100% all’unica sicurezza che riguardava la nascita di un bambino: mater semper certa. Infatti, se dovessimo appellarci all’antico detto, i bambini nati ai primi di agosto dovrebbero essere figli della donna che li ha partoriti. Sempre sulla base del citato assunto il giudice Silvia Albano, che avrebbe dovuto occuparsi della sospensione della registrazione all’anagrafe dei bambini chiesta dai genitori biologici (cosa ormai impossibile, dato che la nascita dei bimbi è stata anticipata, è avvenuta in gran segreto e la notizia è stata diffusa solo dopo la registrazione allo Stato Civile), avrebbe comunque stabilito che i genitori dei gemellini sono quelli “sbagliati”.

Insomma, un utero non è solo un’incubatrice. Una donna, nei nove mesi della gestazione, sente crescere dentro di sé la sua creatura, la nutre, le parla, si crea tra madre e feto una simbiosi che solo la nascita interrompe. Ma quel legame speciale che si è venuto a creare per lungo tempo non potrà mai essere annullato. Prova ne sia che esistono dei casi in cui una madre “surrogata”, pentendosi della scelta operata, rivendichi il suo diritto a crescere i figli che ha dato alla luce per la gioia di altri.

Da una parte, dunque, c’è la natura e dall’altra la scienza. Proprio la scienza dice che, nell’essere padri o madri, è il DNA che conta. Non stupisce, quindi, che i genitori biologici rivendichino i propri diritti. Però come sostiene l’avvocato che difende la coppia che ha dato alla luce i bambini, accanto alla generica c’è l’«epigenetica».

La ricerca scientifica, secondo la tesi dell’avv. Michele Ambrosini, proverebbe le diverse capacità di attivazione e di «adeguamento» del DNA in base all’ambiente. «Esemplifico: i genitori biologici affermano che i due gemellini possiedono il loro DNA, giusto? Ma io obietterò che il ruolo fondamentale è quello della madre naturale, che assicura al bambino protezione e alimento. È questa trasmissione di natura a trasformare nel tempo il DNA. Mi avete capito? Insomma, pensate alla differenza che c’è tra scrivere un libro e leggerlo. Chi scrive un libro gli trasmette senz’altro il suo DNA. Ma poi il libro appartiene a chi lo legge, perché chi lo legge lo trasforma attraverso il suo filtro personale di emozioni ed umori. Ecco, questa è l’epigenetica».

Scienza a parte, il problema rimane. I genitori naturali non avranno mai la gioia di dire, osservando i propri figli, “guarda come assomiglia al nonno!” oppure “Ha preso proprio da te”. Cosa che accade, mi si potrà dire, anche nel caso di adozione. L’amore però non cambia. Certamente ma in questo caso, contrariamente a ciò che si verifica nella maggior parte delle adozioni, mamma e papà sanno chi sono i “veri genitori” dei gemellini, sanno che l’utero di un’altra donna avrebbe dovuto ospitare gli embrioni, sanno che prima o poi la verità dovrà essere raccontata ai figlioletti ignari di essere i “figli sbagliati”. E cosa potranno dire della scelta operata dai genitori?

La natura, invece, questa volta si deve arrendere. I genitori biologici non avranno il piacere di abbracciare i due fagottini, di farli crescere, di assistere ai primi passi incerti di chi si stacca dalla mano sicura di mamma e papà e vuole conoscere il mondo, di consolarli al primo ginocchio sbucciato. Non ascolteranno i primi balbettii e le prime parole, non li accompagneranno emozionati il primo giorno di scuola, non li seguiranno nelle piccole e grandi scoperte della vita. Avere dei figli e far finta di nulla non deve essere facile. Non lo è nemmeno per chi i figli li abbandona.

Quando in aprile è uscita questa notizia, qualcuno ha parlato, facendo ovviamente un’potesi, di affido condiviso fra le due coppie. Questa potrebbe essere una soluzione, tuttavia non priva di disagi per i bambini, primo tra tutti l’essere sballottati da una casa all’altra. A meno che non si opti per una scelta come quella proposta (e quindi in quel caso obbligata) da un giudice che ha stabilito che la bambina di due coniugi separati non dovesse cambiare lei casa a settimane alterne o nei week-end ma fossero i genitori ad alternare la loro presenza in un’unica abitazione che di fatto sarebbe stata quella della figlia (ne ho parlato QUI).

Tornando alla proposta di Francesca Bolino, nel tweet che mi ha portato a scoprire il suo post ho semplicemente risposto: “E’ una situazione terribile. Non posso dar ragione a Bolino ma nemmeno torto. Nn so qual è il bene x i bimbi”. E ora me lo chiedo nuovamente: qual è il bene per quei bimbi? Dividerli, farli crescere separati, affidandoli uno ai genitori naturali e l’altro a quelli biologici, sarebbe un bene per loro? Farli crescere assieme, seppur separati, come fossero amichetti o cuginetti, sarebbe possibile? La mamma che li ha partoriti potrebbe accettare di essere chiamata mamma solo dalla femminuccia o dal maschietto? La donna a cui erano appartenuti quegli ovuli potrebbe accettare di essere chiamata mamma da uno solo dei due figli? Uno è meglio di niente, direte. Allora, colei che li ha tenuti entrambi per nove mesi nella pancia, sentendosi la loro madre, sarebbe un’egoista se volesse tenerli per sé sola?

Sono interrogativi che credo non abbiano risposte. In questa brutta storia non penso ci sia spazio per i compromessi perché a qualunque soluzione si arrivasse, scontenterebbe una delle parti. La natura non sempre vuole la felicità degli uomini (Leopardi docet), la scienza ne offre solo una parvenza.

[immagine da questo sito]

Annunci

11 commenti »

  1. Cara Marisa,
    Hai scritto un bell’articolo, ma hai dimenticato due piccoli particolari che, dopo questo “pasticcio” bisognerebbe: per prima cosa punire chi ha sbagliato (dato che in Italia chi sbaglia fa carriera), e, in secondo luogo smetterla di andare contro natura.
    In ultima analisi credo che solo Salomone riuscirebbe ha trovare la soluzione… dato che non c’è una vera e giusta soluzione.
    Ciao.
    Quarc

    Liked by 2 people

  2. Diemme said,

    Io… non so che dire. Fossi stata nei panni di quel giudice non avrei saputo che decisione prendere. Forse li avrei restituiti ai genitori biologici, e considerati gli altri come “genitori separati”, con la possibilità di vedere i bambini quando volevano, una sota di zii speciali, ma certo che il rapporto che si crea tra le persone, tra le due coppie di genitori, tra loro e il bambino, non sono cose che si possono gestire con leggi e sentenze.

    Mi piace

  3. Elena said,

    Difficile trovare una soluzione , forse quella più naturale ….ma con tanto rammarico per l’ altra coppia

    Mi piace

  4. maryonn said,

    Secondo me devono essere lasciati a chi li ha partoriti. Ormai è tardi per altre soluzioni. Purtroppo gli errori capitano, e questo è un errore grave ma non tragico, visto che non presuppone la morte di nessuno.
    Non sono d’accordo chi ha scritto il commento precedente, cercare di avere figli non è contro natura, è un desiderio e un bisogno da rispettare.
    Probabilmente se non avessi potuto avere figli non sarei ricorsa alla fecondazione assistita (ma è facile parlare quando non si hanno mai avuto problemi), ma sono per l’assoluta libertà di scelta.

    Mi piace

  5. Alberto said,

    In effetti mi viene subito in mente (come a « Quarc » ) il giudizio «salomonico » : di fronte alle due donne che si contendono il bambino, il Re sguaina la spada e propone di darne la metà a ognuna delle due. Una delle due madri dichiara allora che preferisce rinunciare al figlio piuttosto che sia sacrificato.
    Ma vi ricordate anche del « lieto » fine ? Re Salomone affida il bambino alla madre che – rinunciando – dimostra vero amore per il figlio. Il giudizio di re salomone è utilizzato in psicanalisi per illustrare la differenza tra l’ amore posssessivo della madre che finisce per distruggere un figlio e il vero amore che ne consente lo sviluppo equilibrato.
    Nella « fattispecie « (come dicono gli avvocati..) non si discute : è la madre che ha « scodellato » i gemelli che se li tiene… a meno che, come la vera madre « salomonica », non rinunci a favore dei genitori biologici. Ma non siamo più ai tempi del Re Salomone…(oggigiorno : «il bambino è mio e me lo tengo io chi se ne frega se non assomiglia al nonno »).
    Ah, dimenticavo, é una storia biblica, Primo libro dei Re, tradizione ebraica, racconta la storia d’Israele.

    Mi piace

  6. marisamoles said,

    @ Quarchedundepegi

    E’ indubbio che chi ha commesso questo madornale errore debba essere punito, ma qui si sta discutendo di un’altra cosa, ovvero delle conseguenze dell’errore. Quanto alla natura, indipendentemente da quelle che sono le opinioni (e io sono d’accordo con te), la libertà di scelta è da rispettare.
    Buona serata.

    @ Diemme

    Come ho detto, qualsiasi decisione legale scontenterebbe una delle due parti. I bambini sono le vittime ed è per il loro bene che una delle due coppie (a questo punto la biologica) è bene che si rassegni.

    @ Elena

    Infatti, la legge per il momento tutela i genitori naturali ma non si può ignorare lo stato d’animo dell’altra coppia.

    @ maryonn

    Concordo con te, come ho scritto in replica a Quarc. Secondo me, comunque, per quanto abbia portato la vita e non la morte, questo errore è tragico ugualmente perché non doveva succedere e porterà sofferenza per sempre ad entrambe le coppie.

    @ Alberto

    Io credo che in questo caso Salomone sarebbe stato d’accordo con Francesca Bolino: uno a testa per non scontentare nessuno. Sarebbe davvero la cosa più saggia ma, come ho spiegato nel post, non del tutto indolore per tutti e quattro i genitori.

    Mi piace

  7. Mi permetto di ribadire che bisognerebbe evitare di andare contro natura. Dividere i gemellini sarebbe andare contro la loro natura; sono stati insieme durante tutta la gravidanza!
    I quattro genitori ne soffrirebbero ma non tanto quanto i gemelli.
    Buona notte.
    Quarc

    Mi piace

  8. marisamoles said,

    @ Quarc

    Scusa, non avevo capito il senso. Dividere i bambini sarebbe sì contro natura però è una cosa che è capitata molte volte in caso di adozione. Con la differenza che, in questo caso, potrebbero comunque crescere assieme anche se in due famiglie diverse. Ripeto, io non saprei dire se questa soluzione sia praticabile, sicuramente non sarebbe indolore.

    Buona notte a te.

    Mi piace

  9. frz40 said,

    No, Marisa, questa storia del “famo a mezzo”, di trasteverina memoria, non può che aggiungere errori agli errori.
    Ma mi pare che nell’intero approccio a questo problema si sia fuori strada. Io dico che qualunque possa essere la decisione questa va presa nell’interesse dei minori (tutti e due) e non nell’interesse dell’una o dell’altra coppia di genitori.
    E allora la domanda è quale sia la coppia che ha i maggiori requisiti per scrivere, per quei minori, un libro (non per leggerlo) che durerà per i prossimi 5, 10, 20 e forse cinquant’anni.
    Tu sostieni giustamente che un utero non sia solo un’incubatrice ma che nei nove mesi della gestazione si viene a creare un legame che per lungo tempo non potrà mai essere annullato. Non lo metto in dubbio ma il problema è se questo conti più del DNA e a questo bisogna dare risposta.
    Io non sono in grado di rispondere e capisco il dramma di quella donna che si può veder privata dei bambini che ha fatto nascere, ma se la scienza ci dicesse che è il DNA ad aver maggior rilievo, non ci si può che adeguare.
    Aggiungo un argomento di ulteriore riflessione. Si parla tanto delle mamme, ma dei padri sembra che nessuno ne tenga conto. Eppure i due uomini sono in una posizione ben diversa. Il marito della gestante non ha nulla a che fare coi bambini, l’altro, se non si vedesse assegnare i due neonati si troverebbe nella situazione di aver dei figli suoi che ha fermamente voluto ma che, invece sono in giro per il mondo e lui non può fargli da papà.
    Non mi sembra un elemento trascurabile.

    Liked by 1 persona

  10. maryonn said,

    Io avevo interpretato male le parole di quarc, pensavo si riferissero alla fecondazione assistita.

    Mi piace

  11. Trutzy said,

    Ciao, propongo una famiglia allargata! Per 6 mesi i bimbi rimangono con una coppia e per gli altri 6 con un’altra, oppure possono fare una settimana per uno. Ormai sono sposati, si sono scambiati le uova, mischiati il sangue l’umore, è una doppia coppia!

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Like @ Rolling Stone

parole, pensieri e pietre di Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo, Battipaglia Salerno

Consulenza Sostegno Diagnosi

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

Nonseinegato

Scuola, matematica... e altro

Non vado a scuola ma all'asilo

Pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di insulti...

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Buongiorno e leggerezza!

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

roceresale

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ma che Bontà

Le ricette di Cle

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: