3 agosto 2014

LIBRI: “CORTO VIAGGIO SENTIMENTALE” di ITALO SVEVO

Posted in Letteratura Italiana, libri tagged , , , , , , , a 7:01 pm di marisamoles

PREMESSA
Il racconto, uno dei più lunghi e articolati, è annoverato tra gli inediti e pubblicato dopo la morte di Svevo. Io ho letto l’edizione economica Newton Compton (124 pp)a 1,90 euro, con copertina rigida. La collana ha sostituito i tascabili economici che la stessa casa editrice aveva immesso sul mercato a soli 99 centesimi.
QUI potete leggere l’edizione integrale del racconto totalmente gratis. E’ anche possibile trovare tutti i romanzi e tutti i racconti dell’autore nell’edizione Newton Compton ad un prezzo davvero contenuto. Per chi preferisse la lettura da supporto digitale, QUI può trovare l’opera omnia.

Italo-SvevoL’AUTORE E L’OPERA
Italo Svevo (pseudonimo di Ettore Schmitz – per esteso Hector Aaron Schmitz) non ha bisogno di presentazioni. In ogni caso QUI potete trovare una breve biografia.
Il narratore triestino, uno dei più autorevoli del ‘900, è certamente più famoso per i tre romanzi: Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno. Ma la sua produzione comprende anche un certo numero di racconti, alcuni dei quali pubblicati dopo la sua morte. Corto viaggio sentimentale (opera incompiuta) è stato pubblicato per la prima volta da Umbro Apollonio sul «Mondo» tra l’aprile e l’agosto del 1945; verrà ripreso senza variazioni nel vol. III dell’Opera Omnia a cura di Bruno Maier (Dall’Oglio, Milano, 1969).

corto viaggio svevo

LA TRAMA
Trattandosi di un racconto di un centinaio di pagine è ovvio che non è possibile anticipare molto della trama, per lasciare un po’ di curiosità nei futuri lettori. La storia vede come protagonista il signor Aghios, uomo anziano di origine greca ma trapiantato a Trieste.
All’inizio della narrazione lo troviamo, in compagnia della moglie, alla stazione di Milano, città in cui studia il figliolo. Approfittando di una commissione urgente da fare nella sua città, si separa momentaneamente dalla famiglia che lascia nel capoluogo lombardo. La partenza in treno viene vissuta dal protagonista come un’occasione per sperimentare quella libertà alla quale, causa gli obblighi familiari, aveva da tempo rinunciato.

Fin dall’inizio del racconto l’idea che il lettore si fa del signor Aghios è quella di un personaggio pirandelliano: l’uomo dabbene che, per convenzione, aveva indossato fino a quel momento una maschera e che ora, all’inzio del viaggio in solitudine, poteva permettersi di assumere il suo vero volto. Il viaggio diventa occasione di riflessione e autoanalisi:

[…] Il signor Aghios aveva bisogno di vita e perciò viaggiava solo. Si sentiva vecchio e ancora più vecchio accanto alla vecchia moglie e al giovine figliuolo. Quando aveva al braccio la moglie doveva rallentare il passo e quando camminava accanto al figliuolo sentiva che questi doveva rallentarlo. Lo circondavano di tutto il rispetto. […] benché fosse abbastanza importante per il signor Aghios di essere lasciato nei suoi vecchi anni interamente in pace, interamente cioè compresa la sua ignoranza, nella quale viveva da tanti anni da farne la base della vita. […] Si sarebbe egli sentito più forte all’aria rude fuori della famiglia? Il breve viaggio sarebbe stato un esperimento, perché i suoi affari gli avrebbero fornito il pretesto ad altri viaggi. […] Aveva vissuto troppo tempo in famiglia per poter intendere la propria passata grandezza. La famiglia era come un velo dietro al quale ci si riparava per vivere sicuri e dimentichi di tutto. Ora egli ne moriva pieno di speranza. Probabilmente era una prova che gli avrebbe procurato una delusione. E allora si sarebbe accontentato. Nulla ci sarebbe stato di perduto. Egli sarebbe ritornato dietro a quel velo per vivere nella penombra, protetto, sicuro, ma moribondo rassegnato. Proprio così! […]Quello non era un viaggio con tutta quella famiglia. Un’emigrazione, una fuga. (pagg. 33-36, passim)

Una volta salito sul treno, il signor Aghios è incuriosito dall’umanità con cui avrà il privilegio di percorrere la distanza che lo separa dalla sua Trieste. All’inzio è particolarmente attratto da una donna elegante ma non bella, con uno di quei cappelli che coprono la fronte e anche una parte degli occhi. Essa s’era un po’ stesa: Le sue gambe calzate di seta, i piedini piccolissimi in scarpine nere di lacca. (pag. 45)

A questo punto apro una parentesi. Il corpo femminile è molto importante anche per il protagonista de La coscienza di Zeno. Nel capitolo IIi del romanzo, infatti, Zeno riesce a dare perfino una diagnosi dell’origine edipica del fumo, quando associa il vizio all’impossibilità di amare una donna sola e intera (cfr. cap. III). L’immagine della “donna a pezzi” ritornerà uguale e diversa nei sogni di cui Zeno parlerà nel capitolo VIII. Sempre nella parte dedicata al fumo dice: “Di tutte amavo i piedini se ben calzati …” e non è un caso, quindi, che più tardi provi una folle, amara gelosia per il giovane dottore che avrebbe dovuto curarlo nella clinica, quando congedatasi da lui la moglie, seguendola … egli (il dottore) le aveva guardato i piedini elegantemente calzati.

Chiusa la parentesi, torniamo al nostro Aghios. Tra i compagni di viaggio meritano attenzione il ragionier Ernesto Borlini, con cui il protagonista conduce una conversazione piuttosto intima, non senza esserne talvolta seccato, e soprattutto un giovane che fin da subito lo colpisce per l’espressione di sofferenza e dolore dipinta sulla faccia ma che sembra trasparire da ogni parte delle povere membra.

[…] Al momento di lasciare Mestre il biondino nel cantuccio si mosse, tese i bracci per sgranchirsi, come se fosse uscito da un sonno profondo, e mormorò chiaramente: – Come i sogni sono belli! Peccato lasciarli!.
Fu un’avventura enorme nel viaggio del signor Aghios di sentirsi dire una cosa simile da uno sconosciuto. Veniva improvvisamente ammesso nell’intimità di un proprio simile sconosciuto. […] Si conoscevano intimamente. Il signor Aghios era un uomo felice, la cui realtà spariva quand’egli chiudeva gli occhi. Il giovinetto invece era un uomo torturato che per obliare doveva abbandonarsi al sonno. Due destini o forse due caratteri. (pag. 86)

Il giovane Giacomo Bacis, diretto a Udine, conquista fin da subito la simpatia dell’anziano compagno di viaggio che si prodiga per aiutarlo, consolarlo, manifestando tutta la solidarietà di cui si è capaci durante un viaggio in compagnia di estranei, con la consapevolezza che poi, al di fuori dello scompartimento, la vita continuerà a scorrere lasciando che certi episodi vengano coperti dall’oblio.

[…] Egli sapeva che del viaggio poco si ricorda. Passano fisonomie e s’accumulano confuse in un cantuccio della memoria, diventando collettività, nazioni, sessi, mai individui. Come nel sogno, ch’era tanto difficile di ricordare, perché piombava dalla notte oscura in un lampo di magnesio in cui s’agitavano cose e persone. Ecco, in un vagone si discorreva e tutto quanto si diceva aveva un sapore di teoria vaga, in quella vettura tanto simile a tutte e passando traverso un paesaggio che a quella vettura non apparteneva. (pag. 100)

I due, approfittando di qualche ora di attesa per la coincidenza da prendere, scendono a Venezia e fanno un giro in gondola. Nella città lagunare il biondino diventa un fiume in piena e rende partecipe l’Aghios del motivo della sua sofferenza. L’anziano nel sentire la triste storia si commuove e pensa di aiutare Bacis, alleviando almeno in parte le sue sofferenza. Ma nel treno che lo porta finalmente a Trieste, troverà un’amara sorpresa.

***

La narrazione, in terza persona, procede spedita con un buon equilibrio tra parti dialogate, sequenze prettamente narrative e altre riflessive. Il protagonista, a dispetto dell’età e della senilità anagrafica che si sente addosso, è descritto con vivacità e sottile ironia. La lettura è piacevole, mai noiosa, caratterizzata dallo stile inconfondibile di Svevo e, ahimè, anche dal suo italiano imperfetto. A parziale giustificazione di tale imperfezione, possiamo addurre l’incompletezza del racconto che si arresta, al VII capitolo, a metà parola (Tries) e che molto probabilmente non è stato revisionato dall’autore.
Il brusco interrompersi della narrazione, tuttavia, non rappresenta di per sé una menomazione: la macrostoria è, sì, incompleta ma non lo sono affatto le microstorie che animano la narrazione, compresa l’ultima, quella che vede protagonista, oltre naturalmente all’Aghios, il giovane Bacis.
Curioso il sesto capitolo che s’intitola “VENEZIA-PIANETA MARTE”, in cui il protagonista, complice il vino bevuto in compagnia del Bacis nella città dei dogi, si addormenta profondamente e sogna di essere in viaggio per raggiungere il pianeta Marte.

VISITA ANCHE LA PAGINA “LE MIE LETTURE”

Annunci

3 commenti »

  1. Tra l’altro il viaggio in treno è anche uno dei momenti più memorabili del romanzo “Il di Mattia Pascal”.

    Mi piace

  2. tachimio said,

    Sempre interessante leggerti cara Marisa.Precisa e ricca di dettagli la tua presentazione .Non ho mai avuto l’occasione di leggere Svevo, chissà se riuscirò ora. Un abbraccio . Isabella

    Mi piace

  3. marisamoles said,

    @ Scrutatrice

    Di Pirandello è famosa anche la novella “Il treno ha fischiato”, una di quelle che leggo sempre in classe. Brava a ricordarti dell’episodio del treno ne Il Fu Mattia Pascal!

    @ tachimio

    Cara Isabella, devi assolutamente leggere qualcosa di Svevo! La coscienza di Zeno, ad esempio, è un romanzo da leggere almeno una volta nella vita … per questo lo faccio leggere ai miei allievi, anche se loro non ne sono troppo entusiasti! 😉

    Buona giornata. Un abbraccio

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Like @ Rolling Stone

parole, pensieri e pietre di Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo, Battipaglia Salerno

Consulenza Sostegno Diagnosi

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

Nonseinegato

Scuola, matematica... e altro

Non vado a scuola ma all'asilo

Pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di insulti...

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Buongiorno e leggerezza!

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

roceresale

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ma che Bontà

Le ricette di Cle

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: