1 agosto 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: RACCONTARE LA GRANDE GUERRA CON UN VIDEOGAME

Posted in adolescenti, attualità, La buona notizia del venerdì, web tagged , , , , , , , , , a 7:45 pm di marisamoles

the great war
Come tutti sanno, in questi giorni c’è stata la celebrazione dell’inizio della I Guerra Mondiale: il 28 luglio 1914 l’Impero Austro-ungarico dichiara guerra al Regno di Serbia. Un conflitto sanguinoso che è costato la vita a 16 milioni di persone, fra militari e civili, e causato il ferimento di altri 20 milioni. Bisognerebbe ricordare fatti come questi se non altro per imparare che dalle guerre non ci si può aspettare niente di buono. Ma tutti sappiamo che non sempre la storia è maestra di vita, considerando che tutt’oggi numerosi conflitti (anche quelli di cui non si parla) continuano a seminare morte ovunque.

Dimenticare ciò che successe 100 anni fa però non si può. E’ giusto che le nuove generazioni conoscano i fatti e allora perché non spiegarglieli in modo semplice, con strumenti ai quali i nativi digitali hanno a che fare tutti i giorni?

Ubisoft ha pensato di parlare di guerra ai giovanissimi con un videogame.
Valiant Hearts The great War racconta la Grande Storia attraverso le vicende di piccoli uomini: Emile, un contadino francese arruolato a forza, Freddie, un volontario americano, Karl, un soldato tedesco disertore e Anna, un’infermiera belga. I personaggi si trovano a fronteggiare eventi infinitamente più grandi di loro, che li strappano dalle loro case e li trascinano nelle trincee, nei campi di prigionia, nelle città del Belgio devastate dai gas, nelle battaglie della Marna e della Somme.
La storia termina nell’anno 1917, proprio quando gli Stati Uniti entrano in guerra e mandano il loro esercito in Europa mentre Freddie vede arrivare le navi americane.

La struttura del gioco si avvicina a quella del puzzle: per poter proseguire con la storia è necessario mettere le cose al loro posto. Valiant Hearts: The Great War, infatti, richiede al giocatore di proseguire lungo la trama risolvendo i rompicapo che ostacolano le storie di Karl, Anna, Emile e Freddie. Il gioco è diviso in quattro capitoli, ognuno dedicato ad un anno del conflitto (più o meno). La trama, i colpi di scena, i capovolgimenti rendono Valiant Hearts: The Great War un gioco interessante, divertente e nello stesso tempo istruttivo.

[fonti: wired.it; mondoxbox.com e wikipedia; immagine da questo sito]

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4 commenti »

  1. Dovrei proporlo a mio fratello, anche se a lui non piacciono i giochi di guerra. Ma quantomeno potrebbe imparare qualcosa visto che passa tutto il giorno davanti alla console. Questo giorno diventerebbe costruttivo.

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  2. […] ” Raccontare la Grande Guerra con un videogame” di Marisa Moles […]

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  3. laurin42 said,

    Ho scritto un articolo sulla validità didattica dei videogames «  Facciamo finta che.. » e dei giochi di ruolo on line …utili per crescere… per piccoli e per i grandi…
    Non si può non comunicare con i mezzi attuali !
    Troppo avveniristico per la scuola ?
    Super +++++ come sempre.
    Love
    L

    Liked by 1 persona

  4. marisamoles said,

    @ Scrutatrice

    Prova a consigliarglielo. Spesso la storia è noiosa, se diventa un gioco almeno s’impara divertendosi.

    @ laurin42

    Credo che ogni resistenza a queste novità sia una battaglia persa con i più giovani. Tocca adeguarsi anche se onestamente nessun videogame mi ha mai attirato. Non saprei proprio come gestirli. I giochi di ruolo, anche fatti con semplice carta e penna, hanno una valenza educativa strepitosa. Ricordo quando nel liceo in cui insegnavo un tempo venivano dei volontari che si occupavano di ed. alla mondialità e alla pace: i giochi di ruolo erano sempre la modalità migliore per trasmettere il senso dei contenuti delle lezioni. Era proprio un “facciamo finta che” e i risultati a volte spiazzavano non poco i ragazzi. Proprio attraverso l’errore imparavano meglio.

    Grazie Laura per l’apprezzamento sempre puntuale da parte tua e gradito da parte mia.

    Bacioni.

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