UN NUOVO PREMIO: LA ROSA DELL’AMICIZIA

premio rosa amicizia

Scusandomi per l’enorme ritardo (il post era in bozza da due mesi!), ringrazio davvero tanto due amiche, Gina (sentimental) e Veronica (Scrutatrice di Universi) per avermi assegnato questo delizioso premio: La rosa dell’amicizia.

Vediamo, dunque, qual è il regolamento del premio:

Raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate 10 persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati – un breve commento sul loro blog andrà bene.

Ecco le risposte alle domande che mi pone Veronica-Scrutatrice:

1 – Come è cambiata la tua vita con il blog? Diciamo che a volte vedo meno la tv e rinuncio alle passeggiate, il che, purtroppo, non fa bene alla linea. 😉

2 – Descriviti con un solo aggettivo: sincera (qualcuno l’ha provato sulla propria pelle perché la sincerità a volte mi fa dire le cose dirette, senza pensare all’effetto che fanno)

3 – Quale stato d’animo ti rappresenta meglio? Dipende dai momenti, questo non è decisamente uno dei migliori sicché ora direi scontenta (il che significa tutto e niente!)

4 – Trovi più seducente l’intelligenza o l’attrazione fisica? Be’, se non conosco la persona non riesco a valutare la sua intelligenza. A prima vista vengo senz’altro attratta dall’aspetto esteriore.

5 – Il vostro motto è … mai fare domani quello che potresti fare oggi (non sempre messo in pratica, però. 😦 )

6 – Quanti libri leggi in un anno? Concentro la lettura durante i mesi estivi, se eccettuiamo i libri di studio. Diciamo da un minimo di 10 a un massimo di 15 ma non tutti tomi da 500 pagine, però.

7 – Un difetto/pregio su di te: sono testarda ma riesco ad affezionarmi molto alle persone, prendendomi carico anche dei loro problemi e complicandomi la vita …

8 – Musica/strumento preferito? Mi piace tutta la musica (a parte il rap, sempre che si possa definirlo musica!); la chitarra, che suonavo da ragazza, è il mio strumento preferito

9 – Puoi dire la città dove abiti? Abito a Udine (ma sono nata a Trieste … ci tengo a precisarlo!), una città raccolta, molto provinciale ma popolata da persone sincere (anche se un po’ ruvide …)

9/- L’amicizia “virtuale” … non la considero un surrogato delle amicizie reali, piuttosto un buon complemento

10 – Quanto trovi stupido/carino queste piccole attenzioni, come un pensiero Award? Stupido no, molto carino, un modo per permettermi di dire qualcosa di me e per sentire l’affetto degli amici virtuali

10/ – Credi nella magia? Assolutamente no, almeno quella dei maghi. Sono affascinata dalla magia di un momento, di un paesaggio, di un incontro, tutte cose reali che si percepiscono con ogni senso.

A questo punto dovrei nominare 10 blogger cui assegnare il premio. Mi perdonerete se non lo faccio, un po’ perché molti di voi, che vorrei nominare, hanno già ricevuto La Rosa dell’Amicizia Award, un po’ perché alla fine tutte le persone che seguo (e che trovate nel blogroll e nella community) sono degne di questo riconoscimento. Quindi premio e ringrazio tutti per la fedeltà che mi dimostrate.

UN GRAZIE SPECIALE VA ALLA MIA AMICA DIEMME CHE DI ROSE DELL’AMICIZIA ME NE HA DONATE ADDIRITTURA CINQUE!

la-rosa-dellamicizia2

UN GRAZIE ANCHE A MICHELE (michelechefailprof) CHE HA CONFERITO LO STESSO PREMIO AL MIO BLOG laprofonline.

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: UNA SCUOLA PER MIGRANTI ECOSOSTENIBILE IN THAILANDIA

Kwel-Ka-Baung-School-
La Kwel Ka Baung è una scuola per più di 300 alunni costata appena $25.000 e realizzata con materiali naturali, quasi interamente trovati dove sorge il cantiere.
La scuola si trova a Mae Sot, una cittadina thailandese sul confine con la Birmania.

Il progetto, realizzato dall’architetto tedesco Jan Glasmeier, che ha firmato il progetto insieme allo spagnolo Albert Company-Olmo, è dedicato alla comunità Karen, uno dei gruppi etnici scappati dalla Birmania per fuggire dalla guerra civile o per cercare lavoro.

La particolarità della scuola Kwel Ka Baung è, come si è detto, l’ecosostenibilità. I muri della scuola sono stati realizzati con mattoni di adobe, una miscela di acqua, buccia di riso essiccata e argilla, materiale povero ma “intelligente”: le sue particolari capacità termiche gli permettono, infatti, di mantenere fresco l’interno degli edifici anche quando la temperatura sfiora i 40 gradi e allo stesso tempo di riscaldare gli ambienti durante le più fredde giornate invernali. “E il fatto che sia gratuito è una caratteristica molto interessante per chi ha un budget limitato” sottolinea l’architetto Jan Glasmeier.

Anche gli infissi sono completamente naturali, realizzati con rami di eucalipto e bambù, mentre il tetto è sostenuto da assi di recupero. Non solo, alcuni dettagli nella costruzione garantiscono il benessere degli scolari che vengono ospitati nell’edifico: la circolazione d’aria è agevolata dalle finestre lunghe e strette, disegnate dagli stessi lavoratori Karen, l’orientamento delle classi e la dimensione delle pareti sono stati progettati in modo da permettere all’edificio di resistere al caldo di giorno rilasciando il calore accumulato durante la notte.

Kwel Ka Baung school

Jan e Albert continuano a lavorare in questa parte dell’Asia cercando di cambiare la mentalità delle persone. “Qui il cemento è considerato buono perché è costoso e resistente – spiega Jan -, mentre l’adobe è considerato cattivo perché è gratis e proviene dalla terra”. La Thailandia è un Paese abbastanza ricco e l’ostentazione fa parte della cultura thailandese: più gli edifici sono alti e maestosi più diventano simbolo del benessere. Le basse case color terra che formano il comprensorio dell’istituto scolastico e ben si sposano con la bellezza della campagna che circonda Mae Sot, sono considerate povere. Lo sforzo degli architetti Glasmeier e Company-Olmo è quello di dimostrare che naturale non è sinonimo di povero e che l’ecosostenibilità non sminuisce la ricchezza delle persone ma ne migliora la qualità della vita.

[fonte della notizia: La Stampa; immagini da questo sito]

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