30 giugno 2014

TEMPO DI PAGELLE

Posted in adolescenti, affari miei, lavoro, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , , a 6:41 pm di marisamoles

pagelle ai profGli scrutini si sono ormai conclusi da tempo, i tabelloni con i voti sono stati esposti e gli studenti italiani possono godersi o meno le meritate vacanze. Ci sarà chi esulterà per una promozione inaspettata, chi già si sta pregustando il regalo per una promozione meritata, altri piangeranno sul latte versato (cioè sull’opportunità sprecata di essere promossi), i più grandi stanno meditando su come organizzare lo studio estivo per “saldare” i debiti.

Ora lo so che qualcuno starà pensando che ho sbagliato blog, che quello più adatto a un post del genere è laprofonline. Vero, ma in realtà la pagella di cui sto per parlare non è quella dei ragazzi bensì la mia.

Sono stata valutata. Nel mio liceo gli studenti hanno deciso di mettere i voti ai prof. Nella massima discrezione, beninteso. Ognuno di noi, se interessato, con una e-mail può richiedere la sua valutazione. Nessun tabellone, nessuna pagella ufficiale per noi. Così hanno stabilito, anche contro il parere del Consiglio di Istituto.

Nelle settimane scorse nei corridoi ho sentito dei commenti. C’è qualcuno che s’è preso una bella sfilza di insufficienze in “spiegazione” e “correttezza”. Qualcuno ci ride su, altri si rammaricano. Ma c’è davvero qualcuno che crede nell’onestà e obiettività del giudizio degli studenti? Più volte ho espresso le mie perplessità e la riflessione più recente la trovate in questo post pubblicato sul Corriere.it.

Per quanto mi riguarda, ho ricevuto la sufficienza in “correttezza” (che poi non so nemmeno cosa s’intenda, credo nella valutazione ma non ne sono sicura) e “spiegazione”. So che la valutazione è il risultato della media dei voti totali e questo mi piace meno. Sono consapevole, infatti, che il gradimento di un docente dipende molto dal clima che si è instaurato in classe e nelle mie tre è stato molto diverso.

In seconda, forse per l’esiguo numero di ore (solo 4 di Italiano) e per la giovane età dei ragazzi, il clima è stato piuttosto formale, a volte un po’ freddino. Bravissimi, devo ammetterlo, tutti promossi a giugno con dei voti più che dignitosi. I miei, però, sono stati decisamente più bassi rispetto a quelli dell’area matematico-scientifica. Non per causa mia, sia chiaro, ma per colpa della preparazione scarsissima in Italiano con cui gli allievi arrivano in prima liceo e io in due anni miracoli non ne ho potuti fare.

In quarta il clima è sempre stato buono. Mi sono arrabbiata più volte per il comportamento troppo esuberante di alcuni, ma a parte questo c’è sempre stata la massima collaborazione da parte mia e loro.

In quinta, nonostante i cinque anni passati assieme, purtroppo già a partire dallo scorso anno qualcosa si è incrinato, il nostro rapporto è stato più volte vicino alla rottura completa e non ho mai capito perché. Facendo il confronto con le classi terminali del passato devo ammettere, a malincuore, che il clima in questa classe non è stato dei migliori e ciò di certo non ha agevolato il lavoro, da entrambe le parti. Se state aspettando il solito post di saluto, che non ho negato nemmeno alla quinta del 2011 nonostante il poco tempo passato assieme (solo un anno), dico subito che non ci sarà.

Detto questo, appare evidente che pur essendo io sempre la stessa, il rapporto che si instaura fra docente e discenti può fare la differenza. Certamente la fa in termini di giudizio … mi sa questi ultimi mi hanno abbassato la media. 😦

Al di là di tutto, credo che la valutazione da parte degli studenti, che deve comunque essere presa con le pinze, possa costituire uno stimolo per migliorare. I voti sulla “disponibilità” e il “rapporto con gli studenti” sono decisamente migliori (8 e 7) e questo mi rincuora. Per il resto, vedrò di impegnarmi maggiormente per migliorare la “correttezza” e la “spiegazione”, anche se mi spiace che in classe nessuno mi abbia mai detto che le mie spiegazioni non sono brillanti e che la correttezza non è una delle doti migliori che possiedo.

[immagine da questo sito]

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9 commenti »

  1. tachimio said,

    Certo che va presa con le pinze cara Marisa. Ci sono molte implicazioni che secondo me giocano un ruolo importante in queste valutazioni da parte degli studenti. In primis non sottovaluterei la capacità reale di poter analizzare il comportamento e resa effettiva di un professore. Quali sono i parametri adottati? Su cosa si basa la loro capacità d’analisi?.Il discorso sarebbe troppo lungo mia cara, per cui ti lascio nel dubbio, pensaci, intanto ti abbraccio. Isabella

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  2. Erik said,

    Io che ho da sempre avuto un rapporto conflittuale con la scuola la trovo realmente un idea interessante… concordo con il discorso “pinze” e magari proporrei più un giudizio motivato che un voto, ma anche a livello di rapporto potrebbe essere un punto di partenza per migliorarsi a vicenda… probabilmente in classe nessuno ti ha mai detto nulla perchè non si sentono liberi nella condizione di poterlo fare (è un ipotesi frutto del mio passato da “studente”).

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  3. Anche noi, alla fine di ogni corso, siamo chiamati a compilare un questionario sulla valutazione del docente e del corso stesso. Pare che escano fuori cose allucinanti… Tuttavia all’università, rispetto al liceo, non si ha un rapporto così vicino con i professori ed inoltre gli studienti sono assai più numerosi. Queste “pagelle” hanno dunque un senso. A scuola forse non sarebbero così necessarie poiché il miglior feedback proviene dal rapporto con gli alunni i quali dovrebbero esprimere a voce ed in faccia al prof la loro personale valutazione.

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  4. marisamoles said,

    @ tachimio

    Ti dirò, cara Isabella, il dubbio non mi rode. So di aver fatto bene il mio lavoro, molte volte i miei studenti mi hanno detto che spiego anche troppo, ai corsi di recupero allievi non miei hanno dichiarato di aver capito molto di più in poche ore con me che in un anno intero con i loro docenti … insomma, credo che in queste “pagelle” ci sia anche qualche sassolino che qualcuno si è voluto togliere dalla scarpa. 😦
    Questo è il motivo principale per cui non do molto credito a queste valutazioni che sono, secondo il mio parere, poco oggettive.

    @ Erik

    Tu mi conosci poco e io non conosco te, ti posso assicurare, comunque, che con i miei allievi ho un dialogo aperto e non sono una che se la prende davanti alle critiche. Anzi, me la prendono se le critiche, in un certo senso, arrivano alle spalle e in forma anonima. Comunque hai ragione sul fatto che una valutazione, seppur non oggettiva al 100% possa servire a migliorarsi. Tuttavia, per migliorare la qualità dell’insegnamento c’è bisogno anche di una maggior considerazione del lavoro degli insegnanti che questo governo, come tutti gli altri, pare non dimostrare. Leggi QUI.

    @ Scrutatrice

    All’università il discorso è diverso. Nel medioevo, ad esempio, venivano pagati solo i docenti le cui lezioni erano più seguite. Come ben dici, le “pagelle” ai prof negli atenei hanno un senso, dato il rapporto più distante che si instaura con gli studenti e anche considerato il fatto che non c’è nessuno che controlla la loro presenza in aula (mente i nostri allievi si fanno subito sentire se non siamo in classe!) e la loro puntualità. Io avevo docenti che facevano sì e no 30 minuti di lezione, arrivavano in ritardo sempre e se non si presentavano non avevano nemmeno la cortesia di avvertire. Ecco, allora sarebbero dovute esistere le pagelle!

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  5. Erik said,

    Ho letto con attenzione l’articolo e mi riesce però complicato, oltre che sembrarmi presuntuoso commentare, perchè sono del tutto estraneo al vostro mondo, non ti nascondo però che mi sembra veramente ai confini della follia questo piano, non tanto per le “proposte” in sè ma quanto perchè ancora una volta non vedo nessuna “novità”, nulla che ho letto rappresenta una vera e propria innovazione e soluzione che possa agevolare ne lo studente ne il docente… però sono sensazioni frivole che sicuramente non tengono conto di una sacco di componenti del vostro mondo e contratto lavorativo.

    E’ vero che non ci conosciamo e infatti io intendevo fare una riflessione generale su ciò che mi ha suscitato la lettura del tuo post, non voleva essere di certo ne una critica ne un giudizio personale anche perchè sarebbe stato davvero insensato. Mi piace l’idea di poter leggere dei commenti e dei pensieri della vita di un insegnante perchè per assurdo è una professione che mi sarebbe molto piacuto poter svolgere e perchè la trovo (dall’esterno) come un enorme possibilità per avere un idea globale dello stato della società e uno stimolo per continuare a conoscere, crescere, ricercare, aggiornarsi..immagino l’insegnante come uno studente, uno psicologo, un sociologo e poi un docente… insomma non poco per una professione sola…

    Concordo perfettamente sul fatto della considerazione da parte di tutti non solo del governo, ma anche dei genitori e degli alunni.. perchè l’insegnante spesso è una delle chiavi fondamentali per il futuro in primis dei nostri figli e di conseguenza della società, e lo dico credendoci fortemente, fosse per me (per assurdo come il mio pensiero) insegnanti e politici [forse anche molte altre categorie] tetti salariali ben definiti ma agevolazioni di diverso genere dalla società..
    trasporti, beni di prima necessità, accessi ai contenuti storico/culturali, salute e altro o gratuiti o molto contenuti; perchè chi dedica, per scelta o per vocazione, la sua vita al bene del prossimo e alla crescita della collettività non deve diventare ricco ma deve aver garantito dallo stato un tenore di vita senza preoccupazioni, la sua salute e lucidità determinano in maniera più attiva di altri, la salute e la lucidità e la crescita del paese… ma questo è un altro discorso..

    di contro però, posso dirti per la mia esperienza di aver conosciuto professori che a scuola si sentivano più in gabbia di alcuni studenti e che sembravano insegnare perchè sottotortura, fose questi esempi hanno contribuito a creare questa sorta di diffidenza verso docenti e istruzione…. è solamente un ipotesi eh…

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  6. marisamoles said,

    @ Erik

    Mi scuso per l’enorme ritardo con cui replico ma aspettavo un momento di calma per rispondere e alla fine il commento mi è sfuggito. Eco come si riduce una prof dopo un anno di scuola. 😦

    Mi ha fatto molto piacere leggere la tua riflessione, soprattutto perché si distingue dalle solite vagonate di fango che sommerge il nostro lavoro. Io credo che in Italia, al contrario di ciò che si pensa e si dice, la maggior parte dei docenti lavori con dedizione, pazienza, passione e tantissima buona volontà. Preparazione a parte. Il problema è che non tutti sono fortunati, come me, a lavorare in un liceo, bello, nuovo o quasi, ben attrezzato, con aule luminose … insomma, un ambiente che agevola il nostro lavoro. Senza contare che essendo appunto un liceo, non dobbiamo far fronte a determinati disagi che invece devono affrontare i colleghi che insegnano nei professionali o in certi tecnici (non tutti perché alcuni sono davvero all’avanguardia). Però, quando escono i dati dell’InValsi e si considera la media dei risultati in Italia, ecco che il commento è: siamo gli ultimi in Europa … che poi non è nemmeno vero. Apprezzo la proposta avanzata dal ministro Giannini di stanziare delle somme per venire incontro alle realtà che hanno bisogno di risollevarsi, ma penso anche che si debbano premiare le scuole, come il mio liceo, che ha dei risultati paragonabili all’eccellenza Europea e ben al di sopra della stessa media europea.

    Grazie per il commento. Alla prossima.

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  7. Erik said,

    grazie a te per il confronto, e il tempo per la risposta è solo un dettaglio…
    giusto oggi ho ricevuto una telefonata da una docente dell’istito in cui studia un ragazzo che mi è stato assegnato per uno stage che voleva sapere come stava andando il ragazzo… è il 4 che mi è stato assegnato quest’anno ed è la prima chiamata che ricevo, non ti nascondo che mi ha fatto piacere riceverla… mi chiedo come mai per i tre ragazzi precedenti non ha chiamato nessuno??? chissà…

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  8. Diemme said,

    Eccomi! Non so come sia potuto sfuggirmi questo tuo post, e pure le e-mail di notifica le apro tutte, diligentemente, e le tue per prime! Forse l’avevo aperta, sono stata interrotta, e al mio ritorno e riapertura della posta era ormai tra le e-mail segnate come già lette, questa è l’unica spiegazione che posso darmi.

    Comunque la penso come te, qualcuno si è voluto togliere un sassolino, e questo ha abbassato la media che altri avevano sicuramente tenuto alta, oppure… se ti può consolare qui considerano poco chiare le spiegazioni date in un italiano ricco e appropriato, dove lo studente medio si perde metà della spiegazione perché non conosce i termini utilizzati (sai che un mio collega, quando gli raccontai di un’esperienza esiziale, mi chiese il significato di “esiziale”, e che dovetti trovare due o tre sinonimi prima di arrivare a un termine che gli fosse noto?).

    Per quanto riguarda la correttezza invece mi chiedo cosa s’intendesse, ed effettivamente un giudizio sarebbe stato più significativo di un numero.

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  9. marisamoles said,

    @ Diemme

    Non preoccuparti, un post può sfuggire, il tempo è tiranno e non sempre si riesce a fare ciò che ci si prefigge. Io, ad esempio, ho quasi 500 e-mail non aperte. Ho iniziato con 300 notifiche rimaste indietro all’inizio dell’estate ed ero convinta di riuscire ad andare in pari … capisci ora perché, commentando il tuo post, ho scritto che non mi propongo più nulla?

    Venendo alle pagelle, quest’anno ho una sola classe delle tre e a questi studenti ho espresso molto apertamente la mia delusione nell’essermi vista assegnare solo la sufficienza in “spiegazione” e “correttezza” (mi hanno spiegato che s’intende la correttezza nella valutazione … quindi io sarei poco corretta nel dare i voti, cosa che onestamente mi lascia esterrefatta!). Sono rimasti molto meravigliati anche loro e quindi ho avuto la conferma che sono stati gli altri ad abbassarmi la media. Ora, io non vorrei insinuare nulla ma tu sai che ci sono state delle persone che hanno remato contro …

    Ma, come disse Dante, non ragioniam di lor. Quello che conta è andare avanti, fare del proprio meglio, conquistarsi la fiducia dei nuovi studenti (ben 45!) e sperare che, dovesse ripetersi questo esperimento, l’anno prossimo io riesca a migliorare la media. 🙂

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