UN POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA

mafalda che stress
Ormai siamo alla follia. Lo diceva quel relatore di un corso di aggiornamento sull’empowerment della persona: vi ospito qui (centro di igiene mentale) visto che dicono che a insegnare si diventa pazzi, così vi abituate all’ambiente. Un vero profeta costui.

Lunedì è la mia giornata libera e ho passato il pomeriggio a scuola. Libera per modo di dire.
Arrivo e trovo una sorpresa nel cassetto: oltre a somministrare il test InValsi (nei confronti del quale da anni nutro una profonda avversione) in una classe non mia e relativamente alla matematica (va da sé che nelle scuole per bene non si facciano inciuci …). lo dovrò pure correggere (quello di italiano, s’intende, sempre per una classe non mia).

Protesto e mi dicono che devo farlo, è un ordine di servizio. L’alternativa è lo sciopero … che, però, mi costa 80 euro.

Pensa che ti ripensa, non arrivo a una decisione ma intanto devo presentarmi a un consiglio di classe. Vado.

Dopo un’ora, sono lì che rimugino, e mi accorgo che non solo dovrò somministrare (che brutto verbo!) e correggere il test, ma lo devo fare iniziando la quarta ora, un’ora libera.

Protesto: il tempo è mio e me lo gestisco io. Se ho un’ora libera non sono in servizio, quindi posso disporre del mio tempo come meglio credo. Semmai mi si può consultare e poi sta a me decidere se accettare di impegnare una mia ora buca o meno. Mi dicono che è un ordine di servizio. Avrò diritto a recuperare un’ora. Bene, mandiamo la quinta via un’ora prima, propongo. Quelli fanno il compitone di italiano, avrei la sesta ora di lezione, saranno cotti, è meglio che se ne vadano a casa. Proposta accettata.

Mi rifugio in un posto tranquillo (il posto lo è, io molto meno) e correggo compiti. Devo attendere un’ora e mezza per il prossimo consiglio.

Mi presento puntuale, il clima è tranquillo, la casse va bene, nessuno si lamenta. Unica nota positiva in questo pomeriggio di ordinaria follia. Eh no, il bello (è una battuta) deve ancora arrivare. Vengo insultata da una collega per una cosa che non riguarda nello specifico l’andamento della classe (oggetto dell’ordine del giorno), per di più un fatto che risale a due mesi prima, anzi, una situazione che, a suo dire, si protrae da ben tre anni.

Sono allibita. Gli altri si guardano e non sanno cosa dire. Io sono infuriata. Gli altri cercano di calmare le acque. Si discute, ridiscute, mettiamo a verbale, no mi oppongo, ‘sta cosa non c’entra nulla con l’odg, è un fatto personale, se ne poteva discutere in privato, poi in due mesi, anzi, tre anni, un’occasione la si trovava.

Morale: arrivo a casa alle 19 e 30, con lo stomaco chiuso e un senso di nausea che nemmeno quand’ero incinta. Ho la testa che mi scoppia, i brividi di freddo, mi provo la temperatura, ho un po’ di alterazione ma a me sembra di avere un febbrone. Non ceno, mi metto sul divano, cerco di rilassarmi. Sforzo inutile. Per tutta la serata ho un pensiero fisso: non si può reggere un ritmo così, non si può andare a scuola, luogo che per me è sempre stato un’oasi di pace, e avere l’idea di stare in trincea. Per giunta con l’aggravante di essere colpiti da quelli che stanno nella stessa trincea.

L’insegnamento, lo dicono gli esperti, è uno dei lavori maggiormente soggetti allo SLC (stress lavoro correlato). Ma pensandoci bene, non è lo stare in classe, il far lezione la cosa più stressante. E’ tutto il resto che ci annulla fisicamente, ci toglie le forze e ci manda il morale sotto il livello della suola delle scarpe.

Oggi volevo rimanere a casa. Sciopero o malattia, i motivi li avevo tutti, potevo pure scegliere. Poi ho pensato ai miei allievi, quelli cui avrei potuto far lezione nelle prime tre ore. Loro non c’entrano nulla, anzi, l’aula è il posto in cui sto più al sicuro, dove non posso temere attacchi oppure ordini di servizio poco graditi.

Sono andata regolarmente a scuola. Tutto sommato è stata una giornata tranquilla.

P.S. Colgo l’occasione per scusarmi con gli amici che mi seguono per non essere presente qui e nemmeno sui loro blog. Ho più di 300 notifiche da aprire sulla posta elettronica. Non ce la farò mai. Se ci penso finisce che aggiungo stress a stress.Aarriveranno tempi migliori, almeno lo spero.

14 pensieri riguardo “UN POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA

  1. Mi chiedo sempre quale parte della parola “libertà” non è chiara per certa gente…
    Personalmente detesto sentirmi obbligata a fare cose per cui è previsto che abbia una libera scelta e utilizzare lo strumento dell’ordine di servizio è una meschinità che parla da sola…
    La scuola, comunque, resta il regno dell’ottusità mentale!

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  2. A parte tutto, io delle ore libere ho proprio bisogno, altrimenti non ce la faccio a reggere. Considera che oggi, dopo tre ore di lezione, durante l’intervallo sono andata a ritirare i fascicoli delle prove, poi mi sono recata in classe, ho somministrato il test e i questionari. Sono rimasta in aula fino alle 13 ho iniziato alle 7.50) … non ti dico la corsa in bagno alla fine delle cinque ore! Insomma, uno avrà diritto a un caffè e a fare la pipì in pace …

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  3. Che giornata Marisa! Una dietro l’altra! Io mi innervosisco a morte quando succedono queste cose, ovvero quando mille impegni si concentrano in una giornata sola, mentre ci sono altre giornate completamente morte in cui vorresti che accadesse qualcosa!
    A parte tutto non preoccuparti per il poco tempo che hai per il blog ed i blogger. Poco tempo fa ho scritto un post analogo al tuo PS, in cui mi auguro che questo periodo denso di cose fare, fittissimo di impegni, termini presto. Ora sono anche io poco presente per la blogsfera… 😦

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  4. « Credere » (nel proprio lavoro) « Obbedire » (agli ordini di servizio) »Combattere » (i colleghi di lavoro). Costretta ad applicare il detto – finito male 70 anni fa – nel tuo lavoro?

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  5. Coraggio Marisa…
    Mi spiace che ti trovi in queste situazioni. Davvero la percezione che da fuori si ha del vostro lavoro è ben altra. Fatti forza che è quasi finita, ma mentre lo scrivo mi rendo conto di quanto in fondo sia sciocco. Non è bello andare a lavorare sapendo che ambientino si troverà. Per quanto si ami il proprio lavoro, toglie entusiasmo e stanca nel corpo e nell’anima.
    Un abbraccio

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  6. @ Scrutatrice

    Io di giornate “morte”, almeno fino alla fine delle lezioni, non ne ho. 😦
    La cosa che più mi fa star male non è il lavoro in sé ma il ritmo serrato con cui si devono fare tante cose, così finisce che non si lavora bene … e ci si dimenticano anche scadenze importanti.
    Sì, ricordo il tuo post e so quanto dispiaccia a chi si dedica con passione al blog rimanere in silenzio e non poter seguire gli amici.

    @ ombreflessuose

    Grazie, cara Mistral. Un abbraccio

    @ Alberto

    Mi stavo chiedendo dove fossi finito … 😆
    Il motto? Sempre valido, purtroppo, almeno in certi ambienti.
    Pensavo a te quando ho sentito il commento del ministro Giannini sullo stipendio degli insegnanti francesi: “Guadagnano di più [2800 euro, dicono] ma lavorano di più”. Eppure a me sembra che le ore di lezione siano più o meno quelle e il calendario scolastico pure. Forse la questione è che hanno un posto dove lavorare a scuola e a casa possono godersi il tempo libero. Così sembra che lavorino di più … la Giannini potrebbe venire a trovarmi qualche domenica a casa … magari le mando un selfie. 😉

    @ mujer feliz

    Diciamo che oggi mi sento meglio, alla fine a me l’incazzatura passa facilmente, magari lo stress lo sento ancora tutto ma, come dici anche tu, bisogna farsi forza.
    Grazie per avermi fatto sentire la tua vicinanza.

    Un abbraccio.

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  7. Ciao il 13 ho partecipato per 2 ore all’assemblea della Gilda contro le prove INVALSI, che è stata ideata per evitare di farci perdere i soldi dello sciopero, le ultime 2 ore sono tornata nella mia scuola. Non sono riuscita invece ad evitare la correzione delle prove INVALSI che è stata organizzata per il 14 pomeriggio. Sono stata nominata con circolare della preside, alla GILDA hanno detto che avrei potuto evitare di correggere le prove se la correzione non fosse stata messa nel POF e quindi se non fosse previsto il pagamento, ma se la correzione delle prove è nel POF la preside con un ordine di servizio ti può obbligare alla correzione. Per cui anche se sono nominata per il sostegno ho dovuto correggere la prova di matematica. Ho capito che però è molto importante partecipare alle assemblee sindacali anche se non sono iscritta a nessun sindacato perché devo ancora capire quale ci difende di più.

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  8. Non ho capito però cosa centrano i consigli di classe con la somministrazione delle prove INVALSI e, da quello che ne so le prove vengono somministrate in un orario preciso, si inizia tutti alla stessa ora e si termina in un preciso momento, non si può decidere arbitrariamente.

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  9. Marisa, sto pochissimo in internet perché ho altro da fare, ma se leggo che ti trovi in difficoltà seppur momentanea, io ci sono 🙂

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  10. @ Trutzy

    I test InValsi non sono inseriti nel Pof della mia scuola ma comunque sono diventati prassi ordinaria. Tuttavia, trattandosi di attività aggiuntiva (per la quale si accede al Fis) non può essere un obbligo. Purtroppo questo viene ignorato dalla gran parte dei dirigenti. Alla fine, però, non ho dovuto correggere le prove perché il collega che doveva somministrarle ha fatto sciopero. 🙂

    Forse mi son o spiegata male. Le prove sono state fatte martedì mattina, dalla seconda ora alla fine delle lezioni. Io dovevo somministrare quelle di matematica e il questionario studenti, dalla quarta ora (libera) alla fine delle lezioni. Lunedì ho scoperto che mi avevano occupato l’ora libera e che avrei dovuto correggere le prove. Per puro caso, nel pomeriggio di lunedì (mio giorno libero) mi trovavo a scuola per i consigli.

    @ mujer feliz

    Grazie. ❤

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