“FUORICLASSE 2, IL MINESTRONE DELL’ORTOLANO” di GIAN PAOLO POLESINI

littizzetto fuoriclasse

Solo per mancanza di tempo, non d’idee, non ho scritto nulla sulla prof Littizzetto. L’altra sera ero al telefono con mio fratello e, quando l’ho avvisato che stava per iniziare la puntata di “Fuoriclasse “” e dovevo interrompere la conversazione, mi ha detto: “Una prof che guarda alla tv una fiction ambientata in una scuola: puro masochismo”. E come potrei non dargli ragione?

Ha ragione, certo, ma mi sento masochista non tanto per il motivo addotto dal fratellone quanto perché, nell’ordine:

1. Non sopporto la Littizzetto e nemmeno Starnone, l’Apollo ispiratore (non posso certo definire Starnone “Musa”) della fiction
2. La scuola delle fiction (vedi la Pivetti detective, ad esempio) è quanto mai fasulla e, nel momento in cui vorrebbe essere aderente al modello esistente, patetica
3. Quando gli attori non sono tali (la Littizzetto proviene dal cabaret e pure Macorè, che in ogni caso mi piace come recita ma non in “Fuoriclasse 2”, con quella cadenza veneta che fa rabbrividire i veneti doc) non può uscirne un prodotto di qualità. Si salverebbe Scarpati ma anche lui, frequentando la famiglia Martini che, avendo necessità di cure e il medico ce l’ha pure in casa, dimostra quanto sia poco efficace la medicina in tv, soprattutto perché fa disimparare la recitazione anche a chi ne aveva avuta in sorte almeno una qualche parvenza.

Detto questo, lascio la parola a Gian Paolo Polesini, giornalista del Messaggero Veneto, che ha fatto un’analisi lucida e dettagliata della fiction littizzettiana, di gran lunga migliore di quanto avrei potuto fare io.

Buona lettura.

Vediamo un po’ quant’è ricco il minestrone scolastico diFuoriclasse 2.

Nemmeno quello dell’ortolano, guarda.

Littizzetto. Lucianina fa Sanremo, subito dopo vince – toh il caso a volte – l’Oscar del personaggio femminile dell’anno e, ancora con in faccia il ventocontro di Arisa, è la prof Passamaglia, fiction spottata dai Premi regia televisiva. 360° perfetti. Sovraeposta.

Scuola. È il luogo con più tentativi d’imitazione televisiv/cinematografici. Impossibile glissare le ovvietà, anche chi mai volesse fare l’estroso. Ripetitiva.

Ragazze isteriche. Se il maschio più trasgressivo – 21 anni in quinta e di notte consegna le pizze – è comunque un buon diavolo, le signorine altresì fanno collezioni di scalpi. Potendo loro gestire un Girmi attaccato alla spina, vi scaraventano dentro chiunque abbia le minime sembianze di una simile. Umorali.

Sala insegnanti. Di solito mancano i “normali”. O davvero la realtà li ha geneticamente modificati o la tele insiste nel dipingerli così. Alieni.

Amorini tra prof. Sarà l’odore del gesso (ma esiste ancora nelle classi?) oppure di pennarello indelebile (più probabile), sarà che il latino ha delle affinità elettive con la matematica, sarà che l’insegnante di ginnastica ha sempre quei panta aderenti, sarà che… Banali.

Amorini fra alunni. Giustamente incontrollabili.

Bullismo. Qui si riduce al furto di un cellulare. Non fa danni. No, perché a volte l’insistere peggiora le cose. Un bel tacer… Evitabile.

Bidello. Finisce con l’essere spesso immaginato un po’ scemo e faccendiere. Quelli veri si facciano sentire.Stereotipo.

Preside. Scarpati molla la sua famiglia d’origine per diventare un preside veramente suonato. Se Lele Martini incontrasse uno così gli prescriverebbe almeno cinquanta gocce di En prima dei pasti. Lungodegenti

Lei aspetta un figlio. Ma ha 46 anni. E ne ha già uno di 17. Nella prima puntata non riesce a dirlo al suo uomo (collega, ovvio). Lo tengo o non lo tengo? Il diversivo.

Recitazione. Scricchiola come la scalinata del castello di Elsinore. Littizzetto è una cabarettista, Neri Marcorè non strappa applausi live e il tutto il resto declama da tv. Ovverosia, male. Pressapochismo.

I mostri: Ricordate Ugo Tognazzi nel primo episodio de I mostri di Risi? Il suo personaggio educa il figliolo a fregare il prossimo. Resterà fregato lui. Così il vicepreside col bimbo asino. Più facile risistemare la pagellina disastrata col trucco che con lo studio. Italiani.

[LINK all’articolo originale]

8 pensieri riguardo ““FUORICLASSE 2, IL MINESTRONE DELL’ORTOLANO” di GIAN PAOLO POLESINI

  1. Non ho mai trovato una corrispondenza fedele tra la scuola della realtà e quella della televisione. O troppo banale e riduttiva, oppure esasperata ed irrealistica nella rappresentazione degli ambienti, degli alunni, dei professori, delle dinamiche di classe. Non ci credo che il professore ancora gira tra i banchi o che gli studenti rispondano così arrogantemente alle domande da posto, come la TV ci vuole far credere. Non so, nella mia scuola non è mai successo… Sbaglio io o funziona davvero e ancora così?

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  2. Ahahah anche io avevo pensato alle gocce di En (o ad una valida alternativa).
    Nei telefilm sulla scuola,a giudicare dal numero di imprevisti che accadono, sembra che si realizzino tutte le leggi di Murphy. Oppure assomigliano ai documentari sui leoni che, anche se dormono per 13,5 ore al giorno e non disdegnano riposarsi al sole nel resto della giornata, vengono presentati come continuamente a caccia o in lotta per le leonesse perché più entusiasmante.
    Comunque non ho mai visto nella realtà insegnanti di ed. fisica non in tuta, né alle medie né alle superiori!

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  3. Solo io ho la sala professori piena di alieni? 😀
    Per il resto non ho visto la fiction, strano, perché a masochismo son messa benino.
    Domanda: perché non ami Starnone?

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  4. Luciana “woman of the year” in my modest opinion, wasn’t there anyone else to vote for?depressing. Just my personal taste, can’t say I’d go overboard for her! I can’t stand her voice!

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  5. @ Scrutatrice

    No, no, non sbagli. Almeno al liceo non si comportano così e se lo fanno una volta, ti assicuro che non lo fanno più. Anche se il linguaggio a volte è inascoltabile e illeggibile: ti pare che in un tema si possa scrivere “figo”? 🙄 Capita però non troppo spesso. Comunque la scuola in tv non si può guardare, a me dà proprio fastidio.

    @ fiocco di neve

    Anche i miei colleghi sono sempre in tuta e certamente non hanno la testa cinta dalle treccine colorate. 😉

    @ roceresale

    Guarda, gli alieni ci sono dappertutto e anche gli alienati. 😦
    Di Starnone ho letto Ex cattedra e altre storie di scuola e non mi è piaciutO. Ma quello che detesto in assoluto è il suo elenco sulla scuola (vedi post related): sembra il temino da primo della classe, pieno di luoghi comuni e di cose scontate che tradiscono la sua breve esperienza in cattedra. Avrebbe dovuto starci 30 anni come me …

    @3theperfectnumber

    Her voice is really terrible! 😯

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  6. Ad ogni nuova fiction intorno alla scuola ti senti chiedere: “Ma davvero ci si diverte così tanto? Ma davvero si fa così poco? Potete uscire quando volete? Non spiegate quasi mai?”… e così via. Sob!
    A presto, Es.

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  7. @ Ester

    Un chiaro esempio di tv diseducativa.
    Per non parlare della velocità con cui la prof Littizzetto corregge i compiti … quasi quasi gliene spedisco un po dei miei.

    Buona serata. Un abbraccio.

    P.S. Hai letto il post su Montale, Luperini e il giovane docente siracusano? Mentre lo scrivevo è stato inevitabile pensarti, vista la tua passione per il poeta.

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  8. Sì, ho letto. Quella in questione è una tra le poesie montaliane più interessanti perché laicamente “religiosa”. E’ stato un testo che ha “minato” la tanto gridata lontananza di Eusebio dalla divinità…
    Un abbraccio, Ester.

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