RICORDI DI CARNEVALE E VESTITI RICICLATI

marisa carnevale
Quella che vedete nella foto in alto sono io all’età di 11 anni e mezzo (sì lo so, sembro più grande, a vedermi ora in quella foto mi rendo conto che avrei potuto raggiungere 1 metro e 80 e invece mi sono fermata sotto il metro e 70, accidenti!).

Il Carnevale non è mai stata la mia festa preferita ma mi piaceva il travestimento. Alcuni abiti me li confezionava mia mamma. Potevo avere nove anni e avevo fatto una richiesta alquanto strana: mi piacerebbe vestirmi da Mimì de La Bohème. Ero piccola ma nella mia famiglia la lirica era il pane quasi quotidiano e i miei mi portavano a teatro a vedere le opere, anche se all’inizio non ne ero particolarmente entusiasta. Evidentemente mi era piaciuta la messa in scena dell’opera di Puccini e non tenevo in nessun conto lo sfortunato epilogo della vicenda.

Insomma, l’abito alla fine fu confezionato ed era davvero stupendo, in velluto blu con manicotto e cuffia bordati di finto pelo bianco.
Non sempre, però, era necessario il contributo di mia mamma. Studiando danza avevo la disponibilità anche dei costumi indossati nei balletti del saggio. Quell’anno riciclai l’abito da ungherese (me ne sono ricordata perché ho letto il post di melodiestonate in cui parla appunto del travestimento da ungherese) e fu un successo perché, essendo a tutti gli effetti un costume teatrale, era particolarmente bello.

carnevale pierrot

Quando avevo ventidue anni riciclai anche uno dei tutù, bianco con la “gonna” lunga (in gergo si dice “romantico”). Mia mamma ne fece uscire uno splendido costume da Pierrette e ad una festa, assieme al fidanzato vestito da Pierrot (eccoci lassù, sorridenti ma non troppo, come richiedeva il travestimento), rischiai di vincere il primo premio per la maschera più bella. Alla fine, dal momento che la festa si teneva in un locale gestito da una cugina, fummo esclusi per, come si dice ora, conflitto d’interessi. Ci rimasi molto male.

Ecco, questi sono alcuni dei miei ricordi di Carnevale. Quando sono diventata madre ho iniziato a odiarlo perché, non sapendo cucire, i miei figli mi facevano spendere un sacco di soldi per i costumi, anche se poi li riciclavo passando quelli del primo al secondo. Non sempre però il secondo ne era entusiasta … in più, odiavo particolarmente andare in giro con i bimbi mascherati perché inevitabilmente faceva freddo o c’era vento oppure pioveva e in centro c’era sempre un gran casino e gente che buttava coriandoli e stelle filanti. Però quello che più mi faceva incavolare erano gli spray che certi deficienti spruzzavano addosso o le uova che lanciavano.

Insomma, se è vero che a Carnevale ogni scherzo vale, è anche vero che certe cose idiote possono rovinare la giornata.
Ora che i miei figli sono grandi me ne sto chiusa in casa fino alle Ceneri. E viva il Carnevale … ma per gli altri.

9 pensieri riguardo “RICORDI DI CARNEVALE E VESTITI RICICLATI

  1. Che bei vestiti! A me,invece, piace molto il carnevale: sono andata in maschera per il paese fino a quando ho potuto, cioè fino alle medie quando gli amici (e pure mio fratello, tre anni più giovane) hanno iniziato a dire che si vergognavano. Però in paese è diverso: la gente vuole vedere i bambini in maschera e nessuno si sognerebbe di lanciare uova.
    I vestiti li ha sempre cuciti mia mamma, facendo in modo che si potessero indossare sopra tute pesantissime e che fossero utilizzabili per più anni. Direi che è riuscita nel suo intento: ho messo il costume da gatta, con la gonna, dalla terza elementare (mi arrivava a metà polpaccio) all’anno scorso (mi arrivava decisamente sopra le ginocchia 😳 ma con un paio di pantaloni era accettabile).
    Quest’anno invece non mi sarei nemmeno travestita ma, alla festa per i bambini all’oratorio, per qualche ora sono diventata la regina delle nevi: ho attaccato ad un vecchio cerchietto dei fiocchi di neve fatti con il window-color e mi sono truccata in azzurro disegnando fiocchi di neve e “spirali” di brina. I vestiti erano normali (non sono riuscita ad andare a comprare la stoffa), però blu: dopotutto ho potuto dire che quest’anno l’inverno non si è fatto molto sentire…e la regina delle nevi si è adeguata 😉

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  2. Che bei costumi e che bella che sei tu in ogni foto! Certo che il tempo che passa non fa alcun effetto su di te!
    Comunque odio anche io bombolette spray e coriandoli… Te li trovi dentro ai vestiti per giorni e giorni! Tollero di più le stelle filanti!

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  3. Bellssimi i costumi! A me piace tanto il Carnevale, nello spirito. Se qualcuno lo condividesse con me andrei a Colonia, Venezia, Rio…. 😉

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  4. Molto carina in quei costumi. Ti riconosco di più nel vestito da ungherese però piuttosto che da Pierrette. Mi raccomando, prepara qualche dolcetto almeno, se non devi uscire fino a domani. Buon pomeriggio cara Marisa. Isabella

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  5. Quando ero piccola mia madre organizzava sempre a casa nostra una festa in maschera per il mio onomastico (14 febbraio) e l’unica cosa che vietava erano i coriandoli. Odiosi, non riuscivi mai a debellarli una volta che erano entrati. Al massimo le stelle filanti!
    Io non ho mai amato questa festa, non mi piaceva neanche tanto travestirmi. I tuoi vestiti sono bellissimi!!!

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  6. @ melodiestonate

    Grazie, Sara!
    Sì ho letto il tuo post e sono rimasta sconcertata. Volevo cliccare su “mi piace” ma mi sembrava un controsenso. 😆 Posso capire che un maschietto voglia vestirsi da Balotelli ma quale femminuccia mai vorrebbe fare la parte della Fico? 🙄
    Un bacione e buon martedì grasso.

    @ fiocco di neve

    Be’, regina delle nevi è perfetto con il tuo nick! 😉
    Io credo che nei paesi effettivamente questa sia una festa vissuta diversamente, con più civiltà. Il problema è che di solito gli idioti sono i ragazzi grandi che danno fastidio anche ai bambini. Cercavo sempre di mandare i miei a qualche festa così io evitavo i lanci di uova e loro si divertivano di più. Ora non so quanto riescano a divertirsi i bambini d’oggi. Forse ha ragione melodiestonate: sono più i genitori a voler esibire i figli.

    @ Scrutatrice

    Grazie, Veronica! Mi fai arrossire … 😳
    I coriandoli erano vietati ai miei bambini, rimediavo con le trombette … poi erano le orecchie a risentirne. 😦
    E che dire del riso che lanciano sugli sposi? Io ho lasciato riso in giro per tre giorni, in viaggio di nozze. Avevo un’acconciatura che credo sarebbe sopravvissuta anche all’intero soggiorno di due settimane, tant’era ben fatta, e mi dispiaceva lavarmi i capelli il giorno dopo solo per via del riso. Un’usanza che non mi è mai piaciuta, come i coriandoli.

    @ roceresale

    Io sto a due passi da Venezia eppure non riesco ad affrontarla nei giorni di carnevale. Troppa ressa, non si riesce nemmeno a muoversi. Però mi farebbe piacere tentare in compagnia: vogliamo pensarci per il prossimo anno?

    @ tachimio

    Grazie, Isabella!
    Di solito il martedì grasso preparo le frittelle ma quest’anno ho detto no, ho troppi compiti da correggere. Ho preparato una torta bio alle mele, con farina ai cereali e zucchero di canna. Se si accontentano bene, altrimenti si arrangiano. 🙂
    Un bacione e buon Carnevale.

    @ Valentina

    Grazie!
    Ho organizzato anch’io qualche festa in casa ma ho smesso da quella volta in cui uno dei due figli aveva la febbre a 40 così ho dovuto disdire … ho offerto frittelle e crostoli al pediatra che ha gradito molto. 🙂

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