“LA GRANDE BELLEZZA”: UN’ITALIA DA OSCAR

Così, stanotte una nuova stella ha illuminato il cielo di Hollywood: “La grande bellezza”, film di Paolo Sorrentino pluripremiato in Europa, ha conquistato anche il pubblico americano. La statuetta più ambita è tornata in Italia dopo 15 anni, da quel lontano 1999 in cui Roberto Benigni con il suo “La vita è bella” guadagnò non solo l’Oscar come miglior film straniero ma si portò a casa anche altre due statuette, per il miglior attore protagonista e la migliore colonna sonora (Nicola Piovani).

Cosa potrei dire io ora che non sia stato già detto in queste ultime ore riguardo all’Oscar guadagnato dal film di Sorrentino? Nulla che abbia a che fare con una critica seria, dato che il film non l’ho visto. Sono una che non ama seguire la massa, ho bisogno di tempo e, soprattutto, mi piace godermi la visione quando si sono spenti i riflettori e del film non si parla più.

Ho letto molte critiche su questo film e sono giunta alla conclusione che anche una grande bellezza possa diventare una grande schifezza. Dipende dai gusti che, come ben sappiamo, sono personali.

Quello che, però, mi sorprende è che noi siamo un popolo strano: ci sentiamo italiani quando ascoltiamo l’inno nazionale sui campi di calcio, meglio ancora se il capitano della nazionale alza l’ambita Coppa del Mondo, e quando un film italiano trionfa all’Academy Awards. A parte questo, credo che la maggior parte di noi consideri il cinema di casa nostra per nulla competitivo.

Personalmente stimo molto alcuni registi italiani, come Paolo Virzì, Pupi Avati e Ferzan Özpetek per fare qualche nome, ma la maggior parte di noi snobba i film made in Italy soprattutto per la mancanza di attori veramente degni dell’etichetta che portano addosso.
Il fatto è che i migliori attori italiani sono quelli che recitano su un palcoscenico, preferendo guadagni notevolmente inferiori e un successo di pubblico molto più modesto alla grande industria cinematografica che sforna prodotti di discutibile valore. Certo, se consideriamo gli incassi, allora c’è da deprimersi. Se in Italia vincono al botteghino i cinepanettoni e i vari Checco Zalone e Claudio Bisio, posso anche concordare con chi snobba il cinema nazionale.

Non riesco, tuttavia, ad essere d’accordo con chi ritiene che i film americani (leggi statunitensi) siano i migliori in assoluto. C’è da considerare, infatti, che le pellicole d’oltreoceano vengono doppiate da attori italiani eccezionali che spesso scelgono proprio quella carriera non strapagata e considerata di serie b. Quindi, se non altro a livello recitativo, l’apprezzamento dei film americani da parte di molti è dovuto proprio ai bravi attori che in Italia di certo non mancano.

servillo_grande-bellezza_ferilli

Tornando al film di Sorrentino, l’unica cosa che davvero mi spiace è che “attrici” come la Ferilli e la Ferrari possano da oggi dire: “Ho recitato in un film da Oscar”. Passi per Isabella Ferrari che qualche rara volta ha dato prova della sua bravura (in Caos calmo, ad esempio, e non solo per la scena di sesso spinto che ha suscitato mille polemiche), ma la Ferilli può essere davvero considerata un’attrice? Recita nei film esattamente come se vendesse divani … Oddio, nel film premiato a Hollywood interpreta il ruolo di una spogliarellista, l’unico che a mio parere le calza a pennello. D’altronde è anche un ruolo che non le dà modo di calzare altro …

Infine, che dire di Roma? Splendida, come sempre.
In omaggio a quelli che mi leggono dalla capitale, devo dire honestly

ROME IS THE GREAT BEAUTY INDEED!

[immagine da questo sito]

11 pensieri riguardo ““LA GRANDE BELLEZZA”: UN’ITALIA DA OSCAR

  1. Carissima Marisa hai centrato appieno il problema. La stessa considerazione l’ho fatta con mio marito e mia madre stamattina.Felice di condividere con te il giudizio su di un’attrice alla quale ben si addicono i ruoli dalla stessa ricoperti nei ”cinepanettoni”. Isabella

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  2. Ps Una cosa ancora: Toni Servillo non lo conoscevo per nulla come attore quando all’improvviso si affacciò sulla scena italiana.E a dire il vero posso dire di non conoscerlo ancora come tale ,avendo perso i suoi film e quindi ignorando il suo modo di recitare. In compenso, l’ho scoperto in una intervista, essere uomo di notevole conoscenza musicale, regista di varie opere liriche messe in scena in vari teatri italiani. Un uomo molto colto e simpatico. Intelligenza e cultura che sicuramente gli danno la possibilità di esprimersi al meglio anche come attore. Un bacio. Isabella

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  3. Io l’ho visto e non saprei che dirti. E’ un film che non ti prende, oppure sì, ma aspetti che inizi una storia che invece non inizia mai. E’ una Roma mondana descritta da chi di mondanità vive da sempre e che, a un certo punto, s’è pure un po’ annoiato. Da vedere, fosse pure solo per criticare.

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  4. Eh cara Marisa, mi unisco alla tua gioia ed esulto di questo risultato. Però, come te, non avendo visto il film, non posso addentrarmi in commenti troppo approfonditi. Quello che so è che La Grande Bellezza si ispira in maniera abbastanza evidente a La Dolce Vita di Fellini, film che all’epoca non vinse però l’Oscar. Motivo di soddisfazione in più per il nostro conterraneo Sorrentino immagino!
    In quanto alla diffusa convinzione che il cinema americano sia migliore di quello italiano, credo che dipenda dal fatto che gli americani ci hanno “abituati” ad un tipo di film che riteniamo essere quelli fatti meglio solo perché, appunto, sfruttano tecniche ormai collaudate e rodate, di facile presa sul pubblico. Appena un regista tenta di fare altro e non seguire gli “schemi”, ecco che il film non è apprezzato, non è capito. Ora, considerando che la gran parte della produzione cinematografica italiana è costituita da cinepanettoni o commediole amorose in cui recitano i divi di Zelig piuttosto che veri attori, si può facilmente capire come il nostro cinema sia considerato di serie B. Ahimè… nessuno considera il cinema spazzatura degli americani che è davvero, davvero pessimo. Ma nella vastità di offerta presente sul mercato, non si può certo guardare il pelo nell’uovo…

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  5. @ tachimio

    Cara Isabella,

    non avevo dubbi che sulla Ferilli ci trovassimo d’accordo ma mi sento in dovere di chiarire una cosa, anche perché nel post sul confronto Belen-Simona Molinari ho ricevuto un commento che non ho pubblicato in quanto conteneva insulti non solo rivolti a me ma anche a tutti voi che siete intervenuti. Siamo stati accusati di essere bacchettoni, moralisti ecc.
    Il mio non vuole essere un discorso moralista: per me una può recitare nuda dall’inizio alla fine del film basta che sappia recitare. Non credo che ciò si possa dire della Ferilli (che pure, per l’interpretazione in questo film è stata paragonata alla Ekberg dalla stampa straniera 😯 ). Io al contrario di te, invece devo discutere con mia madre perché lei la difende, dice che è una bravissima attrice. Ora, lei non va la cinema ma guarda le fiction e la Ferilli ne ha girate parecchie. A mia madre piacciono le fiction, io non le disdegno ma so distinguere tra un prodotto di qualità e uno dozzinale. Le fiction che hanno avuto l’attrice romana come protagonista a me sono sembrate tutte piuttosto dozzinali.
    Servillo è bravissimo. L’ho visto in “Gomorra” e in “Una vita tranquilla”. E’ straordinario, un attore che ha alle spalle tanto teatro e che nel teatro continua a lavorare. La gavetta certamente l’ha aiutato.

    Buona serata. Un abbraccio.

    @ Diemme

    Il tuo parere si allinea perfettamente con ciò che la maggior parte dei romani ha detto (almeno i pareri che io ho letto). Da vedere, senz’altro, come dici tu per poter criticare. A me piacerebbe vedere la Ferilli alter ego della Ekberg. 🙂

    @ Scrutatrice

    Cara Veronica,

    hai colto perfettamente il punto della questione: qui vediamo i migliori film americani ma anche negli USA, che ovviamente hanno un mercato molto più ampio, ci saranno pellicole che fanno pietà. Purtroppo la cultura italiana si vede dai film che sbancano e dai libri che vendono di più. Se consideriamo che qui è nato il Neorealismo, c’è da piangere.
    Grazie per il commento “tecnico” molto apprezzato. 😉

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  6. Questa sera a canale 5 “la grande belleza”! alle 21.00 buona visione a tutti, guardate numerosi, poi ne parleremo.

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  7. @ 3theperfectnumber

    Incredibile! E già i gestori delle sale cinematografiche si lamentano …
    Buona visione, allora. Vorrò dire che mi tocca vederlo prima che i riflettori si spengano. 😦

    Grazie, Rita. Un abbraccio.

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  8. @ aninstellina

    Come ho detto, la mia non voleva essere una recensione dato che non ho visto il film. Era solo una riflessione sul cinema italiano che viene spesso bistrattato dai nostri connazionale esterofili. Mi fa piacere comunque che tu abbia apprezzato il mio scritto.
    Un abbraccio.

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  9. Non salgo sul carro del vincitore ad osannare tale film. Devo però dire che la fotografia è ottima (il piano sequenza finale sulle acque del Tevere attraverso i ponti di Roma merita il film), la musica mescola ad hoc sacro e profano, pur permanendo in me l’inquietudine per i pensieri di Jap Gambardella, forse perché in parte anche miei. Il mondo visionario e felliniano fatto di feste e chiacchiericcio rischia però di nascondere le riflessioni più profonde e inquiete e autentiche del film. Ma ripensandoci potrebbe esser stata una scelta voluta, perché la vita spesso è così, si nasconde, come dice Jap Gambardella , “in sparuti incostanti sprazzi di bellezza“.
    A presto, Es.

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  10. @ Ester

    A mio avviso è un bel film ma dovrebbe essere visto un’altra volta. Devo dire che superati i primi 15 minuti, se non hai cambiato canale lo puoi vedere tutto e apprezzare. Da quanto ho sentito sono molti quelli che non hanno resistito ma si sapeva che non era un film facile. Non credo che Il mondo visionario e felliniano fatto di feste e chiacchiericcio rischia però di nascondere le riflessioni più profonde e inquiete e autentiche del film, piuttosto è un espediente per andar a fondo, per non lasciarsi ingannare da ciò che appare e cercare il vero senso di tutto ciò. Voluto, sì, almeno secondo il mio modesto parere.

    Grazie, Ester. A presto

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