10 gennaio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: VENDE IL RISTORANTE PER FAR CURARE LA DIPENDENTE

Posted in amicizia, La buona notizia del venerdì, lavoro tagged , , , , , , , a 8:52 pm di marisamoles

buona notizia texasLa giornata sta per finire e, inaspettatamente, dalle pagine del tg è uscita una buona notizia che davvero non credevo di trovare. Parla di solidarietà, di un gesto di altruismo fatto senza pensare al proprio benessere, al proprio futuro. Pensare agli altri, prima di tutto.

Michael De Beyer ha un ristornate a Montgomery, che gestisce da ben 17 anni. Una sua dipendente, Brittany Mathis, è una giovane ragazza sfortunata: ha perso il padre, appena 33enne, per un tumore la cervello.
Tra Michael e Brittany si crea un legame molto forte, un affetto che si avvicina a quello che un padre prova nei confronti della propria figlia. Quando anche alla ragazza è stato diagnosticato un tumore come quello che aveva portato il padre alla morte, il ristoratore non ci pensa un attimo: decide di mettere in vendita il ristorante per pagare le cure mediche alla ragazza. Brittany, infatti, non ha la possibilità di pagare un’assicurazione sanitaria e, dunque, non ha alcun diritto alle cure sanitarie.

Intervistato, il generoso datore di lavoro ha dichiarato: “Non sarei mai stato capace di lasciar perdere e aspettare di vedere cosa sarebbe accaduto. Non avrei mai potuto continuare a guadagnare soldi col mio ristorante mentre lei aveva bisogno di aiuto. Quando avrò venduto il locale, passerò più tempo con mia moglie e i miei due figli”.

Una notizia che si spera abbia una fine lieta e che fa riflettere sul fatto che spesso ci lamentiamo dei pochi guadagni, vorremmo vivere senza pensieri, permetterci qualche capriccio in più. E poi sentiamo di gesti solidali come quello di Michael De Beyer e un piccolo esame di coscienza dovremmo farcelo. Senza contare che, non funzionerà alla perfezione, ma almeno qui in Italia il servizio sanitario è garantito dallo Stato. Pagato, naturalmente, da tutti lavoratori ma garantito a tutti, anche a chi un lavoro non ce l’ha.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

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6 commenti »

  1. Diemme said,

    Ah, se solo avesse pensato prima a pagarle l’assicurazione sanitaria! Scusa, non è per essere cinica, capisco il comportamento encomiabile in mancanza di altre soluzioni, ma se il problema era l’assicurazione sanitaria, che non è neanche una cifra fuori del mondo, non faceva prima a metterla al sicuro pagandole quella?

    Un mio amico riferisce che pagava 250 dollari al mese per una famiglia di cinque persone, e non ditemi “Non poteva immaginare”, perché il Padreterno gli esseri sani e immuni da tutto non li ha ancora creati e a tutti noi pende sul capo la spada di Damocle del “non si sa mai”.

    Perdonami Marisa, avrei voluto commentare questa notizia in modo più sereno e solidale, ma continua a suonarmi strana…

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  2. lilipi said,

    Qualsiasi osservazione si voglia fare, questo gesto di generosità è ammirevole; così come è assurdo che in un Paese all’avanguardia come gli USA solo chi ha soldi possa curarsi

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  3. Sono d’accordo con Lillipi, il sistema sanitario americano è quasi da terzo mondo, strano ma vero per quanto la nostra sanità faccia acqua da tutte le parti è sempre meglio della loro. Per quanto riguarda il datore di lavoro nessuno l’ha obbligato a fare un gesto del genere, così come nessuno lo obbligava a pagarle l’assicurazione. Quindi anche secondo me il suo gesto è da ammirare.

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  4. marisamoles said,

    @ Diemme

    Anch’io, all’inizio, avevo pensato la stessa cosa, ma, come dice anche Rossana, nessuno lo obbligava a pagare l’assicurazione sanitaria per la dipendente. In fondo credo che se anche in Italia ci fosse questo sistema sanitario, non troveresti nessun datore di lavoro dispnibile a venire incontro ai dipendenti in questo modo.
    Comunque sia, il gesto è generoso e apprezzabile.

    @ lilipi

    Assurdo, davvero. Anche se non sono al corrente di quali sistemi sanitari siano in vigore nel mondo, credo comunque che il nostro sistema non sia la regola. Certo, con tutto quello che lo Stato incassa dovremmo avere un sistema più efficiente e credo che se potessimo, noi lavoratori e/o pensionati, metterci in tasca quanto elargiamo allo Stato, ci pagheremmo una signora assicurazione.

    @ PennelliRibelli

    Come ho detto a Diemme, sono d’accordo con te.

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  5. In Svizzera è obbligatorio pagare la Cassa Malati (che non è altro che un’Assicurazione). È abbastanza salata.
    Per gli indigenti c’è un aiuto da parte del Cantone.
    Gli USA saranno sì all’avanguardia per tante cose ma per certe situazioni sono veramente “primitivi”.
    Buona giornata.
    Quarc

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  6. marisamoles said,

    @ quarchedundepgi

    Lo so che in Svizzera bisogna pagare un’assicurazione ma almeno te la scegli tu, a seconda delle possibilità e delle richieste, e comunque chi non ce la fa ha un aiuto. Negli USA sono davvero primitivi, concordo.
    Ciao.

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