GLI ITALIANI LEGGONO POCO E NON AMANO LAVARE I PIATTI

lettori
Che gli italiani leggano poco non è una novità. D’altronde le statistiche non lasciano dubbi: nel 2012 soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini. E parliamo di almeno un libro, praticamente nulla.
Per fare un confronto con altri paesi europei, l’82% dei tedeschi, il 70% dei francesi e 61,4% degli spagnoli hanno letto, sempre nel 2012, almeno un libro.

Secondo il “Rapporto sulla promozione della lettura in Italia – 2013” – cui i dati si riferiscono – solo il 18,4% degli italiani leggono dai 4 agli 11 tomi e solo il 6,3% della popolazione legge almeno 12 libri.

Ma cos’è che porta i nostri connazionali al disinteresse nei confronti della lettura? Si potrebbe pensare che sia una questione di costi: con la crisi, infatti, si sta bene attenti alle spese e i libri costano, a volte davvero troppo. Le nuove tecnologie, tuttavia, possono invogliare maggiormente a metter mano al portafoglio: nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.
I dati di vendita dei supporti tecnologici possono far pensare che i lettori preferiscano gli e-book per questioni di prezzo. Ma non è detto che la scarsa passione per la lettura sia imputabile solamente alla necessità di risparmiare.

Un ottimo spunto di riflessione ci viene offerto da Stefano Izzo sul blog officinamasterpiece del Corriere.

Secondo l’Istat (dati.istat.it/), nel 2012 gli italiani hanno speso per il tempo libero, la cultura e i giochi, una somma di pochi centesimi inferiore ai 100 euro mensili. […]
Tra le spese culturali, appunto 100 euro al mese, i libri non scolastici valgono appena 4,29, ovvero 51,48 l’anno, in netta diminuzione rispetto al 2011, quando la cifra sfiorava i 60.
[…]
Ma le maggiori sorprese – e con esse, forse, anche una risposta alla domanda iniziale [Quanto incidono i libri nel nostro bilancio familiare? NdR] – si trovano comparando la lettura con altre voci presenti nel bilancio familiare mensile Istat. Scopriamo così che all’interno del «tempo libero», i libri se la passano peggio, per esempio, di giochi e giocattoli (8,04), ma anche di lotto e lotterie (4,57) e di piante e fiori (6,89). Allargando un po’ lo sguardo su altri gruppi di spesa, troviamo poi gelati (7,18), birra (5,99), vino (12,01), tabacchi (20,44).

L’articolo di Izzo si conclude con una rivelazione davvero sconvolgente: perfino per tovaglioli e piatti di carta o di alluminio siamo disposti a spendere quasi il doppio (8,18).

Insomma, si legge poco o niente e per i libri si spende la metà di quanto sborsiamo per acquistare tovaglioli e piatti di carta. Sono lontani i tempi in cui, con un certo detersivo liquido, i piatti li voleva lavare lui. Ora non solo lui legge meno (il 12,2% rispetto a lei), ma usa pure i piatti di carta per non lavarli. 😦

[per i dati sulla lettura ho fatto riferimento all’articolo di Giuditta Mosca su Il Sole 24 Ore; immagine: “Pomeriggio in terrazza” di Vittorio Matteo Corcos da questo sito]

12 pensieri riguardo “GLI ITALIANI LEGGONO POCO E NON AMANO LAVARE I PIATTI

  1. Detrazione fiscale del 19% del prezzo dei libri dall’ anno prossimo” e’ una recentissima notizia! Potrebbe servire ? O sara’ necessario abituarsi agli ebooks.?
    Ah, il fascino della scelta di un libro che ti chiama dallo scaffale di una libreria… Eppure non mi sento obsoleta!
    Love
    L

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  2. Io sono sempre stata una lettrice accanita, ma negli ultimi anni sono stata proprio fagocitata dalla vita, soffocata dal tempo, dalla burocrazia… e, come sai, non essendo più in forma come un tempo, è tutto più difficile e farraginoso.

    Passo tanto tempo in autobus, ma in condizioni in cui leggere non è davvero possibile, accalcati l’uno all’altro tenendo stretta la borsa, tenendosi aggrappati da qualche parte, cercando di respirare e di evitare maniaci che “si appoggiano”: che sia anche di molti altri italiani la causa della scarsa lettura?

    Se poi consideriamo la qualità di certi best-seller…

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  3. “YOU’RE NEVER ALONE WITH A BOOK”….
    Books are my escape from a tiring day, bookshops are my favourite pastimes.
    I have a possible answer: before coming to live in Italy my children, aged 12, 11, and 6 loved reading, choosing their books from the local and school library, once they moved to Italian school, the 2 boys in scuola media, the youngest in primary, gradually lost the “reading habit” because the books their teachers made them read, not only secondary school, liceo too, were “heavy”, thus contributing to an adversion to literature in general.
    The english love reading, as the Germans and the Spanish.I have often wondered whether my deduction is true, many of my adult pupils have told me that they disliked the books they had to read during the summer break, they would have preferred something of their own choice, contemporary, modern authors.
    Women DO read more than men.
    Regarding throw away dishes, and throw away cups, well, how can one enjoy a coffee in a plastic cup’ ? a cup of tea / coffee in a ceramic/ earthenware cup, holding the cup, hands wrapped round the cup or mug, savouring the aroma, slowly….
    Throw away plates are ok for childrens’ parties, for picnics. Personally, I’m not keen on washing up, but I have a dishwasher, what I don’t like is removing the dishes from the dishwasher, that’s life , can’t like everything.
    Ciao MARISA, HAPPY NEW YEAR, MUST GET BACK TO MY BOOK. I am reading “THE THORN BIRDS” again….I bought this novel in 1979 when I still lived in the UK, I re-read it for 4 consecutive years…..30 years later I am reading it again, it is one of those books that each time I read it, I discover something I missed out the in the previous one.

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  4. Non credo che sia un problema economico…se così fosse, beh, ci sono anche le biblioteche!
    Siamo rozzi e ignoranti, punto. Non diamo valore alla lettura e infatti si vedono le conseguenze.

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  5. Ho sempre letto tantissimo, e continuo a farlo.
    Non capisco proprio quelli che non leggono, a me la lettura ha sempre dato moltissimo, penso che se non avessi letto tanto da ragazzina probabilmente avrei preso delle brutte strade. Gli strumenti che la mia famiglia di origine non è riuscita a darmi, io li ho sempre trovati nei libri.
    Adesso sto leggendo Il tramonto dell’Euro di Bagnai e alcune dispense universitarie di economia, che ho scaricato da Internet. Voglio capire di più quello che sta succedendo in Italia a causa della crisi.
    Per quanto riguarda i piatti, io sono rimasta sconvolta quando sono andata a trovare una mia conoscente qualche tempo fa. Poco prima che me ne andassi, il marito ha cominciato a preparare la tavola con piatti di carta. Cosa per me inconcepibile, come scrive theperfectnumber, i piatti usaegetta si dovrebbero usare solo nei picnic o nelle feste per bambini. Personalmente nei picnic che faccio uso piatti di plastica da riutilizzare, perché trovo quelli di plastica molto inquinanti, e inutilmente costosi.

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  6. Ma speriamo davvero che la detrazione del 19% serva a qualcosa. Io non credo che la colpa sia dei prezzi, anche se comunque libri che arrivano a costa 25 euro sono dei veri e propri salassi. Secondo me è proprio il disinteresse della gente che fa venir fuori queste percentuali sconfortanti. Non so come si possa invogliare alla lettura qualcuno che proprio se ne infischia. Poi non lamentiamoci se viviamo nell’ignoranza 😦

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  7. E quello che è ancora più deludente è che magari il solo libro letto dagli italiani è Fabio Volo! Pare che sia stato l’autore più venduto dell’anno. Non che abbia qualcosa contro di lui, ma non si può negare che si tratta di una lettura assai leggerina…

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  8. @ laurin42

    Anch’io continuo a preferire la carta. Non so se e quando mi abituerò all’e-book, in ogni caso per ora non ci penso. Spenderò un po’ di più e mi accontenterò della detrazione fiscale. Tuttavia credo che quest’ultima non darà modo di rilanciare la lettura, piuttosto farà felici i lettori abituali.
    Un abbraccio.

    @ Diemme

    Io leggo solo d’estate proprio perché ho più tempo e calma. Se ho la testa piena non riesco a concentrarmi.
    Sull’autobus non leggerei mai perché soffro il mal d’auto. Forse per chi come te vive in una grande città è più facile leggere in metropolitana. Io una volta leggevo in treno ma ora lo uso così poco che non mi porto nemmeno dietro un libro. Guardo fuori dal finestrino e mi godo il paesaggio. 🙂

    @ 3theperfectnumber

    Thank you, dear Rita. I wish a HAPPY NEW YEAR to you too. 🙂

    @ Monica

    Temo anch’io che le cose stiamo come dici tu. Le nuove generazioni, poi, non leggono affatto oppure si limitano a leggere robacce come i romanzi di Volo. 😦

    @ maryonn

    Ma sei bravissima! Al contrario, io non ho tanta voglia di leggere cose “pesanti”, proprio perché con il lavoro che faccio, sempre alle prese con autori delle letterature italiana e latina, quando leggo ho bisogno di rilassarmi.
    Piatti e bicchieri di carta o plastica non riesco proprio ad usarli. Magari al mare utilizzo le salviette di carta ma lavo regolarmente i piatti, a mano anche se ho la lavastoviglie, e la cosa non mi pesa affatto.

    @ Valentina

    Nemmeno io so come fare a trasmettere il piacere per la lettura. Ai miei figli non l’ho trasmesso, forse perché mi hanno vista troppo con i libri davanti e pensavano che quel tempo fosse tolto a loro. Agli studenti non riesco a trasmetterlo perché quando assegno qualche lettura “obbligatoria” (nel senso che do io i titoli) alla fine non leggono nulla e scaricano la scheda di lettura dal web, bell’ e fatta. 😦
    E’ una mission impossible.

    @ frz

    Allora ho qualche speranza per il futuro. 😉 Attualmente in due mesi d’estate riesco a leggere 10-12 titoli. Ma vorrei leggere molto di più.

    @ Scrutatrice

    Su Fabio Volo mi sono già espressa. E’ deprimente che sia l’autore più venduto (che poi non significa più letto, magari uno compra i libri e poi non li legge!). Che vuoi che dica? Meglio di niente, almeno i giovani qualcosa leggono. O per meglio dire, le giovani perché non credo sia un autore da maschi.

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  9. Faccio parte della generazione giovane e se non ci fosse la biblioteca civica, potrei leggere sicuramente molto meno. Anche il pendolarismo aiuta la lettura: tra corriera e autobus, cambi, andata e ritorno certi giorni ho letto un libro intero…ma non di Fabio Volo perché sinceramente non mi attira proprio.

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