UN CAFFÈ AL SAN MARCO (A TRIESTE), NEL CENTENARIO DELLA SUA FONDAZIONE

caffe-san-marco
La scorsa settimana, tra Natale e Capodanno, mi sono fermata qualche giorno a Trieste, la mia città natale.
Erano anni che non potevo davvero godermi la città, tutta presta dal consueto via vai tra casa dei miei genitori e quella di mio suocero (che purtroppo non c’è più). Si può dire che mio marito ed io riuscivamo solo a goderci la splendida vista delle Rive e di Piazza Unità d’Italia, dai finestrini dell’automobile.

Quest’ultimo soggiorno a Trieste, invece, è stato caratterizzato dalla riscoperta della mia città che ho trovato davvero cambiata.

Albero Natale trieste

Ho fatto un giro nel centro, facendo da Cicerone a un mio cugino e alla sua bellissima figlia, provenienti da Lugano e di passaggio da casa dei miei. Sono riuscita a vedere dal vivo uno degli alberi di Natale più belli del mondo, situato nella splendida cornice di piazza Unità. Per dire il vero, l’albero non è un granché ma gli effetti di luce che vengono costantemente proiettati sul palazzo del municipio, cambiando forma e colori, creano un’atmosfera magica e suggestiva. Ai piedi dell’albero (donato dai “cugini” austriaci), un bel presepe a grandezza quasi naturale dà mostra di sé completando il quadro natalizio con quel pizzico di sacro che si unisce al profano.

caffè san marco 2

Sabato mattina (il 28 dicembre) ho incontrato una delle mie ex compagne di liceo con cui ho ripreso i contatti in occasione della bella festa per i 150 anni del Liceo Dante. Assieme siamo andate a bere un caffè al Caffè San Marco, uno dei più antichi e prestigiosi locali triestini. Un tempo ritrovo di letterati e gente di cultura che prediligeva l’alone asburgico di cui si ammanta il locale per i ritrovi tra intellettuali, ora frequentato da gente di tutte le età e arricchito di una libreria che occupa un’ala dell’ambiente, ormai troppo grande per le modeste frequentazioni dei triestini.
Ad un tavolo ho visto l’attrice giuliana Ariella Reggio … insomma, non è come incontrare Brad Pitt ma ci si può anche accontentare.

Una curiosità: all’interno del Caffè San Marco è stato girato, in parte, il video ufficiale della canzone “Sere Nere” di Tiziano Ferro, il cantante laziale che s’innamorò del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia grazie all’amica Elisa (Toffoli) che l’aveva portato a Trieste in occasione della registrazione di un suo video.

Proprio oggi, in occasione del centenario, il quotidiano giuliano Il Piccolo pubblica un articolo, firmato da Claudio Ernè, sul Caffè San Marco di Trieste. Ve ne riporto qualche stralcio invitandovi a leggere l’intero pezzo a questo LINK.

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Marco Lovrinovich, nato a Fontane d’Orsera, aprì ai triestini il 3 gennaio 1914 il Caffè San Marco nell’allora Corsia Stadion, oggi via Cesare Battisti. Non immaginava minimamente di aver realizzato una macchina del tempo in cui a un secolo di distanza dal giorno dell’inaugurazione continuano a mischiarsi e a stratificarsi miti, culture, ideologie, iniziative commerciali, conferenzieri, scrittori, studenti e turisti frettolosi.
Ognuno pensa di trovare tra il bancone nero e i tavolini con la base di ghisa qualcosa di irrimediabilmente perduto in ogni altro angolo della città: il sapore residuo dell’Impero asburgico spazzato via dalla Grande guerra, l’eco affievolito della Trieste che fu emporiale e commerciale, il riverbero tremolante delle luci dei caffè viennesi nell’ultima stagione dell’Austria Felix. […]
Il Caffè invece è sopravvissuto: ha superato devastazioni e fiamme, cambi di gestione e di abitudini, avvicendamenti politici, crisi economiche, mutamenti di bandiere. Gli ottoni ritornano periodicamente lucidi, i tavolini mantengono le posizioni originarie, il pavimento si scurisce impercettibilmente di giorno in giorno. Giornali, libri, quaderni, giacche e cappotti si aprono e si chiudono. Come accadeva un secolo fa quando il San Marco era uno dei punti di riferimento degli irredentisti filo italiani.
Oggi al contrario il Caffè si propone al pubblico come un’isola dai connotati asburgici, anche se nemmeno un ritratto, un segno di quella dinastia, è esposto alle pareti. In effetti quasi nessuno cerca più il sapore del “marchio” irredentista che Marco Lovrinovich, proprietario di trattorie e depositi di vini, aveva voluto imprimere al suo nuovo elegante caffè, […]

[immagini: Caffè San Marco da questo sito e da Il Piccolo; albero di Natale da questo sito; dipinto di Livio Rosignano da questo sito]

11 pensieri riguardo “UN CAFFÈ AL SAN MARCO (A TRIESTE), NEL CENTENARIO DELLA SUA FONDAZIONE

  1. Meraviglioso trovare all’interno di un caffè una libreria annessa dove poter curiosare dopo avere sorseggiato un buon caffè. Mi hai fatto venire voglia di visitare questa splendida città dalle tante testimonianze. Prima o poi ci riuscirò. Un bacio. Isabella

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  2. @ Margherita

    Purtroppo non ho notizie su eventuali festeggiamenti. Il mio post voleva essere solo divulgativo.

    @ tachimio

    Io adoro il modello inglese di libreria con dentro il caffè. Qui c’è il caffè con dentro la libreria: è il massimo!
    Coraggio, cara Isabella, io ti aspetto. 🙂
    Un abbraccio.

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  3. Tuo cugino viene da Lugano? Allora dovrò chiederti qualche informazione visto che è la città nella quale avrei intenzione di trasferirmi nel giro di un paio d’anni…
    Che bel locale quello di cui hai parlato! Mi piace già solo dalle foto: deve essere impregnato di un’atmosfera speciale, un sapore di altri tempi! Vediamo se riuscirò a concretizzare la mia visita a Trieste… In tal caso dovrai fare a me da Cicerone! 😉

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  4. Ho lavorato per un periodo a Trieste, e questo Caffè me lo sono perso… altri tempi, allora si credeva nel lavoro e in quello ci si immergeva: oggi, col senno del poi, l’immersione la farei nella città…

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  5. @ Scrutatrice

    Io non sono mai stata a Lugano (mio cugino, per dire, erano vent’anni che non lo vedevo). Se vuoi informazioni sulla città, chiedi all’amico quarchedudepegi. Se scrivo una mail a mio cugino è capace di rispondermi tra … 20 anni. 😦
    Ma davvero vorresti vivere là? Per quanto ne so la vita è carissima e bisogna avere un bel colpo di fortuna per trovare un lavoro decente.
    Vuoi venire anche tu a Trieste? Be’, mettiti in fila … 😉

    @ Diemme

    Non dirlo a me: ci ho vissuto per quasi 25 anni e non ero mai stata al San marco. 😦
    Però ero assidua frequentatrice del Caffè degli Specchi di piazza Unità. Almeno lì ci sei stata?
    Comunque, se vuoi venire a Trieste, sei già la terza della tua città: noleggiate un pulmino, magari qualcun altro lo trovate strada facendo. 😉

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  6. Trieste è una città che amo. Sono stato in questa città molte volte e quando passeggio per piazza Unità d’Italia, mi immergo in un sogno. Vorrei scrivere tantissime cose, preferisco lasciare un motto: Chi non c’è andato lo faccia, chi c’è, l’ammiri anche da parte mia. Nanni

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