LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: A BERLINO APRE IL PRIMO RISTORANTE PER CANI E GATTI

ristorante per cani e gatti
Da poco i nostri amici domestici hanno ingresso libero nei locali commerciali, anche nei ristoranti e pizzerie. Purtroppo, però, i padroni sono costretti a dividere con i piccoli amici il proprio pasto o a chiedere, a fine pranzo o cena il doggy bag, qui non molto diffuso per dire la verità.

A Berlino, invece, gli animali domestici hanno un ristorante tutto per loro. Si chiama Pets Deli Food Shop e offre un menù di tutto rispetto: carne di qualità tagliata al coltello, pesce fresco, verdure biologiche e croccantini fatti a mano.
L’ambiente è elegante e riservato, tanto da assicurare ai cani e ai gatti una sosta piacevole. Ma c’è pure la possibilità del take away, nel caso Fido preferisse l’intimità e la familiarità della propria casa.

Che dire? Speriamo che quello della Germania sia un esempio anche per gli altri Paesi: siamo o non siamo nell’Europa Unita?

[LINK della fonte, da cui è tratta anche l’immagine]

ALTRE BUONE NOTIZIE:

A scuola da Steve Jobs nei Paesi Bassi ma anche in Italia… di laurin42

A lezione di piano di laurin42 (notizia del 26 dicembre 2013)

A contare le stelle ci pensa Gaia di laurin42 (notizia del 19 dicembre 2013)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

UN CAFFÈ AL SAN MARCO (A TRIESTE), NEL CENTENARIO DELLA SUA FONDAZIONE

caffe-san-marco
La scorsa settimana, tra Natale e Capodanno, mi sono fermata qualche giorno a Trieste, la mia città natale.
Erano anni che non potevo davvero godermi la città, tutta presta dal consueto via vai tra casa dei miei genitori e quella di mio suocero (che purtroppo non c’è più). Si può dire che mio marito ed io riuscivamo solo a goderci la splendida vista delle Rive e di Piazza Unità d’Italia, dai finestrini dell’automobile.

Quest’ultimo soggiorno a Trieste, invece, è stato caratterizzato dalla riscoperta della mia città che ho trovato davvero cambiata.

Albero Natale trieste

Ho fatto un giro nel centro, facendo da Cicerone a un mio cugino e alla sua bellissima figlia, provenienti da Lugano e di passaggio da casa dei miei. Sono riuscita a vedere dal vivo uno degli alberi di Natale più belli del mondo, situato nella splendida cornice di piazza Unità. Per dire il vero, l’albero non è un granché ma gli effetti di luce che vengono costantemente proiettati sul palazzo del municipio, cambiando forma e colori, creano un’atmosfera magica e suggestiva. Ai piedi dell’albero (donato dai “cugini” austriaci), un bel presepe a grandezza quasi naturale dà mostra di sé completando il quadro natalizio con quel pizzico di sacro che si unisce al profano.

caffè san marco 2

Sabato mattina (il 28 dicembre) ho incontrato una delle mie ex compagne di liceo con cui ho ripreso i contatti in occasione della bella festa per i 150 anni del Liceo Dante. Assieme siamo andate a bere un caffè al Caffè San Marco, uno dei più antichi e prestigiosi locali triestini. Un tempo ritrovo di letterati e gente di cultura che prediligeva l’alone asburgico di cui si ammanta il locale per i ritrovi tra intellettuali, ora frequentato da gente di tutte le età e arricchito di una libreria che occupa un’ala dell’ambiente, ormai troppo grande per le modeste frequentazioni dei triestini.
Ad un tavolo ho visto l’attrice giuliana Ariella Reggio … insomma, non è come incontrare Brad Pitt ma ci si può anche accontentare.

Una curiosità: all’interno del Caffè San Marco è stato girato, in parte, il video ufficiale della canzone “Sere Nere” di Tiziano Ferro, il cantante laziale che s’innamorò del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia grazie all’amica Elisa (Toffoli) che l’aveva portato a Trieste in occasione della registrazione di un suo video.

Proprio oggi, in occasione del centenario, il quotidiano giuliano Il Piccolo pubblica un articolo, firmato da Claudio Ernè, sul Caffè San Marco di Trieste. Ve ne riporto qualche stralcio invitandovi a leggere l’intero pezzo a questo LINK.

livio-rosignano-trieste-interno-caffe-san-marco

Marco Lovrinovich, nato a Fontane d’Orsera, aprì ai triestini il 3 gennaio 1914 il Caffè San Marco nell’allora Corsia Stadion, oggi via Cesare Battisti. Non immaginava minimamente di aver realizzato una macchina del tempo in cui a un secolo di distanza dal giorno dell’inaugurazione continuano a mischiarsi e a stratificarsi miti, culture, ideologie, iniziative commerciali, conferenzieri, scrittori, studenti e turisti frettolosi.
Ognuno pensa di trovare tra il bancone nero e i tavolini con la base di ghisa qualcosa di irrimediabilmente perduto in ogni altro angolo della città: il sapore residuo dell’Impero asburgico spazzato via dalla Grande guerra, l’eco affievolito della Trieste che fu emporiale e commerciale, il riverbero tremolante delle luci dei caffè viennesi nell’ultima stagione dell’Austria Felix. […]
Il Caffè invece è sopravvissuto: ha superato devastazioni e fiamme, cambi di gestione e di abitudini, avvicendamenti politici, crisi economiche, mutamenti di bandiere. Gli ottoni ritornano periodicamente lucidi, i tavolini mantengono le posizioni originarie, il pavimento si scurisce impercettibilmente di giorno in giorno. Giornali, libri, quaderni, giacche e cappotti si aprono e si chiudono. Come accadeva un secolo fa quando il San Marco era uno dei punti di riferimento degli irredentisti filo italiani.
Oggi al contrario il Caffè si propone al pubblico come un’isola dai connotati asburgici, anche se nemmeno un ritratto, un segno di quella dinastia, è esposto alle pareti. In effetti quasi nessuno cerca più il sapore del “marchio” irredentista che Marco Lovrinovich, proprietario di trattorie e depositi di vini, aveva voluto imprimere al suo nuovo elegante caffè, […]

[immagini: Caffè San Marco da questo sito e da Il Piccolo; albero di Natale da questo sito; dipinto di Livio Rosignano da questo sito]