20 novembre 2013

CLIENTE SUCCESSIVO

Posted in affari miei, bambini, integrazione culturale tagged , , , , , a 8:50 pm di marisamoles

cliente successivo Voglio raccontare un episodio di cui sono stata testimone questo pomeriggio in un supermercato cittadino. Non so come definirlo, ha a che fare con i pregiudizi che sono radicati nella mente degli stranieri fin dalla più tenera età. Confesso che, mentre tutti ridevano, io mi sono sentita in imbarazzo.

Sono alla cassa. In fila davanti a me c’è una famiglia straniera, madre e due figlie, una grande e l’altra più piccolina. Quest’ultima porta il carrello e insiste per mettere da sola sul nastro la merce da acquistare. La madre non è troppo convinta e mi dice: “Ha solo quattro anni, vuole fare tutto da sola”. Mi meraviglio perché la bambina sembra molto più grande. La mamma sorride e mi dice che l’altra, dell’apparente età di 15-16 anni, ne ha solo 12. Del resto la signora è proprio un marcantonio, alta e piuttosto robusta. Hanno la pelle “marrone”, come dirà più tardi la bimba.

Disposta la merce sul nastro, la piccola vorrebbe che la cassiera mettesse il divisore, quello con su scritto “cliente successivo”. La signora gentilmente le dice di no, non si può fare. Effettivamente i prodotti occupano tutto il nastro, io ho le due cose che devo acquistare in mano, bisogna attendere che il nastro scorra un po’ in avanti. La bimba ci resta male: lei vorrebbe mettere il divisore davanti ai prodotti che la mamma deve comprare. Lo prende e la cassiera, sempre con la massima gentilezza, glielo toglie dalle mani dicendo che non si può metterlo lì.

Quando finalmente c’è posto anche per le mie cose, la cassiera prende il divisore e lo posiziona fra la spesa della famiglia “marrone” e la mia.
A quel punto la bimba, con aria un po’ delusa, chiede: “Questo [indicando il divisore] serve solo per i bianchi e non per noi che siamo marrone?”.

Risata generale. Tutti sembrano divertiti: cassiera, mamma, bambine, clienti. Solo io, che ci sono rimasta davvero male, ma proprio male male, dico: “Mi sembra grave se una bambina di 4 anni soltanto fa questo tipo di ragionamento”. Ma gli altri mi guardano come se stessi dicendo una cosa fuori luogo, una cosa seria in un momento di massima ilarità.

Che imbarazzo, che tristezza, che vergogna. Do una carezza alla piccola e non mi viene in mente nulla da dire se non: “Sei proprio brava”. Ovviamente mi riferisco all’abilità dimostrata nello svuotare il carrello alla cassa.

[immagine da questo sito]

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19 commenti »

  1. Monique said,

    Davvero triste, avrei fatto lo stesso tuo commento, non capisco proprio cosa ci fosse da ridere. Mentre leggevo mi è venuta in mente la famosa Rosa Parks e un certo Martin Luther King…

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  2. Diemme said,

    Però dicendole così magari ha pensato che avesse detto una cosa giusta 🙄 Forse bisognava semplicemente spiegarle che serviva a separare le merci di due clienti diversi, e prima lei non l’aveva potuto mettere semplicemente perché non c’era posto…

    Sì, dà tristezza l’uscita della bambina, neanch’io avrei riso, e mi sarei affrettata a spiegarle che no, non era quella la ragione e forse poi, siccome gli affari miei non me li faccio mai, avrei chiesto alla mamma come mai la bimba aveva di quei pensieri.

    E forse avrei persino avuto il coraggio di ascoltare la risposta. 😦

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  3. Raffaele said,

    Immaginando la scena credo che mi sarei fatto una risata anche io. 😉
    Ciao Marisa, un abbraccio

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  4. Nemmeno io avrei riso, anzi. 😦

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  5. marisamoles said,

    @ Monique

    Anche a me è venuta in mente la stessa cosa.

    @ Diemme

    Non ci crederai ma io sono rimasta talmente allibita da non sapere cosa dire. Mentre tornavo a casa, a freddo, ho fatto il tuo stesso ragionamento ma credimi che in quel momento ero quasi stordita, non ricordo nemmeno cosa abbia detto la mamma o la cassiera. Sono uscita dal supermercato come un automa e mi sono “svegliata” poco prima di arrivare a casa.

    @ Raffaele

    L’ho raccontata anche a casa e hanno riso pure loro. Non so, sarò io particolarmente sensibile ma io non ci trovo nulla di divertente. Ora penso a tutto quello che vanno raccontando i genitori ai figli e mi rendo conto che, se le cose stanno così, loro ci guarderanno sempre con sospetto. Siamo al paradosso del razzismo al contrario. 😦
    Un abbraccio e buona notte.

    @ Laura Zaccaro

    Meno male che sei sensibile anche tu, nonostante la tua giovane età. Se penso a mio figlio, che è più grande di te di qualche anno, che si è fatto una gran risata … 😦

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  6. Nemmeno io ho riso, leggendo il primo pensiero, perchè la cassiera non ha spiegato il perchè? forse non ha esperienza con i piccoli.

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  7. aninstellina said,

    Un episodio simile può solo riempire di tristezza… Strereotipi e idee comuni che questa società che conclude tutto con una risata forse si merita?

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  8. aninstellina said,

    L’ha ribloggato su Le Journal de Ninae ha commentato:
    Ci sono realtà che non si possono nascondere (grazie Marisa)

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  9. aure1970 said,

    Che cosa brutta. I bambini sono sacri.
    Che cosa brutta. 😦

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  10. lilipi said,

    Ti capisco! Forse, come dice Diemme, bisognava spiegare alla bambina la funzione del divisorio. Comunque il tuo”brava” almeno avrà l’avrà gratificata . Anch’io ho notato un certo vittimismo da parte degli stranieri,anche bianchi; mentre in realtà spesso, per evitare di passare per razzisti,molti trattano loro meglio che gli italiani: lo verificato di persona accompagnando una ragazza rumena a delle visite presso l’Asl

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  11. marisamoles said,

    @ 3theperfectnumber

    Non so perché. Credo che tutti siano rimasti spiazzati ma mentre gli altri ridevano, io sentivo solo un grande imbarazzo.
    Ciao, Rita. Grazie.

    @ aninstellina

    Forse … comunque molto triste.

    @ aure1970

    I bambini sono sacri, sì. Ma sono come delle spugne: assorbono tutto. Evidentemente in famiglia quella bimba sta crescendo con l’idea che i bianchi non vogliano bene a quelli “marrone”. 😦

    @ lilipi

    Hai ragione, spesso siamo noi le vittime. Razzismo al contrario, come dicevo a Raffaele.

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  12. Storia di ordinaria stupidità umana.
    Nicola

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  13. espress451 said,

    Imbarazzo, tristezza, vergogna. Mi associo alle tue sensazioni, cara Marisa. e ancora una volta penso che mentre cresciamo siamo sempre più vicini alla superficie delle cose, galleggiando. I bambini riescono ancora, stanno nel profondo, a cogliere l’essenza delle cose. Forse dovremmo chiedere, noi adulti, di essere rieducati dai piccoli.
    Un abbraccio, Es.

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  14. marisamoles said,

    @ Nicola

    Immagino che la stupidità sia riferita agli adulti. I bambini, che a volte ci sembrano stupidi, ragionano meglio di noi. Quella bimba ha associato un gesto banale ad un concetto incommensurabile. Noi non ne saremmo stati capaci e non perché siamo più esperti del mondo.
    Grazie, Nicola. A presto.

    @ Ester

    Le tue osservazioni, acute e profonde (sembra un ossimoro ma non lo è) come sempre, mi fanno pensare a quanto sia importante dare ai bambini i messaggi corretti invece di pensare sia scontato che essi riescano a rielaborare ciò che diciamo nel modo giusto.
    Grazie, Ester. Un abbraccio.

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  15. Ognuno di noi ha una sensibilità diversa.. ma certamente l’episodio dovrebbe far riflettere!
    Buona serata,
    Laura

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  16. marisamoles said,

    Grazie, Laura. Buona serata anche a te.

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  17. arthur said,

    Beh, scusa, che i bianchi non vogliono bene a quelli marroni non è una novità, magari non tutti, assolutamente no, io per esempio ho amici di colore e non mi pongo il problema, ma c’è chi lo fa e anche in modo eclatante, vedi certe esternazioni di politici che sull’argomento ci speculano e alla grande. Invece concordo con il fatto che i bimbi siano delle spugne e probabilmente la sua uscita non è stata solo per caso.

    Sì, anch’io non avrei riso, mi sarei sentito molto in imbarazzo, e avrei provato vergogna, solo tanta vergogna.

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  18. marisamoles said,

    @ arthur

    Innanzitutto benvenuto!
    Mi fa piacere che la pensi come me e che avresti reagito come ho reagito io. Si vede che entrambi abbiamo un animo sensibile … io, a volte, anche troppo. 😦

    Un saluto e a presto.

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  19. che tristezza altro che ridere…ciao cara Marisa

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