TRA ALLERGIE, BIOENERGIE E CALLANETICA, RICOMINCIO DA ME

Io_mi_voglio_beneIl corpo dà vari segnali d’allarme, quando la misura è colma. Quando sembra che tutto vada storto, che nulla prenda la piega che vorremmo, di chi è la colpa? Principalmente nostra ma siamo d’istinto portati a credere che, al contrario, il nostro malessere sia causato da altri. Chi sono questi altri? Spariamo a caso (ma anche no): il marito, i figli, i genitori (che, come nel mio caso, invecchiano e ci danno inevitabilmente dei pensieri), il lavoro, i colleghi … siamo scontenti perché guardiamo quel bicchiere mezzo vuoto e lo vorremmo pieno. Non ci concentriamo su come riempire quella metà vuota ma su quanto sia sgradito, a volte, il contenuto della metà piena.
E i segnali del corpo li ignoriamo, semplicemente. Non li consideriamo affatto campanelli d’allarme, come dovremmo. Pensiamo, invece, che il nostro malessere sia da attribuire a quegli agenti esterni su cui non abbiamo il controllo. Non totale, almeno.

occhiL’allergia.
Il primo segnale l’ho avuto la scorsa estate.
Come sa chi mi conosce, io d’estate posso rilassarmi, non dovendo andare a scuola e non avendo tutte quelle incombenze che mi fanno sentire sotto pressione per l’intero periodo scolastico. Eppure la scorsa estate, ad un certo punto, mi sono accorta che ogni mattina, al risveglio, un occhio era un po’ gonfio e arrossato. C’è da dire che d’estate, specie se vado al mare, non mi trucco, sicché ho subito pensato che il make-up non c’entrasse nulla.
Ma come spesso accade in casi come questo, un bel giorno, per l’esattezza il 15 agosto, giorno festivo, mi alzo con entrambi gli occhi gonfi, rossissimi, con la pelle delle palpebre squamosa … uno schifo. A parte il fastidio e un po’ di dolore, era il mio aspetto a spaventarmi. Ma guarda tu se una si deve ridurre in questo stato in piena estate!
Vado dal dermatologo ma ottengo solo monosillabi: mah … boh … e grandi sospiri. Esco dall’ambulatorio con la ricettina: antistaminico (che già avevo iniziato a prendere), pomata (costosissima!) e cortisone (all’occorrenza .. be’, mi dico che non servirà, ci manca solo il cortisone d’estate così non posso prendere il sole e mi gonfio come una palla, come faccio a mostrarmi in bikini in spiaggia?).
Dicono che non tutti i mali vengano per nuocere, e forse è vero. Ma quando te ne vengono due in un sol colpo, allora pensi che sia proprio sfiga.
Mi fa male il dente del giudizio. Vado dal dentista, mi dà una rapida occhiata, emette la sentenza (si toglie, non merita curarlo) e sembra preoccupato più per i miei occhi. Ora, del mio dentista ho già parlato, l’ho definito un tipo strano perché sembra che lui per hobby faccia l’odontoiatra ma la sua vera professione non si sa quale sia: fa il fisioterapista ma è più un chiropratico che altro, non prescrive l’antibiotico per l’estrazione (lo fanno i dentisti per pararsi il culo … sue testuali parole) e prescrive i granuli di arnica per fermare l’emorragia post estrazione. Insomma, è un naturopata.
“Si è chiesta perché proprio gli occhi? Perché non un braccio o una gamba oppure la schiena?”, domanda. Rispondo che se è una questione di trucchi, come penso, quelle parti del corpo non hanno bisogno di ombretto e mascara. Non gradisce l’ironia e serissimo sentenzia: “Gli occhi perché lei non vuol vedere qualcosa“.
Penso che della mia vita non vorrei vedere tante cose. Lui continua: “Cominciamo dai posti a tavola”. Non capisco ma gli faccio un disegnino: io sto a capotavola, davanti alla porta d’ingresso, alla mia destra siede mio marito, alla sinistra ho il figlio maggiore e di fronte quello minore. Guarda preoccupato il foglio di carta e scuote la testa. “Sbagliato. Lei non deve stare in quella posizione, non è lei che deve proteggere la famiglia e poi suo marito con di fronte il primogenito non va, troppi conflitti”. Stesso discorso per i posti occupati a letto: che ve lo dico a fare? io sto vicino alla porta …
Vado a casa afflitta più per i posti a tavola che per il dente che devo farmi togliere.
Lancio lì la proposta: che ne direste se cambiassimo i posti a tavola? Mi hanno consigliato un buon psichiatra. Naturalmente non ho affrontato l’argomento “posti a letto”.

bioenergieLe bioenergie.
Penso ai miei occhi. Vabbè, buttiamo via i trucchi e compriamone altri, in erboristeria. Dopo l’acquisto forzato, e oltremodo costoso, di ombretti anallergici completamente naturali, mascara altrettanto anallergico e naturale, e matita … stesse caratteristiche, l’erborista, che conosco da poco ma mi trasmette sensazioni positive, mi consiglia il test delle bioenergie. Lo fa una dottoressa naturopata lì da lei. Prendo l’appuntamento senza nemmeno sapere bene di che si tratta, ma sono una che in certe cose ci crede. La dottoressa mi spiega che il corpo emette un insieme di onde che creano campi elettromagnetici: la bioenergia. Se questa fluisce con regolarità, i campi magnetici assumono una forma e una dimensione regolari e indicano il benessere della persona. Al contrario, quando la forza energetica non è regolare la bioenergia emessa segnala uno o più malesseri, in base alla provenienza.
Alla fine del test, la naturopata mi spiega che:
1. c’è qualcosa a livello di epifisi, la ghiandola che regolamenta il sonno (infatti, da anni dormo poco ma negli ultimi mesi pochissimo e male)
2. c’è qualcosa a livello di pelle (l’allegria alle palpebre, naturalmente)
3. la parte del mio corpo che sta peggio è di sicuro l’intestino (ma va? il colon irritabile ce l’ho da più di quindici anni ma in questo periodo è molto più che irritabile … di conseguenza anch’io).
Mentre sto per uscire dall’erboristeria con i prodotti consigliati (ovviamente il test è gratis ma, anche se non costretti, si finisce per acquistare la cura), la dottoressa mi dice che avrei bisogno di una distrazione. Oddio, si riferirà mica all’amante? Fortunatamente no, dice solo che devo fare qualcosa che mi piace ma nello stesso tempo che non rientri nella solita routine.
Penso a qualcosa e non mi viene in mente nulla. Fatalità vuole che passi davanti ad una palestra, quella frequentata da una carissima amica. Io odio le palestre, non ci vado da anni perché nell’ultimo periodo di frequentazione avevo l’istinto della fuga ogni volta che vi mettevo piede. Però è vero che la ginnastica fa bene e so che dovrei farla.

Young girls practicing modern dance. Shallow DOF.

La callanetica.
Vado alla reception della palestra e faccio una premessa: vorrei frequentare un corso, massimo due volte alla settimana, non voglio sudare, non voglio faticare, possibilmente vorrei rimodellare un po’ il corpo che, con l’età, non ha più le misure dei vent’anni. Penso che la receptionist mi mandi a quel paese e invece sorridente mi risponde: “La callanetica fa per lei“. E mi illustra tutte le caratteristiche e i benefici, che non ascolto nemmeno perché sono rimasta spiazzata. Ero convinta che non ci fosse speranza e invece … mentre penso a come fuggire da lì, capto casualmente un nome: “Madonna, sa la cantante? Ecco lei fa la callanetica“. Mi ha convinta. Perché ci vuole così poco? Insomma, prenoto la lezione prova, tanto quella non è impegnativa.
E’ quasi un mese che frequento il corso di callanetica. Ci vado volentieri, anche se gli esercizi sono ripetitivi e mi annoio un po’. Ma mi distraggo, faccio qualcosa che non avrei mai immaginato mi potesse piacere, per un’ora mi rilasso, cammino per raggiungere la palestra, mezzora fra andata e ritorno. In tutto un’ora e mezza di movimento.
Mi sento bene. Ricomincio da qui, ricomincio da me. Soprattutto ricomincio a volermi bene anche se non ho mai smesso davvero. A prendermi cura di me, del mio corpo ma anche della mia mente e della mia psiche. In fondo ci vuole poco. Un’allergia, la scoperta delle bioenergie e la ginnastica che piace a Madonna. Mi piacerebbe di più il suo conto in banca però è anche vero che la felicità sta nell’accontentarsi di ciò che si ha e, soprattutto, di ciò che non è impossibile da realizzare.

[scritta “io mi voglio bene” da questo sito; immagine occhio da questo sito; immagine “bioenergie” da questo sito; immagine “callanetica” da questo sito]

14 pensieri riguardo “TRA ALLERGIE, BIOENERGIE E CALLANETICA, RICOMINCIO DA ME

  1. Uh, uh, uh.
    Sto litigando con l’omeopatia. Il mio vicino di casa è un naturopata ma non ne ho ancora approfittato. Sì, da maggio ad adesso ho provato a sentirli, i segnali.
    La callanetica, però, non l’avevo mai sentita nominare, sono andata su un banalissimo yoga.

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  2. Ma che bel post, Marisa! Sono felicissima per te che hai deciso di volerti bene in questo modo! Prima di leggere l’ultima parte ti avrei consigliato di fare pilates, ma mi pare di capire che pilates e callanetica siano praticamente la stessa cosa. Io l’ho provato qualche volta e devo dire che non fa per me, ma abbiamo esigenze diverse, ho bisogno di sudare molto e andare veloce, mi scarico di più.
    Sono stupita dal tuo dentista, cioè, dove lo trovi un dentista che ti fa tutto quel discorso? E ha pure ragione, spesso somatizziamo senza neanche accorgercene, non è detto che i problemi nascano effettivamente dal nostro corpo, la maggior parte delle volte nascono dalla mente e si ripercuotono sul fisico. E io lo so bene, l’anno scorso pensavo di avere un’infezione allo stomaco e invece stavo malissimo nell’anima.
    Sui posti a tavola e a letto non ci avevo mai riflettuto. Forse sei una persona autoritaria e che preferisce gestire situazioni e persone piuttosto che lasciarsi gestire, non ti conosco in ambiti come famiglia o lavoro. Forse, quindi, è per questo che scegli posti di comando a capotavola e vicino la porta. Mi hai aiutato a capire questo lato di me riflettendo sulle mie scelte dei posti: a tavola siedo sempre di lato, non mi piace stare a capotavola, mentre a letto, beh, non lo so. Mi è capitato solo una volta di dormire col mio ragazzo, perchè prima non ho mai voluto con nessun altro, e in quest’unica occasione sono andata spedita verso il posto lontano dalla porta e vicino alla finestra, per lasciare quello a lui. Che significherà? 😛

    Adesso come procede? Non ti sembra più bella, la vita?

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  3. @ Diemme

    Interessante il video ma per leggere tutte le parti ci vuole tempo e io sono sempre di corsa. 😦
    Vabbè, cercherò di dedicarmici durante il prossimo we (anche se , con 65 compiti di italiano da correggere la vedo dura).

    La callanetica deve il suo nome all’inventore, Callan Pinckney e promette la perdita di due taglie in breve tempo (cosa di cui non ho bisogno, tra l’altro) e il rassodamento del corpo. Che poi si diventi callipigia non sarebbe tanto male, visto le natiche della statua. 😉

    @ roceresale

    Bisogna crederci all’omeopatia, innanzitutto. E poi le cure sono lunghe. Io preferisco la fitoterapia anche perché generalmente non necessita di visite preliminari e periodiche durante la cura.
    La callanetica nasce negli anni ’80 ed è stata resa famosa da Madonna. Però confesso che prima di provarla non l’avevo mai sentita nominare. Lo yoga comunque va benissimo. Io ero tentata a provare il power ypoga ma poi ho lasciato perdere. Penso di aver trovato davvero ciò che fa per me.

    @ Valentina

    Sì, il mio dentista è molto sui generis. Me l’aveva consigliato una cara amica che ne era entusiasta e se andava bene a lei, deve per forza andar bene anche per me.
    Non è che io voglia dominare (tanto meno sul lavoro!), è che a tavola mi sono messa nel posto più vicino al fornello. 😦 Quanto alla scelta della parte in cui stare nel letto matrimoniale, credo sia dettata dal modo in cui dormi nel letto singolo. Io avevo la parete alla mia sinistra e ho scelto la parte corrispondente nel lettone. Poi, è indubbiamente la più comoda (intendo davanti alla porta) quando hai bambini piccoli e devi correre su e giù da una camera all’altra. Credo che mio marito non si sarebbe mai messo al mio post. Ora non lo so ma sono così abituata che difficilmente cambierei.
    La callanetica è effettivamente molto simile al pilates; infatti ero propensa per quella disciplina poi non c’erano posti nell’ora in cui andava bene a me. L’ideale sarebbe fare pliates con le macchine ma in quel caso si tratta più di una terapia individuale perché so che ai corsi con più persone non si usano le macchine. Mi piacerebbe provare il pilates danza di cui mi ha parlato Trutzy (blog della felicità) ma qui almeno non c’è alcuna palestra in cui praticarlo.
    Grazie per l’apprezzamento. Mi sento bene ora, sono sempre molto stanca ma almeno il morale è sollevato. Ho passato un’estate travagliata e non ho riposato abbastanza. Ecco perché adesso mi sento così.

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  4. Si si, il posto a capotavola viene scelto per la comodità d’alzarsi. Io pure sono capotavola così mi muovo più liberamente. Il corpo parla, a volte urla solo che non siamo in grado di sentirlo, o forse le ignoriamo fino a che non è più possibile fare finta di niente. Sono felice che i tuoi acciacchi abbiano trovato chi era in grado di interpretarli oltre l’ovvietà, e sono più felice ancora che tu abbia scelto di fare qualcosa solo per te stessa. Si comincia col poco tempo rubato al resto delle attività e poi si desidera il giusto perché, perdona l’uscita, noi valiamo!

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  5. Brava cara amica! Hai cominciato a fare qualcosa per te, e non è che l’inizio. Adesso non hai che da continuare scegliendo di fare, almeno sometimes, quanto ti fa piacere. Sarà bello e rigenerante riconoscerti nella tua capacità di trovare cose buone per te…
    Un abbraccio affettuoso, Es.

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  6. Eh,sì, cara Marisa, la cosa più importante è volersi bene e sostituire nel nostro vocabolario di donne superindispensabili la voce “devo” con quella di “voglio”. E dato che anche io sto imparando ti consiglio il libro di Louise Hay ” Puoi guarire la tua vita”, la versione illustrata. Solo a vedere tutti quei colori ti rendi conto di come i nostri malesseri sono solo manifestazioni dei nostri pensieri negativi. E cambiare è possibile!
    Love
    L

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  7. Senti cara Marisa ma non è che potrei venire a trovarti? Scherzi a parte, sei una persona davvero simpatica, ironica, intelligente. Cosa volere di più da un’amica? Penso che frequentandoti, avendone la possibilità e l’occasione, sarebbe stato divertente. Un abbraccio. Isabella

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  8. @ mujer feliz

    Certamente, noi valiamo, eccome. Peccato che i signori uomini non se ne accorgano. 😦
    Grazie, Luisa. Un abbraccio.

    @ Ester

    Anche Diemme mi ha dato il tuo stesso consiglio, postando il video. Vedrò, appena ho un po’ di tempo.
    Grazie. Contraccambio l’abbraccio affettuoso.

    @ Isabella

    Grazie! Spero davvero che ci si possa incontrare presto.
    Un abbraccio e buona serata.

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