LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ANCHE LE DONNE POTRANNO PREGARE (COME GLI UOMINI) DAVANTI AL MURO DEL PIANTO

donne muro del pianto
Questa forse non è proprio una buona notizia, o almeno lo è a metà perché parla, in un certo senso, di discriminazioni e posizioni tanto rigide quanto irrazionali dell’ortodossia religiosa. Ma se non altro apre uno spiraglio alla speranza che qualcosa cambi, che discriminazioni di genere siano superate in nome di un’uguaglianza che lo stesso Creatore ha applicato nel dare uno spazio nel mondo all’Uomo, prima di tutto e solo secondariamente all’uomo e alla donna. E non stiamo qui a discutere sul fatto che Adamo fu creato per primo. Senza Eva la razza umana non sarebbe semplicemente esistita. Questo è l’unico fatto che conta.

A Gerusalemme c’è un movimento che si batte per superare le discriminazioni di genere: si tratta di Women of the Wall (Neshot HaKotel in ebraico). Anat Hoffman, leader del gruppo ed ex campionessa di nuoto, sta portando avanti una protesta che, tuttavia preferisce definire definisce preghiera. Una preghiera rivolta agli ultra-ortodossi che, gravati dal pregiudizio, non ammettono che davanti al Muro del Pianto, le donne, come gli uomini, preghino a voce alta, indossando il tallit (lo scialle da preghiera tradizionale), i tefillin (piccoli astucci quadrati contenenti quattro brani della Torah) e portando con sé i rotoli della Bibbia. Alle donne, cui è destinata una parte del Muro, era persino proibito pregare ad alta voce.

Nel 2010 la stessa Anat era stata imprigionata con l’accusa di aver portato illegalmente al Muro un rotolo della Torah. Ora le donne possono pregare come gli uomini, però vengono insultate dagli ultra-ortodossi che non approvano questa concessione. In prima linea lo stesso rabbino Shmuel Rabinowitz, che governa il luogo su mandato dello Stato.

Non deve stupire il fatto che davanti al Muro si trovino il settore femminile e quello maschile ben distanziati. Questa separazione esiste da sempre nella sinagoga, il luogo di culto per gli ebrei. Nell’epoca palestinese sono stati istituiti i cosiddetti i matronei (Cafarnao), nel Medioevo alle donne era riservato un ambiente (Frauenschul) diviso da fitte grate dalla sala di preghiera accessibile ai soli uomini (Männerschul). In età rinascimentale viene adottato generalmente l’uso dei matronei.
Attualmente nelle sinagoghe riformiste questa divisione non è più effettuata o è limitata a una semplice separazione delle panche fra uomini e donne.

Chissà, forse un giorno questa posizione “riformista” sarà adottata anche per quanto riguarda la preghiera davanti al Muro del Pianto. Per il momento, le conquiste di Anat costituiscono un bel passo avanti.

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[fonte della notizia Io Donna; notizie sulla sinagoga da questo sito; immagine da questo sito]

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