LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: SCOPERTA IN AUSTRALIA UNA NUOVA LINGUA

lajamanu
Questo venerdì mi dedico ad una notizia alquanto strana che riguarda la scoperta di una nuova lingua parlata in un piccolo villaggio dell’Australia.

Lajamanu, villaggio del Nord dell’Australia abitato da più o meno 700 anime, non è nuovo ai fatti di cronaca rimbalzati sui quotidiani di tutto il mondo. In qualche occasione è stata segnalata una strana pioggia di … pesci. Il singolare fenomeno si è verificato nel 1974, nel 2004 e nel 2010. Secondo i meteorologi, i pesci, piccoli pesci persici bianchi e a strisce, erano stati risucchiati verso l’alto nel corso di un temporale da mulinelli d’aria, per poi essere rigettati a terra più tardi.
Mark Kersemakers, dell’Agenzia australiana di Meteorologia, afferma: “(La tempesta) potrebbe aver trascinato in alto i pesci per più di 15 chilometri. Una volta in alto, si sono praticamente congelati. E dopo un po’ di tempo, sono stati rilasciati”. [LINK]

lajamanu people
Ma la pioggia di pesci non è l’unica curiosità che interessa questa località sperduta e sconosciuta ai più. Recentemente, infatti, un linguista americano, Carmelo O’Shannessy (dell’Università del Michigan), ha scoperto che gli abitanti più giovani di Lajamanu, che hanno un’età al di sotto dei 35 anni, hanno dato vita ad una nuova lingua. Si tratta di un idioma che nasce dalla contaminazione tra australiano, inglese e creolo, esattamente come la lingua locale, il Warlpiri.
Alla nuova lingua è stato dato il nome di Warlpiri rampaku (ovvero “veloce”) e secondo O’Shannessy può essere accostato a quegli idiomi usati dagli adolescenti in qualsiasi parte del mondo, perlopiù incomprensibili agli adulti. Con una differenza.

Si tratta, infatti, di un nuovo sistema linguistico, perché qui si incontrano gli elementi linguistici provenienti dalle lingue preesistenti ma in modo sistematico e molto tradizionale. Inoltre, i ragazzi crescendo non abbandonano l’utilizzo del Warlpiri rampaku, trasmettendolo alle generazioni future. Il fenomeno viene spiegato da O’Shannessy in questo modo: negli anni ’70 o ’80 i genitori hanno iniziato a parlare con i loro figli mescolando lingue e utilizzando questo standard per comunicare con loro in modo coerente. Per le persone bilingui è molto comune questo passaggio da una lingua all’altra nel mezzo di una conversazione. Ma quando i bambini cominciarono a parlare, l’hanno fatto seguendo lo stesso schema, e questo è diventato il modo di esprimersi dei più giovani.

Sebbene secondo lo studioso questo fenomeno non sia così raro (anche se non sempre si viene a conoscenza della nascita di nuove lingue), la curiosità della lingua nata a Lajamanu sta nel suo essere decisamente controcorrente. Prima dell’inizio della colonizzazione britannica dell’Australia nel 1788, vi erano nel paese circa 250 lingue aborigene parlate da quasi un milione di persone. Di queste sono sopravvissute solo poche decine.

Ma questo nuovo idioma sarà in grado di sopravvivere? Per Peter Bakker, professore associato di linguistica presso l’Università della Danimarca, specializzato nello sviluppo delle lingue, il futuro del Warlpiri veloce è più promettente di quello del tradizionale Warlpiri. “Quando una nuova lingua si sviluppa, di solito rimane molto stabile, per esempio, come accadde con i creoli di Papiamento nelle Antille,” ha spiegato.
Da parte sua Carmelo O’Shannessy è dell’avviso che solo il tempo dirà se il Warlpiri rampaku sopravviverà, in primo luogo perché i residenti di Lajamanu vengono spinti a smettere di usare entrambe le lingue, privilegiando la nuova varietà.

[fonti: Affaritaliani; bbc.co.uk e nytimes.com]

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14 pensieri riguardo “LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: SCOPERTA IN AUSTRALIA UNA NUOVA LINGUA

  1. Le notizie del venerdì sono una bella trovata. Mi fanno finire la settimana sperando in un mondo diverso,lontano dalle solite e ripetitive notizie di tutti i giorni, (politica,omicidi, violenze). perchè le notizie interessanti quelle sì arricchiscono e ci parlano di un mondo vario dove comunque tutto succede lo stesso, ma non per questo si deve dimenticare che la vita è soprattutto conoscenza. Un caro saluto da una tua fan.Isabella

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  2. Questa sì che è un’ottima notizia per il mondo della linguistica ma anche per il mondo in cui viviamo. In un’era in cui i sistemi linguistici non fanno altro che scomparire, portando con sè nell’oblio anche cultura, costumi e tradizioni, sapere dell’esistenza di un idioma nascente è di grande, grandissima importanza. Ne sono veramente felice 🙂

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  3. @ Laura Zaccaro

    Non credo sia difficile per i giovani abitanti di Lajamanu, per noi forse impossibile. 🙂

    @ tachimio

    Confesso che questa settimana è stata alquanto travagliata per me e non avevo nemmeno pensato alla buona notizia. Poi, complice l’insonnia tra giovedì e venerdì, mi sono ricordata di aver salvato questa notizia curiosa ed eccola qua!
    Grazie per la tua fedeltà, cara Isabella.

    Un abbraccio.

    @ Quarc

    Lo so, l’inglese ormai è diventato una seconda lingua (a livello lessicale perché in quanto a grammatica, lasciamo perdere. Gli italiani la conoscono poco e male. 😦 ). Per i politici forse è un modo per dimostrarsi istruiti e far colpo sulla gente.
    Grazie a te e buona fine settimana. (stavo per scrivere buon week-end, solo perché tutti dicono, sbagliando, “buon fine settimana” ma io non ci riesco e quando dico “buona fine …” suscito molta perplessità.

    @ Scrutatrice

    E io sono felice che ti sia piaciuta la notizia. 🙂

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  4. @ michelechefailprof

    Sono d’accordo. Se poi le lingue ti danno da vivere, è una bella cosa perché unisci la passione al lavoro. Ti avevo detto che volevo laurearmi in Lingue? Per me il massimo sarebbe stato fare l’insegnante di Inglese (il tedesco non l’ho mai sopportato, ma ho studiato anche il francese e lo spagnolo). Ora mi consolo con il latino, lingua che mi ha conquistata fin dalla seconda media. Allora era obbligatorio in seconda e facoltativo in terza, però se volevi iscriverti al liceo o alle magistrali dovevi per forza studiare il latino in terza e superare l’esame.

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  5. ho studiato il latino fino alla quarta liceo, debbo dire,che,non mi e’ affatto dispiaciuto. Penso che non sia abbastanza apprezzato. Credo che contribuisca a fornire consapevolezza sulla lingua. Per me la lingua ha sempre avuto grandi legami con il,resto,della,vita:-) ho iniziato a studiare il, francese a a,11 anni, a 13 lo usai per corteggiare,due,belle,francesine al mare. Ho impRato ad unire l’utile al dilettevole. Come mai non ti piace il tedesco?

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  6. @ michelechefailprof

    Il latino è importante per sviluppare la logica ed è molto formativo, come tutte le lingue e le altre discipline scolastiche solo che non tutti lo capiscono. Non è raro che chi va male in matematica vada male anche in Latino. Però io ho in una classe (futura quinta) degli allievi che sono dei geni della matematica eppure non studiano volentieri il latino. Ecco, credo che bisognerebbe superare i molti pregiudizi che ancora, e sempre più, ci sono sullo studio delle lingue classiche e, soprattutto, sullo studio del latino allo scientifico.
    Non amo il tedesco – io che sono nata in una città austroungarica e che adoro l’Austria! – per la sua durezza. E poi al mare, quand’ero ragazzina, mi ero presa una cotta per un ragazzo che, però, corteggiava un’austriaca. Non sapendo cosa fare per “attaccarla”, le ho detto che non mi piaceva il tedesco perché quando uno dice “ti amo” sembra che ti dica “vaffa…”. Vuoi mettere, le dissi, la lingua melodiosa dei francesi, “Je t’aime”, come suona bene al posto di “Ich liebe dich”. Lei, serafica, mi rispose: “Sì, ma i francesi sembra che ti dicano “ti amo” quando in realtà di mandano … ”
    Ecco, da allora il tedesco proprio non lo reggo. 😦

    @ Laura

    Grazie a te, cara Laura, che hai lanciato questa iniziativa. Non sempre è facile trovare qualcosa di bello e di originale, ma è un modo, come ha osservato anche Isabella, per affrontare il week-end con un po’ di buon umore, dimenticando il tran tran di tutti i giorni.

    Un abbraccio.

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  7. Mi ero persa questa notizia! Interessantissima: siamo ancora in grado di dar vita a nuove lingue e non solo di massacrare quelle già esistenti! C’è quindi speranza per il futuro.
    un abbraccio
    Margherita

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