19 agosto 2013

LIBRI: “IL BALLO” di IRÈNE NÈMIROVSKY

Posted in libri tagged , , , , , , , a 1:52 pm di marisamoles

Premessa: questo racconto è stato recentemente pubblicato da Newton Compton nella collana LIVE, a soli 99 centesimi.

copertina libro il ballo

L’AUTRICE
Irène Nèmirovsky nacque a Kiev l’11 febbraio 1903, da un ricco banchiere ebreo ucraino, Leonid Borisovitch Némirovsky (1868-1932) e da Anna Margoulis (1887-1989. Nel 1919 si trasferì con la famiglia in Francia, a Parigi, dove nel 1924 si laureò in Lettere alla Sorbona.
Poliglotta – conosceva sette lingue – da sempre considerò il francese la sua seconda lingua madre e iniziò giovanissima a scrivere. Nel 1921 pubblicò il suo primo testo sul bisettimanale Fantasio. Nel 1923 la Némirovsky scrisse la sua prima novella l’Enfant génial (ripubblicata con il nome di Un enfant prodige nel 1992), che sarà pubblicata nel 1927. Nel 1926 pubblicò il suo primo romanzo Le Malentendu.
La fama arrivò nel 1929 con la pubblicazione del romanzo David Golder e, grazie al suo editore, poté frequentare i salotti parigini più rinomati.
Tre anni prima, nel 1926 Irène Némirovsky aveva sposato Michel Epstein, un ingegnere russo emigrato, divenuto poi banchiere, da cui ebbe due figlie: Denise nata nel 1929 ed Élisabeth nel 1937.
Nonostante la conversione al Cattolicesimo, la scrittrice fu vittima delle persecuzioni naziste e nel 1942 fu deportata ad Auschwitz dove fu uccisa il 17 agosto 1942. Stesso destino toccò, qualche mese dopo, al marito che si era battuto per farle ottenere la libertà.
Le bal (Il ballo) uscì nel 1930 e dal racconto fu tratto, nel 1931, l’omonimo film per la regia di Wilhelm Thiele. (fonte: Wikipedia)

LA TRAMA
La protagonista de Il Ballo è la quattordicenne Antoinette Kampf, che vive con i suoi genitori in un lussuoso appartamento di Parigi. Il padre è un ebreo di umili origini che fa fortuna e permette alla famiglia, ad Antoinette e alla moglie Rosine, una vita agiata. Ma, come capita spesso ai parvenu, la coppia sente il peso del passato e, sebbene le ricchezze ottenute con delle speculazioni finanziarie abbiano loro spalancato le porte del bel mondo, non si sentono completamente accettati dall’alta società.
La ragazzina è trascurata dalla madre, molto più intenta a badare a se stessa piuttosto che alla figlia, ed è seguita da Miss Betty, una governante tuttofare che spesso è complice di Antoinette e ha una relazione segreta con un giovane. L’età della giovane Kampf è un’età difficile, un’età in cui non si è né carne né pesce, se poi si viene trascurate dalla madre e si vivono quotidianamente le tensioni tra i genitori, non si trova un punto di riferimento, un equilibrio. Ed è per questo che, quando M.me Kampfe lancia l’idea di organizzare un ballo, cui invitare tutta la gente che conta, Antoinette è elettrizzata dall’idea del debutto in società. Ma l’amara realtà è un’altra: non parteciperà a nessun ballo, in compenso, visto che ha una bella grafia, aiuterà la madre a scrivere i bigliettini d’invito.

Rosine fa le cose in grande, supportata dal marito che, per l’occasione, vuole che della famiglia Kampf si parli parecchio in giro. I biglietti da scrivere sono duecento, almeno. Ma chi invitare? All’inizio l’operazione si rivela tutt’altro che semplice:

«Cominciamo dalle persone che conosco, vero Rosine? Scrivi, Antoinette. Il signore e la signora Banyuls. Non conosco l’indirizzo, hai l’elenco telefonico sotto mano, cercherai via via …«
«Sono molto ricchi, no?», sussurrò Rosine rispettosa.
«Molto».
«Ti … credi che vorranno venire? Non conosco la signora Banylus».
«Nemmeno io. Ma sto in affari con il marito, il che basta … pare che la moglie sia una donna affascinante, e poi non viene molto ricevuta nel suo giro, da quando è rimasta coinvolta in quella faccenda … ti ricordi, le famose partouzes del Bois de Boulogne, due anni fa».

[…]

«Dio santo!», sospirò la signora Kampf, «Com’è difficile …»
«Ci vuole metodo, cara mia … Per il primo ricevimento, tanta e tanta gente, più facce possibile … Solo al secondo o al terzo si può fare una cernita … Ma questa volta bisogna invitarne a bizzeffe». (pagg. 59-60)

Insomma, la filosofia di Monsiur Kampf è piuttosto spicciola ma dettata dal senso pratico: l’uomo è, infatti, cosciente che, chi più chi meno, tutti hanno i loro scheletri negli armadi. C’è una sola persona, ben conosciuta, che non può mancare: Mademoiselle Isabelle, cugina dei Kampf e maestra di pianoforte della piccola protagonista. Per nulla amata, tra l’altro, dall’allieva. La Nèmirovsky ne fa un ritratto impietoso e ironico allo stesso tempo:

«Eccessivamente miope ma senza mai usare gli occhialini, dato che andava fiera dei suoi occhi molto belli e delle folte sopracciglia, incollava sugli spartiti il lungo naso carnoso, appuntito, azzurrino di cipria, e, quando Antoinette sbagliava, la colpiva forte sulle dita con una bacchetta di ebano, rigida e dura come lei. Era malevola e ficcanaso come una vecchia gazza. Il giorno precedente alle lezioni, Antoinette mormorava con fervore durante la preghiera della sera (suo padre si era convertito al momento del matrimonio, Antoinette era stata cresciuta nella religione cattolica):
«Mio Dio, fa’ che Isabelle muoia stanotte». (pagg. 66-67)

Un ritratto che serve anche a comprendere quell’autobiografismo malcelato che è presente nel racconto. Sarà proprio Isabelle l’unica presente al ballo. Deludendo le aspettative dei coniugi, la festa che doveva costituire il loro vero debutto in società si rivelerà un disastro.
Antoinette, l’unica non invitata e relegata nello sgabuzzino delle scope, si gode lo spettacolo non vista:

«Sulla soglia del salone, esitò un istante, poi intravide nel salottino vicino il grande canapè di seta; si mise carponi, si intrufolò tra lo schienale del mobile e la morbida stoffa; c’era solo un piccolissimo spazio in cui poter restare rannicchiandosi tutta: da qui sporgendo la testa vedeva il salone, come una scena di teatro.» (pagg. 106-107)

Alla fine, da spettatrice silenziosa la ragazza diventa protagonista; una prova d’attrice superba, la sua. Tanto da sembrare realtà e non finzione.

***

Devo essere sincera: questo romanzo breve, o racconto che dir si voglia, non mi ha entusiasmato. L’unico pregio che ho riscontrato è la caratterizzazione dei personaggi, specialmente nell’ambito dei dialoghi cui è concesso ampio spazio nella narrazione. Una lettura piacevole, perché il libro è scritto in modo semplice e scorrevole, senza grande maestria, sembra quasi il diario della stessa Antoinette, scritto da una quattordicenne, nulla di più. Non so se si tratti di una strategia precisa dell’autrice, ma in ogni caso il libro non è certo un capolavoro.
Sono rimasta delusa soprattutto perché, prima di iniziare la lettura de Il ballo, ho letto – cosa che raramente faccio – la presentazione fatta da Maria Nadotti. Ad un certo punto scrive:

Leggendo i testi di Nèmirovsky, anzi divorandoli e facendosene divorare – tale è infatti il tipo di lettura cui essi inducono -, capita di provare uno smarrimento simile a quello che si avverte quando ci si perde in un bosco o ci si spinge incautamente troppo al largo durante una mareggiata. Il paesaggio è familiare, eppure non ci sono più punti di riferimento. La natura ci circonda da tutti i lati, identica e potente. Impossibile uscirne, ma anche districarsi al suo interno. ( pag. 21)

Probabilmente la Nadotti si riferisce a tutti i romanzi dell’autrice che non ho letto. Però questo romanzo a me pare un’opera molto modesta che non mi ha regalato le emozioni descritte nella critica.

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11 commenti »

  1. Valentina said,

    Me ne parlava un’amica qualche giorno fa, diceva che non le è piaciuto. Comunque me lo presterà perchè io non l’ho comprato. Vedremo!

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  2. frz40 said,

    Di solito evito di esprimermi in termini negativi su un libro appena letto, ma quando ce vo’, ce vò, anche se costa solo 0,99 €.
    Aggiungo che, in un altro caso, la Nèmirovsky non ha entusiasmato neppure me.

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  3. tachimio said,

    Non sempre un libro soddisfa le nostre aspettative. Tuttavia abbiamo sempre l’opportunità di leggerne un altro, sperando nel nostro fiuto e quindi nella nostra scelta tra tanti che il mercato ci offre. Hai letto i miei ultimi post? Forse potrebbero piacerti. Ciao e alla prossima. Isabella

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  4. aninstellina said,

    condivido sul fatto che é un libro scorrevole, sebbene le emozioni vengano un po’ a mancare rispetto alle aspettative

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  5. luna said,

    Ho fatto una recensione su questo libro tempo fa.
    Mi è piaciuto molto.
    Se ti va vieni a leggerla!
    Baci
    Luna

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  6. marisamoles said,

    @ Valentina

    Anche una lettura senza pretese secondo me va fatta. E poi tu sei una lettrice curiosa. 🙂

    @ frz

    Il fatto che vengano venduti a meno di un euro non significa che questi libri siano mediocri. Nella collana LIVE ci sono, infatti, titoli di tutto rispetto. Se però hai letto anche altro della Nèmirovsky senza apprezzarla, allora personalmente mi fermo qui. Sono comunque contenta di aver letto un libro non entusiasmante spendendo così poco. 😉

    @ Isabella

    Non c’è problema: qui c’è una pila di libri in attesa. 😀
    Passerò da te a leggere qualcosa. Pensavo di essermi iscritta e invece no, l’ho solo pensato, appunto. Ogni tanto perdo colpi. 😦

    @ aninstellina

    Innanzitutto benvenuta!
    La delusione più grande è stata dettata da quella prefazione che, a mio modesto parere, è esagerata. Un romanzo modesto, non proprio brutto, a voler essere sinceri.

    @ luna

    Ho letto la tua recensione e mi è piaciuta molto. Purtroppo non posso dire altrettanto del romanzo ma, come dicevo, non lo sconsiglierei comunque a chi vuole leggerlo. Poi, è risaputo che ognuno ha i suoi gusti in fatto di letture.
    Scusa ma, nonostante mi sia iscritta al tuo blog, non ricevo le notifiche per e-mail. Siccome di notifiche ne ricevo molte al giorno, non sempre mi ricordo di passare dagli amici che si dimostrano così fedeli. Vuol dire che starò attenta alla pagina “reader”.

    A presto. Un abbraccio.

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  7. Valentina said,

    Marisa, dopo aver letto quello che ho letto (e sai a cosa mi riferisco) non mi spaventa nulla!!! 😀

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  8. Laura Zaccaro said,

    Io l’ho letto al ritorno dalla gita di 4° superiore.. in pullman. Non è scritto malissimo ed è molto scorrevole.. ma secondo me è troppo corto.. avrei preferito che sviluppasse di più tutta la storia.. ci sono rimasta quasi male quando sono arrivata al finale.. niente di speciale insomma.

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  9. marisamoles said,

    @ Laura Zaccaro

    Innanzitutto, benvenuta! Ci siamo incrociate più volte sui blog di Veronica e Valentina, mi pare. 🙂

    Sì, in pratica è un racconto più che un romanzo breve, considerando anche che i personaggi sono pochi, l’intreccio non è complicato, gli spazi sono limitati e l’azione non si protrae a lungo in termini di tempo. Così dice la narratologia …
    Una lettura da fare in pullman oppure, come ho fatto io, in spiaggia. Nulla di più. Però, come ho già detto, non posso dire che sia brutto. Ne ho letti di peggiori.

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  10. Laura Zaccaro said,

    Si Marisa ci siamo incrociate spesso… ma non l’ho specificato perché temevo non ti ricordassi di me 😀
    Comunque sono diventata tua follower con piacere.. e non posso che concordare con te sul libro.. 😉

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  11. marisamoles said,

    @ Laura Zaccaro

    E’ un piacere per me averti fra i miei lettori. 🙂

    Mi piace


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