J. K. ROWLING PUBBLICA UN GIALLO SOTTO PSEUDONIMO E … FA FIASCO

J.K.-RowlingJ. K. Rowling (nome completo Joanne Kathleen) può essere considerata il fenomeno editoriale di tutti i tempi ed è la donna più ricca del Regno Unito (più ricca persino della regina Elisabetta), oltre a far parte dei 100 paperoni nel mondo.
Nella sua carriera di scrittrice, grazie al successo planetario ottenuto con la pubblicazione della saga di Harry Potter, ha venduto oltre 400 milioni di copie, tradotte in quasi tutte le lingue; solo con l’ultimo libro di Harry Potter (il settimo) ha venduto 72 milioni di copie in 48 ore.

Nel 2007, in concomitanza con l’uscita di Harry Potter e i doni della morte, la Rowling ha comunicato la sua intenzione di abbandonare il personaggio che le ha dato la fama, rendendola ricchissima. Ma la sua attività di scrittrice non finì: nel 2012 pubblica un nuovo romanzo per adulti, The Casual Vacancy, che ovviamente diventa ben presto un best seller, pur senza raggiungere i livelli di vendita ottenuti con Harry Potter.

CuckoosCallingCover

Nell’aprile di quest’anno, con uno pseudonimo maschile, Robert Galbraith, e fingendo di essere uno scrittore debuttante pubblica un giallo, The Cuckoo’s Calling. Il libro, non ancora tradotto in Italiano, ha incontrato il favore della critica inglese. Smascherata di recente, grazie ad uno scoop del Sunday Times, la Rowling ha spiegato di essersi inventata questa identità maschile per «una vera e propria liberazione» che le ha consentito di scrivere «tranquillamente e senza aspettative» da parte del pubblico.

Infatti, fino a ieri, il nuovo romanzo aveva venduto solo 1500 copie. Ma in seguito alla diffusione della notizia da parte del Sunday Times, le vendite su Amazon sono aumentate di circa cinquemila volte.

In un’intervista al Telegraph la Rowling ha dichiarato: «Avevo sperato di potermi tenere questo segreto un po’ più a lungo, perché quella di essere Robert Galbraith è stata un’esperienza liberatoria. E’ stato stupendo poter pubblicare senza alcuna pressione o aspettativa, ed è stato un puro piacere il riscontro ricevuto pur sotto un altro nome».

Be’ per una che, con l’ultimo romanzo di Harry Potter, ha venduto ben 11 milioni di copie in 24 ore (in Gran Bretagna e Stati Uniti), ritenersi soddisfatta del riscontro ottenuto con lo pseudonimo di Robert Galbraith – 1500 copie, come già detto – è un gesto di grande umiltà. Chissà come sarà felice ora, vedendo l’impennata delle vendite di The Cuckoo’s Calling, solo perché è stata smascherata la vera identità del misterioso giallista!

Io non ho mai letto Harry Potter e non posso esprimere giudizi. Ma, secondo me, questa è la dimostrazione che certi libri si vendono solo per la fama acquisita dall’autore, a prescindere dalla qualità degli stessi.
Un caso italiano è quello di Susanna Tamaro. Ottenuto il successo con Va’ dove ti porta il cuore (romanzo bellissimo, secondo il mio parere), ha iniziato a vendere moltissimo anche i suoi romanzi precedenti e ottenuto un buon successo con quelli successivi, anche se di ben altra qualità e bellezza. E poi non dimentichiamo che le vendite non attestano né che il libro sia stato letto (in tutte le biblioteche private c’è sempre qualche tomo che rimane intonso per anni …) né da quante persone sia stata letta una sola copia (se in famiglia si è in quattro, ad esempio, certamente non verrà acquistata una copia a testa!) né che la lettura sia stata gradita da tutti gli acquirenti allo stesso modo.

Insomma, la Rowling si è messa di fronte ad una bella sfida, tuttavia non credo ne sia uscita vincitrice. Ma se aveva bisogno di un atto liberatorio … d’altronde i ricchi di tempo da perdere ne hanno parecchio.

[fonti: Wikipedia; direttanews.it e ilpost.it]