GRAZIE DEI FIORI

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Sabato 8 giugno è stato l’ultimo giorno di lezione per quest’anno. Un anno pesante, decisamente. Quatto classi e cinque materie con valutazione scritta e orale (tre italiano e due latino) hanno messo a dura prova la mia resistenza psicofisica.

Ricordate il post d’inizio anno? Be’, diciamo che me la sono cavata e ho pure avuto le mie soddisfazioni. Quando il duro lavoro paga, è sempre un piacere.

Insomma, sabato mattina, ultimo giorno, avevo due ore sole in due delle quattro classi.
La prima ora arrivo in seconda, classe che al 99% lascerò, affidandola alle esperte mani di un collega.
Mi dirigo verso la porta dell’aula e stranamente sono silenziosi. Di solito, specie il sabato, li sento urlare dal piano terra (la classe sta al primo) e siccome qui la mattina del sabato c’è il mercato, immancabilmente entro urlando (più di loro altrimenti non mi sentono): “ma dove siamo? al mercato di viale Vat?!”.
Sabato, niente urla e appena entro capisco il perché: mi stanno aspettando con un mazzo di rose rosa. Che dire? Non me l’aspettavo. Sono stati gentili, mi hanno voluta salutare con un omaggio floreale visto che il prossimo anno non sarò con loro. Di bienni ne ho finiti tanti eppure non ho quasi mai ricevuto un pensiero così carino.

La seconda ora ho lezione – si fa per dire perché il sabato, l’ultimo, in pratica si festeggia mangiando e bevendo … niente alcolici, naturalmente – in terza.
Una classe difficile, un assemblaggio di più seconde con l’innesto di qualche singolo allievo proveniente da altre scuole. Insegnando solo italiano, quattro ore, ho avuto l’impressione che fossero davvero poche per conoscerli. Peccato. Lo scorso anno avevo dovuto chiedere di separare la cattedra di Italiano dal Latino per poter proseguire con la seconda, altrimenti l’avrei persa (e mi sarei persa pure le rose!). Ormai, da quando siamo obbligati alle 18 ore di cattedra siamo solo numeri, della didattica non importa più a nessuno.

Arrivo nel corridoio del secondo piano e vedo un gruppetto di allievi sulla porta. Loro sanno che li voglio trovare tutti dentro, è tutto l’anno che lo ripeto. Ripeto anche che tra un’ora e l’altra non si va in bar a bere il caffè, che al ritorno dalla palestra non si fa la sosta al distributore per prendere la bottiglietta d’acqua, che poi è pure ghiacciata e loro sono sudati e poi si ammalano. Parole al vento.

Mi avvicino alla porta della classe e penso: “non posso mica entrare e fare la predica anche l’ultimo giorno di scuola”, poi però sento che c’è qualcosa di strano: la porta è chiusa. Loro sanno che la devono lasciare aperta …
Entro e vengo accolta con un applauso. Maddai, dico, pure l’applauso. E quando si fanno avanti tre dolci fanciulle (perché i maschi, si sa, sono timidi) e mi porgono un mazzo con tre rose rosse, allora mi sciolgo. Ma pensa tu, non me l’aspettavo. E loro: “legga il biglietto, prof, poi capisce” e mi consegnano un cartoncino con la foto di classe (quella in cui non ho voluto posare per non rovinarla!). All’interno le firme (con breve descrizione di ognuno … non sono convinta che ciascuna sia di proprio pungo) e la dedica. Vabbè, la potete leggere nell’immagine qua sotto.

biglietto rose 3M

Insomma, una vera e propria captatio benevolentiae. Ma sono stati carini lo stesso, interessati ma carini. E io mi lascio sfuggire pure una cosa che non si dovrebbe mai dire, “siete stati la classe che mi ha dato più soddisfazione”, certo, pensando alle premesse …
Naturalmente non sfugge ai miei allievi di terza le rose che ho già in mano. Si affrettano a sottolineare che loro me le hanno regalate rosse, quelle di baccara, mica rosa. Troppo simpatici.

E così è terminato quest’anno scolastico, almeno per quel che riguarda le lezioni. E io sono qui che mi godo i loro bei sorrisi nella foto che tengo sulla scrivania. Lo so che sperano che l’anno prossimo sarò la loro prof anche di latino ma io ora non ci voglio pensare. A Seneca e Cicerone penseremo a settembre.

Intanto GRAZIE DEI FIOR, come cantava Nilla Pizzi. Ma siccome loro non sanno nemmeno chi sia, ho deciso di postare il video della versione di Arbore e Frassica, decisamente più vivace.

Non mi resta che augurare a TUTTI

buone_vacanze_

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9 thoughts on “GRAZIE DEI FIORI

  1. Ecco, queste sono le soddisfazioni che ancora ci dà il lavoro: quando l’azienda, lo Stato, il Ministero, non ci danno un ritorno di quello che facciamo/valiamo, ci pensano i nostri utenti/clienti/pazienti/studenti a gratificarci!

    E brava Marisa, praticamente eletta prof dell’anno. 😀

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  2. Beh, cara Marisa, devi avere davvero avere qualcosa di speciale se ogni anno i tuoi studenti ti ringraziano in questo modo. Io non ho mai fatto cose simili con i professori! Forse solo con le maestre delle elementari, ma quello perché le vedevamo quasi come seconde mamme…

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  3. Sono veramente felice per te e pure per i tuoi allievi. Hai offerto loro preparazione e umanità e loro ti hanno saputa ricambiare e penso non solo coi fiori finali. Quale maggiore soddisfazione del vedere i ragazzi apprendere con profitto?
    Buone vacanze anche a te 🙂

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  4. Io penso che Marisa abbia ben altre soddisfazioni dai suoi studenti, quali quella di essere/essere stata per loro un punto di riferimento e di avere trasmesso loro, al di là delle nozioni, tanta umanità, che farà parte del loro patrimonio personale nel corso di tutta la vita.

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  5. Quando gli alunni compiono certi gesti, viene da pensare che non si è sbagliato a scegliere la professione di docente.Un abbraccio

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  6. @ 3theperfectnumber

    I worked hard and now I really need a break. But at the moment I still have work to do. My holidays’ll begin next week … I hope. 🙂

    @ Scrutatrice

    Sono semplicemente fortunata. 😉

    @ Luisa

    Grazie mille. Un bacione.

    @ Diemme

    Speriamo …

    @ lilipi

    E’ vero, per quanto per sia stato un anno faticoso e pieno di amarezza (per colpa di un’altra delle mie classe, dove insegno da quattro anni), sono convinta che sia la professione più bella che si possa immaginare.
    Un abbraccio anche a te.

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