HABEMUS PAPAM: FRANCESCO – JORGE MARIO BERGOGLIO

papa-francescoAlle 19.06, alla terza fumata in due giorni e dopo la quinta votazione, è uscito dal conclave il nome del nuovo Papa, il 266° successore di Pietro: Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires.

Una data che sarà difficile dimenticare: 13/03/2013. E ritorna il numero 3, caro a Dante. Il numero della SS. Trinità. Un segno del destino oppure non proprio una coincidenza? I 115 cardinali che sono entrati nella Cappella Sistina avevano già stabilito che la data dovesse essere proprio questa?

AGGIORNAMENTO DEL POST, 14 MARZO 2013

Si è affacciato dal balconcino di San Pietro e davanti ad una folla immensa (a cui si aggiungono i milioni di fedeli di tutto il mondo che hanno seguito l’evento in televisione) ha detto semplicemente: “Buonasera“. Una cosa mai vista prima. E poi ha rivolto il primo pensiero al Papa emerito, Benedetto XVI, che da Castel Gandolfo lo osservava attraverso la televisione, e ha pregato per lui. Subito dopo, prima di rivolgere agli astanti la Sua benedizione, ha chiesto che il popolo pregasse perché il Signore benedicesse il suo vescovo. Altra cosa inaudita.
Infine, ha concesso l’indulgenza plenaria, la remissio omnium peccatorum, a chi lo seguiva attraverso ogni canale di comunicazione moderno e tecnologia oggi esistente. Qualcosa di speciale che fa di questo Papa una persona certamente sui generis. Come il saluto rivolto al pubblico prima di congedarsi:
“Grazie tante per l’accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna affinché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo“.

E così ha fatto, stamattina. A chi lo voleva portare dal sarto per gli abiti su misura (ieri indossava uno di quelli preparati in diverse taglie, prima di sapere a chi fosse destinato) ha risposto: “Prima si va dalla Madonna“. Senza auto blu, senza scorta, da uomo semplice abituato a girare fra i più poveri e diseredati nella sua Buenos Aires. A portare un messaggio di speranza.
Un Papa umile, questo è la prima impressione. A cominciare dal nome scelto, Francesco, lo stesso del poverello d’Assisi, che nessun Pontefice, in duemila anni, aveva mai pensato di portare. Un nome che forse ricondurrà la Chiesa all’umiltà di un tempo, per diffondere un messaggio d’amore: quella caritas, quell’amore che nulla chiede in cambio ma che si fa dono gratuito al prossimo, ormai da troppo tempo dimenticata.

Speriamo.