LIBRI: “LA DOPPIA VITA DEI NUMERI” di ERRI DE LUCA

PREMESSA: questo libretto mi è stato regalato per Natale da una cara amica cui avevo parlato positivamente della lettura estiva di I pesci non chiudono gli occhi.
Più leggo De Luca e più mi rammarico del tempo perso senza averlo letto, di quanto sia mancata nel mio orizzonte librario la sua presenza.
La lettura di questo libriccino è la conferma che l’autore napoletano non riserva sorprese, non delude, ha sempre qualcosa da raccontare e lo fa con estrema piacevolezza. Anche la sua capacità di creare piccoli gioielli narrativi, senza dilungarsi in fronzoli retorici, è sicuramente una dote apprezzabile perché la lettura è gradevole e per nulla pesante. Ci ho impiegato 40 minuti per leggerlo tutto. Ideale per chi non ha troppo tempo e non vuole leggere “a rate” con il rischio di perdere il filo ogni volta.

la doppia vita dei numeri

L’AUTORE
Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Ha pubblicato con Feltrinelli: Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, arcobaleno (1992), In alto a sinistra (1994), Alzaia (1997, 2004), Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), Mestieri all’aria aperta. Pastori e pescatori nell’Antico e nel Nuovo Testamento (con Gennaro Matino, 2004), Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo (2005), In nome della madre (2006), Almeno 5 (con Gennaro Matino, 2008), Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla (2009), E disse (2011) e I pesci non chiudono gli occhi (2011). Per “I Classici” Feltrinelli ha curato Esodo/ Nomi(1994), Giona/ Ionà (1995), Kohèlet/ Ecclesiaste (1996), Libro di Rut (1999), Vita di Sansone (2002), Vita di Noè/ Nòah (2004) e L’ospite di pietra di Puškin (2005). Per gli “Audiolibri” Emons/Feltrinelli, In nome della madre letto da Erri De Luca (2010). Tra i suoi libri più recenti, Le sante dello scandalo (Giuntina, 2011). [dal risvolto di copertina; altre notizie sono riportate nel post linkato]

LA TRAMA
A metà tra narrazione e teatro, tra Pirandello e il grande Eduardo De Filippo. Fin dall’incipit, ovvero dall’introduzione, De Luca non nasconde i suoi “maestri” e dà del teatro una delle più belle definizioni che io abbia mai letto:

Il teatro è un racconto in cui scompare lo scrittore. Non può scrivere: “Era una bella notte di luna”. Lo deve dire uno dei personaggi. Gli avvenimenti sono raccontati e svolti dalle loro voci. Il teatro espelle il narratore dalla pagina, la parola passa in esclusiva a chi la pronuncia. (La doppia vita dei numeri, Feltrinelli, 2012, pag. 9)

E dopo questo inizio pirandelliano, che ricorda i Sei personaggi in cerca d’autore, De Luca esprime l’apprezzamento per il conterraneo De Filippo, pur prendendone, ma solo per umiltà, le distanze:

A che ne stanno i miei conti con Eduardo? In attivo per me, che resto suo incantato spettatore. Non ho presso di lui alcun termine di comparazione e accostamento: ammiro e basta. (ibidem, pag. 14)

Dopo l’introduzione, prende forma sulla carta un testo teatrale in tre parti con due soli protagonisti: un uomo e una donna, due fratelli tra cui domina la divergenza di carattere, due personaggi che nel testo non hanno nome ma vengono semplicemente identificati da un LUI e una LEI.

E’ la notte di Capodanno e in casa si prepara la cena, non un cenone bensì un semplice pasto preparato da LEI e a malavoglia consumato da LUI. Fuori Napoli è in festa e già si prepara ai botti che accoglieranno l’anno nuovo.
Lui, guarda caso, è uno scrittore; schivo di carattere, avrebbe fatto volentieri a meno di quella cena e della compagnia della sorella. Guarda fuori dalla finestra ma preclude alla festa ogni possibilità di entrare nella sua serata di fine anno. Lei è petulante quanto basta, incapace di apprezzare la scontrosità del fratello che, effettivamente, fa a pugni con la gioiosa napoletanità famosa in tutto il mondo.

LEI: La differenza tra me e te sai qual è*? Io voglio bene a Napoli e tu no. Sei sempre stato scarso negli affetti. Tieni la scrittura e metti tutto là dentro. Fuori di quella non vuoi bene a nessuno, neppure a te stesso.
LUI: Non ci ho mai pensato: se voglio bene a Napoli. Come chiedermi se voglio bene alle mie unghie, ai capelli. Sono parti del corpo che non mi fanno male se le taglio. Sforbicio e ricrescono. Non so se voglio bene a delle parti del mio corpo. Nell’insieme no, non sono affezionato alla carcassa. Ci sto dentro, tutto qua. (ibidem, pagg. 36-37)

Rassegnata a passare il Capodanno con un fratello tutt’altro che socievole, LEI inizia a preparare la tombola, guardata con stupore da LUI che si chiede come si possa giocare a tombola in due. Ma la vera sorpresa sono proprio gli ospiti inattesi. Dai numeri della tombola nascono storie, alcune inventate altre animate dai ricordi, e personaggi che chiedono di avere una parte in questa recita di fine anno.

Dalla magia tutta napoletana della smorfia si crea un racconto stravagante e le premesse di una noiosa serata, contraddistinta dall’incomunicabilità, si allontanano per sempre, accompagnate dai botti che si sentono in lontananza.

La serata a due ben presto si anima di ricordi e presenze amate … quel proposito di “LEI: Non facciamo nessuna festa, passiamo la serata a chiacchierare fino a mezzanotte. La festa la fa la città. Resterà fuori dalla finestra” (ibidem, pagg. 34-35) viene meno grazie alla presenza di altri ospiti. Sarà questa la doppia vita dei numeri.

Lo stile di De Luca è semplice ma delicato. La paratassi che prende il sopravvento sull’ipotassi, la semplicità delle frasi corte e spezzate rendono la lettura veloce e piacevole. Non c’è quasi mai retorica in questo breve testo, la spontaneità ricorda lo stupore tutto pascoliano nel guardare il mondo con occhi di fanciullo.

* Noto, non senza imbarazzo, che nonostante si tratti del libro di uno scrittore famoso e pubblicato da un editore di tutto rispetto, nella pagina citata “qual è” è scritto con l’apostrofo. Mi scuso per la deformazione professionale, ma questo tipo di errore non posso riprodurlo e ritengo sia una vera vergogna ritrovarlo in un romanzo come questo.

LE MIE (ALTRE) LETTURE

7 pensieri riguardo “LIBRI: “LA DOPPIA VITA DEI NUMERI” di ERRI DE LUCA

  1. Io non ho mai letto De Luca.
    Un paio di mesi fa dopo il tg ho seguito “Billy, il piacere della lettura” e lo hanno intervistato. Sono rimasta colpita quando hanno detto “il famoso scrittore napoletano”. Ora, siamo nell’irrazionalità più totale, ma dato che io amo Napoli e i napoletani (non significa che io odi tutti gli altri, eh!) ho deciso che dovevo leggerlo a tutti i costi, anche perchè di viso mi ha fatto tanta simpatia. Così mi sono procurata due suoi libri in versione digitale, dato che da poco ho comprato il Kindle: “Il giorno prima della felicità” e “Non ora, non qui”.
    Quando avrò un po’ di tempo (ora ho due libri in lettura e gli esami di mezzo) mi ci dedicherò 🙂

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  2. Anche a me piace Erri De Luca: mi piace per la sua sensibilità e umanità
    e generosità…
    Molto bella e significativa questa sua poesia…

    Se sei d’accordo Marisa, inserirò la tua recensione in “Librarsi”, in modo che anche i membri della Scuola che Funziona possano leggerla.
    M.Antonella

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  3. @ Valentina

    Io lo conoscevo ma non so perché non m’ispirava. E’ vero che di presenza è simpatico.
    I due libri che citi non li ho letti. Li terrò presente. Grazie.

    @ Liù

    A me piace molto, vedrai che non ti deluderà. 😉
    Bacioni.

    @ M. Antonella

    Certo, mi fa piacere. La poesia è molto bella e fa riflettere, specie di questi tempi.

    Un abbraccio e a presto.

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  4. L’ho letto sull’entusiasmo di questa tua recensione, ma non mi ha entusiasmato. Molto lontano dai suoi “maestri”.
    Avevo letto in precedenza anche “I pesci non chiudono gli occhi” con scarso interesse.
    Evidentemente non sono in tuning con questo scrittore, che, peraltro, va per la maggiore.

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  5. @ frz

    Mi dispiace ti abbia deluso. Pensavo che non ti fosse piaciuto perché, trattandosi di un testo teatrale, la lettura a volte è noiosa per via di tutte le parti in corsivo che servono a dare delle indicazioni per la messa in scena. Ma se mi dici che non hai gradito particolarmente nemmeno “I pesci ….”, allora temo che De Luca non faccia per te. D’altra parte anche un autore famoso e prolifico (come è appunto lui) può non piacere a tutti. 😉

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