LISTE DI PROSCRIZIONE DELL’ETÀ MODERNA

PunizioneNormalmente cerco di non parlare del mio lavoro, o meglio, di ciò che accade nella scuola dove insegno. Ma questa cosa mi ha davvero spinto a riflettere sui modi in cui a volte si comunicano delle cose … in barba alla privacy.

Dunque, il fatto è questo. Oggi, entrando in sala insegnanti, vedo un foglio appeso sulla porta (dalla parte interna, ma siccome la porta della sala sta quasi sempre aperta, visibile a chiunque passi nel corridoio).
Da lontano la comunicazione ha tutto l’aspetto di un elenco. Mentre mi avvicino, sorrido perché penso alle liste di proscrizione, quelle che nell’antica Roma servivano per eliminare i nemici pubblici, gente che chiunque poteva liberamente uccidere, anzi, faceva pure un favore allo Stato.

Arrivo davanti alla porta e leggo un avviso che pressapoco faceva così: “Non hanno ancora consegnato il programma preventivo”, seguito da una lista, pardon, elenco di nomi.
Dunque, chi non è del mestiere sappia che i programmi preventivi si depositano in segreteria entro i termini stabiliti dal Collegio dei Docenti. Mi par di ricordare che detto termine fosse metà novembre. Ne consegue che alcuni docenti (ad occhio e croce una dozzina), a un mese dalla scadenza, non hanno ancora ottemperato a tale obbligo.

Un obbligo, detto fra noi, che fa parte di quella burocrazia “mangiacarte” che serve poco a noi docenti e pochissimo ad allievi e genitori. Specie per chi ha alle spalle anni di esperienza, è inutile in quanto i programmi si conoscono e stabilire dei tempi entro i quali svolgere le diverse parti è un’attività aleatoria, visto che difficilmente si riesce a fare davvero tutto ciò che si scrive sui programmi entro i termini previsti. Tante e tali sono le variabili che fra lo scrivere e il fare c’è di mezzo … una marea di imprevisti. Ma non è di questo che vorrei parlare.

Voglio parlare, invece, dell’indelicata mossa (fatta presumibilmente dalla segreteria) di pubblicare questa specie di lista di proscrizione dell’età moderna. Immagino che prima di arrivare a tanto la segreteria abbia quantomeno cercato di ricordare agli smemorati che dovevano consegnare i programmi preventivi. L’avrà fatto, immagino, contattandoli separatamente. E posso supporre che ogni tentativo sia stato inutile. Forse ci voleva una bella confezione di Acutil Fosforo … se è ancora in commercio.

Ma io mi chiedo: a quale scopo affiggere alla porta un avviso rivolto ad alcune persone, esponendole al pubblico se non ludibrio, commento? Io personalmente, appena compreso il senso di quello scritto, ho evitato di leggerlo. Non solo per delicatezza ma anche, e soprattutto, per rispetto nei confronti di quei colleghi che forse avranno poca memoria ma sapranno fare al meglio il proprio lavoro. Perché poi, alla fine, quel che conta è ciò che si fa realmente. Le carte si lasciano scrivere e il copia-incolla sui documenti Word agevola molto quest’obbligo burocratico.

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4 thoughts on “LISTE DI PROSCRIZIONE DELL’ETÀ MODERNA

  1. Cara Marisa,
    Scrivi fra l’altro: “E posso supporre che ogni tentativo sia stato inutile.”
    Se effettivamente fu così, e se effettivamente i “programmi preventivi” devono obbligatoriamente essere fatti… “a mali estremi, estremi rimedi”.
    Quei docenti saranno sicuramente bravi, anzi bravissimi, ma, se “smemorati” per una burocrazia obbligatoria, allora un po’ meno bravi.
    Non voglio assolutamente offendere te e i tuoi colleghi, credo però che se in Italia ci fossero un po’ meno “smemorati”, gli italiani starebbero meglio.
    Buon Natale Marisa.
    Quarc

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  2. Caro Quarc,

    le tue osservazioni sono più che giuste. Io non discuto sul fatto che agli obblighi burocratici si debba ottemperare. Io discuto sul modo in cui la “lista” è stata resa pubblica. Un bel richiamo ufficiale scritto da parte del dirigente costituirebbe un deterrente e nessuno conoscerebbe i nomi degli “smemorati”.

    Buone feste anche a te.

    Un abbraccio.

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  3. Cara Marisa,
    Se agli “smemorati” era già stato richiesto di fare ciò che era necessario e loro hanno continuato ad essere tali, dato che forse il “Dirigente” si scocciò dell’indifferenza e da parte degli smemorati “errare humanum est, perseverare diabolicum” mi sembra che non ci sia niente di terribile nel dire a tutti quello che non è successo.
    Molti “smemorati” (parlo ora di quelli che stanno a Roma) hanno il pelo sullo stomaco e non si muovono neppure se glielo dici sulla pubblica piazza; sorridono sempre.
    Penso che sicuramente una parte dei tuoi colleghi ha sorriso.
    Sono sempre più convinto che se i vari Dirigenti della nostra Patria avessero in passato reagito un po’ di più, oggi non saremmo messi così male.

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