31 dicembre 2012

2012 in review by WORDPRESS

Posted in affari miei, web tagged , , , a 3:14 pm di marisamoles

Come ogni anno WordPress mi ha inviato il rapporto annuale che con piacere condivido con i miei lettori.

BUONA LETTURA E … GRAZIE A TUTTI VOI CHE CONTRIBUITE A RENDERE “ANIMATO” QUESTO BLOG!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

About 55,000 tourists visit Liechtenstein every year. This blog was viewed about 590.000 times in 2012. If it were Liechtenstein, it would take about 11 years for that many people to see it. Your blog had more visits than a small country in Europe!

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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BUON ANNO … IN AMICIZIA

Posted in auguri, buon anno tagged , , , , , , , a 2:56 pm di marisamoles

amiche holly hobbie

Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo. Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo

punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali,

invece, per qualche ragione non è andata bene. In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho

incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da

qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo

gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici.

Banana Yoshimoto
dal libro Ricordi di un vicolo cieco

Un altro anno sta per finire ed io, come sempre, mi guardo indietro. E non trovo quello che vorrei, anzi, vedo sempre meno affollato il mio mondo, qualche pezzetto se n’è andato e l’ha reso più povero.

L’Uomo è l’animale sociale per eccellenza. Eppure, per molti uomini è difficile coltivare le amicizie, il perno attorno al quale ruota il mondo privato, quello in cui la socializzazione trova la sua vera ragione.

Dedico questo post di fine anno a tutti quelli che amano gli amici, che ne hanno tantissimi o anche solo pochi, che ne hanno perduti alcuni, anche in modo irreparabile, ma con cui sperano un giorno di ritrovarsi da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, oppure ne hanno ritrovati altri che pensavano di aver perso.

Dedico questo post a VOI TUTTI, AMICI MIEI, voi che leggete i miei post, che li apprezzate schiacciando il bottone del Like, che commentate. Voi che mi fate compagnia con i vostri articoli, che mi date modo di confrontarmi con persone sì sconosciute, ma con cui sento spessissimo delle grandi affinità.
VOI CHE SIETE AMICI, prima di tutto, e poi VIRTUALI. Non ho mai pensato, come fanno molti, che l’amicizia che si stringe sul web sia un surrogato dell’amicizia vera. Anzi, penso che le sia complementare.

GRAZIE A TUTTI DI ESSERCI. VI AUGURO UN FELICE E SPENSIERATO

AUGURI 2013

[immagine sotto il titolo da questo sito; scritta 2013 da questo sito]

30 dicembre 2012

ADDIO A RITA LEVI MONTALCINI

Posted in scienza, vip tagged , , , a 4:26 pm di marisamoles

rita levi montalcini

Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato. (Rita Levi Montalcini)

Se n’è andata in silenzio, nella sua casa di Roma, la scienziata, premio Nobel per la Medicina nel 1986, e senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Aveva 103 anni, una vita vissuta per la scienza, una grande mente, un esempio che spero possa rimanere impresso nella memoria di tutti per lungo tempo. Perché l’immortalità non è propria dell’essere umano ma degli atti che l’Uomo compie. E lei ne ha compiuti di straordinari.

ADDIO, RITA. RIPOSA IN PACE.

Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona. (Rita Levi Montalcini)

[video dal Corriere]

Di lei ho già parlato QUI, in occasione del suo 103esimo compleanno.

28 dicembre 2012

COSA FAREI CON 100MILA EURO AL GIORNO …

Posted in attualità, divorzio, Silvio Berlusconi, vip tagged , , , , , , , a 3:25 pm di marisamoles

veronica-lario
… io proprio non lo so (anche perché mi accontenterei di guadagnarli, e dico guadagnarli, in un anno …) però credo che per la signora Miriam Raffaella Bartolini (in arte Veronica Lario) sia come cadere in disgrazia da un momento all’altro.

Poveretta, che brutta fine dell’anno, senza nemmeno più una casacoraggio, la vita è dura, lo dice anche la signora Elsa Fornero.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 9 GENNAIO 2013

Silvio Berlusconi è stato ieri ospite di Lilli Gruber nel salotto di Otto e mezzo, in cui, tra l’altro, ha annunciato in esclusiva la nascita del settimo nipote, Riccardo, 3 chili e 200 grammi per 51 cm di lunghezza, figlio di Eleonora, una dei tre figli avuti dall’ex Veronica Lario.

A proposito degli alimenti riconosciuti alla ex moglie, Berlusconi corregge la cifra: «Non sono 100 mila euro al giorno, sono 200 mila al giorno». Una cifra decisa, a suo dire, da «3 giudichesse femministe e comuniste. «È una cosa che sta nella realtà: 36 milioni con un arretrato di 76 milioni. Questi sono i giudici di Milano che mi perseguitano dal ’94» dice ancora Berlusconi.

Ah, però.

[fonte: Il Corriere]

26 dicembre 2012

TRA SAN NICOLÒ, BABBO NATALE, GESÙ, L’ALBERO E IL PRESEPE … SANT’AMBROGIO RESISTE ANCORA

Posted in 150 anni unità d'Italia, Natale, poesia, web tagged , , , , , , a 7:42 pm di marisamoles

sant'ambrogio interno
In queste ultime settimane, com’è logico, i post più apprezzati di questo blog sono stati quelli a tema natalizio. La curiosità dei lettori è stata rivolta, in particolare, a San Nicolò e Babbo Natale, a Gesù bambino e alla sua nascita, all’albero di Natale e al presepe. La cosa che mi ha stupito maggiormente, però, è stata la “tenuta” di un vecchio post che avevo scritto in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e che non tocca affatto un tema natalizio, anche se è pur sempre rivolta ad un santo: si tratta del post in cui ho commentato la poesia di Giuseppe Giusti Sant’Ambrogio.

Con le sue 15.395 visualizzazioni questa lirica che ho sempre amato mi ha permesso di scoprire quanto sia ancora ricordata e apprezzata dalle persone che più o meno hanno la mia età e che, come me, l’hanno studiata a scuola, perlopiù a memoria, e mai dimenticata.

Ho deciso, quindi, di riproporne il testo, rimandando alla lettura del commento che ne ho fatto cliccando QUI.

SANT’AMBROGIO di GIUSEPPE GIUSTIgiusti

Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco
per que’ pochi scherzucci di dozzina,
e mi gabella per anti-tedesco
perché metto le birbe alla berlina,
o senta il caso avvenuto di fresco
a me che girellando una mattina
càpito in Sant’Ambrogio di Milano,
in quello vecchio, là, fuori di mano.

M’era compagno il figlio giovinetto
d’un di que’ capi un po’ pericolosi,
di quel tal Sandro, autor d’un romanzetto
ove si tratta di Promossi Sposi…
Che fa il nesci, Eccellenza? o non l’ha letto?
Ah, intendo; il suo cervel, Dio lo riposi,
in tutt’altre faccende affaccendato,
a questa roba è morto e sotterrato.

Entro, e ti trovo un pieno di soldati,
di que’ soldati settentrionali,
come sarebbe Boemi e Croati,
messi qui nella vigna a far da pali:
difatto se ne stavano impalati,
come sogliono in faccia a’ generali,
co’ baffi di capecchio e con que’ musi,
davanti a Dio, diritti come fusi.

Mi tenni indietro, ché, piovuto in mezzo
di quella maramaglia, io non lo nego
d’aver provato un senso di ribrezzo,
che lei non prova in grazia dell’impiego.
Sentiva un’afa, un alito di lezzo;
scusi, Eccellenza, mi parean di sego,
in quella bella casa del Signore,
fin le candele dell’altar maggiore.

Ma, in quella che s’appresta il sacerdote
a consacrar la mistica vivanda,
di sùbita dolcezza mi percuote
su, di verso l’altare, un suon di banda.
Dalle trombe di guerra uscian le note
come di voce che si raccomanda,
d’una gente che gema in duri stenti
e de’ perduti beni si rammenti.

Era un coro del Verdi; il coro a Dio
Là de’ Lombardi miseri, assetati;
quello: “O Signore, dal tetto natio”,
che tanti petti ha scossi e inebriati.
Qui cominciai a non esser più io
e come se que’ còsi doventati
fossero gente della nostra gente,
entrai nel branco involontariamente.

Che vuol ella, Eccellenza, il pezzo è bello,
poi nostro, e poi suonato come va;
e coll’arte di mezzo, e col cervello
dato all’arte, l’ubbie si buttan là.
Ma, cessato che fu, dentro, bel bello,
lo ritornava a star come la sa;
quand’eccoti, per farmi un altro tiro,
da quelle bocche che parean di ghiro,

un cantico tedesco, lento lento
per l’aer sacro a Dio mosse le penne;
era preghiera, e mi parea lamento,
d’un suono grave, flebile, solenne,
tal, che sempre nell’anima lo sento:
e mi stupisco che in quelle cotenne,
in que’ fantocci esotici di legno,
potesse l’armonia fino a quel segno.

Sentia, nell’inno, la dolcezza amara
de’ canti uditi da fanciullo; il core
che da voce domestica gl’impara,
ce li ripete i giorni del dolore:
un pensier mesto della madre cara,
un desiderio di pace e d’amore,
uno sgomento di lontano esilio,
che mi faceva andare in visibilio.

E, quando tacque, mi lasciò pensoso
di pensieri più forti e più soavi.
Costor, – dicea tra me, – re pauroso
degi’italici moti e degli slavi,
strappa a’ lor tetti, e qua, senza riposo
schiavi li spinge, per tenerci schiavi;
gli spinge di Croazia e dli Boemme,
come mandre a svernar nelle maremme.

A dura vita, a dura disciplina,
muti, derisi, solitari stanno,
strumenti ciechi d’occhiuta rapina,
che lor non tocca e che forse non sanno;
e quest’odio, che mai non avvicina
il popolo lombardo all’alemanno,
giova a chi regna dividendo, e teme
popoli avversi affratellati insieme.

Povera gente! lontana da’ suoi;
in un paese, qui, che le vuol male,
chi sa, che in fondo all’anima po’ poi,
non mandi a quel paese il principale!
Gioco che l’hanno in tasca come noi.
Qui, se non fuggo, abbraccio un caporale,
colla su’ brava mazza di nocciòlo,
duro e piantato lì come un piolo.

23 dicembre 2012

LA VERA DATA DI NASCITA DI GESÙ … NON LA SAPREMO MAI. BUON NATALE COMUNQUE!

Posted in auguri, Natale, religione, tradizioni popolari tagged , , , , , , , , , , a 8:38 pm di marisamoles

nativita
Una cosa è certa: la vera data di nascita di Gesù, sia per quanto riguarda il giorno sia per quanto riguarda l’anno, non la sapremo mai con certezza. I Vangeli, in questo senso, ci aiutano poco e le fonti storiche sono perlopiù in contraddizione con quei pochi indizi che possiamo trarre dalle letture sacre.

 

Iniziamo dal 25 dicembre. È possibile che questa data sia stata scelta per creare un parallelismo con la data del concepimento di Gesù: il 25 marzo. Tuttavia, anche quest’ultima data è più simbolica che reale. Infatti, il 25 marzo, giorno più giorno meno, coincide con l’equinozio di primavera e un tempo si riteneva che questa giornata, in cui si riscontra un perfetto equilibrio fra notte e giorno, fosse la più adatta per il concepimento del Redentore. Da qui la data del Natale, nove mesi dopo.

Ma c’è anche un’altra ipotesi: il 25 marzo potrebbe essere anche il giorno in cui Cristo morì. Infatti,  i primi Cristiani pensavano che la morte del Salvatore fosse collocabile tra il 25 marzo e il 6 aprile. Seguendo, poi, l’antica idea che i profeti del Vecchio Testamento morirono in una “era integrale”, corrispondente dunque all’anniversario della loro nascita, si ritenne plausibile che Gesù fosse morto nell’anniversario della sua Incarnazione, così la sua data di nascita avrebbe dovuto cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, il 25 Dicembre o 6 Gennaio. Non a caso, tra gli ortodossi, gli Armeni celebrano il Natale il 6 gennaio, facendo coincidere la data con quella dell’altra ricorrenza natalizia, l’Epifania, mentre la maggior parte degli ortodossi hanno fatto slittare la data al 7 gennaio, secondo il calendario giuliano, non avendo accettato la riforma gregoriana.

Ma non è finita qui. La data del 25 dicembre potrebbe essere stata scelta nel III secolo facendola coincidere con una ricorrenza pagana: il Dies Natalis Solis Invicti , festa dedicata al nascita del Sole, che si celebrava appunto il 25 dicembre, ed era stata introdotta da Aureliano nel 273 d.C. Questa festa era anche in stretta relazione con i culti orientali, specie quello di Mitra, il dio solare di origine indo-iranica che aveva avuto il suo massimo sviluppo nell’area mesopotamica e che era stato portato a Roma grazie ai legionari romani di ritorno dalle spedizioni in Estremo Oriente. Non solo: secondo alcune versioni di questo mito, Mitra veniva generato da una fanciulla vergine il 25 dicembre e moriva a primavera per poi risorgere. Quindi ecco che le due date, il 25 marzo e il 25 dicembre, ricorrono anche in questo caso per collocare cronologicamente la vita e la morte della divinità.

 

L’unica cosa certa è che nel calendario liturgico della chiesa occidentale la data del 25 dicembre fu fissata dal IV secolo in poi. Rimane, però, un dubbio di ordine climatico. Nella zona della Giudea in cui nacque Gesù gli inverni sono parecchio rigidi e a dicembre le temperature possono scendere, di notte, anche sotto lo zero. Ciò contrasterebbe con quanto scritto da Luca nel suo Vangelo:

 

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama.

(II, 8-14)

 

Ora, pare alquanto strano che, con il rigore delle temperature notturne, i pastori se ne stessero all’aperto a fare la guardia al gregge. Sarebbe, infatti, più verosimile collocare la nascita di Gesù in primavera ed effettivamente secondo alcuni, prima della data definitiva, il Natale si festeggiava in concomitanza del natale di Roma, il 1° marzo. Tuttavia questa data non sembra essere stata presa in considerazione dagli studiosi che preferiscono collocare in primavera, la stagione della rinascita, non l’inizio dell’esistenza di Gesù bensì la fine della sua esperienza terrena e l’inizio di quella celeste, con la resurrezione.

 

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Per quanto riguarda l’anno le cose, se possibile, appaiono ancor più complicate. L’unica cosa certa, almeno secondo gli studiosi, è che la datazione dell’era cristiana, con la suddivisione del tempo in “prima e dopo Cristo”, è inaffidabile. Va da sé che, essendo convenzionalmente accettata, non influisce sul lato pratico, però Gesù certamente nacque prima dell’anno 1.

La datazione che prende in considerazione l’Annus Domini (cioè la nascita di Cristo) si deve al monaco Dionigi il Vecchio. Il Papa, nel 525 d.C., gli aveva assegnato il compito di stabilire la data esatta dell’equinozio di primavera, per determinare la ricorrenza della Pasqua (questa, infatti, è fissata alla prima domenica successiva al primo plenilunio che segue l’equinozio di primavera, secondo quanto stabilito dal Concilio di Nicea nel 325 d.C.). Dionigi andò oltre e “rivoluzionò” la datazione del tempo fissando nell’anno 754 dalla fondazione di Roma l’Annus Domini.

Questa usanza poi si diffuse in tutto il mondo cristiano entro l’VIII secolo, sostenuta da chierici come Beda il Venerabile.

 

Comunque sia, della nascita di Cristo, cioè della sua Incarnazione, ci parlano i Vangeli e da questi possiamo trarre delle informazioni storiche.

Matteo colloca la nascita di Gesù durante il regno di Erode il Grande (2,1), morto il 13 marzo del 4 a.C., e questo sarebbe il termine ante quem.

Anche Luca fa riferimento a Erode (1,5) e aggiunge che Gesù nacque in occasione del censimento degli abitanti di ogni provincia dell’Impero indetto dal governatore della Siria Quirinio (2,2) che, secondo alcune fonti, avrebbe bandito un censimento nel 6 d.C., anno in cui divenne governatore.

Potrebbe darsi, però, che il censimento cui si fa riferimento nel Vangelo di Luca sia quello che, secondo Tertulliano, fu bandito dall’imperatore Augusto nel 7 a.C. Le cose si complicano, però, dato che gli storici, documenti alla mano, attestano che i censimenti realizzati nell’epoca augustea furono tre: nel 28 a.C., nell’8 a.C. e nel 14 d.C. In questo caso, la data più attendibile sarebbe quella dell’8 a.C. che, tuttavia, porterebbe ad escludere che a bandirlo fosse stato il governatore della Siria Quirinio. L’ipotesi più probabile (sostenuta dai biblisti della “Scuola di Madrid”) è che Luca si sia sbagliato nel tradurre una presunta fonte in lingua aramaica, che parlava in realtà di un censimento precedente a quello di Quirino (quindi quello indicato da Tertulliano).

 

Un altro punto di riferimento per la corretta datazione dell’Annus Domini, derivata sempre dai Vangeli, è quello che riguarda la stella cometa (argomento che ho trattato in modo più ampio QUI).  Il primo tentativo, in ordine di tempo, fu quello di identificare la “stella” con la cometa di Halley che, tuttavia, passò nel 12 a.C., il che sembra essere troppo presto se consideriamo le date proposte per il censimento ma sarebbe compatibile con il regno di Erode il Grande che governò la Giudea, sotto il protettorato romano, dal 37 a.C. alla morte avvenuta, come già detto, nel 4 a.C.

Più recentemente la “cometa” è stata identificata, in realtà, con un allineamento planetario: da questa ipotesi si ottiene una datazione compresa tra il 7 e il 6 a.C..

Già Keplero segnalò, come avvenuta nel 7 a.C., una tripla congiunzione di Giove con Saturno, evento che si verifica ogni 805 anni. Secondo alcuni astronomi nel febbraio del 6 a.C., invece, vi furono simultaneamente le congiunzioni di Giove con la Luna e di Marte con Saturno, entrambe nella costellazione dei Pesci.

 

A questo punto, come ho già premesso, una cosa è certa: l’Annus Domini individuato da Dionigi il Vecchio non è attendibile. Quindi, se consideriamo che starebbe per terminare il 2012, secondo il calendario corrente, in realtà quest’anno dovrebbe essere spostato indietro di 6 o 7 anni … il che significa che la famosa profezia Maya potrebbe avverarsi nel 2018 o 2019!

Ora so che qualcuno starà pensando: ecco perché non è successo nulla il 21! Be’, come ho spiegato, io non credo a questa annunciata fine del mondo e per ora, sperando di non avervi annoiato con tutti questi calcoli, che Gesù sia o non sia nato il 25 dicembre (per festeggiare il suo “compleanno”, poi, non è importante l’anno …), AUGURO A TUTTI UN FELICE NATALE, allietato dall’amore delle persone che vi sono vicine.

buon natale 2012

[fonti: edicolanet.web e lopinionista.it; scritta Buon Natale da questo sito]

19 dicembre 2012

A PROPOSITO DELLA PROFEZIA MAYA: TUTTE LE VOLTE CHE IL MONDO NON E’ FINITO

Posted in attualità tagged , , , , , , , , , a 10:29 pm di marisamoles

la-fine-del-mondo

  ¨  500 d.C. : data individuata dal teologo del III secolo Ippolito di Roma

¨      31 dicembre 999: secondo i vangeli apocrifi, 1000 anni dalla nascita di Gesù (il “Mille non più Mille” di biblica memoria)

¨      1184: un allineamento dei pianeti fu preannunciato e l’arcivescovo di Canterbury addirittura impose ai suoi fedeli tre giorni di digiuno … tutt’al più avranno perso mezzo chilo

¨      1260: secondo Gioacchino da Fiore che aveva calcolato la data in base al numero dei giorni descritti dall’Apocalisse

¨      1284: papa Innocenzo III individuò la possibile data della fine del mondo a 666 anni dalla nascita dell’Islam

¨      1346: il diffondersi della peste nera, che ridusse di un terzo la popolazione europea fu scambiato per un anticipo della fine … una lenta agonia, insomma

¨      1524: Johannes Stoeffer, cartografo con la passione dell’astrologia,  ipotizzò l’arrivo di un nuovo diluvio universale (tra i sostenitori ebbe anche Machiavelli)

¨      1533: profezia diffusa da Melchior Hofmann che, tra le altre cose, previde una sorta di ritorno di Cristo a millecinquecento anni dalla morte

¨ 1666: i profeti, sempre basandosi sulla numerologia, predissero la fine del mondo ma ci fu solo un grande incendio a Londra che, a parte una decina di vittime, ebbe l’effetto di annientare un migliaio di topi

¨      1844: William Miller, fondatore del movimento Millerite, predisse la seconda venuta di Gesù che avrebbe preannunciato la fine … non accadde nulla e questa data rimase nella storia come quella della Grande delusione

¨      1874: questa volta fu Charles Taze Russel, fondatore dei Testimoni di Geova, ad avere un abbaglio

¨      1891: profezia della mistica Madre Shipton che scrisse “The world to an end shall come; in eighteen hundred and eighty-one.”

¨      1919: previsione del meteorologo Albert Porta secondo il quale un allineamento cosmico di 6 pianeti avrebbe provocato l’esplosione finale del sole. Nel giorno da lui indicato, il 17 dicembre, non cadde nemmeno una goccia di pioggia

¨      1973: secondo il leader dei Children of God, David Berg il passaggio della cometa Kohoutek avrebbe distrutto gli Stati Uniti, e con loro il resto del mondo

¨      1988:  Edgar C. Whisenant, nel libro “88 ragioni per cui la ascensione avverrà nel 1988″ stabilì un periodo di tre giorni nei quali i credenti sarebbero stati fatti ascendere, in previsione della Fine dei Tempi. Resosi conto del clamoroso errore, rimandò di qualche anno la data ma non avvenne nulla. ovviamente

¨      1994l’evangelista radiofonico Harold Camping individuò il 6 settembre come data fatidica, nessuno avrebbe avuto scampo. Poi si corresse ed individuò nel 21 dicembre (guarda un po’!) 2011 la definitiva apocalisse

¨      1999: è l’anno di Nostradamus che scrisse: «Nell’anno 1999 e sette mesi/il Gran Re del Terrore giungerà dal cielo/risorgerà Gengis Khan/prima e dopo la guerra dominerà incontrastata». La Terra “tremò” ma solo perché erroneamente i suoi abitanti si lasciarono influenzare dal passaggio ad un altro millennio. Il brindisi al nuovo anno 2000 fu poi col fiato sospeso, per via del temuto millennium bug

¨       2009: la messa in funzione del Large Hadron Collider (il grande collisore di adroni) a Ginevra. Secondo alcuni, infatti, avrebbe portato alla formazione di un «buco nero» che avrebbe inghiottito la Terra, e con lei il sistema solare.

E noi siamo ancora qui a credere che tra due giorni il mondo finirà?

[FONTI: VanityFair, thinkcool, losai.eu; immagine da paperblog]

17 dicembre 2012

21 DICEMBRE 2012: MACCHÉ MAYA E MAYA

Posted in attualità, viaggi tagged , , , , , , , , a 9:26 pm di marisamoles

maya_calendarioCredo non si debba essere dei supergeni per capire che quella dei Maya è una bufala colossale. Che finisca il mondo fra quattro giorni circa non lo credo proprio così come ho sempre pensato che qualsiasi “profezia” provenga da un lontano o lontanissimo passato è solo una questione di interpretazione.

Dunque, per capire che la fine del mondo è ancora lontanissima (io personalmente mi fido dell’astronoma Margherita Hack, secondo la quale la vita sulla Terra proseguirà ancora per 5 miliardi di anni!) partiamo dal famigerato calendario Maya. Innanzitutto bisogna dire che quest’antica civiltà precolombiana non utilizzava un solo calendario bensì tre. Il primo è l'”Haab“, il più simile al nostro attuale calendario, che conta 365 giorni e 18 mesi scanditi da un periodo di 20 giorni l’uno. Il secondo è lo “Tzolkin” che comprende 20 mesi di 18 giorni per un totale di 260 in un anno. Il terzo calendario, detto “Il Lungo Computo“, non conta il tempo in base a giorni e settimane ma indica l’inizio dell’era Maya la cui fine coincide proprio con il 21 dicembre 2012. Ed è appunto di quest’ultimo che si sta parlando da oltre un anno.

I Maya avevano, dunque, un calendario che parte dal 1° agosto del 3114 a.C. e conta tutte le giornate basandosi su una scansione in 394 cicli triennali, utilizzando il numero sacro 13. In circa 5125 anni si esaurisce il calendario Maya e quindi si torna alla data di inizio. Secondo i calcoli il nuovo ciclo inizierà proprio il 21 dicembre 2012. Niente fine del mondo, dunque. Almeno per ora.

E’ persino troppo ovvio che questa voce sui Maya sia stata messa in giro per … far girare i soldi. Una questione di marketing che poggia le sue solide basi sulla superstizione della gente. La cosa che sorprende è quanti si stiano organizzando per passare la fatidica giornata nei “luoghi sicuri”, ovvero quelli identificati come tali, dove si potrà scampare alla catastrofe.

Dall’amica Sara ho appreso che uno di questi luoghi si trova in Italia, a Cisternino, graziosa cittadina pugliese. Pare che lì gli hotel siano esauriti.
Secondo Skyscanner, il sito di prenotazione di voli aerei, nella settimana del 21 dicembre i voli per il sud della Francia, ovvero verso gli aeroporti da cui raggiungere Bugarach, un paesino montano che secondo gli “esperti” ufologhi, esoterici e simili, si salverebbe dalla catastrofe, sono aumentati del 41%. Lo stesso dicasi per i voli diretti in Turchia, in prossimità di Smirne, altro luogo definito “sicuro”. Il fatto curioso è che sono tutti voli di sola andata!

Insomma, a me pare tanto una scusa per anticipare le vacanze di Natale. Complice un professore di Storia dell’Arte del Minnesota, Joseph Anthony Argüelles, che ha diffuso questa leggenda apocalittica con il suo libro Il Fattore Maya.
E se non succede nulla (come è probabile al 100%)? Cosa fanno tutti questi “turisti per sbaglio”? Chiedono al professor Argüelles il rimborso spese?

[fonti: Giornalettismo.com, Wikipedia, ilfattoquotidiano e VanityFair]

PROFEZIA MAYA: SULLA FINE DEL MONDO MARGHERITA HACK LA PENSA COSÌ

Posted in attualità, scienza tagged , , , , , , a 7:20 pm di marisamoles

hackRiporto di seguito l’intervista all’astrofisca Margherita Hack pubblicata dal quotidiano friulano Messaggero Veneto.

La profezia dei Maya, la Hack: «Sole o asteroidi, moriremo così»

TRIESTE. Rassegniamoci, il mondo è destinato a finire ma le profezie di antiche popolazioni non c’entrano nulla. A dirlo è la scienza, o meglio l’astrofisica secondo cui la fine del sole e gli asteroidi sono le vere minacce per il pianeta terrestre.

«Il sole non è eterno, ha 5 miliardi di anni e ne vivrà altri 5, poi morirà anche lui» spiega la scienziata Margherita Hack.

Quali sono le possibili catastrofi cosmiche?

«La morte del sole è una certezza: finirà le riserve di idrogeno e per non esplodere dovrà espandersi diventando una gigante rossa, che ingoierà incendiandole Mercurio e Venere e lambirà l’orbita della terra che diventerà arida e invivibile, le temperature saranno torride, si morirà subito. Insomma, una bella infornata. Del sole, non più in grado di produrre energia, resterà solo un nocciolino centrale, la nana bianca, sarà un cadavere di stella e ci metterà miliardi di anni per raffreddarsi. L’altra minaccia riguarda la caduta di grossi asteroidi ».

Gli abitanti della terra potrebbero salvarsi?

«Sì, ma solo se tra 5 miliardi di anni sarà stato colonizzato il sistema solare: perché vorrebbe dire che la gente è scappata via dopo che un altro pianeta è stato resto abitabile».

E gli altri scenari?

«L’altra minaccia riguarda la caduta di grossi asteroidi che, però, oltre ad essere poco probabile (l’ultima è avvenuta 65 milioni di anni fa e ha portato all’estinzione dei dinosauri) non porta alla distruzione del mondo, ma solo della vita. La caduta di asteroidi solleverebbe una nuvola di terra tale da oscurare il sole per anni, ma oggi sono tutti tenuti sotto osservazione e potremmo sviarli prima che ci colpiscano».

[…]

Professoressa Hack, perché le profezie sulla fine del mondo attirano così tanto l’attenzione della gente?

«Ignoranza e superstizione. Sennò gli astrologi non farebbero tanta fortuna».

13 dicembre 2012

DANIMARCA: RACCONTO INEDITO DI ANDERSEN RITROVATO IN UNO SCATOLONE

Posted in attualità, cultura, Natale tagged , , , , , , a 4:27 pm di marisamoles

candela bella e bestia
Ha qualcosa di magico il ritrovamento di un racconto inedito di Hans Christian Andersen, celebre autore della fiaba La sirenetta. In uno scatolone conservato nell’Archivio Nazionale di Funen (Danimarca) è stato ritrovato un manoscritto composto da 700 parole, sul quale è visibile una dedica: «Alla signora Bunkeflod, con affetto HC Andersen». Gli esperti pensano si possa trattare di una vedova della quale il giovane Christian era solito frequentare il salotto.

La scoperta del racconto, intitolato La candela di sego, è attribuita allo storico Esben Brage che ha ritrovato il prezioso manoscritto per caso, rovistando tra gli scatoloni dell’Archivio Nazionale di Funen. Secondo gli esperti l’opera apparterrebbe alla produzione giovanile di Andersen, scritta probabilmente nel 1820, quando l’autore aveva appena quindici anni. Infatti, pare non abbia la raffinatezza stilistica delle opere più mature del favolista, tuttavia nella fiaba sono presenti elementi tipici della sua scrittura.

La trama. La breve favola è incentrata su una candela di sego, un grasso di origine animale, figlia di una pecora e di un calderone, nel quale il grasso è stato trasformato in una candela bianca e scintillante. Ma a tanto candore corrisponde una vita di mani sporche che la toccano e la consumano senza nessun amore fino a gettarla via, come un oggetto inutile. La fiaba prosegue con la candela che si interroga tristemente sul significato della propria esistenza. La svolta è l’incontro con quella che gli inglesi chiamano tinder box (una sorta di kit per l’accensione del fuoco con tanto di acciarino ed esca) che accende la candela, donandole la gioiosa possibilità di irradiare per anni la luce intorno a sé. (LINK della fonte)

La scoperta del manoscritto è avvenuta nell’ottobre scorso e il quotidiano danese Politiken ne ha pubblicato una versione integrale tradotta in inglese.

Che dire? Una favola semplice che ha per protagonista un’umile candela maltrattata da tutti fino a ritrovare la luce che merita. Perfetta trama per un bel racconto di Natale.

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