14 novembre 2012

STORIA DI BETTY, GATTINA (S)FORTUNATA

Posted in affari miei, Amici, amicizia, amore tagged , , , , , , , a 5:29 pm di marisamoles


PREMESSA: questo è un post che avrei voluto scrivere molto tempo fa, poi altri impegni (ma forse solo tanta pena per la gattina protagonista di questa storia) mi hanno fatto desistere. So che tra i miei lettori ci sono molti amanti degli animali, specialmente gatti. Non che io non lo sia, intendiamoci. Semplicemente non ne ho mai voluti per casa, anche quando i miei bimbi mi supplicavano. Ho sempre pensato che in un appartamento, per quanto grande sia, gli animali non stiano a loro agio, non si sentano sufficientemente liberi. D’altra parte, apprensiva come sono, non avrei mai accettato di tenere un cane o un gatto a mezza pensione: un po’ a casa e un po’ in giro per il mondo.
Se devo essere sincera, un po’ di diffidenza nei confronti degli animali l’ho sempre avuta. Si è accentuata quando un cane ha aggredito mio figlio da piccolo, anche se gli ha procurato solo qualche graffio. Ma questa storia mi ha commosso e l’aver fatto amicizia con due quadrupedi tanto affettuosi mi ha fatto vincere la diffidenza e mi ha portato ad avere un atteggiamento molto diverso nei confronti dei piccoli amici dell’uomo.
Dopo aver letto questa storia, capirete bene il mio stato d’animo.

Siamo agli inizi di agosto, tempo di ferie. Una gattina di circa tre mesi viene abbandonata nella piazza di un paese alle porte della città. Qualcuno l’ha vista letteralmente volare fuori dal finestrino di un’auto in corsa. Certi bipedi sono davvero molto più animali degli stessi quadrupedi.
Il paese è piccolo e la micina, bianca e grigia, bellissima, viene soccorsa e portata nel cortile del bar che sta proprio in piazza. È sabato sera.

Poco distante da quella piazza la domenica mattina Fede e Leo si svegliano. Il loro cane Teddy non fa le feste come al solito. È inquieto e la giovane coppia si stupisce. Appena si alzano vedono che in casa non c’è la loro gatta Margot. Ma lei è indipendente, spesso salta giù dalla finestra e se ne va in giro. I gatti sono così.
Purtroppo quella notte Margot non è andata molto lontano da casa. Fede e Leo si affacciano alla finestra e la vedono proprio lì davanti, in mezzo alla strada. Morta. È il week-end degli abbandoni, in tutti i sensi.

Il lunedì mattina quando Leo va al bar – è il suo primo giorno di ferie – vede la gattina bianca e grigia. Nessuno la vuole e il padrone del locale, sapendo che lui e Fede sono amanti degli animali (hanno anche una tartaruga), gli propone di prenderla. Fra le lacrime Leo racconta la morte di Margot e dice di non aver voglia di affezionarsi ad un’altra gatta. Poi, però, chiama Fede al telefono: gli bastano cinque minuti per convincersi che quella gattina abbandonata è un segno del destino, che non sostituirà mai Margot ma che saprà farsi amare e diventerà una nuova compagna di giochi per Teddy, avvilito dopo la scomparsa della sua amica.

La gattina arriva nella nuova casa e viene accolta da Fede con un pianto misto fra dolore e speranza. Lei sa che quella creaturina ha bisogno di lei: deve dimenticare i vecchi padroni che non hanno avuto cuore. Ma bisogna darle un nome. È Leo a decidere: si chiamerà Betty.
Teddy è felice ma la gattina di lui non vuole proprio saperne. Non fa che soffiargli e graffiarlo. Ma è un cane paziente e dolcissimo, non ci mette molto a conquistarla.

Passano i giorni, pochi in verità. Betty abita nella nuova casa da meno di una settimana. Una sera arrivano degli amici dei suoi nuovi padroni. Portano con sé il loro cane che è nemico giurato dei gatti. La micetta viene chiusa in camera proprio per evitare inconvenienti. Però quando Fede entra nella stanza per prendere qualcosa, lei è più veloce della luce e sgaiattola dalla fessura dell’uscio, ignara del pericolo. Pochi istanti e si ritrova fra le fauci del cane che, nonostante il tempestivo intervento di tutti i presenti, la ferisce gravemente.
La corsa dalla veterinaria, un intervento chirurgico per ridurre la lacerazione e il responso terribile: molto probabilmente l’articolazione della zampina è compromessa.

Tornata a casa dopo due giorni di “ricovero”, Betty è spaventata e non ha proprio voglia di giocare, né con Teddy né con i padroni. Fede e Leo sono tristissimi, si sentono responsabili, anche se l’unico responsabile è quel cagnaccio brutto e cattivo che non ha nulla a che vedere con il dolcissimo Teddy. Lui, da parte sua, cerca di giocare con la nuova amica ma, vedendola così tranquilla e quasi apatica, le offre la sua pancia per appoggiare la testina e fare un sonnellino assieme.

Dopo una settimana di tranquillità, la gattina riprende la sua vivacità. È come una pazza, va dappertutto, salta ovunque, un giorno la trovano addormentata nel cestello della lavatrice. Teddy è là davanti e abbaia. Lui è sempre il primo a trovarla.
Sembra che la zampina stia recuperando un po’ di sensibilità, anche se più che altro la trascina e sembra esserle di impaccio. C’è comunque la speranza che possa riprendere la sua funzionalità. Almeno, questo è ciò che credono Fede e Leo. La veterinaria è molto scettica e conferma la sua diagnosi: il morso del cane ha reciso i nervi, non c’è alcuna possibilità per quella zampina. Anche se Betty è vivace e si muove tranquillamente, si nota che quell’arto le crea impaccio, forse le fa anche male. Ma lei è tanto buona che non si lamenta mai.

Dopo qualche settimana, alla visita di controllo, la veterinaria emette un altro terribile responso: la zampina andrà amputata, non subito, si può aspettare ma l’intervento è inevitabile. Crollano le speranze che riprenda la funzionalità. Altre lacrime.

Sono passati più di tre mesi da quel brutto giorno. Oggi Betty è stata operata: non si è potuto intervenire con un’amputazione parziale. La zampetta è stata tagliata interamente, fino al bacino.
Mentre scrivo, si sta svegliando dall’anestesia. Chissà come sarà, poverina. Chissà se avrà tanto dolore. Chissà quando e come si riprenderà. Si abituerà alla nuova condizione? Tornerà ad essere la gattina vivace, quasi turbolenta, che ho conosciuto? Saprà essere riconoscente ai suoi padroncini oppure li odierà per averle fatto subire un’operazione così terribile? Lei così piccina, così indifesa …

Nel titolo ho volutamente scritto (s)fortunata, con quella esse tra parentesi. Sì, perché questa micetta è stata davvero sfortunata, per ben due volte: è stata abbandonata da gente insensibile e azzannata da un cane brutale, per nulla amico dei gatti. Non come Teddy che ha sempre condiviso l’affetto dei suoi padroni con altri animali.
Poi, però, quando vedo con quanto amore Betty è trattata da Fede e Leo, con quanto amore è difesa e coccolata da Teddy, quante cure le vengono sempre prestate da tutti, e non solo perché un destino crudele ne ha fatto una gatta zoppa, allora mi convinco che lei sia una gattina fortunata e continuerà ad esserlo, anche con tre zampette al posto di quattro.

P.S. Purtroppo non ho una foto di Betty. La gattina nella fotografia sotto il titolo le somiglia molto. L’immagine è tratta da questo sito.

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14 commenti »

  1. Monique said,

    Considerato che preferisco i gatti agli uomini non posso esentarmi dal commentare… Dunque, nessuna pietà per quelli che fanno del male agli animali o li abbandonano, spero sempre che possa capitare a loro il doppio di quello che infliggono agli animali.
    Un applauso a Fede e Leo, anche se potevano avvisare gli amici di lasciare a casa il cagnaccio killer!! Ma poi, mi sembra anche strano che se vai a cena da amici ti porti dietro il tuo animaletto… spero almeno che abbiano contribuito alle spese mediche.

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  2. Raffaele said,

    Bel post Marisa. L’affetto dei padroni e la compagnia di Teddy le faranno superare in fretta l’operazione. Del resto gli animali hanno una capacità di recupero ed adattamento fenomenali. Io ho sperimentato una vicenda simile con un cane travolto e lasciato quasi morto da una macchina che mi precedeva e che non ha neppure rallentato. Dopo mesi di cure, operazioni la zampa dietro non fu possibile salvarla, ma io non ho mai visto una bestiola più felice ed affettuosa. Pensa che quando tutte le sere dovevamo cambiargli le fasciature, lui provava un dolore pazzesco, perché c’era la carne viva, ma non si è mai rigirato con noi, i veterinari invece dovevano mettergli la museruola perché diventava ferocissimo per il dolore. Aveva capito che lo curavamo per il suo bene e ci ha ricompensato con tanto affetto. Noi uomini dovremmo veramente imparare dagli animali, ma tanto tanto.
    Ciao
    Ps attendiamo poi ulteriori notizie di Betty

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  3. marisamoles said,

    @ Monique

    Portare con sé un cane in visita da amici non è un fatto straordinario, soprattutto se in casa ci sono degli animali. Forse avrebbero dovuto chiedere di fare un’eccezione vista la presenza della nuova arrivata. Che devo dire? Evidentemente era destino che accadesse, povera piccola.
    L’assicurazione del cagnaccio pagherà le spese, solo che devono essere anticipate. Solo l’intervento di oggi è costato quasi 900 euro. 😦

    @ Raffaele

    Anche la storia del tuo cane è commovente. Grazie per averla raccontata.
    Betty sta bene, è a casa solo che non le hanno messo nemmeno la fasciatura, è con i punti in vista e le hanno messo uno di quei cerchi dietro le orecchie perché non si tolga i punti. Boh, io non me ne intendo ma mi pare strana ‘sta cosa.

    Ciao, Raffaele. Buona serata.

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  4. Che storia…dolcissima Betty, fortnata nella sfortuna. Ho 2 gatti, Ciccio, tipico gatto tipo Felix, ha solo un occhio, il mio nipotino, Sebastiano, lo volle a tutti i costi, perchè, “se non lo prendiamo noi, non lo vorrà nessuno con un occhio solo” Sebastiano allora aveva 4 anni, Ciccio un cucciolino, ora ne ha 5, però un micio che ha tanta voglia di coccole, allora 3 mesi fa ho deciso di addottare una micetta grigia come Betty per far compagnia a Ciccio.Fu amore a prima vista. Sebastiano ha scelto il nome MELODY perchè fa tante fusa.
    Ho amiche che hanno salvato cuccioli dalla spazzatura, cuccioli abbandonati in strada, l’uomo un essere vergognoso. Questa settimana ho fatto sterelizzare MELODY, c’è chi condanna la sterelizzazione delle gatte, sarà forse meglio poi abbandonare le cucciolate? La mamma di Melody ha partorito 5 micetti, fortunatamente hanno trovato casa.
    Nella mia città, Forli, vi sono diversi gattili, e un canile comunale, tutto gestito da tantissimi volontari, si, ci sono ancora veri amanti dei nostri amici a quattro zampe.

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  5. Cara Marisa, sto piangendo…
    Condivido in pieno il pensiero di Monique, spero tanto nell’ esistenza di un Dio degli Animali per consolare e ripagare Betty e i suoi angeli.
    Il “nostro” Dio non scende più da noi, ha dimenticato pietà e amore

    Forza, dolcissima Creatura, una carezza al tuo musetto
    Un abbraccio
    Mistral

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  6. Alberto said,

    Bé io faccio l’avvocato difensore del « cagnaccio cattivo » (qualche mese fa l’ho fatto per il capitano Schettino, allora…).
    Non esistono « cagnacci cattivi », solo cani non educati dai loro padroni. Ho un cane che, per strada o nel mio giardino, si avventa su qualunque gatto. Con me, a casa di amici con gatto, (se ovviamente sono obbligato a portarla) mi guarda, è estremamente stressata , ma se le dico « non muoverti » non si muove. Non è difficile, basta addestrare il cane, fargli comprendere chi comanda, non permettere eccezioni (soprattutto evitare che sia lui a sentirsi il « leader » del gruppo).
    Ma troppi vedono nel cane « il cucciolone d’oro » a cui tutto è permesso, complice anche Walt Disney che ha reso popolari il Cocker Spaniel (nato per massacrare la volpe perfino nella sua tana) o il Dalmata (chiamato cosi’ perché cane da guerra che accompagnava le cavallerie balcaniche).
    Quando un cane fa male ad un altro essere vivente la colpa è sempre e comunque del padrone. Ma è piu facile prendersela con il cane…

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  7. marisamoles said,

    @ 3theperfectnumber

    Ma che bella la storia dei tuoi due gatti! Aiutare gli animali meno fortunati è, secondo me, un grande atto di generosità e di affetto autentico. Non come quelli che devono per forza avere animali di razza, costosissimi, con tanto di pedigree. Non criminalizzo, è ovvio, chi sceglie cuccioli preziosi (ognuno può fare quel che gli pare) però se dovessi decidere di prendere un cane o un gatto, adotterei quelli abbandonati.
    La sterilizzazione va fatta, secondo me. Anche Betty è stata sterilizzata e non si deve pensare che sia una violenza, d’altra parte se li lascia andare in giro (specie i gatti) è consigliabile a meno che non si voglia vere cucciolate di cui spesso è difficile occuparsi, se nessuno li vuole.

    @ Mistral

    Mia cara, forse ti ho contagiata perché è da ieri che sono triste pensando a questa micetta.
    Non so se ci sia una giustizia divina anche nel caso degli animali abbandonati, in ogni caso credo che quelle persone, anche se non lo danno a vedere, un peso sulla coscienza ce l’abbiano comunque.
    Grazie. Un abbraccio.

    @ Alberto

    So che ti sarà difficile crederlo ma io sono d’accordo con te. 🙂
    Penso che educare un animale domestico sia anche più difficile di educare i figli. E come ci sono bambini maleducati ci sono pure animali maleducati …
    Anche se ho dato l’idea di avercela con quel cagnaccio cattivo, indirettamente ce l’avevo con i suoi padroni.
    Tu sei un bravo educatore di cani, puoi esserne orgoglioso.

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  8. Diemme said,

    😦

    La vita è spesso ingiusta, o almeno così ci sembra: ingiusta con gli uomini, ingiusta con gli animali.

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  9. marisamoles said,

    @ Diemme

    In questo caso, però, ciò che la vita ha tolto a questa povera bestiola ha restituito con gli interessi. Poteva morire e invece è salva e amatissima.

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  10. Diemme said,

    E’ stata abbandonata in quel modo atroce, buttata da una macchina in corsa, ha perso una zampetta sbranata da un cagnaccio, .. e va bene, è stata accolta e amata, ma a me sembra una compensazione parziale di quanto ha perso, non una restituzione con gli interessi. 😦

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  11. marisamoles said,

    Sai che io di solito la “faccio tragica” e in un primo momento ho pensato la stessa cosa. Ma poi mi sono resa conto che se è viva, pur con una zampetta in meno, accolta e amata, sia sempre meglio che morta.

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  12. Trutzy said,

    Ciao, io adoro i gatti!

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  13. liù said,

    Mentre leggevo le lacrime scorrevano mio malgrado! Amo tutti gli animali ,ma ho una predilizione per i gatti .
    ne ho uno in casa ,due in giardino e 3 femmine in garage accudite da mio marito.
    Non capisco perchè se sapevano che odia le gattine hanno dovuto portare quel cane sanguinario in visita con loro!
    ma meglio con 3 zampette che morta.
    Ad agosto il mio gatto è stato investito e per un pelo non ci ha lasciato le penne ,l’operazione alla tibia e alla mandibola mi è costata 500 euro + i farmaci e gli omoganeizzati perchè nell’incidente ha perso tutti i denti .
    L’ho cresciuto in giardino praticamente dalla nascita e non lo avrei mai fatto morire solo per non spendere soldi!
    Questa storia mi ha commosso molto
    Un caro saluto, ti auguro la buona notte!
    liù

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  14. marisamoles said,

    Cara Liù,

    innanzitutto benvenuta!
    Questa storia ha commossa molto anche me, soprattutto perché dimostra l’amore incondizionato che si rivolge ai propri amici animali. Anche quella del tuo gatto è toccante e, pur non avendo animali, non fatico a credere che non li si lascerebbe morire sapendo di poter fare qualcosa per loro, a qualsiasi costo.
    Quanto al cane sanguinario, avrebbero potuto tenerlo a casa, certo. Ma ormai le cose sono andate così … Betty sta benone. Io non l’ho voluta vedere perché so che starei male. Ma lei è vispa e corre come una matta, meglio di prima.

    Grazie per il tuo commento. Ti auguro una dolce notte.

    Mi piace


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