SAN MARTINO


L’11 novembre è il giorno in cui la Chiesa ricorda San Martino, protettore dei viandanti ma anche dei sarti e degli albergatori. Questa data viene celebrata da Carducci nella sua celebre lirica e ricordata per la sua “estate”.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar
.

Narra una leggenda che in un lontano e freddo 11 novembre (siamo nel IV secolo d.C.) s’incontrarono per via due uomini: un cavaliere, Martino, con il suo ricco ed elegante mantello, e un mendicante, ricoperto di stracci e infreddolito. Bastò l’incrociarsi degli sguardi perché il cavaliere, in un atto di estrema generosità, sfoderasse la spada e tagliasse in due il mantello, prezioso e caldo, per donarne la metà all’uomo sfortunato incontrato per caso. A quel punto, il cielo, colpito da quest’atto di generosità e altruismo, si rasserenò e attraverso lo squarcio delle nubi fece capolino un tiepido sole che illuminò e scaldò la terra.

Quella stessa notte il generoso cavaliere ebbe una visione: Gesù Cristo, indossando il suo mantello, lo guardò sorridendo e gli donò la Fede.

Oggi il tempo è brutto, le nuvole nere non lasciano passare alcun raggio di sole. Piove e le foglie morte, che copiose cadono a terra ormai ingiallite, ci ricordano che l’estate è ormai lontana.
Ma questa leggenda deve farci ricordare che un atto di solidarietà è sempre possibile, costa poco e dà un’immensa gioia. Ed è sempre estate nei nostri cuori.