SCUSATE IL RITARDO

Mi rivolgo ai miei lettori affezionati per scusarmi se in quest’ultimo periodo rispondo con ritardo ai vostri commenti e non riesco a seguire le discussioni (a volte impegnative … come quelle del blog di Diemme!) come vorrei.

Non vorrei sembrare scortese, è solo una questione di tempo. Sono oberata dal lavoro, a scuola e a casa (è il periodo delle riunioni), sommersa di compiti da correggere (e ovviamente impegnata a prepararli perché difficilmente mi faccio bastare ciò che c’è già nel mio archivio didattico 😦 ), senza contare che i miei doveri di famiglia non posso sempre delegarli, anche se devo dire che a casa mi stanno dando una mano.

La scorsa settimana ho tenuto il conto delle ore in cui sono stata impegnata con il lavoro: 45. Non lo faccio mai perché non mi piace fare la vittima, dire sempre “sono stanca” e far pesare sugli altri i miei problemi, dando l’impressione di essere concentrata solo sul mio lavoro, e le energie che spreco, e di non tenere in nessun conto che anche altri lavorino, talvolta svolgendo attività ben più pesanti.

Domenica scorsa ho raggiunto il colmo e ho pensato che devo dire stop, se non ce la faccio, non ce la faccio. Stavo correggendo i compiti di italiano di quarta quando telefona mia cognata e annuncia il suo arrivo, assieme al marito. Ho avuto una reazione quasi isterica, ho iniziato a dire che non avevo tempo, che non potevo interrompere la correzione, urlando a mio marito (si trattava di sua sorella) che avrebbe dovuto dire di no, che non potevano venire, che io dovevo lavorare, che non potevo perdere tempo in visite di cortesia … mio marito mi ha guardato come dire “questa è pazza”. Non gli do quasi mai ragione ma ‘stavolta sì, se non sono pazza, sono sulla buona strada.

Scusate lo sfogo e perdonatemi. Ma sono ancora offesa da tutte le critiche che ho letto sul web, rivolte a noi insegnanti fannulloni che non abbiamo voglia di fare un tubo, che non siamo disposti a sacrificarci per la Patria, non accettando l’aumento di orario da 18 a 24 ore. Non è solo questione di soldi, credetemi. La preoccupazione più grande è quella di non riuscire a fare bene il nostro lavoro perché un aumento delle ore equivale a più classi e più impegni, didattici e non.

Ora starete pensando: nel tempo che ci ha messo a scrivere questo post poteva rispondere ai commenti e seguire, almeno un po’, le discussioni sui blog degli altri. E’ vero. Ma sentivo che era giunto il momento di sfogarmi.

Vi abbraccio tutti. A presto.

P.S. A proposito di stress, vi allego un interessante studio del dott. Vittorio Lodolo D’Oria sullo SLC. Studio inidoneità Lodolo