29 ottobre 2012

I GIOVANI SECONDO I POLITICI: DA BAMBOCCIONI A CHOOSY, PASSANDO PER SFIGATI

Posted in attualità, famiglia, figli, lavoro, politica, Renato Brunetta tagged , , , , , , , , , , , , a 5:44 pm di marisamoles

In tempi meno sospetti dell’attuale, la prima critica nei confronti dei giovani fu lanciata dall’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel 2007: «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa», proponendo agevolazioni sugli affitti con detrazioni sul reddito. Non se n’è saputo più niente e, a quanto pare, i bamboccioni sono ancora saldamente ancorati alla gonna di mammà e la portafoglio di papà, visto che sono perlopiù disoccupati.

Ritorna a parlar di bamboccioni l’allora ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta nel 2010: «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa a diciotto anni per legge!», confessando che pure lui ha convissuto con i genitori fino all’età di trent’anni. (ne ho parlato QUI) Una provocazione, nulla di più.

Ma veniamo a tempi più recenti. Nel gennaio di quest’anno il viceministro dell’Economia Michele Martone se la prende con gli studenti universitari: «Bisogna dare messaggi chiari ai nostri giovani. Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato». Messaggio ricevuto .. segue una valanga di insulti via web.

Rincara la dose il presidente del Consiglio Mario Monti quando, in un’intervista alla trasmissione tv Matrix nel febbraio di quest’anno, critica quella noiosa aspirazione, tutta italiana, al posto fisso: «I giovani devono abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia! E’ bello cambiare e accettare delle sfide». Segue altra valanga di polemiche e insulti via web. Intanto, sfide o non sfide, la disoccupazione giovanile sfiora il 50%, specie al sud.

Sempre nel febbraio di quest’anno, rimanendo sullo stesso argomento e appoggiando il concetto di giovani bamboccioni convalidato dai suoi predecessori, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri pontifica: «Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà». Be’, certo, con gli stipendi cui possono aspirare i giovani d’oggi, non è facile pagarsi un affitto e le spese fuori casa.

Da ultima, per ora, la signora Elsa Fornero sceglie un termine Very English, ma a quanto pare molto offensivo, per catalogare i nostri ragazzi: «I giovani non siano choosy (schizzinosi) nella scelta del loro primo lavoro». Ne ho parlato QUI E QUI.

Se aggiungiamo che per la maggior parte della gente i giovani sono ignoranti, perché la scuola non insegna nulla, e maleducati, perché i genitori non sanno educarli, mi chiedo: in che mani stiamo consegnando il futuroincerto grazie ai nostri abilissimi, espertissimi, onniscienti e onnipotenti ministri?

[Fonte: Panorama]

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8 commenti »

  1. Diemme said,

    Che i nostri politici continuino a insultare i nostri giovani, affinché i nostri figli abbiano la forza che noi non abbiamo ancora avuto di scalzare ‘st’infami dalle loro poltrone e mandarli a spalare la terra (tanto, mica saranno choosy?).

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  2. Monique said,

    Perchè dare soddisfazione a codesta gente? Il silenzio è la migliore risposta.
    E poi, Dio vede e provvede…ne sa qualcosa Padoa-Schioppa!

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  3. marisamoles said,

    @ Monique

    Hai ragione anche tu ma ogni tanto fa bene sfogarsi. 🙂

    @ Diemme

    Speriamo che le future generazioni siano diverse. D’altra parte, quando eravamo giovani noi a casa (almeno da me) non si parlava di politica, non si parlava di crisi, non si parlava di lavoro, non si parlava di sprechi …. mentre i nostri figli ne sentono parlare, eccome. Forse cresceranno più smaliziati e meno creduloni.

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  4. marisamoles said,

    PALERMO – Il padre di Norman Zarcone, il giovane palermitano di 27 anni che si tolse la vita poco più di due anni fa buttandosi dal terrazzo del settimo piano della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo per protestare contro le «baronie universitarie», ha presentato un esposto alla procura contro il ministro del Lavoro Elsa Fornero. […]

    «Non è più concepibile – dice Zarcone – che esponenti del governo continuino ad usare tale terminologia riferendosi ai nostri giovani, poiché viene offeso il percorso individuale, umano e professionale di un’intera generazione di talenti che non godono di particolari garanzie o di un nome altisonante». «In questo modo – continua – mio figlio viene ucciso ripetutamente. Tutta la sua generazione viene delegittimata, frustrata e mortificata». (LINK)

    Basterà per tapparle la bocca?

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  5. Diemme said,

    Spes ultima dea: hai visto mai che tra una ruga e una borsetta firmata aleggi un vago ricordo di dignità, e tra una boiata e l’altra un briciolo di buon senso?

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  6. Trutzy said,

    Ciao, è davvero un brutto periodo per i giovani, anche io ancora mi sento di appartenere a questa categoria in quanto ho 34 anni, ci hannocompromesso il futuro e ci insultano pure!!!! Cosa si meriterebbe questa gente???? Una vita da giovane precario con i sogni infranti, con l’impossibilità di comprarsi una casa e di fare figli per la oggettiva pssibilità di non poterli poi mantenere!!!!

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  7. Diemme said,

    Quoto Trutzy, meriterebbero la vita che infliggono agli altri!

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  8. marisamoles said,

    @ Diemme

    Ne dubito. Hai visto la copertina di Panorama?

    Il sottotitolo, poi, è un poema: “E un giorno mi ringrazierete”. 😯

    Non c’è speranza.

    @ Trutzy

    Ti capisco, carissima. Ma bisogna avere pazienza, piano piano realizzerai i tuoi sogni. La volontà non ti manca, la caparbietà è una dote che, seppur non conoscendoti bene, mi pare non ti manchi. A 34 anni oggigiorno si è praticamente dei ragazzini! Lo dico per consolare un po’ anche me. 🙂

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