28 agosto 2012

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI MA È MEGLIO NON CERCARLO

Posted in amore, Uomini e donne, web tagged , , , , , , , a 10:47 am di marisamoles

Il primo amore non si scorda mai, così dicono. La memoria mantiene impresse le immagini del primo bacio, della prima volta, anche della prima delusione d’amore, forse non solo della prima. Ma siamo proprio sicuri che sia così? E poi, ciò vale più per le donne o più per gli uomini?

Verrebbe da dire: più per le donne. Siamo delle eterne romantiche, non è forse così? Noi ci pensiamo alla prima cotta e a tutto ciò che abbiamo sperimentato, in amore, per la prima volta. E loro, gli uomini, ci pensano? E che dire di quell’insano proposito di incontrare nuovamente quel lui o quella lei che mai abbiamo dimenticato?

Secondo uno studio inglese, il romanticismo non è prerogativa delle donne. Il 24% degli uomini intervistati ha ammesso di pensare al primo amore e il 19% dei londinesi avrebbe addirittura riallacciato i rapporti con la ex all’insaputa dell’attuale compagna. Non scappatelle innocenti ma vere e proprie storie che rischiano di diventare ben più durature della precedente relazione. Mentre le donne tendono a chiudere definitivamente con il partner e se ci ripensano, è solo per questioni di sesso. Almeno così ammettono le intervistate.

Secondo gli esperti questi ritorni di fiamma sarebbero deleteri. «Il primo amore tende a lasciare una grande impronta emotiva in ognuno di noi –spiega lo psicologo Cary Cooper della Lancaster University al “Daily Mail” – e ci spinge a dimenticare le cose che allora non funzionavano per farci vedere tutto foderato di rosa. Ma è un errore pensare che possa essere lo stesso di 10 o 20 anni fa, perché le circostanze sono cambiate, noi stessi siamo cambiati».

Ma cosa spinge a ripensare ai vecchi tempi? Sicuramente l’insoddisfazione per il rapporto attuale, anche a costo di ricadere nella trappola di una storia sbagliata. E come si fa a riprendere i contatti con le ex o gli ex? Oggi galeotto non è un libro, come accadde molto tempo fa a Paolo e Francesca, ma Facebook. Il social network più famoso al mondo, nato per ritrovare vecchi compagni di scuola, ha ormai travalicato gli angusti confini del “ehi tu, ma non eri in classe con me al liceo?” per approdare al più diretto “ehi, tu, ma non venivi a letto con me tanto tempo fa?”. E sono le donne a preferire FB mentre gli uomini si fidano più degli sms o delle e-mail … sempre che abbiano scoperto il numero di cellulare e l’indirizzo di posta elettronica delle ex. Ma i rischi sono molti, nel caso di persone che si incontrano nuovamente ma che hanno in piedi delle relazioni sentimentali con altri.

“Niente sesso siamo inglesi”, celebre titolo della commedia teatrale scritta da Anthony Marriot & Alistair Foot nel 1971, pare ormai superata come battuta.
E noi italiani come ce la caviamo con gli/le ex? Per quanto mi riguarda, non faccio ricerche su Internet. Anche perché penso che sia molto più semplice per i miei ex trovare me (Google dà circa 522,000 risultati in 0.33 secondi) piuttosto che per me trovare loro. 🙂

Battute a parte, non saprei come scegliere l’approccio. Come potrei mentire spudoratamente dicendo “sai per caso ti ho trovato …”? Il caso vuole che non si trovi mai ciò che si cerca. E poi, anche ammesso che si riesca a superare l’imbarazzo iniziale, si rischia di portare la conversazione su argomenti banali come famiglia, lavoro, città in cui si vive … ma è possibile riassumere venti o trent’anni della propria vita in poche parole senza la certezza di suscitare l’interesse dell’interlocutore?
Da evitare assolutamente, secondo me, il rivangare i vecchi tempi. Se si è degli ex è più che evidente il fatto che un tempo si era stati una coppia e poi uno dei due aveva mandato a monte quell’idillio. Sì, perché è estremamente difficile che, specie parlando di primo amore e quindi di un evento avvenuto in un’età in cui con tutta probabilità non si era pienamente coscienti, si sia giunti alla rottura di comune accordo. Allora che fare? Rimproverare l’abbandono all’altro, dirgli/le che è stato/a proprio uno/una str°°°o/a? Oppure spostare l’attenzione sul terzo incomodo, su quella persona che aveva causato la rottura? Perché c’è quasi sempre il terzo o la terza. Inutile prendersi in giro. Magari il nuovo incontro potrebbe svelarne l’esistenza, nel caso si fosse ignari del tutto. In questo caso credo ci voglia un buon autocontrollo per non serbare rancore e sfogare la propria rabbia.

Ricapitolando, due sono le eventualità: quella di voler rivedere chi abbiamo amato e ci ha lasciati facendoci soffrire da cani oppure quella di voler ricontattare chi avevamo lasciato e, dopo venti o trent’anni, ci siamo resi conto di aver commesso l’errore più madornale della nostra vita.
Ma in entrambi i casi mi chiedo: come possiamo immaginare la reazione dell’altro/a? Diamo per scontato che una rimpatriata sia comunque gradita, anche solo per fare una chiacchierata tra vecchi amici? Ma non eravamo stati davvero degli amici … E poi, perché mai dovrebbe interessarci una persona, di cui ignoriamo la vita che ha condotto per qualche decennio?

[fonte per la notizia: Il Corriere]

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