NINNA NANNA, NINNA OH, QUESTA BIMBA A CHI LA DO …

Incredibile: una giovane donna partorisce e tre giovani uomini, ben tre dico, si presentano in ospedale rivendicando la paternità e si azzuffano. I sanitari hanno dovuto chiamare i Carabinieri.

Il singolare episodio, degno di una trama da film, è accaduto all’ospedale Civico di Palermo. I tre sono stati zittiti solo quando la puerpera ha indicato il vero padre. Gli altri due “pretendenti”, dopo una fugace occhiata, hanno girato i tacchi.
Che dite, chiederanno il test del DNA? Per me sì.

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

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16 thoughts on “NINNA NANNA, NINNA OH, QUESTA BIMBA A CHI LA DO …

  1. Hanno girato i tacchi ma poi sono andati a festeggiare. Invece il padre del bambino ” cornuto e mazziato”, avrà tempo per meditare sulla sua fidanzata…. 🙂
    Ciao

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  2. Una mia zia usava dire,come insulto scherzoso:”Figlio di questo e quello”.Parlando seriamente:ci si deve fidare della “memoria” della madre o in questi casi è giusto fare il test del DNA? O è diritto della madre decidere quale padre sia preferibile per la propria figlia?

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  3. @ Raffaele

    Come minimo pretenderà il test del DNA e poi non so come andrà a finire.
    Certo, siamo lontani dall’epoca in cui un parente di mia madre, siciliano, rimasto vedovo trovò facilmente una quarantenne illibata … altri tempi, anche la Sicilia non è più quella di una volta. 🙂

    Ciao.

    @ lilipi

    Secondo me, una madre ha diritto di decidere ma poteva anche pensarci prima. Insomma, addirittura tre potenziali padri, non mi pare una persona tanto responsabile.

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  4. La signora deve aver visto “Buonasera signora Campbell” e ha voluto provare personalmente il brivido di tre padri per suo figlio. Concordo col commento di Raffaele. chiunque sia il vero padre, si goda il bambino e rifletta bene sulla serietà della signora.
    Io sapevo di una che aveva il dubbio su 4 padri per la sua bimba e aveva attribuito la paternità ad uno “ad occhio”. Nessuno dei 4 voleva saperne di lei e della bambina. Povera piccola.

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  5. Meno male che ora c’è il test del DNA, così uno può tenersi il figlio e mandare al diavoo la madre, sperando che il padre sia più affidabile di lei.

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  6. Eh, eh, eh.
    Cercate a immaginare il stupore dei genitori della madre. Di tutti quei parenti stretti della giovane madre Che stanno aspettando a vedere la loro bimba. La gioia.
    Ed entra un giovane. Chi è? Il padre. Ach… ok.
    Scambi di sorrisi. Stringere di mano. Baci. Etc, etc.
    Non passa un minuto, ed entra ancora un giovane. Lei sarebbe?
    – IL PADRE.
    – Ma come il padre? Che minc.. di padre? C’è n’è abbiamo già il padre qua. Guarda che te ne sei sbagliato forse. Ach no?
    Il nuovo nonno che guarda stupito la nuova nonna.
    – Tu ne sapevi qualcosa? Oh Dio, il mio onore….Io ti ammazzo. Tu e quella scimunita di tua figlia. Pottan…..
    La gente che s’intromette tra i due genitori. Altrimenti, il pugno alzato del nonno non prometteva molto. Si fa riferimento alla calma e allo chiarimento della situazione. Infine, piano piano…. sembra che le cose tendono a calmarsi.
    – Buongiorno.
    Al instante tutti si fermano. Si girano verso la persona che ha appena salutato.
    – Tu chi minc… sei?
    – Oi, bada come parli. Mica vuoi avere cattivi rapporti con il futuro genere ed il papa del tuo nipote, eh?
    …………………………………………………………………………………..
    Il megafono del ospedale si sente con una voce femminile e metallica.
    “Si richiede subito l’intervento di un infermiere alla sala di attesa del reparto travaglio. Ci sono due persone che sono svenute per un malore. Grazie”

    P.S. Chiedo scusa per le parolacce. Volevo soltanto dare una nota di originalità ai personaggi palermitani.

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  7. @ Luisa

    Non credo di aver mai visto il film “Buonasera signora Campbell” ma ho letto la trama ed effettivamente questa vicenda è molto simile.
    Ecco, certe volte i figli sono le vittime innocenti di questi “casini”.

    @Valentino

    Complimenti per la fantasia! Davvero divertente. 🙂

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  8. @ Valentino

    Sarò all’antica ma preferisco le coppie stabili dove il sospetto di tradimento si può solo insinuare ma dura quanto un battito d’ali. Io, comunque, preferirei non sapere e … non far sapere. 🙂

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