2 agosto 2012

BAMBINE IN VETRINA ANZICHÉ AL CENTRO ESTIVO

Posted in attualità, donne, figli, lavoro, pubblicità, televisione tagged , , , , , , , , , a 11:32 am di marisamoles

Che fare dei bimbi nel periodo estivo se i genitori lavorano e non hanno a chi affidarli? La cosa più semplice da fare sarebbe rivolgersi alle cooperative che gestiscono i centri estivi. Soluzione che piace ai genitori ma anche ai figli che hanno così occasione di rimanere a contatto con i coetanei senza aspettare la ripresa delle lezioni. Per di più giocando e divertendosi.

Ma una madre particolarmente creativa, d’accordo con altre madri “colleghe”, ha trovato un’altra soluzione, chiamiamola così: mettere le bambine, sue e delle altre madri consenzienti, nella vetrina del suo negozio. Le bimbe giocano davanti agli increduli passanti, a volte distese su dei soffici piumoni, altre su una spiaggia artificiale in costume da bagno. Addosso rigorosamente i capi di abbigliamento venduti dalla padrona del negozio, mamma di due di esse. Le altre, di età compresa tra i cinque e i sette anni, sono figlie di altri commercianti della zona.

Manuela Montemezzani, artefice di questa singolare iniziativa, si difende dagli attacchi di chi ritiene la trovata alquanto sconveniente, dicendo che il quartiere (siamo a Pavia) in cui ha aperto da poco la sua attività commerciale è morto e mettere le bimbe in vetrina avrebbe contribuito a dare una scossa. Non c’è che dire: missione compiuta. Se l’intento era quello di far parlare di sé c’è riuscita in pieno, visto che la notizia è apparsa sui giornali nazionali (QUI Il Corriere da cui è tratta anche la foto).

Ma che dicono i suoi concittadini? Sembra che gli unici ad aver sollevato obiezioni siano stati alcuni sindacalisti cui la signora ha risposto per le rime. Perplesso il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, che non condanna l’iniziativa anche se gli sembra una forzatura, una trovata non particolarmente azzeccata.

Persino l’aiuto parroco della chiesa vicina chiude un occhio: «Con i tempi che corrono, bisogna stare attenti. Ma se poi uno vuol vedere del male in una cosa così, allora guardiamoci attorno. Tra tv e pubblicità…».

Scusate ma io sono allibita. Non solo dal fatto in sé, deprecabile a mio avviso, ma anche dalle parole di un prete che ritiene peggiore la tv e la pubblicità dell’esporre in vetrina delle bambine come fossero merce. Evidentemente non sa distinguere tra finzione e realtà.

A me questa realtà non piace. Sulla tv posso anche discuterne ma è tutt’altro argomento.

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18 commenti »

  1. In vetrina…che noia sopratutto, poi che caldo, ci sarà l’aria condizionata?
    LA nonna che fà la maglia, molto “AMERICAN COUNTRY”
    Il GRANDE Fratello in mutande….
    Meglio una sfilata organizzata, con musica e passerella. Punti di vista.
    Sì inventano di tutte con la crisi.
    Potrebbe aprire un sito web per vendere…

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  2. Cle said,

    come se la realtà e la finzione fossero sempre e comunque separate da un vetro… poco importa se è il vetro di una vetrina (dietro la quale ci sono persone vere, e in questo caso bambini) o di un tubo catodico, del PC…
    Incredibile.
    Un conto è tenere i bambini nel negozio cercando di farli essere utili e perché no “imparare” qsa.
    Altro è usarli come manichini.
    Incredibile.
    Quasi pornografico.

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  3. marisamoles said,

    @ 3theperfectnumber

    “il grande fratello in mutande” … troppo forte!
    Certo, ci sono molti altri modi per farsi pubblicità. Io ho un’amica che ha un negozio d’abbigliamento: potrei sempre suggerirle di mettere il marito in vetrina. 🙂

    @ Cle

    Giusto. Tenerli in negozio a riordinare, per esempio. Io da piccola andavo dalla parrucchiera con mamma e mi divertivo un mondo a mettere a posto i bigodini, per colore, misura e tipologia. Chi l’avrebbe detto che qualche anno dopo avrei fatto davvero la parrucchiera, seppur per un mese solo? Ero in Inghilterra, a Reading. Ci sarei rimasta ma dovevo iniziare l’università. Oggi penso che sarebbe stato meglio rimanere là.

    Tornando alle bimbe in vetrina, qualcuno ha parlato di pedofilia. Io penso che piuttosto si tratti di un bel richiamo per i pedofili.
    Sconcertante.

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  4. Sinceramente trovo l’idea piuttosto simpatica… naturalmente con dei limiti. Non capisco piuttosto fino a che punto i bimbi non si stufano.
    Mezz’oretta ogni tanto potrebbe essere folcloristico. Di più dimostrerebbe la stupidità dei bimbi o… “non lo posso dire” dei genitori.

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  5. Luisa G. said,

    Io non ci vedo nulla di male. Avrei da ridire sull’uso del costume da bagno in città, ma solo perchè sono contraria alla troppa carne esposta sia che riguardi gli adulti oppure i bambini. Li tiene a portata di mano, gli farà fare merenda, se hanno bisogno, c’è…Non credo che li obblighi a stare solo ed esclusivamente in prossimità della vetrina anche per evitare colpi di calore. Giusto oggi ho visto che la panettiera ha steso un plaid sul pavimento per far giocare la sua bimba. Certo lei l’ha messo nel retro, ma ben visibile ai clienti e a lei per prima. Dà gioia vedere giocare i bambini. Ripeto non ci vedo malizia od oscenità. Il pedofilo si sentirebbe attratto dagli stessi bambini pure nel campo estivo perchè è un pervertito e basta. Certo il campo estivo per i bimbi è un’avventura, ma un costo,non sempre sostenibile, per i genitori.

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  6. lilipi said,

    Bene!Così si comincia da subito ad abituare le bambine ad essere in futuro “donne oggetto”!Davanti a queste azioni di genitori “naturali”, mi chiedo perché chi aspira ad adottare debba essere sottoposto a severissimi controlli.

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  7. marisamoles said,

    @ Quarchedundepegi

    Il tuo ragionamento non fa una piega!

    @ Luisa

    La cosa che disturba di più in questo caso è l’esposizione in vetrina. Va benissimo tenere i bambini all’interno del negozio, su una coperta per terra o in un angolo appositamente “attrezzato”, ma la vetrina è il luogo in cui si espone la merce in vendita. Metterci delle bambine a me sembra indecoroso.

    Certo che i pervertiti ci sono ovunque (anche nei campi scout, se è per questo ;( ), e sono anche d’accordo sul fatto che il campo estivo abbia dei costi ma credo ci siano altre soluzioni, come ad esempio trovare una baby sitter che tenga le bambine dividendosi i costi.

    Anche se d’estate io sono libera, quando i miei figli erano piccoli facevo delle rinunce per poterli mandare in un centro estivo, per essere libera io, almeno un paio di settimane per poter mettere a posto la casa (non certo per divertirmi!), e per farli stare assieme ad altri bambini.

    Volere è potere, dicono.

    @ lilipi

    In effetti me lo chiedo anch’io. Forse perché i bambini dati in adozione hanno alle spalle delle situazioni complesse e si vuole essere certi che capitino in buone mani.
    Ma la certezza assoluta non c’è mai, come in tutte le cose.

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  8. Grazie… e buona giornata!

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  9. mi sembra deplorevole questa forma di combinazione di due utilità.
    Quella apparente di non lasciar sole le figlie a quella subdola di creare un pò di attrazione per il negozio.
    Forse hanno preso spunto da quello che c’è stato non molto tempo fa qui in centro a Treviso:
    LA DANZA ENTRA IN VETRINA
    Coreografie nei negozi per rilanciare lo shopping in centro

    TREVISO – In vetrina non solo la scritta “saldi” e fogli bianchi per coprire, ma anche danza, talento e coreografie. Ad animare i negozi sempre più vuoti del centro storico e il debole avvio dei saldi ci hanno pensato i ballerini, protagonisti della 26esima edizione dello Stage Internazionale di Progetto Danza, in questi giorni alla Ghirada a Treviso, con “La danza in vetrina”.

    Vetrina della libreiria Marton

    I protagonisti delle performance, nel pomeriggio di venerdì, hanno dato vita a 13 coreografie in altrettanti negozi del centro storico. L’idea di riempire le vetrine che in questo periodo di saldi solitamente si svuotano, con la danza e promuovere lo shopping in tempo di saldi è venuta a Ornella Camillo e Anna Martinelli, ideatrici della competition. I ballerini in gara, tutti giovanissimi, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, hanno eseguito in ogni vetrina coreografie della durata di 4 minuti ideate ad hoc per il negozio assegnatagli. Un progetto curioso per attirare i cittadini e rilanciare il commercio, dando vita ai negozi del centro storico che a causa della crisi si stanno spegnendo.

    Ballerine in esibizione da Coin

    Coreografia vincitrice da Cappelletto

    Partendo dal negozio Berto’s, proseguendo con la vetrina danzante di Marton e Coin, per arrivare a Oviesse, passando per Benetton, le esibizioni partivano una dopo l’altra, in successione, per dare modo al pubblico di ammirare le vetrine animate e danzanti e spostarsi alla vetrina successiva seguendo il percorso tra le vie dellà città. A dare i voti alle esibizioni una giuria presieduta dal ballerino di Carl Portal. A vincere “Danza in vetrina” la coreografia di Valentina Benedetti, ideata per il negozio Cappelletto di Treviso, al secondo posto sono arrivate Alessandra e Stefania Lombardo con la coreografia nel negozio Gatti Mobili, al terzo, a pari merito, Chiara Vecchiato in vetrina da Kalù e Martina Serena per Pepite.

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  10. Ho incollato l’articolo, ma non sono uscite le foto

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  11. Alberto said,

    Credo sia Oscar Wilde che ha scritto: ” i bambini cominciano per amare i loro genitori, quando diventano adulti li giudicano, più tardi, qualche volta, li perdonano”.

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  12. Luisa G. said,

    Comunque l’idea non è nuovissima. In Poveri ma belli 2, Renato Salvatori con la moglie del film(non mi ricordo come si chiama) vivono praticamente dietro la vetrina, e si, la gente si ferma a guardarli.

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  13. lilipi said,

    Una cosa è che un adulto decida di mettersi in vetrina, e un’altra è che vi siano messi dei bambini dai genitori

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  14. marisamoles said,

    @ Sergio Baldin

    Posso solo dire che in quanto a bizzarrie il Veneto non lo batte nessuno! Ma voi siete gente simpatica e cordiale e io adoro i tuoi corregionali.
    A proposito, mi capita spesso di girare un po’ dalle tue parti e devo dire che Asolo è una cittadina deliziosa. E poi i bigoli mangiati a Bassano del Grappa più di una ventina d’anni fa…. chi se li scorda più!

    P.S. Per inserire le immagini nello spazio commenti bisogna fare tutta una trafila … io non mi ci avventuro. E poi per recuperarle dovrei avere i link agli articoli. Credo comunque che i testi siano più che eloquenti.

    @ Alberto

    Ma a te Pico della Mirandola fa un baffo! 🙂

    @ Luisa

    Non ricordo il film ma mi fido. 😉
    Comunque, come dice anche lilipi, se tutta la famiglia si mette in vetrina, può anche uscirne un quadretto divertente. Diverso è il caso dei bambini messi lì per pubblicizzare prodotti in vendita e per attirare clienti.

    @ lilipi

    Come già detto, sono d’accordo con te.

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  15. Trutzy said,

    Ciao, ma queste mamme pensano che le loro bimbe sono delle bambole?

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  16. marisamoles said,

    @ trutzy

    E che dire di questo?

    Ciao e a presto.

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  17. Luisa G. said,

    Bene, se un giorno ti dovesse capitare di vedere il film, ti ricorderai di me 🙂 . Era una simpatica commediola d’altri tempi 🙂

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  18. Trutzy said,

    Povere bambine!

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