AGOSTO, MOGLIE MIA NON TI CONOSCO


Come molti, credo, ero convinta che il detto popolare “Agosto, moglie mia non ti conosco” fosse riferito al fatto che, specie per buona parte del secolo scorso, le mogli se ne andavano in vacanza al mare da sole o con i bimbi, mentre i mariti rimanevano in città a lavorare. Naturalmente i consorti, lasciati da soli nella città semideserta, potevano sbizzarrirsi quanto volevano, in particolar modo se avevano delle vicine di casa decisamente attraenti come la splendida Marilyn Monroe.

Il film “Quando la moglie è in vacanza” è il primo ad essere spontaneamente associato al detto di cui mi sto occupando. Forse proprio grazie a questo film si è diffusa la convinzione che “non conoscere la moglie ad agosto” significhi ignorarne l’esistenza e cornificarla. Nessuno ha mai fatto un film sulle mogli in vacanza da sole che cornificano i mariti? Credo proprio di sì ma al momento non mi viene in mente nessun titolo.

Il modo di dire, però, in origine aveva tutt’altro significato. Già Esiodo, infatti, era convinto che agosto, subendo l’influenza della costellazione di Sirio (detta anche Canicula da cui deriva anche il noto termine ad indicare il caldo particolarmente insopportabile di questo mese), che sembrava favorisse i rapporti sessuali, era d’altra parte controindicato per i signori uomini che al tempo erano considerati un po’ fiacchi se morti di caldo.

Ci sono, tuttavia, altre spiegazioni. Ad esempio, il fatto che una gravidanza iniziata ad agosto avrebbe comportato la nascita del bambino in un periodo dell’anno, la primavera, in cui per lavorare i campi erano indispensabili le braccia delle donne forti e non gravate dal peso del pancione. Ne consegue che i maschietti fossero caldamente invitati a star lontani dalle mogli in questo periodo.

Poi si arriva alla spiegazione che tutti noi attribuiamo al detto. Però c’era il sospetto che la bella vita non fosse solo quella dei signori uomini in città ma anche quella delle mogli single in vacanza. Guarda caso, nel periodo che va dagli anni Venti ai Settanta, particolarmente interessato dal fenomeno vacanziero delle mogli solitarie, i treni che il venerdì sera ricongiungevano i mariti alle mogli nei luoghi di villeggiatura erano detti “treni dei cornuti“.

Sto pensando che sia stato un bene che mio padre fosse già patentato alla fine degli anni Cinquanta. Prima non era proprio possibile per lui mantenere mia mamma nel periodo delle vacanze fuori casa.

Battute a parte, ma ora è ancora concepibile che le moglie vadano in vacanza da sole lasciando i mariti a casa? Pare di no. Dagli anni Ottanta in poi le famiglie si sono riunite, anche perché, lavorando entrambi i coniugi, è stato privilegiato il periodo di ferie in comune, proprio per non fare le vacanze separati.
Problemi di corna? Non credo. Ora all’interno delle coppie c’è molta libertà. Di certo non è necessario aspettare le ferie per cornificarsi a vicenda.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

23 pensieri riguardo “AGOSTO, MOGLIE MIA NON TI CONOSCO

  1. Bellissimo post, mi viene in mente una canzone che sentivo da piccola quando in vacanza a Firenze,,credo di DOMENICO MODUGNO, “la moglie se ne và, il marito sta in città, il povero marito rimane incustodito” non ricordo tutta la canzone, se non erro un tormentone degl’anni fine 50, forse!

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  2. Sempre molto interessanti le tue spiegazioni di questi detti popolari! Un modo originale per inaugurare l’inizio del mese 🙂
    Comunque adesso il periodo di agosto è quello che più sconsiglierei per le ferie (a meno che uno non sia obbligato, certo). Da anni vado ormai in vacanza a fine giugno oppure all’inizio di settembre: meno gente, meno costo e meno caldo!

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  3. @ 3theperfectnumber

    Grande Modugno! Concordo.

    @ Scrutatrice

    Grazie!
    Sì, in agosto è tutto più caro, le spiagge sono affollate, casino sulle strade … la tua è certamente la scelta migliore. Purtroppo, in certi settori lavorativi le ferie sono obbligate perché le attività vengono sospese in agosto. Con buona pace delle mogli. 🙂

    ò Quarchedundepegi

    Vero, avevo dimenticato anche quel libro di Campanile. Ma è del 1930 … non ero ancora nata! 🙂

    Sì, sì, sono proprio una ragazzina. 😉

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  4. Non necessariamente scemi, a volte solo fiduciosi. E altre volte, credimi, lo fanno in maniera così fina, che non ci crederesti neanche davanti a una confessione!

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  5. @ Diemme

    Ma in vacanza assieme le scappatelle sono molto più difficili da praticare!

    @ Valentino

    Tranquillo e … occhi aperti comunque! 😉

    @ lilipi

    Non avrei mai pensato che questo post potesse far tornare alla mente canzoni così belle!

    Eccola:

    Grazie!

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  6. E’ proprio vero che non c’è quasi filmografia con mogli che, in vacanza o no, tradiscano i mariti !
    Ho voluto controllare… dunque, il principio è che alle mogli (a differenza dei mariti, ovviamente) la cosa è severamente vietata, salvo alcuni casi precisi :
    a) che il marito è morto. Ovvio mi direte ! Bé mica tanto.. « Alle volte ritornano », specie se è la moglie fedifraga che lo ha ammazzato ! cfr I Diabolici di Cluzot con Simone Signoret, Il Colonnello Chabert, F.Ardant, G.Depardieu.
    b) che devono vendicarsi, perché è il marito che ha cominciato per primo, (giusto no ?).
    c) che è tutta colpa del marito, perché :
    c1 era impotente, c2 ci provava gusto a vederli assieme, c3 le due cose allo stesso tempo, cfr Una gita di piacere, C. Chabrol, Lady Chatterley, P. Ferran 2006, Riflessi di un Occhio d’Oro, J.Houston.
    e) che, poverine, devono « sacrificarsi » per salvare il povero marito, cfr Angelica Marchesa degli Angeli (serie di secondo ordine ma la Florinda Bolkan era bravina…) e anche, Le Onde del Destino, di Lars Von Trier, tremendo ma da vedere : più lei ( E.Watson, bravissima) si fa massacrare, più lui guarisce!
    f) che sono d’accordo per cornificarsi a vicenda, cfr Happy Few, Cordier, Festival Venezia 67.
    g) che il tradimento è solo romantico e/o virtuale (qui il successo el film è assicurato !) , cfr, I Ponti di Madison, Klint Eastwood e Meryl Streep ( splendidi tutti e due ) , Eyes Wide Shut, T.Cruise e N.Kidsman, L’uomo che sussurrava ai cavalli, R.Redford.
    Bé, sono sicuro che ci sono altre fattispecie, e altri nomi di film.Forse qualcuno mi puo’ aiutare.
    Infine io ho trovato un solo caso di moglie che prende, cosi’ l’iniziativa, senza motivo apparente. , cfr L’Infedele di Ingmar Bergman. Risultato: crepano tutti, sucidati, annegati, ecc….ma vabbé so’ svedesi.
    Pare che invece che ci siano film di registi arabi emergenti dove è sempre la moglie che tradisce il marito.
    Se ci pensate bene é normale. Il marito arabo non tradisce la moglie : fa semplicemente quello che gli pare (mica male sta’ cultura araba…) quindi un film cosi’ per loro sarebbe di una noia pazzesca! Ovviamente, nel migliore dei casi (se proprio le va bene), la signora finisce lapidata sulla pubblica piazza.

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  7. @Alberto
    Scusami: Angelica era interpretata non dalla Bolkan ma da Michele Mercier. Quanto alle donne che tradiscono i mariti in estate,io ricordo una moglie(Sandra Milo) tentata nel film di Risi “L’ombrellone”,e un tradimento vero in “I bambini ci guardano” (1943,regia di De Sica)Ma anche in film più recenti ci sono tradimenti femminili che non finiscono male,come in “L’amante inglese”.

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  8. @ Alberto

    Grazie per la ricerca effettuata!
    Non ho visto tutti i film che segnali ma il mio preferito in assoluto è I ponti di Madison County. La Streep è strepitosa. Interpreta la parte in modo talmente delicato che non si riesce a condannarla. Tutti i suoi dubbi, le gioie e le sofferenze, i pensieri e le azioni (come quella di acquistare il vestito solo per lui) rendono la storia d’more clandestina una cosa meravigliosa. Ogni volta che rivedo il film spero quasi che cambi il finale. 😉

    @ lilipi

    Di fronte a tanta competenza mi vergogno quasi di aver dato l’esame di Storia del Cinema (con Farassino, non uno qualunque!) e di aver preso 28 (ma solo perché ho confessato che a me Antonioni non piace 😦 ).

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  9. Marisa.
    Da notare che « Io tra di noi » di Charles Aznavour ha come titolo dell’ originale francese : « Et moi dans un coin » (lett. : « Io, messo da parte ») che annuncia dunque più o meno l’opposto del titolo italiano.

    Ma poi la traduzione è quasi letterale.. . Da notare che Mina ne fece la versione « femminile » apparentemente con buon successo, cfr LINK
    Invertendo quindi i sessi, « ci siamo » di nuovo ? E’ più normale che sia « lui » il cattivone » e « lei » la vittima ? No forse semplicemente logico, visto che doveva essere cantata da Mina.

    Lilipi
    (hai uno pseudo carino) grazie per la puntualizzazione, avrei dovuto verificare…ma io non sono un esperto, semplicemente mi sono ricordato di un libro che avevo (Suonala ancora, Sam, Le più belle battute del grande cinema, Casalini e Rotta, Bompiani, 2001) alla fine con breve riassunto di trame di film.
    Per il resto, ricordi… la Bolkan me la ricordavo in un film «arabizzante» ricordo male.
    E, a proposito di « The bridges of Madison County », una citazione carica di nostalgia (lui) : « Mi è capitato di avere molti sogni in passato, nessuno si è realizzato, ma è stato bello averli » (ma nel libro questa non c’è).

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  10. @ Alberto

    Sì, hai ragione sul testo originale di “Et moi dans un coin”. Io ricordavo meglio la versione cantata da Mina: stupenda!

    A proposito di Mina, per ricordare la dolcissima Marilyn a cinquant’anni dalla scomparsa, ecco una canzone dedicata dalla cantante all’attrice americana. Non tra le più note, indubbiamente, e nemmeno tra le più belle. Ma il video è davvero meraviglioso.

    Bonne journée, à bientôt

    P.S. Il mio blog sta diventando internazionale! Tra Rita, inglese ma italiana d’adozione, e Alberto, italiano ma francese d’adozione! Ci fosse anche uno spagnolo tra voi … 😉

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  11. @Marisa
    non hai di che vergognarti: la mia “competenza”dipende dall’età.Anche a me Antonioni non piace.
    @Alberto
    grazie anche a te per la precisazione sul titolo della canzone e l’apprezzamento del mio “nome”

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  12. @ lilipi

    Ma è anche una questione di memoria e io non ne ho più molta. Specialmente per i film, a volte li rivedo ed è come se li vedessi per la prima volta, non ricordo nulla della trama. Sempre che non siano film speciali, indimenticabili, di quelli che lasciano il segno e non li scordi più Come “I ponti di Madison County”.

    Meno male che c’è qualcun altro che non apprezza Antonioni … Col senno di poi, considerato che sono passati trent’anni, all’esame di Storia del cinema tesserei le lodi di Antonioni. Ma quando si è giovani, inesperte e ingenue …. a volte penso, però, che il fatto di sentirmi giovane dipenda anche dal permanere in me di un filo di ingenuità …

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