LIBRI: “FOSSE ‘A MADONNA!” di LUCIANO DE CRESCENZO

Fosse ‘a Madonna (Mondadori, 2012) è l’ultima fatica letteraria dell’ingegnere-filosofo-scrittore-regista,, insomma di quella figura poliedrica che di nome fa Luciano e di cognome De Crescenzo. Chi mi segue sa che è uno dei miei preferiti e che ho letto quasi tutti i suoi libri. Ciò che mi ha sempre affascinata dello scrittore napoletano è il suo amore per i miti greci e per i personaggi omerici cui ha dedicato tanti libri. Fosse ‘a Madonna, anticipato da Tutti i santi me compreso, uscito lo scorso anno, segna una svolta nell’attività letteraria di De Crescenzo che, come già avvenne per altri titoli a carattere autobiografico in cui esprime al massimo il suo legame con la città natale, Napoli, lasciata molti anni fa, ma solo come luogo di residenza, per Roma (uno dei più noti è Così parlò Bellavista, che è anche il suo primo romanzo, oppure Sembra ieri o quello più propriamente autobiografico Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo, citato anche in Fosse ‘a Madonna), mette da parte le antiche leggende pagane per immergersi nel mondo reale, benché animato da santi e personaggi cristiani.

Si potrebbe pensare che i due ultimi titoli segnino il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, come atto di fede dell’autore, quasi una conversione da terza età. E invece no. De Crescenzo non si definisce credente ma “sperante”. Ecco come descrive la propria posizione nei confronti della fede:

[…] in generale io penso che sono presuntuosi quelli che dicono di avere fede o di non averne. Come si può affermare, senza alcun dubbio, di credere nell’esistenza di Dio, oppure di essere assolutamente certi che non esista? Io preferisco praticare il Dubbio Positivo. Positivo perché ho sostituito il verbo credere col verbo sperare. Io spero che Dio ci sia e ho paura che non ci sia. Dubitando, chiedendomi così spesso se Lui c’è veramente oppure se non c’è nulla, alla fine è come se stessi continuamente in sua compagnia. Più di chi crede fermamente nella sua esistenza e non ci pensa più. (pag. 90)

Ma perché oggetto della sua riflessione è proprio la Madonna, la madre di Gesù? Be’, l’occasione gliela offrono proprio la sua terra, la sua città e i suoi concittadini, con i loro modi di dire che spesso hanno come oggetto proprio i santi (San Gennaro, in primis) e tutti i personaggi della Sacra Famiglia (un’esclamazione tipicamente napoletana, quando si vuole esprimere in un certo senso apprensione o incredulità, è “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria”). Già, perché a Napoli dire “Fosse ‘a Madonna!” (con la dizione all’italiana, come sottolinea lo stesso De Crescenzo, anziché quella più comune in Campania, interessata dal rotacismo, Maronna) è come dire “Lo volesse il cielo!”. Ecco come ce lo spiega l’autore:

Quando un napoletano spera in qualcosa d’importante, ma di molto importante, dice sempre “Fosse ‘a Madonna!”, ovvero: “Lo volesse il cielo!”. Se poi le cose gli andranno davvero bene, il pensiero successivo non potrà che essere un “Lassa fa ‘a Madonna!”, ovvero un ringraziamento inviato direttamente alla madre di Gesù. (pag. 121)

Come si può descrivere questo libro? Non è un romanzo, non è nemmeno un saggio, è più che altro il risultato di una ricerca fatta dall’autore sulla madre di Gesù, partendo dalla tradizione evangelica, passando attraverso l’iconografia e approdando nel bel golfo di Napoli dove il nome di Maria si sente spesso intercalato nella parlata popolare. Ecco che De Crescenzo ci racconta quanto si apprende sulla vita di Maria dai vangeli apocrifi, essendo quelli canonici così scarni di notizie riguardo la Madonna, specie per quanto concerne il mistero della sua verginità. Poi ci accompagna alla scoperta, o riscoperta, naturalmente, delle immagini sacre con annessi miracoli più o meno noti, come ad esempio le Madonne che piangono o che appaiono. E grazie a De Crescenzo scopriamo, almeno io ne ero all’oscuro, che esiste anche una Madonna della ‘ndrangheta, oppure che l‘incantevole cittadina di Positano, che si affaccia su uno dei più bei golfi del meridione, quello di Amalfi, deve il suo nome proprio ad un’immagine “parlante” della Vergine che, trasportata su una nave, invitò i marinai ad approdare e a farla sbarcare su quelle incantevoli coste, con un’insistente invocazione: “Posa, posa”.

In conclusione, un libro che può sembrare insolito, specie se lo si considera scritto da un non credente (ma sperante!), caratterizzato, però, dallo stile ironico di sempre. Un misto tra ricerca storica e tradizioni popolari, arricchito dalla propria esperienza personale e dai ricordi d’infanzia che lo rendono certamente unico.

Confesso che non è tra i migliori testi di De Crescenzo, almeno tra quelli letti. Una lettura gradevole comunque, in grado di soddisfare anche qualche curiosità … ai credenti o ai non credenti, ma anche a quelli che, come De Crescenzo, possono definirsi speranti.

LE MIE (ALTRE) LETTURE

SULLE STRAGI DI CAPACI E VIA D’AMELIO UNA LETTURA DA EDUCATORE PER FORMARE I FALCONE E I BORSELLINO DI DOMANI

Sergio Fenizia, insegnante di scuola primaria e mio lettore, anche se recente “acquisto” fra i followers, mi ha segnalato un suo interessante intervento a proposito del ventennale della strage di Via D’Amelio, pubblicato su Palermotoday.it.

L’articolo è molto originale perché la riflessione dell’autore parte dal commento al romanzo Per legge superiore di Giorgio Fontana.
Fenizia spiega così il suo obiettivo:

A vent’anni dall’evento che commemoriamo oggi, vorrei proporne una lettura fatta con occhi da educatore, una tra le tante che insegnanti come me potrebbero proporre. Soprattutto quest’anno, in cui tante scolaresche d’Italia sono state coinvolte in manifestazioni gioiose (e doverose), c’è il rischio che, nel commemorare uomini e donne che hanno dato la vita per servire la società, si finisca col lasciare negli studenti solo il ricordo di una forte emozione. Ma i nostri studenti hanno anche bisogno di nutrimento per la propria intelligenza, di ragioni profonde per scegliere comportamenti giusti, anche quando non sono di moda.

Notevole, senza dubbio, la convinzione che l’educazione non debba ridursi a mera istruzione che Sergio considera, invece, un’attività più propriamente umana, i cui frutti apprezziamo nella vita ammirevole di tante persone più o meno note.
Da queste considerazioni nasce quello che può essere ritenuto l’obiettivo educativo (che non deve essere confuso con quello didattico) primario dell’istruzione: formare una coscienza critica negli allievi, partendo dalla scuola primaria, che li conduca ad essere cittadini consapevoli nei confronti della legalità. In questo senso, lo stesso ministero dell’Istruzione si sta muovendo da anni attraverso la promozione di attività didattiche nell’ambito della Cittadinanza e Costituzione per tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Come sottolinea Fenizia, ci sono realtà in cui, più che in altre, è necessario che la scuola si muova per conseguire l’obiettivo citato. Una di queste, in relazione alla lotta contro la mafia, è appunto quella palermitana:

In questa prospettiva si muovono le migliori scuole italiane, come quella, palermitana, che nella propria offerta formativa prevede che “I docenti […] si distingueranno per competenza scientifica e per rettitudine nel compimento dei propri doveri, curando di essere con il loro esempio e con il loro contegno maestri di vita oltre che di sapere”. Scuole come queste potranno darci i Falcone e i Borsellino di domani.

Per leggere l’articolo completo, cliccare sul link.
Una lettura che consiglio vivamente a tutti, ringraziando Sergio Fenizia per aver voluto condividere con me e i miei lettori la sua riflessione.

ARRIVA CIRCE … STIAMO FRESCHI!

Io sinceramente non capisco ‘sta mania di dar nomi agli anticicloni o altri fenomeni atmosferici (effettivamente non ci capisco nulla) che interessano la nostra penisola. Eravamo abituati a sentir parlare di uragani e tifoni che sferzano le coste dell’America, con nomi di donne. Quasi a mettere in chiaro che le donne normalmente portano guai …

Noi, invece, siamo più poetici e rimaniamo ancorati, anche meteorologicamente parlando, alla nostra tradizione classica, proveniente dal mondo greco (Minosse, Caronte …) o da quello latino (Scipione, Virgilio …). Non per niente siamo mediterranei.

Ora, dicono i meteorologi, dopo il caldo torrido, ormai smorzato da un’aria più fresca, specie di notte e specie al nord, sta arrivando un nuovo fenomeno atmosferico che ci riporta alla tradizione omerica: è il turno di Circe, un nucleo di aria fresca proveniente dalla Scandinavia, che porterà piogge, temporali e forti venti sul centro nord. Poi, all’inizio della prossima settimana, il clima sarà più fresco ma soleggiato al nord, più temporalesco al sud.

Ora, non vorrei scivolare nella trivialità ma, pensando a Circe, non mi viene in mente nulla di fresco, casomai mi fa pensare che … suderemo come maiali. 🙂

IN FARMACIA QUALSIASI CONSIGLIO NON È MAI UN CONSIGLIO QUALSIASI. A VOLTE PERÒ …

Ve lo ricordate lo slogan “In farmacia qualsiasi consiglio non è mai un consiglio qualsiasi”? È di qualche anno fa, anche se pare sia rimasto il motto identificativo dell’attività dei farmacisti. Basta cercare su Google e lo troverete nei siti di moltissime farmacie di tutta Italia. Un motto che gioca sull’ambivalenza semantica dell’aggettivo indefinito.

Effettivamente i farmacisti preparati sanno consigliare i clienti anche meglio degli stessi medici di base. Certo, i veri farmacisti, quelli che dispongono di un proprio laboratorio in cui eseguire le preparazioni galeniche di un tempo sono sempre più rari. Rimane il fatto che generalmente, specie se abbiamo una farmacia di riferimento, dei farmacisti ci fidiamo. A volte però …

Chi andrebbe mai a pensare che dietro la facciata di un farmacista preparato, persona per bene e affidabile, si nasconda uno che invece di curare i pazienti li porta sulla strada del vizio? Eppure un farmacista di Cervignano, cittadina della Bassa Friulana, aveva pensato bene di arrotondare le entrate con lo spaccio di cocaina. La cosa più assurda, secondo il mio parere, è che lo smercio al dettaglio della droga avveniva nei locali stessi della farmacia. Ad insospettire gli inquirenti, lo strano via vai di personaggi noti alle forze dell’ordine come assuntori di sostanze stupefacenti. Insomma, possibile che fossero afflitti tanto spesso dal mal di testa o dalla dissenteria?

A parte il fatto che da un farmacista cose del genere non te le aspetti, adesso io mi chiedo se può una persona di 42 anni, tale è l’età del dottore finito in carcere con l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti oltre che di vendita di farmaci in assenza della prevista ricetta medica, essere così sprovveduto da spacciare nel negozio? A me pare proprio un ingenuo.

[notizia dal Messaggero Veneto; immagine da questo sito]

SCHETTINO ATTACCATO DALLA “RETE” PER L’INTERVISTA A “QUINTA COLONNA”.

Stasera il comandante della nave da crociera Costa Concordia, naufragata a pochi passi dal porto dell’isola del Giglio, nell’arcipelago toscano, il 13 gennaio scorso, causando la morte di 32 persone, sarà intervistato in esclusiva all’interno della trasmissione di attualità “Quinta Colonna, su canale 5.

Già la scorsa settimana, durante la prima puntata, al comandante della Concordia, appena liberato dagli arresti domiciliari, era stata data la possibilità di diffondere un memoriale. Ora, però, l’annuncio della sua esclusiva a Mediaset ha provocato una sorta di insurrezione in rete (leggi QUA). Si parla, infatti, di un compenso di 50mila euro offerto all’ex comandante Schettino, notizia smentita dallo stesso Salvo Sottile, il conduttore della trasmissione. Addirittura pare che l’Ascom abbia chiesto la confisca preventiva della somma pattuita.

Ora, il mio parere sulla vicenda l’ho espresso più volte e non voglio ripetermi. Quel che mi preme è ricordare ai “signori della rete” che la nostra Costituzione recita: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” (comma 2, articolo 27). Anche se la responsabilità di Schettino su quanto accaduto è fuori da ogni ragionevole dubbio, non capisco l’accanimento dei media su una persona che, a quanto pare, non ha nemmeno diritto di difendersi e di dire la sua. E non si obietti, ora, che le indagini hanno appurato la sua incontrovertibile colpevolezza, perché, fino a prova contraria, non è ancora iniziato un processo (anzi, Schettino non è nemmeno stato rinviato a giudizio) e, comunque, i gradi di Giudizio in Italia sono tre e ci vorranno anni prima di poter definire Schettino davvero colpevole e, nel caso, in relazione a quali reati.

Che poi abbia o non abbia ricevuto un compenso per me è del tutto indifferente. Se i media hanno veicolato l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso non vedo con quale diritto abbiano il coraggio di obiettare in tal senso. Sono loro ad aver creato il “fenomeno Schettino”, fin dalla pubblicazione e divulgazione della famosa telefonata con il Comandante De Falco.

QUI potete leggere il testo dell’intervista … a proposito di esclusive! [dallo stesso sito è tratta l’immagine]

IL DECALOGO DEL TURISTA ECOLOGICO


Presentato ieri ad Ostia il Decalogo del turista perfetto. Il documento intitolato “Spiagge accoglienti e mare pulito per tutti e per chi verrà domani”, è stato redatto dalla Federazione italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente – con le associazioni animaliste chiliamacisegua, Enpa, Lav, Lega del cane, Leidaa, Oipa e le ambientaliste Fai, Lipu, Pronatura e Wwf. Si tratta di dieci consigli di buon senso, per ridurre al minimo l’impatto della nostra vacanza sugli ecosistemi costieri, tanto ricchi quanto delicati. Madrina dell’iniziativa è stata l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, fondatrice della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente e presidente di Leidaa. (vedi Il Giornale)

Io credo che al giorno d’oggi tutti siano perfettamente consapevoli dei danni che i nostri comportamenti ed il nostro stile di vita possono arrecare all’ambiente. La salvaguardia degli ecosistemi dev’essere una priorità assoluta ed è giusto che sin dalla più tenera età i bambini siano educati a rispettare l’ambiente in cui vivono. Ovviamente saranno i genitori a dare il buon esempio. Poi, con l’ingresso alla scuola primaria (ma forse già durante gli anni della scuola d’infanzia), dovrebbero essere sensibilizzati rispetto a questo problema. Uso il condizionale perché molte iniziative e campagne di sensibilizzazione sono portate avanti dal ministero dell’Istruzione, anche attraverso concorsi a premi, ma non è detto che in tutte le scuole si risponda all’appello.

Quello che non dovremmo mai dimenticare è che l’inquinamento ambientale è causato dalle nostre abitudini scorrette che stentano ad essere sradicate. Io, personalmente, uso l’automobile quando è strettamente necessario, perlopiù cammino – che fa pure bene alla linea! – o mi servo dei mezzi pubblici. Non sempre è un risparmio, beninteso, ma non dobbiamo essere influenzati in questo senso dalla pura logica economica. Diminuire il traffico nelle città è già un bel passo avanti. Ma non è tutto.

Da anni in quasi tutta Italia si pratica la raccolta differenziata. Prima ancora di diventare un obbligo, è stata a lungo incoraggiata dai singoli Comuni. Finché parliamo di carta, plastica e vetro va bene, ma vi siete mai trovati con una padella in mano, una vecchia padella che in gioventù aveva il suo bel rivestimento antiaderente di cui non è rimasta nemmeno l’ombra? Ecco. Con la padella in mano ci chiediamo dove riporla. Con l’alluminio, che poi va assieme al vetro? Nossignori. La si deve portare all’isola ecologica che qui sta in periferia. Non che sia lontano, intendiamoci, ma ci si deve andare in macchina, sprecare benzina, inquinare … insomma, che comportamento ecologico è?
Quello che poi onestamente non capisco è perché negli anni la tassa sull’immondizia è aumentata anziché diminuire …

Detto questo, vediamo un po’ quanto tempo impiegano alcuni oggetti d’uso comune che spesso e volentieri vengono abbandonati ovunque, d’estate soprattutto in spiaggia o sui sentieri montani, a degradarsi definitivamente.

Fazzolettino di carta: 3 mesi
Mozzicone di sigaretta: da 1 a 5 anni
Bucce di arancia o banana: oltre 2 anni
Gomma da masticare: 5 anni
Cannuccia: da 20 a 30 anni
Accendino di plastica: da 100 a 1.000 anni
Bottiglia di vetro: 1000 anni
Bottiglia di plastica: mai completamente.

Cioè, uno si beve una birra in bottiglia, perché il vetro è più ecologico ( 🙄 ), poi si fuma una sigaretta e, visto che l’accendino è scarico ed è di quelli usa e getta, lo butta per terra. Ha inquinato l’ambiente per 1000 anni.

A questo punto, pensiamoci prima di gettare a terra qualsiasi cosa. Soprattutto, non chiediamoci “che danno posso fare io da solo?” perché se tutti la pensano allo stesso modo, il “da solo” è in buona, si fa per dire, compagnia.

IL MIO BLOG È 100% AFFIDABILE!


Oggi sono proprio felice perché Trutzy mi ha premiata, ovvero ha premiato il mio blog che considera affidabile al 100%. Visto che il suo è Il blog della Felicità, non c’è ombra di dubbio che la sua felicità sia contagiosa!

Scherzi a parte, io ammiro molto il suo modo di affrontare le cose, sempre considerando che, se il bicchiere è mezzo pieno, non c’è motivo alcuno di vederlo mezzo vuoto. Poi Trutzy ha molti altri blog, il che dimostra la sua continua voglia di fare, quel non voler mai stare con le mani in mano ed il piacere di condividere con i lettori la sua gioia di vivere. Posso, quindi, dire che in lei c’è una grande passione, la stessa che ci metto io, o almeno ci provo, in tutte le cose che faccio.

Ma veniamo al premio. È un riconoscimento creato dal sito GliAffidabili e ha come scopo quello di far conoscere il lavoro dei molti blogger italiani che aggiornano con passione, dedizione e costanza il loro diario online, ma che non sempre sono noti al grande pubblico. Per arrivare all’obiettivo, lo strumento più semplice è una sorta di “catena”, per cui chi viene premiato a sua volta deve premiare altri cinque blogger, che abbiano meno di 200 followers, e così via. Lo so, non a tutti piace l’idea e poi ci sono altre iniziative simili. Io stessa ho ricevuto lo scorso anno il Gorgeous Blogger Award e sono stata segnalata per i 7 links. Ma è inutile nasconderlo: ogni volta che si viene “premiati”, al di là del valore intrinseco del premio, ci sentiamo gratificati per l’impegno profuso nel portare avanti un progetto in cui crediamo.

A questo punto è bene chiarire in che cosa si distingua un Blog Affidabile. Deve rispondere a cinque requisiti che sono:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità

Sull’ultimo punto, non c’è pericolo che il mio blog sia infarcito da troppa pubblicità. Non ho mai pensato a questa attività come ad una a scopo di lucro, benché con il numero di visitatori che ha ormai raggiunto il mio blog avrei potuto mettere da parte un gruzzoletto … ma non rientra nei miei progetti, anche perché se lo faccio per passione (punto 2) e se mi piace condividere le mie riflessioni con i lettori che mi seguono (punto 3) non è certamente un’attività lavorativa, quanto piuttosto un modo per regalare a me stessa – e spero anche agli altri – un po’ di relax. Quanto al fatto di essere un blog aggiornato regolarmente, ciò dipende molto dal tempo che ho a disposizione. Posso dire che durante l’anno scolastico non sempre riesco a pubblicare quotidianamente dei post, ma cerco di rifarmi quando sono in vacanza! Infine, spero che i contenuti dei miei articoli, seppur non sempre originali, possano essere considerati interessanti, come spunto di riflessione.

Ed eccomi giunta alla premiazione dei cinque blog che considero affidabili al 100%. Come dicevo, so che non tutti apprezzano questo genere di cose, questa specie di “catena di sant’Antonio”, e non ritengo debbano sentirsi obbligati a continuarla solo perché sono stato menzionati dai blogger amici. Mi auguro, però, che accolgano la nomination come un gesto di stima e affetto da parte mia.

Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina. Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio”.

1. Il mio amico frz40, uno dei più “vecchi”, non in quanto ad età anagrafica ma perché mi segue da qualche anno, praticamente dall’inizio. Il suo blog è davvero interessante perché lo scopo che si prefigge con i post che scrive è quello di “combattere” contro la violenza, la prevaricazione, la disinformazione e la faziosità, senza rinunciare a qualche sorriso che mai deve mancare per prendere la vita con più leggerezza. È un blogger affidabile perché ha tanti interessi e sempre il piacere di condividerli con i lettori.
2. La collega blogger e insegnante (recente amica con cui ho scoperto molte affinità) Ester. Il suo blog è davvero originale, a partire dal titolo: ESpress451, dove ES sta per le iniziali del suo nome, press rimanda alla stampa e quindi all’attività giornalistica che, blog a parte, pratica davvero, e nella fusione delle due sillabe ritroviamo il treno (Espresso) che rappresenta la metafora stessa del viaggio cui siamo chiamati ogniqualvolta esploriamo le sue pagine. Il suo blog è affidabile perché sempre aggiornato, vario e molto interessante nei contenuti, ma soprattutto originale perché quello che caratterizza la scrittura di Ester è la poesia con cui affronta qualsiasi argomento, anche quello apparentemente più banale ma che banale non è nel momento in cui esce dalla sua tastiera (sarebbe più romantico dire “penna” ma ormai …)
3. Veronica è una giovanissima e fedele amica da 100 e lode (immaginate perché!). In quest’ultimo periodo è sta silenziosa perché al piacere di scrivere ha preferito (è stata costretta a preferire!) il dovere. Ma ne è valsa la pena. È già tornata in attività con quella inconfondibile voglia di condividere con i suoi affezionati lettori le sue passioni (lettura e cinema in primis), in uno stile sempre impeccabile, dote rara nei giovani della sua età. Non solo il suo blog è al 100% affidabile, ma è sempre una piacevolissima lettura e un modo per entrare nella mente di una ragazza appena diciannovenne che ha sempre molte cose da raccontare trasmettendo la sua gioia di vivere, nonostante i momenti di disorientamento che a quell’età non mancano mai. Se consideriamo che il suo blog si intitola Scrutatrice di Universi, allora è chiaro che anche noi, grazie a lei, diventiamo scrutatori più attenti.
4. Ombreflessuose, ovvero Mistral, è una nuova amica dal talento poetico a dir poco originale. Anche quando lascia i suoi commenti nei blog amici, lei arriva delicata, come un petalo di rosa, sussurra piano la gioia o la malinconia rappresentando il suo mondo come un alito di vento. Nella presentazione ho cercato di adeguarmi ma è più che evidente che il mio talento poetico scarseggia alquanto confronto al suo. Consiglio il blog di Mistral perché quando vi ci si approda, è bello naufragare in cotanto mare. E lasciarsi cullare dolcemente dalla sua grazia.
5. Last but not least, la mia amica Diemme. Ciò che la caratterizza, oltre ai begli articoli che pubblica, molto profondi e su temi alquanto impegnativi, il che fa di lei una donna quasi ardita, è l’accoglienza che riserva ai suoi lettori, nuovi o vecchi che siano, e la disponibilità a discutere con loro, senza mai alzare i toni ma con un piglio sicuro che scoraggia ben presto qualche “invasore” che ogni tanto capita a stuzzicare. Lei è Donna e Madre coraggiosa, le sue pagine di diario non sono sempre infarcite di sentimentalismo mammesco di chi vede nei “frutti del proprio orto” solo belle virtù; Diemme sa essere una madre obiettiva che non rinuncia, pur tuttavia, a lasciarsi commuovere dalla sua cucciolotta.

Qui finisce il mio compito.

Grazie ancora a Trutzy e, per completare l’opera, invito i lettori a visitare anche gli altri blogger, che non ho potuto nominare, menzionati nell’elenco “Mi piacciono” sulla barra laterale del blog.