4 giugno 2012

MINISTRO SEVERINO: “UTILIZZARE DETENUTI PER LAVORI RICOSTRUZIONE EMILIA”

Posted in attualità, politica tagged , , , , a 2:10 pm di marisamoles

Finalmente un’idea brillante! Proviene dal ministro della Giustizia Paola Severino e riguarda la possibilità di utilizzare i detenuti, quelli non pericolosi, per la ricostruzione nelle zone colpite dal recente sisma.

«Vorrei lanciare un’idea – dice il ministro – quella di rendere utile la popolazione carceraria, quella non pericolosa, per i lavori di ripresa del territorio». E ancora: «Momenti come questi potrebbero vedere anche parte della popolazione dei detenuti tra i protagonisti di un’esemplare ripresa». (fonte: Il Corriere)

Sono d’accordo con lei. In fondo, il mantenimento dei detenuti nelle carceri grava sulla collettività. Credo sia un buon modo per rendersi utili e per pagarsi vitto e alloggio. Se poi fosse prevista una piccola gratifica per il lavoro svolto, ancora meglio.

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17 commenti »

  1. Finalmente una idea brillante, vedremo!
    ci saranno i pro anche i contro..come sempre!

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  2. Valentino said,

    Idea brillante. Nel sistema comunista si usava molto questo metodo. I carcerati (non pericolosi) avevano la possibilità di lavorare. Nessun obbligo. Ma chi lo faceva aveva un piccolo contributo in denaro e quel giorno di lavoro…. valeva due di detenzione. Cosi, capitava della gente che uscendo dalla carcera aveva anche una piccola somma in tasca. Per campare.

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  3. lilipi said,

    Sono d’accordo: non c’è nulla che rieduca meglio del lavoro,specie per una buona causa.Penso che, detraendo spese di vitto e varie,andrebbe corrisposta una retribuzione,magari da inviare alle famiglie.

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  4. Alberto Nani said,

    Non vorrei fare il guastafeste, ma credo che, al tempo della grande alluvione di (tra l’altro) Firenze, una proposta del genere suscito’ il “niet”‘ immediato – anche se non evidentemente molto pubbicizzato – dei sindacati delle categorie competenti, timorose di perdere il lavoro, gli appalti, gli affari….
    Forse il ministro della giustizia era allora troppo giovane per ricordare, forse i tempi sono cambiati. Staremo a vedere…

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  5. Cle said,

    Così forse la pena tenderà davvero alla rieducazione. Non solo per il fatto che i detenuti vivono a spese dello stato, ma soprattutto perché magari in questo modo possono riabilitarsi agli occhi della comunità e sperare di trovare un lavoro una volta fuori. Un lavoro che magari hanno imparato a fare nel periodo di detenzione.
    Quanto agli appalti ecc… Questa gente dovrebbe lavorare al fianco e come risorse in più delle imprese coinvolte, a mio modesto parere.

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  6. Luisa G. said,

    La ministra ci tiene tanto a far lavorare i carcerati. Questa è la terza proposta di questo tipo che sento. Vorrebbe far lavorare i detenuti di Pianosa per la tutela dell’ambiente, vorrebbe far tornare i detenuti all’Asinara benchè sia ormai un parco. In linea di massima non penso sia una cattiva idea. M’infastidisce pensare di dover spesare delle persone e che questi non si rendano utili in alcun modo. E poi è vero quanto leggevo sopra, il carcere dovrebbe rieducare. Certo ci sono reati e reati, ma per quelli lievi si potrebbe pure tentare. Ci sono carceri modello dove i detenuti imparano anche un mestiere che potrebbero esercitare a pena scontata.
    Ciao Marisa 🙂

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  7. marisamoles said,

    @ 3theperfectnumber

    A quanto pare non si sono sentiti commenti a questa proposta. Tutto tace. Silenzio assenso?

    @ Valentino

    Nelle carceri italiane ci sono già delle attività retribuite per i detenuti. Ed è giusto che sia così anche per poter affrontare il mondo “di fuori” quando escono. Questa proposta è, invece, una vera novità.

    @ lilipi

    Certo. Non bisogna vedere la carcerazione come una punizione ma come un’opportunità per crescere e meditare sugli errori fatti.

    @ Alberto

    Temo anch’io che possano sorgere dei problemi. Non ricordo la questione sollevata in occasione dell’alluvione perché ero piccina. Ma il ministro Severino doveva essere già una ragazza. A meno che non porti male i suoi anni. 🙂

    @ Cle

    Anch’io credo che, nel caso in cui la proposta venga accolta, si tratti di affiancare le imprese. D’altra parte non penso che l’intento sia di portare via il lavoro a qualcuno quanto piuttosto di disporre di una manodopera a costo contenuto e, nello stesso tempo, di permettere ai carcerati di fare qualcosa di buono per la società, in particolare per chi soffre.

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  8. Diemme said,

    Idea eccellente, anche perché il carcere dovrebbe avere un fine rieducativo e di recupero, e credo che un lavoro di questo genere farebbe capire a chiunque che significa stare al mondo.

    L’iniziativa darebbe ai detenuti non solo una possibilità di guadagnare qualcosa e al contempo riabilitarsi agli occhi della società, ma proprio l’opportunità di crescere e maturare.

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  9. marisamoles said,

    @ mon

    Ho letto l’articolo, non condivido, in genere, le opinioni di Travaglia (qualche sua osservazione, tuttavia, mi trova d’accordo, e anche quel sito mi lascia un po’ perplessa … diciamo molto perplessa. Tuttavia, siamo in democrazia quindi lasciamo spazio a tutte le opinioni. Certo, piuttosto che buttare là un link, avresti potuto intervenire attivamente nella discussione. Pazienza, sarà per la prossima volta.

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  10. marisamoles said,

    @ Luisa

    Non sapevo che la Severino ha la fissa di dar lavoro ai carcerati. Peccato che nessuno l’ascolti.
    L’idea è buona, ci sono delle difficoltà ma sono superabili, a parer mio, con un po’ di buona volontà. E poi credo sia doveroso responsabilizzare e dar fiducia a chi ha sbagliato.
    A presto. Un abbraccio.

    @ Diemme

    Sì, l’idea è buona però, si trova sempre un modo per farla passare per una fesseria (leggi l’articolo di Travaglio).

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  11. lilipi said,

    A me Travaglio non piace,e non tanto per quello che dice ma per “come”lo dice. Sembra essere il depositario di verità assolute e non si limita a dissentire ma è sempre insultante. Personalmente ho sempre diffidato di persone del genere, che spesso si rivelano peggiori di quelle che criticano. Mi piacerebbe sentire da Travaglio,almeno in qualche campo, una proposta concretamente costruttiva, ma penso che non sia capace di farne

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  12. marisamoles said,

    @ lilipi

    Concordo al 100%. Quell’aria di supponenza non la sopporto. Leggendo l’articolo devo dire onestamente che in qualcosa sono d’accordo con lui (la difficoltà di sorvegliare gli eventuali detenuti, ad esempio, o il timore di provocare reazioni da parte dei disoccupati, oppure ancora la difficoltà di trovare, nelle carceri, gente davvero competente in materia) ma il modo in cui si pone è davvero antipatico.

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  13. Ciao Marisa, non condivido la proposta della Severino (solo perché le
    carceri stanno scoppiando) Considerato che ci sono tante persone (giovani) a spasso prendessero queste, che a volte non hanno neanche di che mangiare (i detenuti, mangiano eccome)
    Buon weekend
    Mistral

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  14. marisamoles said,

    Cara Mistral,

    le tue osservazioni sono condivisibili e credo riassumano l’obiezione principale a questa proposta del ministro Severino.
    E’ vero, ci sono molti giovani senza lavoro, che non hanno da mangiare mentre i carcerati hanno vitto e alloggio pagati. Ma credo che il ministro si riferisse ad una sorta di “volontariato obbligatorio” (sembra un ossimoro ma se ci pensi non lo è), un “lavoro” ( lo virgoletto per pudore) con una piccola gratifica ma con un grande significato per i diretti interessati: quello di rendersi utili a chi soffre. Non credo invece che i giovani, quelli che cercano un lavoro, si accontenterebbero. Se il lavori di fatica, almeno qui, sono quasi totale appannaggio degli stranieri è perché i nostri baldi giovani italiani non si abbassano a tanto. Figurati se lo farebbero per puro spirito di solidarietà e quasi senza essere pagati. Ovviamente non sto parlando dei tanti che si prodigano facendo volontariato, a volte proprio in attesa di un lavoro, giusto per non sentirsi una nullità.

    Il week-end è passato, ormai. Ti auguro una buona settimana.
    Un abbraccio.

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  15. claudio said,

    Utile e rieducativo in senso stretto.

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  16. marisamoles said,

    @ Claudio

    Peccato che il discorso sia morto là.

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