15 maggio 2012

PRESTO NELLE SALE “BENVENUTI A BORDO”, FILM GIRATO CON LA CONSULENZA DI SCHETTINO

Posted in film tagged , , , , , , , , , a 12:06 am di marisamoles

Prossima uscita nelle sale cinematografiche del film, prodotto in Francia, girato sull’ammiraglia della Costa Crociere, l’Atlantica, allora comandata da Francesco Schettino. La pellicola, che vede tra i protagonisti la nostra Luisa Ranieri con addosso la divisa di comandante della nave, è stata campione di incassi in Francia: un milione e mezzo di euro.

L’uscita del film in Italia, già programmata per febbraio, è stata rimandata dopo la tragedia in cui è incorsa la Costa Concordia, comandata da Schettino. Il comandante della nave che si è schiantata sugli scogli al largo dell’isola del Giglio, causando la morte di trentadue persone, è stato addirittura il consulente durante la realizzazione del film “Benvenuti a bordo” girato da Eric Lavaine.

Patrice Régnier, il direttore marketing per la Francia di Costa Crociere, presente durante le riprese effettuate sulla nave Atlantica (nel 2010, quando fu girata la pellicola, faceva base a Copenaghen e veniva utilizzata per crociere nel Baltico e lungo i fiordi), descrive il comandante Schettino come un uomo efficiente e scrupoloso, sempre preoccupato per la sicurezza di tutti.

«Per un film le squadre di ripresa hanno sempre richieste particolari da fare. Sistematicamente Francesco Schettino si rivolgeva ai suoi tecnici per chiedere suggerimenti», dichiara Régnier. E continua: «L’equipe di Lavaine ha domandato di poter variare il percorso originale della nave per beneficiare di una luce migliore per il film. Schettino si è rifiutato perché era troppo pericoloso. Quando ho saputo quello che è successo non ci volevo credere, sono letteralmente distrutto».

Leggendo la notizia mi sono soffermata a riflettere sul titolo e mi sono chiesta: se il consulente fosse stato Gregorio De falco, il titolo del film sarebbe stato “Benvenuti a bordo, ca**o!” ❓

[fonte: Il Corriere]

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18 commenti »

  1. Andremo a vederlo.

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  2. marisamoles said,

    Tu sì? Io, non credo …

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  3. Dato che la vita è fatta anche di ricordi, mi farà “ricordare” la nostra prima crociera che fu proprio sulla Costa Atlantica. Salimmo a bordo molto titubanti e ne uscimmo molto soddisfatti.

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  4. Che tristezza… non sanno più che pesci prendere per difendere
    l’indifendibile
    Un abbraccio
    Mistral

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  5. Diemme said,

    Un uomo efficiente… sarà, può essere che il problema pure per lui sia stato che “il momento del fesso passa per tutti”, ma mi pare difficile crederlo: l’effetto che ha fatto un po’ a tutti è stato quello di un superficiale piacione, che per faciloneria ha causato la morte di 32 persone, e questo è davvero sconvolgente.

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  6. icittadiniprimaditutto said,

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  7. marisamoles said,

    @ quarchedundepegi

    I ricordi sono importanti. Se un film li può risvegliare, ecco un buon motivo per andarlo a vedere.
    Io non ho mai fatto un crociera in vita mia, quindi non ho un buon motivo. 🙂

    @ Mistral

    Magari allora Schettino può aver fatto una buona impressione. Non credo che le parole del direttore marketing di Costa volessero “assolverlo” per il disastro della Concordia. Personalmente io non avrei nemmeno fatto uscire quel film in Italia.

    @ Diemme

    E’ anche vero che talvolta l’apparenza inganna …

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  8. Alberto said,

    E se fosse innocente , c…..!!!

    Signori della Corte: il “Costa Concordia” non è affondato. Perché volete affondare il suo Comandante?

    E’ accusato di imperizia e incoscienza? Ma l’armatore Costa esigeva le “accostate” spettacolari per divertire i turisti a bordo, si sa che erano frequenti. Lui poteva evitare di obbedire?

    Non avrebbe consultato attentamente le carte nautiche. Ma chi assicura che esse siano precise al metro lineare?

    Avrebbe avvisato troppo tardi l’armatore (suo superiore diretto) ? E’ oramai certo il contrario: ha chiesto istruzioni, aiuto, non ha avuto risposta.

    Dato troppo tardi l’ordine di ” abbandono nave” ai passeggeri? Ma lo ha fatto per evitare il panico: immaginate tremila persone precipitarsi sulle scialuppe, col “Concordia” ancora in alto mare?

    Dubbi su come la nave sia stata “spiaggiata” per evitare l’affondamento? La manovra, da lui diretta, era giusta e logica, è oramai accertato che sono le pompe di allagamento, non funzionanti, che hanno causato l’inclinamento della nave.

    Pettegolezzi su chi era presente in plancia? Di nuovo si dimentica la necessità delle “public relations” per alimentare il “mito della crociera” a fini pubblicitari ( non c’è un film che sta per uscire anche in Italia?).

    E infine, infine, l’accusa di aver abbandonato la nave! Ma il comandante non abbandona la nave finche è in pericolo! Quale pericolo sussisteva oramai che il battello era “a secco” e quasi tutti i quattromila passeggeri erano scesi in modo relativamente ordinato e senza panico (nessuno è riuscito a dimostrare il contrario) a terra?

    Accusa di omicidio colposo e non assistenza? Chi puo’ provare che la presenza del comandate a bordo avrebbe evitato la morte delle 25 vittime, probabilmente già morte a causa dell’inclinamento della nave?
    La sorpresa di Schettino, quando De Falco lo informa della presenza di vittime a bordo, dimostra null’altro che la sua buona fede nel credere che tutto si sia svolto senza incidenti.

    Se si vuol accusare il Comandante Schettino di qualcosa è di ingenuità! Ingenuo nell’ignorare che la mediatizzazione dell’ abbandono della nave da parte del Comandante, avrebbe causato il suo linciaggio mediatico. Ingenuo nel non comprendere il significato dell’ “energico” richiamo di De Falco (torna a bordo, altrimenti ti farai massacrare !).
    Schettino, se fosse come qualcuno lo ha dipinto, avrebbe certo approfittato dell’occasione per restare da solo e ultimo sulla nave, che (lui sapeva benissimo) non correva più alcun pericolo, berretto di comandante in testa, per farsi riprendere da tutti i media quale “eroico” comandante!. Non l’averlo fatto dimostra unicamente la sua modestia e buona fede. E l’ingenuità non è un delitto contemplato dal Codice Penale.

    E allora, Signori della Corte, assolviamo Schettino, c….. !!

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  9. Ho letto “sorridendo” quello che ha scritto Alberto. Bisogna sempre lodare chi riesce a metterci di buon umore!

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  10. marisamoles said,

    @ Alberto

    Le responsabilità ci sono, è inutile negarlo.
    Prima di tutto il fatto che la nave, così vicino alla costa del Giglio, procedeva a velocità troppo elevata.
    In secondo luogo, è quasi impossibile ignorare la presenza delle Scole (io sono stata al Giglio come turista e le conoscevo). Che poi il buio e l’euforia del momento (c’era del pubblico in plancia, o no?) abbiano fatto il resto è probabile. Ma mi sembra ingenuo affermare che quegli scogli non c’erano sulle carte (cosa che è effettivamente vera … quindi, in teoria la Costa ha almeno la responsabilità di avergli fornito delle carte inadeguate).
    Infine, è vero che quando lui si è allontanato dalla nave aveva fatto tutto il possibile per avviare l’evacuazione, giustamente avvicinandosi più che poteva all’isola. Ma è anche vero che dire: “Sono scivolato dentro la scialuppa” è di un’ingenuità disarmante. E come commentare il fatto che, mentre ancora non era completata l’evacuazione, lui si era già cambiato d’abito, aveva il pc con sé, nonché il cellulare con cui aveva già prenotato una camera in albergo?

    Insomma, io fin dall’inizio non ho condannato Schettino. Sono contraria ai sommari processi mediatici e preferisco aspettare la fine delle indagini, l’eventuale rinvio a giudizio, il processo, in tutti i gradi possibili, e la sentenza ultima che solo la Legge potrà emettere. Però diciamo che Schettino ha delle responsabilità precise, seppur con le attenuanti del caso.

    P.S. Io ho scritto il post praticamente perché non ho resistito alla tentazione di riportare la battuta finale su De Falco. Possibile che nessuno abbia fatto un sorriso? Insomma, non sarò la Littizzetto ma almeno un piccolo smile qualcuno me lo poteva fare. E che diamine! 🙂

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  11. Per ottenere un sorriso sincero non dovevi mettere due asterischi al posto della zeta!

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  12. marisamoles said,

    Questo è anche vero … 🙂

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  13. Sto sorridendo!
    Orsù dunque vivaddio… Marisa non prendertela.
    Un salutone.

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  14. marisamoles said,

    No che non me la prendo!

    Contraccambio il salutone. A presto.

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  15. Alberto said,

    Bé era chiaro no? Che il mio intervento equivaleva a sorridere un po’ assieme a Marisa.
    Anche se pero’…Tanto per fare un esempio (vi sarà forse sfuggito in Italia) ma l’ ex presidente del FMI Dominque Strauss-Kahn esige una riparazione pari ad un milione di dollari, per danni causati da diffamazione, false dichiarazioni, iniziative abusive, contro la sua persona, da parte della cameriera del Sofitel di New York, da lui ” un po’ maltrattata sessualmente” (mio eufemismo).
    E se vincesse lui? La Giustizia è stata spesso raffigurata con gli occhi bendati…
    Comunque, in democrazia, anche il peggiore “serial killer” ha diritto ad una difesa, no?

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  16. Continuo a sorridere.
    In democrazia, tanto un Dominque Strauss-Kahn quanto un serial killer hanno bisogno di un buon psichiatra.
    Dominque Strauss-Kahn perché ha dimenticato di “collegare” il cervello, il serial killer perché l’ha collegato troppo.
    Dominque Strauss-Kahn potrebbe farsi pagare dalle televisioni di tutto il mondo. Grazie a lui hanno aumentato gli indici di ascolto!

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  17. Alberto said,

    Bé io sorrido un po’ meno, perché bisogna fare attenzione a menzionare lo psichiatra. Puo’ equivalere a dire che il colpevole è irresponsabile e quindi non punibile.
    Oppure si’ ?
    Dilemma che occupa soprattutto le società democratiche (le altre i «serial killers » gli stupratori, ecc. li mettono « al muro » senza tanti complimenti). Le prime, le democratiche, distinguono tra « il danno » materiale causato e l « offesa » all’ordine pubblico.
    Lo squilibrato giudicato irresponsabile puo’ non essere punito perché non in grado di comprendere il danno causato, ma resta punibile per l’« offesa ».
    E’ questa per esempio la ragione per cui negli USA si condanna a morte più facilmente un tizio che ha sparato ad un poliziotto, piuttosto che un « serial killer » : che sia uno « squilibrato » o no, non interessa molto, quello che interessa è, che con la sua azione, abbia attentato all’ « Ordine » dello Stato.
    Nella “vecchia Europa” puo’ accadere il contrario…

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  18. marisamoles said,

    @ Alberto

    Effettivamente i “pazzi” restano impuniti, anche perché il manicomio criminale non penso sia così frequentato.

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