TRIESTE: NON LE RINNOVANO LA PATENTE E LEI SI INFURIA. “NON SONO RINCO*****”. PAROLA DI MARGHERITA HACK

L’astrofisica Margherita Hack, quasi novantenne, si è indignata perché il medico preposto al rinnovo delle patenti di guida si è rifiutato di visitarla, invitandola a rivolgersi alla Commissione Medica. “Loro hanno la possibilità di rinnovare la patente anche solo per sei mesi – ha spiegato il dottor Giuseppe Caragliu – mentre io sarei costretto a rinnovargliela per due anni.”. Una questione deontologica, un eccesso di zelo oppure uno scrupolo di coscienza? “Non mi potrei perdonare di aver in qualche modo causato indirettamente un incidente. Se ci tiene alla patente ci sono tanti medici in giro abilitati”. Ma il suo rifiuto ha suscitato non poche polemiche e non solo da parte della professoressa Hack.

L’astrofisica, in un articolo uscito sul quotidiano giuliano Il Piccolo, ha spiegato le sue ragioni: “Quel medico non mi vuol fare la visita per la patente perché ho più di 80 anni. Non sono vecchia. Posseggo una Fiat Panda e vado dappertutto. È dal ’52 che guido la macchina e, se devo dirlo, non ho mai provocato o fatto incidenti gravi. Il suo comportamento è anticostituzionale”, così al giornalista. Molto meno soft il tono usato con il dottor Caragliu al telefono: “Non sono né vecchia né rincoglionita. Come può permettersi di dire una cosa del genere? Lei mi deve visitare”.

Appoggia la posizione della Hack il presidente dell’Aci Giorgio Cappel: «È come se un medico si fosse rifiutato di curare i malati con l’influenza per una propria scelta puntando a quelli affetti da un’altra patologia. La professoressa Hack ha ragione. Deve essere visitata, ne ha il diritto sacrosanto».

Secondo me, invece, quel medico ha tutto il diritto di rifiutarsi. Anzi, come spiega lui stesso, avrebbe potuto visitare la professoressa per poi mandarla comunque in Commissione medica, fatto per nulla straordinario. La prassi vuole che chi ha superato gli ottant’anni sia dichiarato idoneo alla guida da una commissione e non dal singolo medico che generalmente rilascia i certificati per il rinnovo della patente.
In fondo, il dottor Caragliu è stato onesto perché avrebbe potuto intascare l’onorario comunque e non l’ha fatto.

Io credo che ad una certa età la patente vada riposta nel cassetto. Certamente la signora Hack non sarà rinco, come si è affrettata a precisare, ma è un dato di fatto che le persone anziane, specie se ultraottantenni, abbiano spesso dei problemi alla vista, riflessi più lenti, sono più duri d’orecchio e si distraggono più facilmente. Senza contare che spesso guidano ad una velocità pericolosa, nel senso che vanno troppo piano, e provocano ingorghi eseguendo in modo lento e impacciato le manovre di parcheggio.
Anche se è vero che provocano meno incidenti dei giovani che spesso hanno macchine più potenti e non sempre si mettono al volante in condizioni ottimali per quanto riguarda l’assunzione di alcool e droghe.

Il fatto che la Hack sia l’astrofisica più famosa d’Italia e il suo cervello funzioni bene non deve, a mio parere, aprirle una corsia preferenziale per il rinnovo della patente di guida. Visto che ha quasi novant’anni direi che è stata particolarmente fortunata se non ha mai dovuto presentarsi di fronte ad una Commissione medica. L’ha fatto mio papà, a Trieste per giunta, che di anni ne ha solo 80. Perché non dovrebbe farlo la signora Hack?

[foto ANSA da Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST

Devo chiedere scusa alla professoressa Hack perché mi sono documentata (cosa che non ho fatto prima perché ero di corsa, d’altra parte nemmeno i giornalisti che hanno parlato di questa vicenda hanno fatto riferimento alla nuova normativa) e ho scoperto che, grazie al Decreto Semplificazioni, per rinnovare la patente a chi ha superato gli ottant’anni non è più necessaria la Commissione medica.
Alla luce di questa recentissima normativa, in teoria il medico interpellato da Margherita Hack avrebbe dovuto almeno sottoporla a regolare visita. Nel caso in cui avesse riscontrato dei deficit tali da mettere in dubbio le capacità di guidare della professoressa, sarebbe stato comunque libero di mandarla in Commissione medica.

In un articolo del Corriere si leggono le motivazioni che hanno spinto a cambiare la normativa:

«L’uso dell’auto favorisce la partecipazione dell’anziano alla vita sociale, per questo mantenerlo “in pista” contribuisce al suo benessere — afferma Carlo Vergani, geriatra dell’Università di Milano — . Se parcheggia definitivamente la macchina, perde autonomia, autostima, va incontro a depressione».

Sono d’accordo con queste osservazioni e ritengo giusto che anche a novant’anni si continui a guidare se uno se la sente. Altro discorso è quello di pretendere il rinnovo della patente a prescindere. Però trovo corretto che anche il medico debba sentirsela di rinnovare la patente per due anni ad una persona così in età. Insomma, la signora Hack troverà di certo un medico disponibile (forse l’ha già trovato) ma secondo me bisognerebbe introdurre, in casi estremi (tra 80 e 90 anni lo stato psicofisico di una persona cambia notevolmente), una sorta di “obiezione di coscienza“. Esattamente ciò che ha fatto il dottor Caragliu anche se non in modo legittimo.