CIAO NAVI


24 anni sono pochi per andarsene, Davide. A te piaceva ridere e scherzare, ma questa volta il tuo sorriso contagioso non ha avuto l’effetto sperato.

Ti piacevano i rally, le corse erano la tua passione. Preferivi il ruolo di navigatore, tanto da guadagnarti il soprannome “Navi”. L’ultima corsa, però, non l’hai fatta su un percorso di gara e questa volta eri tu al volante. Nessuno ti leggeva le note e hai forse sopravvalutato la tua conoscenza della strada, quella di casa.

L’ultima gara con la vita l’hai persa. Però hai raggiunto il podio più alto, ad un passo dal cielo.

Ieri, nel tuo ultimo viaggio, ti hanno accolto in tanti, un migliaio di persone: i tuoi amici, i familiari, i conoscenti ma soprattutto coloro che con te hanno condiviso la tua passione per il rally. C’erano le tue due automobili, hai visto? Le hanno portate per te, quelle macchine con cui hai fatto da navigatore ai tuoi due piloti: prima Marino e poi Matteo. Al tuo arrivo hanno acceso i motori, assieme alle tante altre: ti ha accolto quel rombo che ti piaceva tanto.

C’era il circo del rally, con i suoi piloti, i navigatori, i commissari di gara, i volontari della Croce Rossa, persone conosciute, con cui hai riso e scherzato sempre, oppure persone che non hai mai incontrato ma che erano lì per te. C’erano pure i campioni, quelli che avresti voluto emulare, se solo avessi avuto più tempo.

Quando sei arrivato, i tuoi amici hanno fatto suonare la tua musica preferita e hanno lasciato volare 24 palloncini bianchi, come i tuoi anni, in cielo per raggiungerti. Immagino il tuo sorriso, ancora più generoso di sempre, e quegli occhi sfavillanti di felicità che mai dimenticheremo.

La tua gioia di vivere ti caratterizzava e certo non avresti mai voluto provocare tanto dolore in chi ti ha voluto bene e continua a volertene. Il tuo ricordo sarà sempre impresso nei nostri cuori anche se è difficile accettare il fatto che ci hai lasciati così presto.

Il sacerdote ieri ha detto che poi ci rivedremo tutti assieme, di nuovo, che la vita vera, per te, ha inizio adesso. Non è facile aspettare. Ma oltre al ricordo di te che mai scomparirà, con la tua generosità hai dato speranza a cinque persone, a cinque famiglie. Il tuo cuore ora batte altrove e questo è un dono grande, immenso.

Oggi avresti dovuto partecipare alla prima gara della stagione, a fianco del tuo pilota, Matteo. Lui ai giornalisti ha dichiarato che non avrebbe partecipato alla gara, non avrebbe avuto né la testa né la forza per farlo. Correre senza di te gli sarebbe sembrato impossibile. La sua auto porterà sempre il tuo nome e Matteo ha promesso che ogni risultato che poterà a casa in futuro sarà dedicato a te.

Con la vostra 205 è partito ugualmente. L’hanno convinto gli organizzatori ad aprire e a chiudere la gara. Un modo per ricordarti, Davide. Ci sarà anche una coppa che porterà il tuo nome, da assegnare al primo classificato degli under 23.
Nell’abitacolo Matteo non sarà solo. Forse al suo fianco ci sarà il tuo papà o la tua mamma, coloro che ti hanno trasmesso questa grande passione. Immagino la tua felicità perché se non potrai gareggiare, da lassù ti godrai lo spettacolo, la tua festa.

Ora che l’ultima corsa ti ha portato in cielo, ora che sei un angelo con il sorriso contagioso, allunga la tua mano da lassù e proteggi il tuo grande amico, il tuo pilota. Il mio Matteo.

Ciao Davide. Ciao Navi.
Ti voglio bene.

11 pensieri riguardo “CIAO NAVI

  1. Cara Marisa, quando una giovane vita vola via per sempre, non
    ci sono parole di conforto per alleviare un dolore così ingiusto e
    crudele. Ma sono certa che questo breve viaggio è solo l’anticamera della vita vera.
    Ti abbraccio
    Mistral

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  2. Ciao Marisa, quando muore un ragazzo come Davide non posso fare a meno di pensare a quanti amici della mia giovinezza hanno perso la vita in circostanze simili. Io stesso, che vivevo solo per i Rally, solo la fortuna mi ha mantenuto in vita nonostante molti incidenti simili.
    Il mio pensiero va alla sua famiglia.
    Ciao, un abbraccio

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  3. Imio pensiero solo per la sua famiglia…non può esserci dolore più profondo della morte di un figlio.

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  4. In casi come questi non ci sono parole che possono consolare, soprattutto i genitori. Ma a me viene in mente l’ultimo verso di “Johnnie Sayre”,una poesia dell’Antologia di Spoon River di Masters:”Strappato al male a venire”

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  5. Grazie a tutti, cari amici.

    Sono momenti difficili, specialmente per mio figlio Matteo. Ma anch’io sono scossa e addolorata perché non riesco a fare a meno di pensare allo strazio dei genitori, della sorella e di tutti i parenti di Davide.

    Un abbraccio.

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  6. Hai detto bene Marisa, “non è facile aspettare” di rivedere chi abbiamo amato, tentando di farlo in altro modo.
    Che la forza di accettare l’inaccettabile possa abitare i genitori di Davide, la sorella, gli amici. In particolare il tuo Matteo.
    Un abbraccio affettuoso, Ester.

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  7. La più grande paura di una mamma è quella di sopravvivere ai propri figli. Quando escono di casa, a volte il pensiero che potrebbe essere l’ultima volta che li vediamo ci sfiora, e facciamo di tutto per scacciarlo. Dev’essere un dolore lacerante. Non oso neanche immaginarlo. 24 anni sono troppo pochi per lasciare questo mondo. E quel ragazzo poi aveva davvero il sorriso contagioso di chi ama la vita. Mi dispiace immensamente per lui, per i suoi genitori, per tuo figlio Matteo e gli altri amici. Sono cose che non dovrebbero succedere…
    Un caro abbraccio a tutti coloro che gli volevano bene.

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