24 marzo 2012

LA T-SHIRT DELLA VERGOGNA: LA SIGNORA ORA PIANGE PER QUELLA SCRITTA. E NOI PIANGIAMO CON LEI

Posted in attualità, politica tagged , , , , , , , , , , a 2:05 pm di marisamoles


Credo sia nota a tutti la vicenda della signora che, manifestando contro la riforma del lavoro proposta dall’attuale governo, in particolare dal ministro Fornero, era stata ritratta, qualche giorno fa, in compagnia dell’onorevole Oliviero Diliberto, con addosso una t-shirt su cui compariva la scritta “La Fornero al cimitero”.

Oggi il Corriere della Sera pubblica un articolo in cui la signora in questione, Paola Francioni, casalinga romana di 57 anni, piange pentita per quella che lei stessa definisce una maledetta scritta.
Riporto l’articolo integralmente perché merita.

È lei, vero?
«Sì, sono io… sono io quella della maglietta».
(Alcuni secondi di silenzio. Poi la voce della signora Paola Francioni, 57 anni, romana, casalinga, si incrina in un singhiozzo).

Non faccia così, signora.
«E invece faccio proprio così!».

La prego.
«Sì, certo, mi scusi… però io mi dispero, e piango, e mi addoloro, perché mi dispiace tantissimo per tutto questo macello, per quella maledetta scritta e… Ho anche spedito tre email di scusa alla Fornero, ma non mi ha risposto… non mi ha risposto, capito? Sarà arrabbiatissima, mannaggia».

Piano, si calmi, proviamo a ricostruire l’accaduto.
«Aspetti: mi soffio il naso… Ecco, va bene, d’accordo. Cosa vuole sapere?».

Cominciamo dall’inizio: perché, martedì pomeriggio, davanti a Montecitorio, ha deciso di indossare quella maglietta con su scritto «La Fornero al cimitero»?
«Perché sono una stupida. Io non auguro mai la morte a nessuno, pensavo di essere ironica, mi sono fatta suggestionare da tutti i discorsi che leggo su Facebook, su internet: questa Fornero così ci ammazza, ci manda tutti al cimitero… perciò, in vista del sit-in di martedì pomeriggio, ho pensato di farmi stampare quella maglietta con quella scritta… Una cretina, me lo dico da sola».

Lei, al sit-in, era con altri rappresentanti del movimento «Giù le mani dalle pensioni».
«Siamo un gruppo di oltre cinquemila persone, tutti con faticose storie legate, appunto, alle pensioni».

Ma lei è casalinga…
«Infatti ero lì per protestare al posto di mio marito, ramo bancario, che a 61 anni e con 37 anni di contributi pensava di poter andare in pensione il prossimo mese di settembre. Invece, con le nuove leggi, ci andrà tra cinque, o sei anni. E questo ci ha fatto saltare tutta una serie di progetti, di idee…».

Tipo?
«Tipo che con i soldi della liquidazione volevamo poter aiutare i nostri figli… non tanto il maschio, laureato con 110 e lode e che una sua strada l’ha trovata, quanto la femmina, pure lei laureata, laureata in Giurisprudenza, e che però a 30 anni è ancora precaria… e… e…».

No, signora, coraggio, non ricominci a piangere.
«Eh, lo so lo so… ma mi hanno trattato come una criminale… Ha sentito cosa dicevano l’altra sera da Vespa? E adesso cosa diranno da Giletti a “Domenica in”?».

Mi stava raccontando di sua figlia.
«Beh, con i soldi della liquidazione pensavamo di aiutarla… sa, una mano per il matrimonio, per…».

È sua figlia ad aver dato un esame con l’onorevole Oliviero Diliberto, giusto?
«Giusto. Un esame, cinque anni fa. E la cosa mi è appunto tornata in mente martedì pomeriggio, quando Diliberto l’abbiamo visto in un angolo, mentre rilasciava un’intervista. Allora l’abbiamo chiamato, gli abbiamo chiesto di aiutarci, e poi pure di farsi una foto ricordo con noi. E adesso mi dispiace tremendamente anche per lui, finito in questo tritacarne… io credo che lui non si sia neppure accorto di quella scritta idiota… Sì, in quel video dà la sensazione di osservarla, ma io sono sicura che abbia solo deposto lo sguardo, senza leggere, senza capire».

Lei, signora, per chi vota?
«Voto per chi mi convince durante le campagne elettorali. Sono una casalinga ma leggo i giornali, leggo libri, vedo la tivù: ho votato anche per Berlusconi, per dire. Ma adesso la scena politica è cambiata e, con la vicenda di mio marito, con l’ingiustizia riservata a mio marito, mi sono ritrovata a protestare. Pensi che… beh, sì, insomma: la prima volta che sono andata a un corteo è stato lo scorso 9 marzo, con quelli della Fiom…».

(La signora Francioni è molto più scossa di quanto questa intervista lasci intuire. Da due giorni è chiusa in casa, stesa sul letto).

Fabrizio Roncone

Adesso ditemi se Il Corriere può pubblicare un’intervista simile … con quel corsivo finale, poi, che è proprio la ciliegina sulla torta.
Non dico altro … non ci resta che piangere.

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13 commenti »

  1. […] Leggi l’articolo completo su Marisa Moles’s Weblog var WIDTH=468; var HEIGHT=70; var BGCOLOR="#f5f5f5"; var HRCOLOR="#D6D4D4"; var […]

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  2. Diemme said,

    Io sono sempre stata contro il suffragio universale, ma purtroppo sia la signora sia il giornalista hanno diritto al voto. :mrgreen:

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  3. icittadiniprimaditutto said,

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  4. theselbmann said,

    ma che straballe co sta scritta…ok, ha fatto una cavolata, e basta! sai quanti slogan hanno scritto contro berlusconi? andiamo…. non siamo ipocriti

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  5. Io credo che prima di agire si dovrebbe pensare. Troppo comodo chiedere scusa dopo, quando la cosa fatta prende una direzione che non avevamo considerato. Se la signora in questione è stesa sul letto da due giorni mi dispiace per lei, ma come si dice “male voluto non è mai troppo!”

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  6. lilipi said,

    Non ho parole!

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  7. marisamoles said,

    Prima di rispondere singolarmente, desidero chiarire una cosa:

    io non ho scritto il post per parlare della maglietta della signora (concordo con theselbmann sulle “straballe”) ma per sottolineare il tono tragico dell’intervista pubblicata su una testata giornalistica che ormai sta perdendo quella poca credibilità che ancora le rimaneva.

    @ Diemme

    Soprattutto il giornalista perché, diciamolo, la signora, poveretta, non sapeva quel che si faceva scrivere sulla maglietta. Il giornalista, invece, sa bene quel che scrive e l’editore (o chi per lui) sa bene quel che pubblica. 😦

    @ theselbmann

    In pratica ti ho risposto nella premessa.

    @ PennelliRibelli

    Ma tu davvero ci credi che la signora sia stesa sul letto da due (ormai tre) giorni? E l’intervista il giornalista l’ha raccolta al suo capezzale? 😯

    @ lilipi

    Il fatto è che la signora ne ha dette anche troppe … di parole. 😉

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  8. Diemme said,

    Poi senti, se una si permette di fare la moribonda per una storia come questa, all’anima della mozzarella, ma che campa a fare!

    Invece della Fornero
    ci vada lei al cimitero!

    (consiglio per la scritta sulla prossima maglietta, di Diliberto, s’intende :mrgreen: )

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  9. Alberto said,

    Un veloce e pratico consiglio alla signora Francioni (da parte di un bancario già in pensione): invece di fare come l’eroina del “Gianni Schicchi” (“Mi struggo e mi tormento, oddio, vorrei morir ….”) suggerisca al marito di chiedere alla banca un anticipo sul futuro TFR, per sposare la figlia (si puo’ , si puo’…) . Almeno questo problema sarà risolto.
    Per quanto riguarda gli attori dei “media” italiani , noto che si dà sempre più risalto al fatto di cronaca di contenuto “tragicomico” . Il problema è: ma se ne rendono conto, o no?

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  10. marisamoles said,

    @ Alberto

    No, non credo se ne rendano conto. E nemmeno la signora Paola si è resa conto che quando si manifesta per strada, ci sono le telecamere e i fotografi. Insomma, non è come stare nel salotto di casa …

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  11. Diemme said,

    Anch’io credo non se ne rendono conto. Si è perso totalmente il senso delle cose. Si è perso totalmente il buon senso piucchealtro, senza parlare poi del senso del pubblico e del privato.

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  12. Celeste said,

    Condannate a morte quets ingrata. Ma il rispetto per le istituzioni dov’è finito. A MORTE! A MORTE! Subito e senza processo!

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  13. marisamoles said,

    @ Celeste

    Suvvia, non esageriamo! 🙂

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