7 marzo 2012

I GENITORI SI SEPARANO? LA CASA VA ALLA FIGLIA DI QUATTRO ANNI

Posted in bambini, famiglia, figli, Friuli Venzia-Giulia, matrimonio, Trieste, Uomini e donne tagged , , , , , , , , , a 6:07 pm di marisamoles

Una coppia di conviventi, con una bimba di quattro anni, non trovano un accordo sulla custodia della figlia ed il giudice decide per loro: la piccola rimarrà nella casa di proprietà dove i due genitori, supportati eventualmente da parenti, abiteranno con lei a settimane alterne. La sentenza arriva dal Tribunale dei Minori di Trieste ed è un caso unico nell’ambito della giurisprudenza italiana.

L’affidamento alternato – così si chiama – non è di per sé una novità. Solitamente, però, i genitori a turno prendono con sé la prole, stabilendo i tempi in cui essa debba stare con mamma e quelli in cui sia il papà a doversi prendere cura dei figli. Succede, ad esempio, che la mamma si occupi dei figli per il periodo scolastico e il papà durante tutta l’estate. Quello che, almeno come decisione presa da un giudice, è davvero nuovo è il fatto che l’appartamento in cui la bambina in questione viveva con entrambi i genitori “rimanga a lei” e che siano mamma e papà a traslocare ogni lunedì mattina, assumendosi l’onere delle spese settimanali e di quelle straordinarie, di comune accordo.

Favorevole alla disposizione del giudice, ancora provvisoria, una psicologa che, dalle pagine del quotidiano triestino, Il Piccolo, dichiara che in questo modo si garantisce più stabilità alla bimba.
La dottoressa Maddalena Berlino, psicologa e psicoterapeuta, spiega: Visto che la madre e il padre non sono riusciti a trovare un accordo che tenga conto prioritariamente delle esigenze della piccola, il giudice ha disposto regole che terranno i problemi dei genitori fuori da casa e consentiranno alla figlia di mantenere lo stesso tetto e gli stessi spazi. In questo modo, si evita che il bambino diventi una sorta di pacco che ogni fine settimana viene trasferito nella casa di uno o dell’altro genitore assieme allo lo zainetto pieno di giochi, ai quaderni e al pigiamino.

Non tutti però concordano: lo psicoterapeuta Mauro Cauzer si chiede come verrà spiegata questa anomale situazione alla piccola. La sua giovanissima età, secondo Cauzer, non le permetterà di comprendere appieno questo strano trasloco settimanale, mentre con dei ragazzini più grandi la situazione sarebbe stata gestibile, per loro sarebbe stato più semplice comprendere questa alternanza tra padre e madre.

Per me questo provvedimento non è una novità: un’analoga decisione era stata presa, infatti, da una coppia di conoscenti che avevano stabilito, di comune accordo, di trasferirsi a turno settimanalmente nella casa in cui avevano trascorso gli anni del matrimonio, in modo che le bambine non soffrissero ancora di più lasciando le “amate quattro mura” e vedendosi sballottate di qua e di là, dovendo seguire i propri genitori nella casa dell’uno e dell’altra. Non solo: la coppia prese in affitto un unico appartamento in cui ciascuno viveva nella settimana in cui non aveva l’affidamento delle figlie. La situazione fu portata avanti in modo civile per alcuni anni finché mamma e figlie traslocarono in un altro appartamento.

Partendo dal presupposto che la cosa ottimale sia non separarsi, specialmente avendo bambini così piccoli, penso che, nel caso in cui sia necessaria una separazione, lasciare i figli nella casa in cui hanno sempre vissuto e alternarsi nel prendersi cura di loro, benché comporti evidentemente un grande sacrificio per entrambi, sia la cosa migliore da fare. Soprattutto un grande esempio di civiltà. Certo, non dovrebbe essere un giudice a stabilirlo …

[immagine da questo sito]

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7 commenti »

  1. Quarchedundepegi said,

    A quella coppia di ex conviventi bisognerebbe fare un’operazioncina come si deve.
    Non esiste più buon senso e amore; solo egoismo e ingordigia.

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  2. lilipi said,

    Un tempo ci si separava per ragioni molto serie, oggi spesso non è così; quindi mi pare giusto ed educativo imporre dei sacrifici ai coniugi, tutelando i figli che sono le vittime della separazione, per quanto essa possa essere “civile”

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  3. Personalmente non avevo mai sentito un caso del genere, ma credo che l’attaccamento alle “quattro mura”, anche da parte di un bambino piccolo, possa essere facilmente superato. Anzi, forse essendo ancora in tenera età, non si è arrivato ancora a sviluppare quell’affetto per la propria casa come potrebbe accadere, invece, per un ragazzo più grande.
    Infine ritengo che la “casa” sia dove si trova la famiglia.

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  4. wolfdo said,

    Mi pare una disposizione corretta che andrebbe applicata sempre, poiché l’interesse dei figli dovrebbe essere prioritario. Esige però un minimo di civismo da parte dei genitori.

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  5. marisamoles said,

    @ Quarchedundepegi

    Sì, pare proprio che sia così.

    @ lilipi

    Oggi davvero le giovani coppie si separano con grande facilità. Un tempo i figli erano l’elemento di coesione che, però, costringeva le coppie all’infelicità che inevitabilmente veniva scaricata sulla prole. Non so se sia meglio ora …L’importante, per me, è che la separazione sia civile e invece sembra che non sempre sia così, nemmeno per il bene dei bambini.

    @ Scrutatrice

    Forse hai ragione ma credo che la casa, con tutto ciò che contiene, rimanga un punto di riferimento per i bambini piccoli. Potrebbe essere peggio trovarsi in un ambiente totalmente nuovo e vedersi sballottati da una casa all’altra. A me continua a sembrare una buona soluzione.

    Bello il tuo ultimo pensiero: casa e famiglia dovrebbero essere un binomio indissolubile e dove c’è casa c’è amore.

    @ wolfdo

    Certo, i genitori devono affrontare questa decisione del giudice in modo civile. Pare, però, che non siano troppo felici di questo affidamento alternato. E’ un po’ come non avere più una casa e questo disagio lo posso anche capire. Però per il bene di un figlio si possono e si devono sopportare anche i disagi.

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  6. Donatella Lotti said,

    Complimenti al giudice! un esempio di civiltà. Non facciamo pagare ai figli le scelte dei genitori! ottimo coi piccolissimi, ottimo coi figli adolescenti necessario per i figli adulti,perchè anche loro soffrono e non hanno la possibilità di fare i pendolari perchè magari nella casa di famiglia hanno anche la propria camera-studio che gli serve per lavorare

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  7. […] Quando in aprile è uscita questa notizia, qualcuno ha parlato, facendo ovviamente un’potesi, di affido condiviso fra le due coppie. Questa potrebbe essere una soluzione, tuttavia non priva di disagi per i bambini, primo tra tutti l’essere sballottati da una casa all’altra. A meno che non si opti per una scelta come quella proposta (e quindi in quel caso obbligata) da un giudice che ha stabilito che la bambina di due coniugi separati non dovesse cambiare lei casa a settimane alterne o nei week-end ma fossero i genitori ad alternare la loro presenza in un’unica abitazione che di fatto sarebbe stata quella della figlia (ne ho parlato QUI). […]

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