SE IO FOSSI LA MADRE DI “EHI, PECORELLA” …


Se fossi la madre del militante No Tav che ha insultato, qualche giorno fa, un carabiniere in assetto antisommossa, chiamandolo “pecorella” e incitandolo a sparare (anche se, ha commentato il 28enne ora arrestato, non gli sarebbe convenuto, per quel misero stipendio che prende), non sarei per nulla orgogliosa. Anzi, mi vergognerei, probabilmente non vorrei più vederlo (anche se, si sa, il cuore di mamma è grande e sa perdonare), probabilmente mi chiuderei in casa per evitare i commenti di chi mi conosce e che ha riconosciuto mio figlio nel video.

Se fossi la madre del carabiniere sarei orgogliosa, sì, ma penserei che il suo rimanere impassibile di fronte agli insulti non sia nulla di speciale perché è stato addestrato per questo. E sullo stipendio, cosa potrei dire? Ammazzare no, certo.
Ma lo stipendio non c’entra. Quando si ama il proprio lavoro e ci si mette al servizio e a protezione degli altri, non si pensa agli emolumenti che ogni mese vengono accreditati sul conto corrente bancario.

Non vorrei essere, tuttavia, la madre di nessuno dei due. Non vorrei vergognarmi di mio figlio ma nemmeno stare in pena per lui. Sono poco coraggiosa? Forse. Ma al cuore di mamma non si comanda.

[foto Ansa da Il Corriere]

29 pensieri riguardo “SE IO FOSSI LA MADRE DI “EHI, PECORELLA” …

  1. Per … 3theperfectnumber …

    riprendo il tuo commento e mi permetto di integrarlo con un mio pensiero…….. ….invece a me viene da pensare “che esempio ha avuto da sua madre/famiglia.????”…………
    e aggiungo io: ………………che esempio da (o dara’) al suo rampollo?????
    personalmente a ragion veduta se uno cosi fosse mio padre lo rinnegherei all’istante. Faccio salvo il sacrosanto diritto e dovere di manifestare e dissentire …… ma cosi non e’ altro che delirio di imbecillita’.
    E come diceva in grande nonno Albert:
    2 cose non hanno mai fine, l’universo e la stupidita’ umana……. MA SULL’UNIVERSO nutro seri dubbi……!!!!

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  2. @ 3theperfectnumber e Antonio

    Io di solito tendo ad “assolvere” le famiglie, sia come madre sia come insegnante. Ovviamente l’educazione che si riceve in famiglia è importantissima ma poi i figli tendono a scordarsi i buoni esempi. Io ho due figli e a volte mi chiedo come possano essere così diversi pur avendo ricevuto un’educazione identica e gli stessi esempi. A volte, più che i genitori sono determinanti le compagnie, poi il carattere fa il resto. Leggete QUI, se vi fa piacere, quello che ho scritto tal proposito.

    @ Ester

    Io in questo post mi sono solo messa nei panni di … non era mia intenzione giudicare la famiglia del protagonista. Che il suo gesto sia ingiustificabile credo sia sotto gli occhi di tutti (e non si tratta di condannare il diritto, sacrosanto anche se non condivisibile, di protestare). Poi se a casa vogliono fargli un monumento, liberissimi.
    A presto.

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  3. “Dalla Parte dei Celerini” :
    « … Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccolo-borghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano. Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di essere stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino,… i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari….A Valle Giulia, ieri si è così avuto un frammento di lotta di classe: e voi amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi. Mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi ai poliziotti si danno i fiori, amici ».
    Pier Paolo Pasolini.
    Ma vedo che si migliora… « pecorella ».. Ai tempi miei, giovani studentesse con filo di perle e pelliccia di « castorino » (faceva più «sinistra « del « visoncino ») in Piazza del Bo’ a Padova, apostrofavano i poliziotti con allusioni esplicite alle abitudini sessuali delle loro madri e sorelle.
    Pasolini almeno pensava, erano « dalla parte della ragione »… Oggi.. “No Tav” ? Qualcuno pensa che si debba morire per il TAV?
    Come diceva l’ eroe del film “The Student” : “Morire per la causa d’accordo, ma non di noia”.

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  4. Intanto il nostro “eroe” è stato ieri sera ospite di Santoro. Ha spiegato di aver insultato il poliziotto perché aveva paura, perché “mangio pane e No Tav da quando sono nato”, “per darmi la forza” e ha pure avuto il coraggio di paragonarsi a Peppino Impastato, il giovane siciliano ucciso negli anni ’80 dalla mafia per la sua lotta contro i clan.

    Che dire? Fin che ci sarà qualcuno disposto a dare spazio a questi bulli di periferia…..

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  5. Non posso essere madre. Ma come padre credo che mi sentirei veramente “seccato”.
    Abbiamo cercato di dare una certa educazione ai figli… ma poi?
    Sono tutti diversi (i figli) e… si sbaglia sempre.
    Come dice bene ANTONIO!

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  6. oddio che “svarione”!: “The Graduate” (trad.it. “Lo Studente”).
    Prof : era tardi e ero ancora un po’ commosso per via di Lucio Dalla.
    Ma sono lo stesso imbarazzato (mi risuona ancora l’antico ordine : “Non si giustifichi !:” ).

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  7. mi limito a commentare, dopodichè cancellerò perfino questo inutile blog dalla mia cronologia. siete degli imbecilli. non sapete come sono andati i fatti, il mio ragazzo c’era, io causa lavoro, ahimè no. marco, la persona che giudicate da poveri dementi quali siete, ha fatto tutto un discorso, terminando poi, verso il carabiniere dicendo “ALLA FIN FINE TI VOGLIO BENE”
    ma siete proprio sciocchi a pensare che una valle intera, si sveglia così a manifestare: vecchi, ragazze, c’era perfino una donna incinta. siete veramente sciocchi a pensare che siano tutte persone che non hanno un cazzo da fare. chi non ha un cazzo da fare sono le persone che sparano sentenze e giudizi senza essere presenti a tali avvenimenti. io mi vergognerei se fossi la madre di qualcuno di voi! e pure la figlia! grazie al cielo dio mi ha salvato!

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  8. t’oh leggi e fatti una cultura

    Marco Bruno è su tutte le Tv.

    E’ il “cattivo ragazzo” che da della “pecorella” al poliziotto armato fino ai denti e con maschera antigas indosso.

    Chi è Marco? E’ un padre di famiglia di un magnifico bimbo di 2 anni, un
    lavoratore che non si risparmia e un no tav valsusino da sempre.

    Martedì al posto di mangiarsi un panino nella pausa pranzo è corso
    insieme a tanti a Chianocco per tentare di resistere al migliaio e più
    di forze dell’ordine che sgomberavano l’autostrada.

    La rabbia è tanta ma Marco non perde la testa, non fa gesti inconsulti,
    scarica solo verso chi in quel momento sta calpestando per l’ennesima
    volta la dignità di una popolazione, invadendo in modo violento la Valle
    dove Marco è nato e cresciuto.

    E’ un attimo, le Tv riprendono e la vittima diventa il poliziotto armato
    e a volto coperto e il carnefice il manifestante a volto scoperto e
    disarmato.

    Che i meccanismi dei media siano perversi già lo sapevamo, ma non
    riusciamo ancora ad abituarci a tali livelli di mistificazione e
    manipolazione.

    L’unico spezzone trasmesso è quello della sacrosanta rabbia, poi però
    Marco parla per dieci minuti con l’uomo armato in modo tranquillo e
    pacato, fino a quando lo saluta poichè deve tornare a lavoro (a stomaco
    vuoto) dicendogli “…comununque vi voglio bene lo stesso”. Questo però
    nessuna Tv l’ha fatto vedere.

    Cosi finisce Marco la sua “violenta protesta”, “vi voglio bene lo stesso”.

    Credo che non ci siano altri commenti da fare, specie dopo la violenza di questa sera compiuta dagli uomini in divisa.

    Che ognuno risponda alla propria coscienza.

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  9. @ Alberto

    A me, sinceramente, il paragone con Pasolini sembra azzardato.
    No si preoccupi per lo svarione: per questa volta non le metterò una nota. 😉
    Sulla questione Tav o no tav preferisco non esprimermi. L’intento del mio post non era quello di giudicare la manifestazione ma il modo di protestare (se si può definire protesta).

    @ frz

    Figuriamoci se Santoro si lasciava sfuggire l’occasione …

    @ Elisa

    Io avrei voluto cancellare i tuoi inutili – e offensivi – commenti, ma siamo in democrazia …

    Credo sia solo una perdita di tempo sprecare parole con una che insulta, e quindi si comporta come il suo amico – fratello “Ehi, pecorella”. Non capiresti quale sia il confine tra la critica – e la protesta – civile e quella incivile.

    Di certa cultura non ho proprio bisogno. Ma ringrazio lo stesso.

    Per fortuna la bontà di Dio è infinita e ha salvato anche me.

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  10. Si sta gonfiando un episodio piuttosto modesto.
    Chi protesta si trova sempre davanti non i governanti, ma i tutori dell’ordine pubblico ed è con loro che si confronta. Insulti da una parte e manganellate dall’altra fanno parte del gioco ed entro certi limiti sono fisiologici.
    D’altra parte chi si arruola nelle forze dell’ordine si fa carico di difendere interessi di cui non sa nulla o che comunque non ha contribuito a determinare. A questo proposito mi ricordo una frase di Alberto Camus: “Può darsi che i giudici siano necessari, ma io non capirò mai perché uno debba scegliere di esserlo” (cito a memoria).

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  11. L’alta velocità è una realtà in tutta l’Europa: sono tutti imbecilli quelli che l’hanno accettata? Io penso che la protesta in val di Susa sia diventata un fatto ideologico e che chi protesta si senta un eroe, assolutamente indisponibile a qualsiasi confronto di idee e autorizzato ad offendere gli altri. Purtroppo oggi “la trasgressione” è diventata un comportamento comune, e i veri anticonformisti siamo quelli che, nonostante tutto, rispettiamo le regole del vivere civile e soprattutto la dignità degli altri(cosa che Marco non ha fatto)

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  12. @ wolfdo

    Non mi piacciono né le manganellate né gli insulti. Diciamo che è una questione di causa ed effetto …

    @ Lilipi

    Sono completamente d’accordo. Mi fa piacere notare che siamo spesso sulla stessa lunghezza d’onda. 🙂

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  13. D’accordo con te, cara Marisa. Sono però rimasta colpita dall’atteggiamento fermo dell’agente, perché in un’epoca in cui pochi sono quelli che svolgono il loro dovere a qualunque costo, quell’uomo ci ha ricordato che non solo è possibile, ma che si deve.
    Un abbraccio, Es.

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  14. @ Ester

    Io ho pensato alle guardie della regina Elisabetta: come faranno a rimanere impassibili di fronte ad una folla che le osserva? Credo sia una questione di abitudine e allenamento.

    Ciao e buona domenica.

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  15. @ Quarchedundepegi

    Nel rispondere ai commenti “in blocco”, ti ho involontariamente saltato. 😳 Chiedo umilmente scusa.

    Come dicevo, l’educazione ricevuta in famiglia è importantissima ma, secondo me, non fondamentale. Ti faccio un esempio risalente a molti anni fa.

    Stavo accompagnando mio figlio a catechismo per la Prima Comunione. Nel cortile della parrocchia incrociamo un gruppetto di ragazzini che frequentavano il catechismo per la Cresima. Non ti dico le bestemmie che ho sentito … Non credo che le avessero imparate a casa, sarebbe alquanto strano che una famiglia che trasmette una cultura religiosa ai figli, a casa usi bestemmiare.

    Venendo al militante in questione, lui dice di essere cresciuto a pane e no Tav da quando è nato: sarà una questione di dieta? 😀

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  16. Quindi il carabiniere era “un bravo ragazzo”, il dimostrante/militante pure. Alla fine quasi quasi si abbracciavano. Nessuno si è fatto male. Insomma “volemose bbene”…Marisa ha ragione, il mio commento non solo era azzardato ma anche ancronistico.
    Meglio cosi’. Il TAV si farà e, tra qualche anno, le famigliuole del carabiniere e del “militante” portanno andare a vedere la Tour Eiffel, o a Disneyland, in giornata , tutte contente 🙂

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  17. Il “bravo ragazzo” Marco Bruno, ha chiesto scusa al carabiniere offeso. L’ha fatto su Radio 2, in un’intervista durante il programma “Un giorno da pecora” (giusto per rimanere in tema 😦 ).

    «sicuramente ho sbagliato a prendermela anche con la sua famiglia: quella frase sulla ragazza non la ripeterei. Io sono disposto a chiedergli scusa e a fare molto di più: sarei disposto a dargli tutto: il mio lavoro, la mia casa. A patto che lui faccia obiezione di coscienza e si spogli di quella divisa», ha detto durante la trasmissione. Bruno ha ammesso di essersela presa solo con quel carabiniere «ma quel giorno ero molto arrabbiato. Non l’ho fatto per cattiveria, nè con odio. Ero esasperato dalla situazione». Per quel che riguarda la violenza ha aggiunto: «se riusciremo a vincere la battaglia contro questa opera inutile, non la vinceremo tirando le pietre» ma con il ragionamento, «però bisogna essere in due e dall’altra parte – ha concluso – non c’ è ascolto». (fonte Il Corriere)

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  18. A me queste “scuse”sembrano offensive:perchè il carabiniere dovrebbe fare”obiezione di coscienza” e” spogliarsi di quella divisa”,che è un simbolo di appartenenza a un corpo al servizio di uno Stato, che nonostante i suoi mille difetti è democratico? In queste parole e nella “generosità” di Marco io continuo a vedere molta arroganza

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  19. @ lilipi

    Sono d’accordo con te. Mi sono limitata a riportare la notizia senza commentare. Avrei tante cose da dire ma mi astengo. Chi non ha fiducia nelle forze dell’ordine non ha capito nulla della democrazia e della civiltà. Con la violenza – anche verbale – credono di ottenere tutto e sono convinti di essere dalla parte della ragione. Lasciamoglielo credere, mi sembra non ci sia altro da dire né da fare.

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  20. Stavolta arrivo tardi, scusate, con le mie solite precisazioni noiose.
    Obiezione di coscienza: rifiuto di obbedire ad un ordine superiore imposto di compiere un atto contrario alle proprie convinzioni (ideologiche, morali, religiose) assumendo personalmente le conseguenze penali di tale rifiuto.
    Vorrei sapere che c…c’entra con un tutore dell’ordine pubblico che – a differenza di un appartenente ad una Forza Armata – non solo non ha alcun obbligo di sparare su ordine, ma in ogni caso si assume la responsabilità personale del suo atto, anche se in presenza di un suo superiore.
    Dalla fine della 2a guerra mondiale vorrei che qualcuno mi ricordasse un solo caso di polizia/carabinieri che sparano a zero sui domostranti perché il superiore ne ha dato l’ordine (uno o più possono “perdere la calma” ma questo è un altro problema). Molti sono invece i casi di poliziotti /carabinieri che si sono fatti pestare “di brutto” e perfino disarmare pur di non reagire con l’arma in dotazione.
    Il carabiniere in questione: è un professionista volontario che puo’ dare le dimissioni quando vuole se la sua attività non gli va più, senza per questo manifestare alcuna “obiezione di coscienza” .
    Il “militante” (ma perché non “dimostrante”? ) in questione: ha un grosso problema, gli manca il senso del ridicolo.

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  21. @ Alberto

    Concordo.
    Credo che il termine militante sia usato perché queste persone non sono dei semplici dimostranti ma appartengono ad un gruppo, in No Tav, appunto.

    Buona giornata.

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  22. … e allora a mo’ di “The End” di questo increscioso fatto che dopotutto , come dice giustamente Wolfdo, non è degno di troppa importanza, dedico questa foto (Manaus Brazil 2009 World Press Award) all’amico “militante” , che dovrebbe ringraziare il padreterno di vivere in Italia:

    LINK

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  23. quei ragazzi degli anni 60 non dicevano parolacce a nessuno non credo che questi ragazzi dicano parolacce agli agenti di polizia mio padre era giovane negli anni delle famose proteste studentesche e mi diceva che non ha mai detto parolacce come un deficente agli agenti di polizia del tempo perche’ dovete pensare che i ragazzi di oggi sono tutti stupidi? chi si interessa di politica non è mai uno stupido anzi ha una cultura migliore degli altri e un senso etico e civile migliore degli altri.

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  24. @ Enrico

    Vista la situazione attuale della politica, non sarei così sicura che chi si interessa di politica non è mai uno stupido anzi ha una cultura; [specie se si finanzia gli studi con i soldi del partito!] migliore degli altri [chi? fai almeno un esempio] e un senso civico [ah beh, bloccare un’autostrada è azione civilissima!] migliore degli altri. 🙂

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  25. Caro Enrico,
    Il tuo intervento mi salta fuori nelle mie mails poiché intervengo ogni tanto su questo blog. Mi sento in causa poiché scrissi un commento sull’argomento (che puoi ritrovare, data 1/3/12) come segue: « vedo che si migliora… « pecorella ».. Ai tempi miei, giovani studentesse con filo di perle e pelliccia di « castorino » (faceva più «sinistra « del « visoncino ») in Piazza del Bo’ a Padova, apostrofavano i poliziotti con allusioni esplicite alle abitudini sessuali delle loro madri e sorelle. ».
    Allora (1969) ero al terzo anno di Scienze Politiche. Avevo un professore molto simpatico, si chiamava Antonio Negri (« Toni » per gli amici e per i suoi studenti) , chiedi a papà se gli dice qualcosa…
    Non te la prendere, ma mi fai un po’ tenerezza : le « parolaccce » erano per noi la prima delle manifestazioni di contestazione e di libertà (e specie per le studentesse). I « celerini » (allora si chiamavano cosi’) non se la prendevano per questo, anche se alcuni, giovani meridionali , arrossivano un po’.. Pero’ poi quando veniva dato loro ordine di « far sgomberare » le manganellate piovevano, eccome !.
    Quanto a tuo papà , se faccio bene i conti, era alla scuola media…ammesso che abbia partecipato a qualcosa, o ti racconta qualche piccola edificante bugia, oppure si è dimenticato molte cose.
    Un ultimo punto : dov’é che che qualcuno ha scritto che i giovani sono stupidi ?
    I giovani sono « giovani », si tratta di una malattia da cui si guarisce rapidamente, te ne accorgerai…

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