IN UNA FICTION SU RAI 1 RIVIVE WALTER CHIARI, FINO ALL’ULTIMA RISATA E OLTRE


Già osservando i trailer che da settimane vanno in onda su Rai 1, a tutte le ore, confesso che mi sono commossa. Non solo per la straordinaria somiglianza dell’attore che ne interpreta il ruolo, Alessio Boni, ma anche e soprattutto per la commozione di “rivedere” sullo schermo televisivo il mitico Walter Chiari.

Per chi ha la mia età e ha “vissuto” in prima persona la tv degli anni 60-70, con i suoi varietà che potevano davvero definirsi tali, la fiction, di cui ieri sera è andata in onda la prima puntata, rappresenta un momento commovente di rievocazione attraverso un personaggio che sapeva conquistare il pubblico televisivo. Un comico sui generis, se vogliamo, con quella capacità di ridere spontaneamente ma in modo discreto, mai sguaiato, accompagnata dall’ironia e dal ghigno, a volte sardonico, che l’attore Boni ha saputo riprendere alla perfezione e quella voce da trombone che sembra impossibile possa rivivere, uscendo dalle labbra di un attore che ha spesso un tono molto più delicato e sommesso.

Per sua stessa ammissione, Alessio Boni ha studiato meticolosamente il personaggio, attraverso la visione di ore ed ore di materiale televisivo. Complice anche la consulenza del figlio che Chiari ebbe da Alida Chelli, Simone Annicchiarico – conduttore televisivo, attualmente in onda il sabato sera, affiancato da Belen Rodriguez, nel programma di Canale5 “Italia’s got talent” – che compare in un cammeo all’inizio del film, ne è uscita una fiction credibile, un buon prodotto che rende merito alla poliedricità del personaggio Chiari e allo stesso tempo rappresenta la vita sospesa tra commedia e dramma dell’uomo Walter.

Insomma, a me è piaciuta anche se le vere protagoniste, almeno nella prima parte, sono state le donne: dalla “compagna” degli esordi Sophie (interpretata da Karin Proia), colei che scoprì il talento comico dell’allora operaio all’Isotta Fraschini, passando attraverso Lucia (interpretata da Caterina Misasi) che lo accompagna nei primi passi sulla via del successo, fino ad Alida (interpretata da Dajana Roncione) che diventerà sua moglie, nonché la madre del suo unico figlio, e lo accompagnerà nei difficili momenti del carcere. E poi la grande amicizia con Valeria (interpretata da Bianca Guaccero), l’innamorata che saprà farsi da parte vedendo il “suo” Walter attorniato da splendide donne, come Ava (interpretata da Anna Drijver), l’unico grande amore della sua vita, per sua stessa ammissione.

Walter Chiari sapeva far ridere senza essere volgare, lo sapeva fare puntando sull’espressività oltre che sulla parola, mai triviale. Se penso ai comici di oggi, quelli di Zelig o di Colorado Caffè, che puntano sul linguaggio scurrile per suscitare il riso, comprendo che forse oggi la comicità di Chiari può essere considerata obsoleta. Eppure le gag con Carlo Campanini, quelle di “Vieni avanti Cretino”, e la scenetta del famoso quanto inesistente sarchiapone sono rimasti nella storia della tv. Potranno mai i comici moderni far parlare di sé anche a distanza di trenta-quarant’anni?

http://video.google.com/videoplay?docid=-4488094706737567824

[foto da tvblog]

AGGIORNAMENTO DEL POST

Confesso che a me la seconda puntata della fiction su Walter Chiari non è piaciuta un granché. MI sembra si sia insistito un po’ troppo sul dramma di una star, ormai prossima al declino, che non riesce a cambiare nemmeno di fronte al fallimento. Non conosco tutti i risvolti della travagliata vita del comico veronese, ero solo una ragazzina quando fu travolto dallo scandalo della cocaina che lo danneggiò non solo nella vita professionale ma anche e soprattutto in quella personale.
Tutto ciò, senza nulla togliere alla bravura di Alessio Boni che, se vogliamo, è stato ancora più grande nella seconda parte del film, rappresentando Chiari in bilico tra dramma e commedia, quella che per lui, nonostante tutti, ancora caratterizzava la sua vita.

Rimango un po’ male, però, nel leggere la critica di Aldo Grasso, con il quale mi trovo quasi sempre d’accordo, pubblicata sulle pagine de Il Corriere, con un titolo che suscita quantomeno perplessità: La caricatura di Walter Chiari, una sofferenza guardarla.
Il critico televisivo, una delle voci più autorevoli in quest’ambito, esordisce con queste parole:

Per chi ha profondamente amato Walter Chiari, l’artista più che l’uomo, la biografia interpretata da Alessio Boni è stata una vera sofferenza. Per dire l’accuratezza con cui hanno lavorato gli sceneggiatori: quando viene arrestato nel 1970 dalla Guardia di Finanza per spaccio di droga e portato in carcere, Chiari-Boni grida: «Questa non è giustizia, è giustizialismo». Ora in quell’anno, come attestano i dizionari, con «giustizialismo» si definiva la dottrina politica del presidente dell’Argentina Perón. Ma è tutto così, alla ricostruzione si è preferito la caricatura.

Credo che in questo caso Grasso abbia cercato un po’ il pelo nell’uovo. Ma la sua è una stroncatura convinta, dato che continua: Fino all’ultima risata» è una rivisitazione superficiale e maldestra. E dire che con tutto il materiale di repertorio che esiste su uno dei più grandi entertainer dello spettacolo italiano era quasi impossibile costruire una fiction così brutta. Ci sono riusciti.
Fortunatamente almeno assolve l’attore protagonista, pur trovando nella sua interpretazione un diffettuccio: L’unico a salvarsi è Alessio Boni, fin troppo, però, sprofondato nella parte.

Si era detto che Simone Annicchiarico, il figlio che Chiari ebbe da Alida Chelli, è stato uno dei consulenti della fiction e che con la sua supervisione era stata messa in scena la vita del padre. Ebbene, sempre dalle pagine de Il Corriere, anche Annicchiarico non risparmia le critiche che lasciano di stucco, puntando il dito sulla seconda parte in particolare:

La seconda parte, dico: quello non è Walter Chiari. […] La prima parte è Walter, la seconda è Lenny Bruce. Se nella prima puntata l’85 per cento delle cose sono vere e il restante 15 è romanzato, nella seconda è esattamente il contrario: l’85 per cento è inventato.
E continua: È un iper-mega-romanzo. Ne esce fuori un uomo fallito, dominato da brutti demoni, mentre lui era di un’allegria contagiosa, aveva un sacco di persone intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì.

Di fronte a queste esternazioni viene spontaneo chiedersi: e allora, quale ruolo ha avuto Simone nella realizzazione della fiction? Anche nei titoli d’apertura era messo bene in evidenza il suo nome e cognome, accompagnati dalla didascalia: con la consulenza di …
Le uniche parole di elogio le riserva ad Alessio Boni che, pur essendo stato strepitoso, non era l’unico bravo attore nella fiction: Alessio Boni è straordinario, da fargli un monumento per quanta dedizione ha messo nel personaggio.

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15 thoughts on “IN UNA FICTION SU RAI 1 RIVIVE WALTER CHIARI, FINO ALL’ULTIMA RISATA E OLTRE

  1. Pingback: IN UNA FICTION SU RAI 1 RIVIVE WALTER CHIARI, FINO ALL’ULTIMA RISATA E OLTRE - Cronaca | Allnewz.it

  2. Condivido in pieno. Per me Walter Chiari resta indimenticabile e con questa interpretazione Alessio Boni conferma di essere uno dei migliori attori italiani del nostro tempo. Soprattutto mi ha colpito come ha saputo far sua la mimica facciale di Chiari e il suo modo di guardare

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  3. Sì, Boni ha un grande talento. Bravo soprattutto nell’espressione e negli atteggiamenti. Peccato che sulle maggiori testate giornalistiche non se ne parli. C’è sempre quel sospetto sulle fiction italiane: che siano robaccia. E invece noi abbiamo degli attori bravissimi, di gran lunga migliori di quelli americani.

    Visto che l’apprezzi, QUI puoi leggere un’intervista ad Alessio Boni in cui parla di questa fiction.

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  4. Uomini di altri tempi… Chapeau ad Alessio Boni ch,e con vero studio e rispetto per chi ha interpretat,o ha reso luci e ombre di Walter Chiari. Che aveva quella signorilità ed eleganza degli uomini di quella generazione, qualunque fosse la loro estrazione sociale.
    A presto, Es.

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  5. Chissà se i comici attuali, in futuro, faranno parlare di sé come oggi viene ricordato Walter Chiari?
    Effettivamente Alessio Boni è stato bravissimo. In certi momenti sembrava veramente di aver a che fare con Walter Chiari.

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  6. Mi è piaciuta molto questa fiction, la storia di uno dei talenti spettacolari dell’Italia anni 60-70, fra donne stupende spesso mollate alla fermata di un treno, a volte raggiunte con voli intercontinentali soltanto per consegnare un mazzo di rose, fra tavolate goliardiche, elargizioni milionarie a fondo perduto, esplosioni di entusiasmi, buchi neri illuminati dal puntuale colpo di genio, come hai tanto bene descritto te, Walter Chiari è da annoverare tra i grandi attori degli anni 60-70.
    .

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  7. @ Ester

    E’ proprio vero: l’eleganza e lo stile degli uomini di quel tempo si è proprio persa.

    @ Quarchedundepegi

    Boni è stato strepitoso, commovente fino alle lacrime. Peccato le polemiche di Grasso e dello stesso figlio di Chiari. Hai letto l’aggiornamento?

    @ Lucia

    Un grande, non c’è dubbio. era una persona così splendida che gli si è persino perdonata la dipendenza da cocaina. Sempre che sia vero … Oggi un carisma del genere non lo si trova in nessun uomo di spettacolo. Stavo pensando quale comico possa essere considerato suo erede e mi era venuto in mente Brignano. Poi l’ho visto alle “Iene” … 😦

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  8. Non ho visto la fiction, a parte qualche trailer, perché a differenza di voi Walter Chiari non mi mai piaciuto. Sono nata alla metà degli anni 50, quindi quella stagione televisiva la ricordo, a me piacevano tanto Paolo Panelli, Bice Valori, Aldo Fabrizi.
    Walter Chiari mi dava l’impressione di essere quello che noi chiamiamo in Veneto: “Voria ma no posso”, non per niente era veronese, anche se di origine pugliese.

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