SANREMO 2012: TRA BATTUTE DA CASERMA E FARFALLINE, LA DECADENZA DI UN FESTIVAL


Pubblico di seguito, e solo parzialmente, la lettera aperta che la redazione del blog La 27esima Ora, de Il Corriere on line, ha indirizzato a Gianni Morandi. 

Pur non condividendo quanto sentito a proposito dell’esibizione del corpo delle donne come insulto nei confronti del sesso debole (ormai non più tale), poiché ritengo che quel tipo di esibizione sia una libera scelta e non rappresenti la totalità delle donne, condivido lo spirito della lettera.
Con rammarico mi chiedo se la tv, specie quella di Stato, debba abbassarsi a mettere in scena, su un palco che dovrebbe essere principalmente dedicato alle canzoni in gara (è o non è un festival della canzone?), siparietti di dubbio gusto con protagonisti personaggi noti cui viene data carta bianca, per attirare l’attenzione del pubblico televisivo. Se le canzoni non bastano a fare share, allora forse è il caso di calare definitivamente il sipario del teatro Ariston di Sanremo.

Caro Morandi,
è la prima volta che ci capita come blog 27esima ora di scrivere una lettera aperta a qualcuno. Lo facciamo con lei per spiegarle quel che non ci è piaciuto di questo Festival. Pur in una cornice tradizionale, il palco di Sanremo da oltre 60 anni dà ospitalità al talento e alla bellezza femminili. In una sequenza di scenografie fatte di fiori, luci, sorrisi semplici, all’Ariston è andata in scena una rappresentazione popolare del rapporto tra uomini e donne in Italia. Un Paese che ancora insegue quella che viene chiamata “maturità di genere”: l’equilibrio nel rapporto tra i sessi, la consapevolezza della propria diversità e complementarietà. Da Gigliola Cinquetti ad Alice, da Anna Oxa a Laura Pausini a Giorgia, i successi al femminile hanno composto in qualche modo la colonna sonora delle conquiste avvenute e dei cambiamenti in arrivo. Il nostro titolo per tutti: Quello che le donne non dicono, Fiorella Mannoia, 1987, premio della critica.

Questa volta non è andata così. Questa volta – con i sermoni decadenti di Celentano e il vestito svolazzante di Belén Rodriguez – il Festival è apparso un passo indietro rispetto al Paese di cui è stato a lungo uno specchio più leale: ci siamo trovate rinchiuse in una scatola machista e stereotipata, soffocate da una sceneggiatura vecchia, troppi sottintesi, troppe battute da caserma. La questione, lo avrà capito, è legata (anche) alla farfallina. Ma la questione non è la farfallina e neppure chi si è divertita a ostentarla. La signora Rodriguez ama giocare con il proprio corpo, fa consapevolmente la parte della donna oggetto, provoca gli uomini (e le donne). Il punto è che attorno a quel tatuaggio è stata costruita l’intera serata, la farfalla ha fatto ombra persino a Celentano: e resterà il simbolo dell’edizione 2012.

Sotto il vestito ognuno può metterci (o non metterci) quel che vuole. Il problema è piuttosto se una donna viene invitata sul palco a fare la valletta, dando per scontato che sotto il vestito non abbia null’altro che carne da mostrare. CONTINUA A LEGGERE >>>

3 pensieri riguardo “SANREMO 2012: TRA BATTUTE DA CASERMA E FARFALLINE, LA DECADENZA DI UN FESTIVAL

  1. Ti informo che lo share di Sanremo 2012 è stato piuttosto alto, così come il numero di telespettatori. Una chiusura mi sembra del tutto fuori luogo.

    Riguardo al fatto che si tratti di una gara canora, Sanremo è invece diventato anche uno spetatcolo televisivo da moltissimi anni. A te non piace, ma questo è Sanremo.

    Anche io ho trovato molte cose di cattivo gusto, “compresa” la farfallina che citi.

    Ma ho anche apprezzato i messaggi contro il razzismo e contro il pregiudizio sugli omosessuali. Messaggi civili e moderni, ben fatto!

    Bravo Morandi, bravissimo Celentano. Devo dire che hai avuto una caduta di stile notevole, Celentano, attaccando così brutalmente una persona (che non conosco e di cui non ho mai letto nulla), riguardo alle critiche alle riviste cattoliche invece mi sei piaciuto molto. Non condivido la tua certezza nell’esistenza di Dio, ma, come te, sono un democratico, e accetto che tutti esprimano le loro opinioni. Come showman sei sempre il numero 1! 🙂

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  2. @ Stefano

    A te Celentano è piaciuto a me no. E’ questione di gusti … anzi, di buon gusto. 😉

    A proposito di messaggi: dopo che Platinette ha reso noto il suo amore per gli etero e Morandi ha ribadito il proprio amore per gli omo, perché mai nel quadro iniziale della puntata finale del festival (quello dei baci allestito da Daniel Ezlarow) LE COPPIE ERANO TUTTE ETEROSESSUALI?

    Per me è ora di finirla con l’ipocrisia. Se davvero il messaggio che si voleva trasmettere era quello di pari dignità dell’amore etero e di quello omo (su cui io personalmente non ho nulla da obiettare), avrebbero dovuto avere il coraggio di presentare nel quadro di Ezlarow anche coppie omosessuali. Avrebbe suscitato polemiche? Certamente, ma non più di quelle sorte sul monologo di Celentano.

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